DOPING NEL CALCIO?. IL BOSS DEI BOSS TRENT’ANNI DOPO

DOPING NEL CALCIO?. IL BOSS DEI BOSS TRENT’ANNI DOPO

DOPING NEL CALCIO?. Dopo la morte prima di Mihajlovic e poi di Vialli sono uscite delle dichiarazioni che fanno riflettere. Ha iniziato Dino Baggio dicendo di aver paura dopo quanto successo. Molto più espliciti due ex giocatori. Uno Brambati ha parlato dell’uso del micoren un tempo tollerato ed oggi vietatissimo. Percepiva un miglioramento delle prestazioni e reazioni più veloci durante la partita. Un altro, Raducioiu ha narrato di inquietanti flebo di color rosa di cui ovviamente non ha mai chiesto lumi.

E che dire del famoso processo alla Juventus. Una serie di non ricordo non so ed un lungo elenco di antidepressivi (che in alcune pratiche spinte vengono utilizzati per abbassare l’ematocrito nel sangue e quindi non far risultare l’uso di sostanze dopanti nel sangue). Tutto ebbe inizio nella Germania dell’Est ed in alcuni laboratori di Lipsia.

Molti sport ad iniziare dal ciclismo hanno utilizzato gli sviluppi di questa tecnica e non tanto la tecnica quanto la capacità di nascondere il doping. Si ricorda il libro di un ciclista pentito che scrisse di doversi alzare durante la notte per pedalare in camera e non far diventare il sangue una sorta di marmellata.

Ora spero che ci sia la capacità di denunciare prima e non sempre dopo. L’omertà del gruppo non deve pregiudicare nè la salute dei giocatori e neppure i risultati. Indipendentemente da qualsiasi tipo di correlazione con i decessi di calciatori famosi che sono chiaramente tutti da dimostrare.

IL BOSS DEI BOSS TRENT’ANNI DOPO. Perchè in molti è diffusa la sensazione che il boss dei boss si sia consegnato o sia stato consegnato vista la malattia?. La considerazione è ricorrente lasciando perdere alcune trasmissioni e le dichiarazioni del ministro dell’interno a cui, una settimana prima, sarebbe piaciuto essere ricordato per l’arresto di Matteo Messina Denaro.

Perchè molti intuivano e sapevano ma nessuno lo prendeva. Pare evidente che il capo dei capi debba stare sul territorio per continuare a comandare. Almeno questo livello della mafia. Ed appare evidente che abbia goduto di protezioni. E’ finita comunque la stagione delle stragi. Uccisi i due uomini che sono andati più vicini al vertice vero e al potere, quello economico-politico che governa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.