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Martedì, 23 Febbraio 2016 15:42

Giai Phong! di Tiziano Terzani

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E’ il seguito ideale di Pelle di Leopardo, Terzani narra i tre giorni precedenti la presa di Saigon, una data impressa nella storia, 30 aprile 1975 ed i tre mesi successivi. Un diario sostanzialmente diviso in due parti. La prima descrive il terrore che aveva pervaso l’antica capitale per il prossimo arrivo dell’esercito del Vietnam del nord e del fronte di liberazione nazionale sudista. Terrore che si riassume nella frase: to whom it may concern, una lettera standard indirizzata “a chi legge” in possesso di migliaia di vietnamiti del sud che avevano avuto relazioni con l’esercito americano. A qualunque titolo, firmate da generali, graduati, semplici soldati. Sono i giorni dell’evacuazione, decine di voli di elicotteri che dai tetti dell’ambasciata o dai posti di ritrovo preordinati trasportavano via gli ex membri del governo sudista, i collaboratori, gli ex poliziotti, alti ufficiali dell’esercito, l’ARVN. Una specie di biglietto da visita per lasciare Saigon, presumibilmente vittima di un bagno di sangue o delle vendette dei vietcong, l’entità misteriosa che per dieci anni avevano combattuto una forza di più di 500mila soldati americani. La paura di un bagno di sangue e le contrattazioni con quella parvenza di governo legale rimasto si susseguono a ritmo veloce, descritte con la solita ironia di Terzani. Ma il bagno di sangue non ci fu: in un silenzio assordante i primi carri armati vietnamiti entrarono in Saigon senza colpo ferire. E’ la seconda parte del libro, i tre mesi successivi, quel che la rivoluzione avrebbe potuto essere. Fu una grande festa di popolo, malgrado la Saigon dei night e delle prostitute, la Saigon che viveva di piccoli e grandi traffici temesse come la peste l’arrivo dei terribili vietcong della propaganda. Avevano molto da temere anche gli ex ufficiali dell’esercito o della polizia segreta. Saigon cambia nome, diviene Ho Chi Minh e al posto della corruzione e dei traffici compaiono di bo-doi, giovani contadini, operai, studenti dell’esercito vietnamita. Sono rispettosi, idealisti fino al midollo, permeati di ideologia idealista ed egualitaria. Non ci fu un bagno di sangue e nemmeno le temute vendette, i vincitori chiedevano al popolo di dimenticare, il Vietnam era finalmente riunito, chi aveva sbagliato l’aveva fatto perché costretto dagli americani. E’ Il Vietnam che lentamente si trasforma o viene costretto a trasformarsi malgrado le resistenze, piccole di piccoli gesti. Le prostitute che pensano di poter riprendere la vita di prima, le bancarelle, la droga. Il nuovo governo non usa la forza, cerca la persuasione, pare comunque aver presente le profonde differenze tra Nord e Sud, invita, nello spirito di riconciliazione, i vecchi servitori di Thieu ad autodenunciarsi. E’ Il Vietnam dei can bo, i quadri politici del fronte nazionale. Diviene il Vietnam del hoc tap, la rieducazione, dichiarazioni collettive di pentimento. Per i meno compromessi tre mesi, per gli alti gradi che non sono riusciti a scappare mesi se non anni. In questi tre mesi è una gestione intelligente dei rapporti con le minoranze: quella cattolica potentissima che ha avuto ottimi rapporti con il regime e ne è stata parte integrante. Il Governo Provvisorio non vuole soffocare, anzi, permette persino l’uscita di un mensile di indirizzo cattolico. E’ il Vietnam delle famiglie spezzate, figli che tornano dal Nord dopo essersi rifugiati nel 1954, figli che sono partiti in America perché troppo compromessi. Ma sono intere famiglie che si ricompongono, si ritrovano dopo venti anni, genitori che ritrovano i figli, fratelli che si riabbracciano. Non solo i racconti dei reduci ma anche interviste con i generali del Nord e del fronte protagonisti dello storico evento. E’ la parte più intensa di Giai Phong!, quella che rende meglio il 30 aprile 1975, Saigon liberata, il Vietnam ai vietnamiti. Insieme alle centinaia di episodi piccoli o grandi di vita quotidiana raccontati da Terzani senza invadere, con leggiadra partecipazione: è lo stesso spirito del vietcong che entra a Saigon e resta a bocca aperta per lo stupore. L’illusione di questi tre mesi durò poco. Ad una dittatura se ne sostituì un’altra ben più riprovevole visto le speranze che aveva suscitato. Breve cronistoria della guerra del Vietnam. Maggio 1954 segna la definitiva sconfitta francese in Vietnam Il 20 luglio vengono firmati gli accordi di Ginevra. Il 17 parallelo viene fissato come linea di demarcazione provvisoria: al Nord dovevano concentrarsi le forze comuniste dei Vietminh, a sud le alleate con i francesi. Entro il 1956 si sarebbero dovute tenere le elezioni generali. Un anno dopo gli americani sostituiscono i francesi come consiglieri dell’esercito sudvietnamita Cinque anni dopo ad Hanoi nasce il FLN per il Sud Vietnam Sempre nel 1960 muoiono i primi due soldati americani: il numero dei consiglieri un anno dopo ammontava a 3200, nel 1962 i soldati americani presenti sono 12mila. Nel 1963 anno dell’omicidio di Kennedy il numero aumentò ancora di 4mila unità. Nel 1965 iniziarono i bombardamenti contro il Vietnam del Nord: l’americanizzazione del Vietnam, sotto l’amministrazione Johnson procede a ritmo spedito. Dal 1965 al 1969 l’impegno americano divenne consistente: in termini numerici le truppe passarono da 300mila a 543mila. Una guerra costosissima. Nel 1968 l’offensiva del Tet costringe gli americani a fare una prima riflessione sulla guerra: dal nord attraverso il sentiero di Ho Chi Minh continuano ad affluire uomini e mezzi. Non ci sono visibili progressi misurabili sulla carta. Il governo del sud è sempre preda di voci circa colpi di stato. Durante l’offensiva del Tet alcuni uomini penetrano persino nell’ambasciata americana a Saigon. Centinaia di obiettivi vennero attaccati in tutto il sud: l’offensiva venne respinta ma è il punto più basso della guerra; l’opinione pubblica americana per la prima volta si schiera contro Il massacro di My Lai fa il resto. Dal 1968 è Nixon a guidare l’amministrazione americana: ha promesso un progressivo disimpegno e lancia la parola d’ordine della deamericanizzazione. Tuttavia autorizza bombardamenti illegali in Cambogia per fermare i rifornimenti. Nel 1970 i sudvietnamiti invadono il Laos. Nel 1972 inizia l’offensiva di primavera decisa dal FLN e da Hanoi per tentare di dare la spallata definitiva: l’esercito sudvietnamita addestrato dagli americani dimostra la sua inefficienza. Accanto alla guerra procede la diplomazia: Washington ed Hanoi tentano di concludere un accordo, a cui il premier sudista Thieu si oppone ripetutamente. Riprendono i bombardamenti del Nord, poi sospesi. Il 28 gennaio 73 viene firmato l’accordo di cessate il fuoco che non fermò i combattimenti ma mise fine alla presenza americana in Vietnam. Nel 1974 i vietcong occuparono il Delta del Mekong, mentre Nixon si dimise per lo scandalo del Watergate. Il successivo anno di guerra portò alla liberazione di Saigon.

 

maya@valchisone.it

 

Si vota il 12 ed il 13 giugno 2004. I seggi saranno aperti dalle 15 alle 22 di sabato e dalle 7 alle 22 di domenica. La scheda è di colore azzurro. In Provincia di Torino si vota in 240 comuni, otto sono sopra i 15mila abitanti. Nei comuni sotto i 15mila abitanti si vota con il sistema a turno unico. Pinasca. Due liste civiche: Progetto democratico candida Bourlot Marco, la lista del Pino- Indipendenti candida Bonino Igor Alessandro. Abbiamo ricevuto il programma della lista del Pino-Indipendenti di cui segue un breve riassunto. Se la lista Progetto democratico vorrà spedirci il suo saremo lieti di pubblicarlo. Precisazione doverosa LA LISTA DEL PINO- INDIPENDENTI Lista che ha sorretto l'amministrazione uscente, dichiara di aver scelto candidati di forte esperienza amministrativa e candidati nuovi che permetteranno di allargare la rappresentatività. Le idee concrete alla base della linea guida dell'amministrazione. Cosa significa idea concreta per la lista?. "Indirizzo di governo che si sviluppa quando il desiderio di migliorare il proprio territorio poggia sulla capacità amministrativa e sulla capacità di riconoscere le priorità e sulla volontà di ascoltare i cittadini". Volontà mi piace, è più di desiderio che significa vorrei ma se posso. Ascoltare i cittadini deve essere una priorità. Si dice che le esigenze dei cittadini sono state accolte e valutate senza pregiudizi e, se fattibili, realizzate. Nella prima parte che definirei di premessa sono ricordate le opere realizzate: i nuovi ambulatori, i marciapiedi lungo la S.R. 23, numerose reti fognarie, la scuola dell'infanzia statale, l'ampliamento della scuola primaria statale, asfaltatura strade, la sistemazione dei danni causati dalla bufera di vento del 1999, dall'alluvione del 2000 e dalle pioggie del 2002, il ripristino del sentiero delle Carbonaie, l'ampliamento dell'illuminazione pubblica, la salvaguardia del territorio, la riqualificazione dell'area cimiteriale. Si parla di crisi della vallata e ci si augura, meglio si auspica che l'evento del 2006 possa rappresentare uno stimolo allo sviluppo: in ogni caso la lista dichiara che saprà cogliere le opportunità legate a tale evento. Altro tema toccato in premessa è il trasferimento agli enti locali da parte dello Stato: si ricorda che sono sempre più frequenti i tagli di questi trasferimenti. L'intendimento della lista del Pino per quanto riguarda tasse, imposte e tariffe comunali è quello di limitare l'aggravio contributivo a carico dei cittadini ai soli adeguamenti degli indici ISTAT e al recupero degli aumenti effettuati da parte di altri e di terzi al Comune. La lista si impegna: a difendere la vivibilità con il sostegno e la promozione delle iniziative che favoriscono il mantenimento ed il miglioramento delle strutture sociali a promuovere e sostenere le iniziative legate alle attività sportive asalvaguardare l'ambiente alla ricerca di collaborazione con le diverse forme di volontariato a sostenere le iniziative di ricerca sulle tematiche storico-culturale e tradizionali a mantenere l'attuale linea politica in seno al Consiglio della Comunità Montana, Conferenza dei Sindaci, ACEA, ASL10 Il programma per il 2004/2006 è stato già approvato in sede di bilancio (almeno questa è la mia interpretazione): Si prevedono: nuovi interventi di asfaltatura, razionalizzazione dei locali destinati alla Polizia Municipale e all'Ufficio Tributi, acquisto di un terreno per la realizzazione di nuovi servizi, completamento opere di riqualificazione del sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta e del muro perimetrale dell'area cimiteriale, interventi di valorizzazione nel vallone di Gran Dubbione, interventi di arredo urbano e toponomastica, allestimento nuova sede della Biblioteca, intervento di riqualificazione nelle zone sentiero panoramico Rio Gran Dubbione, fontana dell'Orsa. Sono previsti durante l'eventuale mandato ulteriori interventi relativi a: prossima apertura dei quattro nuovi ambulatori, ampliamento della sede stradale di Corso Regina per collegamento a prossima variante S.R. 23 e nuovo ponte, realizzazione di una piazzola a servizio degli elicotteri di soccorso, interventi di miglioria area cimiteriale e piazza Santa Maria Assunta, installazione di nuove barriere stradali in più punti della viabilità cittadina, incarico all'Ufficio di Piano della comunità montana per la stesura della terza variante al piano regolatore generale con incremento delle superfici ed adeguamento ai parametri di riferimento relativi ad edilizia residenziale e aree a destinazione industriale, artigianale e commerciale, considerando il quasi totale esaurimento delle disponibilità urbanistiche presenti nella seconda variante approvata nel 1998, interventi di riqualificazione viaria ed urbanistica in via San Pio X, con collegamento da via Monviso a via Alpi Coazie, aggiornamenti e segnalazioni sul territorio di percorsi fuori strada, intervento di potenziamento e miglioria delle aree destinate a parco giochi, completamento rete di illuminazione in via Vittorio Emanuele II ed incremento punti luce nelle borgate e nei concentrici, realizzazione di locali destinati a centro sociale di incontro per la terza età. Lo spazio elezioni 12-13 giugno resterà open. Si possono segnalare eventuali comuni (valchisone in primis, pinerolese) non citati nella panoramica di ieri con relativi programmi, è possibile inviare programmi elettorali di comuni citati o di liste che si presentano per la presidenza della Provincia o alle Europee: chiedo, data l'alto numero di e-mail che ricevo in questi giorni, di citare nell'oggetto l'argomento. Potrebbe variare lo spazio di pubblicazione a seconda del momento o negli articoli o nelle news, in ogni caso in primo piano. Ringrazio tutti coloro che si sono complimentati per l'iniziativa: il nostro scopo è aiutarvi a capire programmi ed idee delle liste che si candidano nel vostro comune, senza pregiudizi. Se volete scrivermi: Maya@valchisone.it Risponderò a tutti

Dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses

 

Il caso del giorno qui al villaggio giornalisti è quello dell'ungherese Fazekas, oro nel lancio del disco, prima sospeso, poi squalificato e privato della medaglia per aver tentato di scambiare la provetta sua con quella di un lontano parente che attualmente vive in un oscuro villaggio magiaro (boscaiolo dopato pur esso ma meno). Ho seguito l'Italpallavolo rosa contro Cuba insieme a Gianina e a due colleghe de L'Avana. Da undici anni, più o meno, l'onu vota la condanna dell'embargo a Cuba e più di 140 paesi in questi undici lunghi anni hanno respinto la sanzione. A favore hanno votato e continuano a farlo gli Estados Unidos, Israele e le isole Marshall. Poi gli Estados Unidos ricambiano il favore ogni qual volta si deve sanzionare un comportamento non irreprensibile di Sharon nei confronti dei palestinesi. L'Europa che ha interessi notevoli chiede a Fidel qualche apertura democratica ed è quello che chiedo anche io. Centotrenta personalità del continente sudamericano tra cui due nobel per la pace, Menchù e Equiver ed un nobel per la letteratura, Marquez Gabriel Garcia (con l'aggiunta della sudafricana Nadine Gordimer) hanno espresso la preoccupazione che dopo l'Iraq tocchi a Cuba. Avete ragione dico alle inviate prima del match però Fidel ha spinto duro negli ultimi tempi. Poi mi giro e vedo la democraticissima Cina e lo sottolineo dieci volte, quelli di piazza Tien an Men, per capirci, quelli dei furgoni della morte, quasi cinquemila condanne all'anno ( e prigioni gulag) che non solo non riceve sanzioni ma accoglie capi di stato pronti a fare affari per le imprese di casa e si becca pure le Olimpiadi e diventa partner di To2006. I diritti umani valgono solo per Cuba o Cuba sconta e sconterà la rabbia degli Estados Unidos che si son visti crescere il comunismo sotto il naso?. La Cina è promossa perchè il suo mercato vale miliardi di profumatissimi dollari. Sono i soldi che muovono il mondo, non gli ideali o la giustizia: cosa ne sarebbe stato di Cuba senza embargo?. La democrazia dell'America Centrale e meridionale è stata spesso in mano a dittature sanguinarie (ricordate i desaparecidos), appoggiate dagli Estados Unidos che giudicano Cuba o a democrazie malferme. Nei villaggi maya non sanno neppure cosa siano le schede elettorali, mi vergogno di un mondo che ha dopo la guerra mondiale numero due ha avuto regimi come quello cileno di Pinochet, come quello argentino di Videla, gli squadroni della morte. Ma anche la rivoluzione culturale e Pol Pot. E' finita al tie-break: avanti Cuba, dominio Italia, vittoria Italia, dominio Cuba. Nel secondo set dispetti con urletti di gioia rivolti al muro avversario, Poggi brava a far punti, magnissime non solo come bellezza Jenny Barazza e la Ortiz. Simona Rinieri non so perchè spesso in panchina. Tie break, quindici a dodici per l'Avana, la Ruiz, capitana, devastante. Cina tre a zero contro il Giappone, rivincita storica. Oggi è il giorno di Alessandra Sensini, classe mistral, in testa dopo l'ultima regata, è perlomeno bronzo. E' il giorno anche dei quarti per l'Italvolley maschile contro l'Argentina. Pomeriggio indimenticabile per il setterosa: 6-5 agli Usa, al terzo quarto erano avanti le americane per 4-2, ultimo punto a due secondi dalla fine. Fort Alamo è stata una bazzecola. Giovedì, finale con la Grecia, Gianina è avvisata c'è di mezzo anche la rivincita dopo il flop dell'Italpallanuoto maschile, piscina sicuramente stracolma, affidiamoci, come succede a noi italici, al buon gusto degli arbitri. Sempre giovedì Italpallacanestro contro Portorico, il Dream rischia contro la Spagna di Gazol. Spiccioli: nel ciclismo a punti, Ciccone ottavo. Semifinale per il K1 500 metri donne con Josefa Idem, con il k2 500 metri Rossi/Bonomi e con il k2 500 metri con Andrea Facchini. Nell'equitazione prova individuale di salto Juan Carlos Garcia, colombiano adottato dall'Italia è secondo. Eliminati nei duecento metri Howe e Terrieri. Il dieci per cento possiede l'ottanta per cento delle risorse, il Mozambicano raccontava che la mortalità infantile del suo paese è al 127 per mille. Nel 2004 ogni mille piccoli mozambicani nati 127 non riescono ad arrivare a cinque mesi o a cinque anni. L'Africa è così, ci sono decine di Mozambico. I bambini saltano sulle mine o muoiono di aids o vengono sgozzati dal machete ruandese. O è il Darfur, un genocidio per volta, non spingete, tanto chi può intervenire sta a guardare. Nelle nostre scuole abbondano i gadget di successo, in Africa non sanno cosa siano le scuole ma nemmemo i vaccini per malattie che qui nell'eden erano patrimonio dei primi del novecento. Continuate a fregarvene, poi non stupitevi dei milioni di persone che premono alle frontiere. Anzichè invocare espulsioni domandiamoci perchè questi milioni spendono duemila euro per viaggi avventurosi su barconi-carrette. Per costoro vivere in mezzo alla guerra, alla povertà, alla fame, all'aids è lo stesso che morire nel Mediterraneo, forse meglio. Non vi sembra alquanto iniquo: parliamo di miliardi di persone. E Lula riuscirà a realizzare il piano fame zero, dare da mangiare tre pasti al giorno a tutti i cittadini brasiliani. In Brasile ci sono centinaia di migliaia di bambini, i neninos de rua, che vagano per le strade senza arte nè parte, abbandonati come noi abbandoniamo i cani. Ma sono i bambini di Santo Domingo, dell'India, del Bangladesh, della Thailandia. Colpa di chi, di Fidel Castro o di chi ha appoggiato dittature sanguinarie e democrazie che si reggevano sugli input del Fondo Monetario Internazionale?. O chi accetta che pochi possiedano tanto, paesi in cui la colonizzazione non è mai finita. Vi consiglio sul FMI un libro di Joseph Stiglitz, la globalizzazione ed i suoi oppositori: Stiglitz è un nobel, consigliere di Clinton, professore e membro della Banca mondiale, non certo un'antiglobalizzatore. Vi consiglio un viaggio in Argentina teleguidata dagli economisti del Fondo Monetario Internazionale, un'ente che ha prodotto disastri in serie con ricette ultraultraliberiste. Vi consiglio la lettura di Quando dio ballava il tango di Laura Pariani, l'Argentina è stata fatta a pezzi, ci vorranno decenni per ricostruire il tessuto sociale, peggio della dittatura della sconfitta alle Malvinas. Decathlon, Paolo Casarza è ventisettesimo. Cammarelle, pugile peso massimo venerdì sfida in semifinale il russo Povetkin, mal che vada è già bronzo. Crolla la magna Italia di fronte all'Argentina del tango mancato, nel 1940 reddito pro capite uguale agli Usa: simbolo è tal Teves, ragazzo dei barri, poverissimo, tecnica e rabbia; suo l'uno a zero. L'italia viene travolta dai suoi nipoti lontani: tre colpi a zero senza lotta. Proteste dell'inviato vietnamita che seguiva sulla rai nostrana il nuoto sincronizzato: ad ogni esercizio, due pubblicità. Non ha capito se ad essere sincronizzato era il nuoto o lo sponsor. Non ho saputo rispondere.

 

Maya@valchisone.it

Lunedì, 15 Febbraio 2016 08:41

Mesto ritorno

Scritto da

Inserito il 28 marzo 2005 alle 13:40:34 da cris.
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Questa mattina il quotidiano La Stampa, nella cronaca di Torino titola: “Adriana e Adina, ultimo viaggio in una bara”…sono le due vittime del crollo della palazzina nella periferia di Torino avvenuto all’inizio di febbraio. Alcuni giorni fa Padre Lucian Rosu, parroco della chiesa rumena di via Accademia Albertina, ha concelebrato con Don Luigi Ciotti la cerimonia funebre della donna, che, emigrata dalla Romania vi aveva lasciato un altro figlio di circa 6 anni, rimasto con i nonni. Vittima del miraggio italiano, commenta un giornale rumeno citato dal quotidiano torinese. Per una volta corpi a cui è dato il nome e la dignità di riposare sul suolo patrio, molti non hanno neppure questa opportunità. Ad Adriana ed alla sua figlioletta Adina è stata offerta da associazioni di volontariato che si sono fatte carico delle spese di trasporto delle salme fino a Bacau. Adriana ed Adina sono solo due nomi del dramma quotidiano di molte famiglie che dalla miseria hanno tentato il salto nel buio emigrando. Cittadini del sud del mondo che nulla hanno da perdere perché più nulla è in loro possesso, neanche la speranza…allora non importa come scelgono un viaggio senza ritorno, Il mio non vuole essere un facile pietismo ma solo un pensiero di pace, un momento di tregua.

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