Il lago di Malanotte

Il lago di Malanotte

Nessuna cartina geografica riporta un lago con questo nome, ma in base alle indicazioni fornite dal racconto, lo si potrebbe individuare in uno di quegli specchi lacustri posti alla base della catena che dal monte Orsiera raggiunge la Cristalliera.
In base alle diverse versioni della leggenda, l’invaso più accreditato sarebbe il Chardonnet (Cartolina Originale d’Epoca, Formato Piccolo – Il Lago del Chardonnet nei Dintorni di Fenestrelle, Torino – Spedita nel 1941) . La vicenda che lo vide come scenario ebbe come protagonisti un giovane soldato dell’esercito piemontese, accampato al Col di Pian Real, e una ragazza di Gran Faetto che, in quel tempo di guerra contro la Francia, faceva la vivandiera.
Conosciutisi sulle rive del lago, essi avevano continuato qui a incontrarsi, e questo sentimento non rimase nascosto a lungo.
Un ricco pretendente, che aveva già chiesto e ottenuto dai genitori la mano della ragazza, cominciò a insospettirsi dal continuo rinvio del matrimonio da parte della giovane.
Roso dalla gelosia, egli la seguì un giorno mentre portava sù il cibo ai soldati, scoprendo così la sua relazione.
Poche sere dopo, approfittando del buoi, egli assalì il soldato nel luogo dove questi era solito incontrarsi con la ragazza, colpendolo a morte con una pietra (con un coltello in altre versioni) e liberandosi quindi dal corpo gettandolo in acqua.
Quando l’indomani si sparse la notizia del ritrovamento di un cadavere sulla riva del lago, la ragazza ebbe subito il presentimento su chi fosse la vittima e purtroppo presto ne ebbe conferma.
Si dice che ella morì consumata dal dolore e si racconta pure che in certe notti d’estate, si può scorgere lungo le sponde del lago una fiammella vagante.
E’ lo spirito della giovane che ancora cerca il suo perduto amore tra quelle sponde rocciose che la videro felice.

da “Leggende e tradizioni del Pinerolese” di Diego Priolo e Gian Vittorio Avondo (Centro Documentazione Alpina)

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