Lo scandalo delle esumazioni nella Torino Olimpica

Lo scandalo delle esumazioni nella Torino Olimpica

Non bastavano le infinite polemiche sui cantieri, sulla zona a traffico limitato e sui parcheggi sotterranei, la Torino Olimpica viene travolta dallo scandalo delle esumazioni, un disastro destinato ad avere ulteriori ripercussioni. Per ora, la giunta ha levato la delega ai cimiteri all’assessore Lodi e nomina una commissione d’inchiesta mentre la procura della repubblica potrebbe ipotizzare il reato di delitto contro la pietà dei defunti oppure una violazione al regolamento di polizia mortuaria che comporta sanzioni amministrative. Esumazioni accelerate, raccapriccianti i dettagli sui metodi di tali operazioni forniti dai familiari agli investigatori, comune ed ics, la cooperativa che cura i servizi cimiteriali cittadini, si scambiano accuse. Come scoppia questo scandalo?. Bisogna fare un salto all’indietro nel tempo e precisamente al 25 febbraio 2003 quando il Comune di Torino decide di avvalersi di una legge del 1990 che fissa a dieci anni il termine delle inumazioni (ad onor del vero la stessa legge assegna ai comuni la possibilità di anticipare o posticipare detta scadenza). Dal 1970 a Torino le sepolture duravano quindici anni ed erano gratuite: il Comune sostiene che i vecchi patti quindicennali sono decaduti nel momento in cui la legge ha ridotto i termini. Nel 2000 i cimiteri torinesi erano arrivati a contenere 60mila sepolture contro una soglia limite di capienza più bassa di quasi 40mila unità: non solo sovraffollamento alla base della decisione della giunta torinese di portare a dieci anni il termine delle esumazioni ma anche alti costi di manutenzione dei tumuli ed il numero eccessivo di sepolture concentrate nei campi che impedivano una corretta manutenzione e l’accesso alle tombe di anziani e disabili. Fin qui non ci sarebbe nulla da eccepire, il comune ha un progetto di riqualificazione dei cimiteri ed investe 31 milioni di euro. Resta da dire che il capitolo di appalto concesso alla cooperativa ics prevedeva tutela alla privacy ed assistenza alle famiglie!!. Quando scoppia?. Il passaggio chiave della vicenda è l’aumento di esumazioni quotidiane che passa bruscamente a fine marzo-inizio aprile dalle 30-40 alle oltre 100. Il comune si difende sostenendo che la richiesta è stata fatta dalla cooperativa ics che cura i servizi cimiteriali. L’obiettivo di questo salto sarebbe stata la tutela dei posti di lavoro minacciati dai minori servizi relativi alla manutenzione delle tombe. La ics, tramite un responsabile replica che nel 2003 le esumazioni erano state 4500-dovevano essere 6000, mentre nel primo semestre del 2004 sono già più di diecimila. Come mai?. Il responsabile risponde che l’anno scorso il comune aveva considerato prioritarie le proteste degli utenti relative alla manutenzione del cimitero e quindi la cooperativa de facto ha ridotto il numero delle esumazioni previste. Ciò ha provocato una diminuzione temporale del periodo previsto per il servizio: da ventiquattro a diciotto mesi. Si privilegia la quantità a discapito della qualità con i risultati che sappiamo, secondo la ics si rincorrono numeri e tabelle da rispettare, i posti di lavoro non c’entrano nulla. La ics dichiara inoltre che il comune era a conoscenza delle nuove procedure di scavo, operazioni su un campo di 100 tombe anzichè le 36 previste dalle normali procedure. Il campo deve essere preparato debitamente qualche giorno prima e protetto dalla vista del pubblico, in questo caso la ics ha preferito un trincerone a cielo aperto dove ogni giorno venivano estratte un centinaio di salme in simultanea. Bare spaccate a colpi di piccone, ossa frantumate, resti che non si sa a chi attribuire. Pare che il 20 marzo 2004 ci sia stata una prova generale di questa insolita innovazione e a sentire la cooperativa gli uffici comunali abbiano dato l’autorizzazione a procedere su questa linea. Spetta alla magistratura stabilire reati e responsabilità (il pm è Guariniello, uno dei personaggi più positivi di questa città olimpica) ma è necessario fare una considerazione. Il comune non ha esercitato il diritto-dovere di effettuare controlli sulla qualità dell’operazione e si è mosso tardivamente. Qualunque sia il motivo dell’aumento delle esumazioni, occupazionale e chiesto dalla cooperativa, rispetto della tabella di marcia visto il rallentamento, sarebbe interessante comprendere se è vero che è arrivato un avvallo sul campo, cioè dopo prova generale, da un solo ufficio comunale o se questo avallo è stato fornito direttamente dal comune. Quello che è certo è che non si è trattato di una semplice leggerezza.

Maya@valchisone.it
24 giu 2004

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