Trenta giugno 1908, ore 7,15 antimeridiane: una gigantesca
sfera di fuoco azzurro-bianco attraversa il cielo
siberiano di Tunguska e si abbatte sulle rive
del fiume Podkamennaya, 800 Km a nord-est del lago
Baikal. L'esplosione devasta oltre 2200 Km2 di taiga.
Violentissime onde d'urto si propagano miste ad una
pioggia nera che contamina irreparabilmente il
territorio per centinaia di miglia. Alberi giganteschi
spezzati come fuscelli. La scossa sismica
viene registrata negli osservatori di Mosca, Parigi,
Londra e Washington. Una deflagrazione senza eguali
nell'età moderna. Al centro del campo in fiamme
un intatto gruppo di alberi lascia intendere che
l'oggetto non abbia mai raggiunto il suolo e sia esploso
nell'atmosfera. Cosa è davvero accaduto ?
Il Times di venerdì 3 e sabato 4 Luglio 1908 imputa
i bagliori a condizioni atmosferiche prodigiose.
Gli anni trascorrono e la natura del fenomeno non
viene svelata. Nel 1946, l'ingegnere sovietico
Alexander N. Kazantsev sostiene l'ipotesi della
esplosione di un'astronave aliena in fase di
atterraggio per un guasto al sistema di propulsione
nucleare. Le analisi sulla composizione dei
frammenti eseguite dal Prof. Valentin Fomenko, dottore
in Scienze Tecnologiche e membro della Commissione
sui Fenomeni Anomali, affermano si tratti di un
oggetto la cui origine è artificiale, ma non terrestre.
L'ipotesi attuale più accreditata parla di un asteroide
di tipo roccioso di massa di alcune migliaia di
tonnellate e di moto pari a circa 40 Km/sec.
Il nostro Dipartimento di Fisica dell'Università di
Bologna, assieme a ricercatori dell'Istituto di Geologia
Marina del CNR di Bologna e dell' Osservatorio Astronomico
di Torino organizza nel 1999 una spedizione scientifica
in loco. Sono tuttora ignote le cause dell'accaduto.