IRAN: APPELLO DI AMNESTY PER FERMARE LA CONDANNA A MORTE DI JA FAR KAZEMI
Ja'far Kazemi, è a rischio di esecuzione imminente per la sua presunta partecipazione a manifestazioni antigovernative e per il probabile contatto con un gruppo di opposizione illegale, l'Organizzazione del Mojaheddin del popolo iraniano (Pmoi). La condanna potrebbe essere eseguita da un momento all'altro. Ja'far Kazemi, 47 anni, è stato arrestato il 18 o il 19 settembre 2009, dopo una protesta antigovernativa di massa che ha avuto luogo il 18 settembre ed è stato portato nel carcere di Evin a Teheran. È stato accusato di aver partecipato alla protesta, a cui hanno aderito centinaia di migliaia di persone, ma non aver commesso alcun atto di violenza. È stato condannato a morte con l'accusa di "comportamento ostile a Dio" e, come si crede, anche per "propaganda contro il sistema". È stato processato con almeno un altro uomo, Mohammad Ali Haj Aghaei, probabilmente condannato per gli stessi reati, ma Amnesty International non ha informazioni sul fatto che sia stato o meno condannato a morte. Secondo quanto riferito, Kazemi è stato interrogato dalle forze di sicurezza per mesi, e gli è stata fatta pressione affinché rilasciasse una "confessione" in televisione, che si è rifiutato di fare. Il 26 aprile 2010, Kazemi è venuto a sapere che la sua condanna a morte era stata confermata dalla corte di appello. Il suo avvocato, che ha avuto un accesso limitato al suo cliente, ha chiesto all'ufficio del Capo della magistratura un riesame straordinario del caso. L'esecuzione potrebbe avvenire in qualsiasi momento a meno che questa richiesta non venga accettata. Ja'far Kazemi era stato già arrestato perchè membro del Pmoi negli anni Ottanta e Novanta. Uno dei suoi figli è membro del Pmoi e vive a Camp Ashraf, dove alloggiano i membri del Pmoi in Iran. Gli altri condannati a morte a seguito delle proteste post-elettorali sono Amir Reza Arefi, Mohammad Amin Valian, Motahareh (Simin) Bahrami, suo marito Mohsen Daneshpour Moghaddam, loro figlio Ahmad Daneshpour, due amici, Hadi Gha'emi e Rayhaneh Haj Ebrahim, una donna e Abdolreza Ghanbari. http://www.amnesty.it/pena_di_morte_iran_carcere.html |