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Nel
pinerolese la località Talucco è da sempre conosciuta per la
produzione dell'omonimo tomino. Questa principale e tradizionale area di
produzione è molto ristretta e si trova nell'alta Val Lemina nei comuni
di Pinerolo e San Pietro Val
Lemina,
dove si contano ancora pochi produttori. Nel corso del tempo la
produzione si è allargata ad alcune località adiacenti, che presentano
caratteristiche territoriali e socioeconomiche molto simili: il
Grandubbione in Val Chisone, la Val Noce e l'alta Valle del Chisola.
Il Tomino del Talucco si presenta in piccole forme del peso di circa
50-80 grammi, con pasta fine, tenera e umida di colore bianco che
inscurisce con la stagionatura e deriva da solo latte di capra o
mescolato con latte vaccino.
I tradizionalisti e gli amanti dei gusti forti preferiscono il classico
tomino stagionato ("Tomin 'n compòsta"), dal sapore più
deciso, in particolare quello di pura capra. Tuttavia, è ormai
difficile da trovare in commercio poiché è prodotto soprattutto per il
consumo domestico. Dai più, invece, è consumato fresco, per gustare i
suoi sapori al naturale, o dopo una breve stagionatura, eventualmente
insaporito a piacere con pepe, timo serpillo. In questi modi è adatto
sia al termine di un pasto sia per spuntini leggeri, accompagnato da uno
dei vini DOC
del Pinerolese.
Il metodo di produzione è originale per questa parte dell'Italia e
differisce da quello di altri tomini piemontesi e lo fanno ricondurre
alla tipologia casearia di un Cacioricotta. Infatti, la lavorazione
prevede la "bollitura" del latte,
mescolando
quello munto la sera con quello del mattino, per poi far calare la
temperatura prima di mettere il caglio. La cagliata, rotta finemente,
viene estratta e messa in piccole formine di plastica, un tempo di
argilla, lasciando sgrondare il tomino su stuoie di segale (ma oggi si
usano anche stuoie in plastica alimentare) per circa un giorno per la
versione fresca, così da poter essere subito consumato.
Nella tradizione il Tomino del Talucco continuava ad essere
asciugato/stagionato sulle stuoie di segale sino per poi passare ad
un'ulteriore stagionatura in appositi vasi di terracotta (le "ule")
e conservato "'n compòsta", aromatizzato con pepe, anche per
diversi mesi.
Seirass
Il "seirass" è la tradizionale
ricotta diffusa in tutto il Piemonte, ottenuta riscaldando il siero di
latte vaccino, ovino e caprino, in purezza o misto.
Nelle vallate del pinerolese, in particolare
in Val Pellice e nelle Valli Chisone e Germanasca, si produce il Seirass
(o Saras) del fen. Questa tradizionale produzione avviene aggiungendo al
siero una certa quantità di latte e facendo stagionare le forme per
25-30 giorni, che successivamente sono avvolte con fieno di alpeggio che
diventa il caratteristico ed inconfondibile rivestimento.
Il Seiras viene degustato a fine pasto, come
dessert accompagnato da marmellate di mirtilli, di sambuco o da miele,
ma può anche essere utilizzato per preparare gustose ricette.
Fonte:
Cm pedemontata Pinerolose |