MONDIALI 2022: DALLA BATTAGLIA DI SANTIAGO DEL 1962 CON DUE ESPULSI AL DRAMMA DELLA NAZIONALE IRANIANA. LA DURA LEGGE DEL GOL PER IL SENEGAL

MONDIALI 2022: DALLA BATTAGLIA DI SANTIAGO DEL 1962 CON DUE ESPULSI AL DRAMMA DELLA NAZIONALE IRANIANA. LA DURA LEGGE DEL GOL PER IL SENEGAL

MONDIALI 2022: DALLA BATTAGLIA DI SANTIAGO DEL 1962 CON DUE ESPULSI AL DRAMMA DELLA NAZIONALE IRANIANA. LA DURA LEGGE DEL GOL PER IL SENEGAL

Sono passati quarant’anni dal trionfo azzurro in Spagna. Quaranta anni e qualche mese visto che questo mundial si gioca in pieno inverno. Ho già espresso i sentimenti sul torneo qatariota.

Sono passati 60 anni dal mondiale cileno vinto dal magno Brasile (Amarildo, Zito, Vava) 3-1 sulla ex Cecoslovacchia. Roba da preistoria. Sessant’anni dalla vergognosa partita con i padroni di casa persa per 2-0 (Ramirez, Toro). Nota come la battaglia di Santiago!. Fu un articolo del resto del Carlino prima del via a scatenare nei cileni una rancorosa reazione. Santiago come “simbolo triste di uno dei paesi sottosviluppati del mondo ed afflitto da tutti i mali possibili”. Così si vergava. Anche Antonio Ghirelli per il corriere scrisse parole amare.

Gli articoli, riprodotti dalla stampa locale, indignarono i cileni. “Mica veniamo a dirvi quanto è povero il vostro sud ma esaltiamo la bellezza di Roma e Venezia” risposero quelli a denti stretti. Dal punto di vista sportivo nella prima giornata il Cile aveva battuto 3-1 la Svizzera mentre l’Italia aveva impattato 0.0 con la Germania (Ovest)

A dirigere l’incontro l’arbitro inglese ken Aston. Unico caso nella storia dei mondiali ad arbitrare due partite consecutive della squadra organizzatrice dei mondiali (L’Italia ad onor del vero ricusò un arbitro spagnolo). Al suono del gong fu subito boxe. David entrò duramente sull’undici cileno Leonel Sanchez.

Jorge Toro spinse David che reagì con poderose pedate nel fondoschiena del rivale. Al settimo minuto del primo round Ferrini fu espulso per un fallo sul cileno Landa. Parapiglia, pugno in volta a Maschio che dovette rimanere in campo sanguinante (le sostituzioni non erano ammesse). Ferrini resistette all’espulsione e venne accompagnato fuori dai carabinieri.  O dai buttafuori. Simile ad una rissa da discoteca. Altro scambio di pugni al trentottesimo quando Sanchez colpì al volto David. Nemmeno ammonito. Aston aveva perso il controllo della partita anzi del match di pugilato. Alla fine del primo tempo David cercò di realizzare il celebre calcio del karateka colpendo Sanchez sulla spalla. Lui però espulso Italia in nove e Maschio con naso fratturato a vagare per il campo allibito.

Eroicamente resistemmo fino al 74 quando Ramirez realizzò l’uno a zero. Partita anzi match di boxe chiuso da Toro nei minuti finali. L’Italia battè poi la Svizzera 3-0 ma fu comunque eliminata. L’inglese Aston non arbitrò più un match di pugilato mondiale nè in quella edizione nè nelle successive. Ammise anni dopo che avrebbe dovuto fermare la partita ma temeva un sommossa popolare. Una decade dopo arrivarono la fine drammatica di Allende e la durissima dittatura dell’amico yanqui Pinochet. Ci giocammo pare il 76 una finale di coppa Davis. Vincendola.

Ci troviamo a dover raccontare della prima doppietta del torneo. L’Ecuador ha fatto evaporare i padroni di casa da cui gli organizzatori si aspettavano almeno un passaggio di turno. E’ dunque Enner Valencia giocatore giramondo da tre anni con i turchi del Fenerbahce. Con i due gol della partita inaugurale sono 37 quelli realizzati in nazionale. Se sono rimaste a casa Colombia e Cile non due squadrette vuol dire che l’Ecuador ha un suo perchè e l’ha anche dimostrato. Come pensate però di fare una competizione a 48 squadre se non si riesce a farne uno decente con trentadue. Questa crescita somiglia alle promesse elettorali di taluno. Quota cento…centouno..centodue..centotre.

Calcio e non politica, sto sempre dalla parte del movimento verde e di questa rivolta delle donne e sociale. Molto anarcoide ma immarcabile. Salman Azmoun sembrava non dovesse essere convocato. Per via di un post schierato apertamente con il grido donne vita libertà. Poi corretto dietro pressioni. E’ partito dalla panca ci sarà un perchè. Si era espresso il giocatore Hajsafi il giorno prima. Con nitida chiarezza. Sguardi fieri ed inno non cantato. La partita è andata come è andata. Ha vinto la perfida albione per tanti a pochi. Sul secondo gol ho qualche perplessità perchè Maguire ha l’abitudine di allungare sempre le mani. Poi il buio lo stesso buio che avvolge il paese. La gente urla ya basta e non ha paura delle pallottole. Le leonesse persiane sono toste. Non bastasse la situazione nel loro paese (con la preoccupazione forte per il futuro) ci si mette anche l’infortunio al portiere a shockare la squadra. Non è facile donne vita libertà sorelle iraniane.

Sono sempre ziru tituli dears. Perchè i maestri hanno vinto un mondiale nel 66 quello nostro della Corea del Nord, i famosi ridolini gol di un dentista e pomodorini pachini al rientro per gli azzurri partiti per spaccare il mondo. Capita che un tiro di Hurst alla fine del primo over time rimbalzi contro la traversa e la palla schizzi fuori. Si vedrà secoli dopo che quel pallone non aveva varcato la linea. Fu il gol del tre a due con i tedeschi furibondi ed il guardalinee russo che parlava solo russo a gesti disse che era dentro.

I mondiali 2018 avevano lasciato l’amaro in bocca all’Iran e sportivamente preferisco ricordarlo così. Vittoria sul Marocco con autogol a tempo scaduto. Sconfitta di misura con la Spagna con gol di Diego Costa. Ultimo atto il Portogallo. Gol di Quaresma al 45 e rigore sbagliato da Ronaldo. Sembrava finita ma l’Iran allenato anche allora da Queiroz lottò fino all’ultimo secondo. Il finale fu convulso. Ammonita sua maestà ma avrebbe meritato il rosso fuoco. Arrivò il Rigore per l’Iran Ansarifard. 1-1. Portogallo senza fiato e all’ultimissimo una conclusione di Taremi sfiorò il palo sinistro. Spagna Portogallo 5 Iran 4 e fuori.L’Iran scese in campo con Beiranvand linea difensiva con Rezaeian Hosseini Pouraliganjii Haisafj centrocampo con Amiri Ebrahimi Ezatolahi Jahanbakhsh ed in attacco Taremi Salman Azmoun.

Il Senegal ha seguito quasi ossequiosamente la ritmica canzone degli 883…la legge del goal…la dura legge del goal in questo caso. Meglio degli orange per lunghi tratti. Gioco veloce, palla che fa i cento metri meglio di Jacobs. Il santone Van Gaal è stato aiutato dalla dea fortuna perchè è imbattuto da enne match. Capita che il tuo portiere vada in bambola e malgrado il bel gioco 1-0 per gli orange. Gakpo. Che hanno una bella squadra per carità ma sono parsi imballati. Il 2-0 è stata mera fuffa. Il calcio africano minaccia sempre l’impresone ma ogni volta la regola è quella: bel gioco, belle giocate ziru tituli.

Domani tocca agli hermani argentini hermani di profumi del quartiere Boca. Il quartiere degli immigrati, a proposito di immigrati. Messi ha l’ultima occasione di sentirsi Diego. La mano de dios ne perseguita i sogni dal suo primo mondiale disputato.

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