Un luogo chiamato libertà - Ken Follet
Pubblicata in data 6/5/2005

Siamo in Inghilterra, XVIII secolo, la rivoluzione industriale è agli albori. Mack McAsh è un robusto giovanotto che lavora, con i famigliari, nelle miniere di carbone di proprietà della famiglia Jamisson. A quel tempo, chi lavorava nelle miniere fino ai 21 anni diventava uno schiavo. Mack non ci sta: affascinato dagli ideali di libertà e uguaglianaza che andavano diffondendosi, si ribella e scappa. Ken Follet ci regala un quadro straordinario della pietosa e disumana condizione in cui versavano i lavoratori nelle miniere. Con le sue minuziose e magistrali descrizioni ci porta giù nelle nere e buie miniere, ci fa tremare per la paura di trovare il grisou, ci fa sentire la fatica di salire le lunghe scale.... Il romanzo si snoda lungo la vita di McAsh e altri affascinanti personaggi, tra ideali di libertà e profonde e passionali storie d'amore che vanno al di là della classe sociale. Mack continuerà la sua battaglia oltre le miniere dell'High Glen, fino a Londra e poi nelle piantagioni d tabacco in Virginia. Il libro è uno straordinario romanzo d'amore e di forza, i personaggi ti entrano nel cuore, così già come per "I pilastri della terra", precedente recensione. Follet è un maestro anche nel romanzo storico. Consiglio "Un luogo chiamato libertà" a chi ha voglia di restare per qualche giorno inchiodato al libro e vivere una storia di sete di libertà. vale@valchisone.it

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