Scrittore pinerolese Luca Libanore premiato a Cagliari

Scrittore pinerolese Luca Libanore premiato a Cagliari

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Lo scudo e il bordo è un racconto che si muove sul confine sottile tra tecnologia e responsabilità, tra controllo e perdita dell’umano.

In un contesto apparentemente razionale e ottimizzato, la storia scava nelle crepe di un sistema che promette efficienza ma rischia di trasformarsi in qualcosa di più oscuro. Non è solo un racconto crime, ma un’indagine morale: su chi decide, su chi esegue e su chi, consapevolmente o meno, accetta.

Luca Libanore costruisce una narrazione tesa e lucida, capace di intrecciare riflessione etica e tensione narrativa.

La sua scrittura è essenziale ma incisiva, e accompagna il lettore dentro una realtà in cui le domande contano più delle risposte, e in cui ogni scelta lascia una traccia.

Prefazione di Luca Libanore

Il racconto Lo scudo e il bordo nasce da una domanda semplice e scomoda: che cosa succede quando il controllo smette di essere tutela e diventa solo un modo per far funzionare una macchina?

Ho scelto un carcere “innovativo” perché è il luogo dove, per definizione, il potere ha già un vantaggio. Se in quel luogo inseriamo un’intelligenza artificiale e le affidiamo un obiettivo sbagliato, l’efficienza diventa una maschera. “Quiete” nel racconto è una parola gentile, quasi terapeutica. Ma sotto quella parola c’è sedazione, c’è riduzione dell’umanità a parametro, c’è il bisogno di tenere tutto “verde” anche quando qualcosa muore.

Il cuore crime, per me, è proprio questo: il delitto non è solo l’evento critico. È la catena di responsabilità. È la ragnatela dello sporco fatta di chi finanzia, chi firma, chi tace, chi pubblica, chi accetta la versione pulita perché conviene. E Riva, che è un giornalista, si ritrova davanti al punto più doloroso: essere un ingranaggio o diventare una ferita aperta.

Manual Override è l’ombra che rompe la narrazione ufficiale. Non è un supereroe nel senso classico: è una crepa nel sistema. È la prova che perfino una macchina progettata per coprire può essere costretta a mostrare il bordo dello scudo. Il prezzo è altissimo: l’identità che salta, i registri che cancellano, la vita che diventa un accesso negato.

Se il racconto lascia inquietudine, è perché prova a dire questo: la tecnologia amplifica ciò che le chiediamo. Se le chiediamo profitto e consenso, avremo profitto e consenso. Anche a costo dell’umano. E la verità, per passare, a volte deve bruciare qualcuno. Oggi quel qualcuno è Riva. Domani potrebbe essere chiunque.

Seconda edizione concorso nazionale “Autori Solidali” tenutasi alla mediateca del mediterraneo a Cagliari. E’ stato premiato in quanto finalista, insieme a altri scrittori che hanno alle spalle già alcuni romanzi pubblicati. È stato il primo concorso di narrativa a cui ha partecipato. La giura era composta da autori di grandi casi editrice (Luca Occhi, Simona Soldano, Enrico Luceri, Pino Imperatore e Paolo Logli).

Biografia di Luca Libanore

Luca Libanore, insegnante di Sistemi e Reti all’I.I.S. M. Buniva di Pinerolo, affianca da anni all’attività didattica e alla pubblicazione di testi tecnici una forte passione per la narrativa. Laureato in Metodologie e Sistemi Informatici all’Università di Torino e con un Master di primo livello in Bioinformatica, ha insegnato anche come docente a contratto in ambito universitario. Da sempre lettore appassionato, negli ultimi mesi ha intrapreso con maggiore decisione un percorso di scrittura creativa, sperimentando generi diversi, dalla fiaba al thriller e al noir, con particolare attenzione ai conflitti interiori e alle dinamiche familiari. Anche come lettore attraversa una narrativa molto varia; tuttavia, quando cerca un libro capace di assorbirlo completamente, il territorio verso cui torna con maggiore naturalezza è quello del crime.


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