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Tra poche ore sapremo quali sono stati i risultati del ballottaggio nelle principali città. Sui principali giornali alla voce vittoria o sconfitta di Renzi, come se un voto cittadino avesse realmente valenza nazionale, è stata dimenticata Napoli. Se volessimo ragionare in quest'ottica sarebbe la prima vera sconfitta renziana in questa tornata elettorale: la candidata pd neppure al ballottaggio.

 

Si dice che tra Torino, Roma e Milano portare a casa zero sindaci sarebbe un segnale d'allarme. A Milano i due candidati hanno detto cose simili per due settimane salvo concedersi il lusso sul finire di entusiasmare i rispettivi elettorati con più insulti che programmi.

 

A Roma il pd il sindaco l'aveva. Ignazio Marino. Sarà questa la vera sconfitta di Renzi, perdere la città con un candidato che non aveva neppure granchè voglia di candidarsi. A Roma è parso che nessuno avesse ed abbia reale intenzione di vincere. La vera sfida, forse, è proprio Torino. Non ci aspettava nell'entourage fassiniano un ballottaggio dopo la spinta dell'ultima settimana. Chiara Appendino forse non credeva di arrivare al ballottaggio e con notevoli speranze di vincere. Non è parsa almeno finora una corsa al voto. Si è persino parlato di programmi ma anche a Torino non è disfida nazionale con valenza nazionale. Il sistema Torino sempre lui da decenni contro il nuovo di un movimento che non è partito e che afferma che destra e sinistra non esistono più. Il vero segnale semmai è l'astensionismo. La nuova dc alias il pd renziano non attrae non ha appeal non ha territorio. Il movimento cinque stelle è alla prova governo forse per la prima volta avrà l'opportunità di governare grandi città. Salvo autogol alla Pizzarotti. Per il resto scompare la destra dove divisa (alla resa dei conti Berlusconi-Salvini) la sinistra attende di essere partito nazionale e non un'insieme di comune. Gli elettori di sinistra non capiscono più i mille rivoli e le mille divisioni. 

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:17

BELGIO-ITALIA 0-2, BUONA LA PRIMA

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Una bella Italia, coraggiosa e vitale ha superato il Belgio nella prima partita di questi europei francesi 2016. L'amichevole disputata qualche mese fa e vinta dal Belgio per 3-1 faceva presagire una serata durissima. Dall'altra parte una squadra forte dell'ora o mai più come succede spesso alle nobili incompiute. L'Italia ha saputo ribaltare alquanto nettamente il pronostico giocando da squadra, soffrendo per alcuni errori nelle ripartenze ma sostanzialmente creando le due tre palle gol che avrebbero potuto marcare ancora più nettamente la differenza.
I gol di Giaccherini (lo stop valeva da solo l'assegnazione del gol) e Pellè nel finale resteranno nel tabellino come la convinzione che questa squadra poco considerata forse non avrà lo stesso talento delle meravigliose d'Europa ma ha grinta, talento e gioco d'insieme. Sontuosissimo Bonucci, ormai senza timore di essere smentito, tra i difensori più forti d'Europa, immenso il centrocampo Candreva-Parolo soprattutto il primo, enorme spirito di sacrificio di tutti. Il 4-4-2 con gli interpreti di ieri sacrifica la fantasia ma rende monolitica la squadra, veramente armoniosa nella prima frazione. Una parola a parte merita Pellè. Voluto fortissimamente da Conte in formazione a dispetto delle ironie, ha segnato un gol, poteva farne un secondo ed un terzo. Miracolo del portiere belga nella seconda frazione, errore nella prima frazione. Il giocatore del Southampton ha il merito di tenere alta la squadra, arrivare su tanti palloni alti e non arrendersi mai. A fare i perfezionisti forse o Immobile o Insigne al posto di Eder che fatica a vedere la porta ma ha dalla sua una copertura ossessiva. Con un Darmian diverso dal brutto esordio di ieri sera lo schema potrebbe essere mantenuto anche nelle prossime partite, prima Svezia e poi Irlanda.
Il Belgio delle stelle è atteso da immediata rivincita. Tanti nomi, tanti fuoriclasse, una rosa mostruosa che ha dimostrato per pochi attimi di poter essere squadra. Buona la nostra prima, insomma.

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:15

ITALIA-SVEZIA CONTA IL RISULTATO

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L'Italia 2016 non è una squadra ricchissima d'individualità ma ha il merito essenziale di crederci fino alla fine. Con la Svezia è stata una partita d'una bruttezza infinita, noiosa, stancante. Zero tiri in porta nel primo tempo. L'Italia anti Belgio era squadra che s'infilava nello spazio, spazi che i belgi per caratteristiche tecniche sanno difendere poco, quella di oggi era costretta a giocare, proporre attaccare. In panca Insigne e Bernardeschi, un pò di tecnica a sprazzi, nel primo tempo Eder-Pellè confermata coppia d'attacco non ne vedeva una che una. Alla Svezia, in fondo, il pareggino poteva stare bene tenuto conto che passano le quattro migliori terze. Chiellini inseguiva Ibra ovunque anche nello spogliatoio e la luce svedese era spenta. Si sprecavano i commenti su Eder, Pellè, Conte persino Florenzi. Il clichè della ripresa non era diverso. Ancora il nulla se non qualche movimento. Gli svedesi sono campioni freschi freschi under 21 ma quella squadra era organizzazione, diligenza, applicazione degli schemi. Talento poco. Quel poco talento inserito in prima squadra non sposta l'equilibrio nordico perchè chiuso Ibra son chiuse tutte le opportunità. Un tiro in porta fino alla fine. Il primo sussulto al minuto ottantadue con una traversa di Parolo. L'Italia ci crede, in precedenza fuori l'impalpabile Pellè (zero palle giocabili..). Al minuto ottantasette un certo Eder si è ricordato di quando faceva sfracelli nella Sampdoria. In mezzo a quattro tiro imparabile. Basta ed avanza per arrivare a fine partita. Conta il risultato come si dice.

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:07

PELLEGRINI SOLO QUARTA - LA VISTA CHINESA

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PELLEGRINI SOLO QUARTA - LA VISTA CHINESA Dunque la divina Pellegrini come gridano i commentatori fallisce l'appuntamento con l'oro olimpico e si scatena un dibattito terrificante. Succede di sbagliare dopo tanti successi, anzi. Certo non tutti sono come il cannibale Phelps ventunesimo oro, 25 podi in quattro edizioni olimpiche presumo un record tra i record. Vince l'Italia del volley schiacciando 3-1 gli Usa con una partita di spessore e di muri di cemento. Le ragazze dopo lo 0-3 serbo crollano anche contro la Cina. Bene la pallanuoto Spagna e Francia alle spalle, due vittorie convincenti. E l'olimpiade al momento di Katinka Hosszu, tre ori record stracciati a ripetizione. E' stata l'olimpiade delle egizie Nada Meawad e Doaa Elghobashy. Nel beach volley femminile battute da Marta Menegatti e Laura Giombini: si sono presentate coperte da testa ai piedi scatenando il tifo carioca per loro. Peccato che la telecronaca sia stata incentrata quasi ripetutamente ed ossessivamente sul loro look Siamo sesti nel medagliere con tre ori quattro argenti e due bronzi. Primeggia il canottaggio con ben tre barche in finale e qualche speranzella di medaglia. Ottimo podio della Longo nella gara di ciclismo su strada che oggi chiuderà i battenti. La vista Chinesa splendido panorama e gara invero insolita rispetto alla media olimpica (ovvero gare di bassa intensità) ha visto due cadute tra le tante che hanno cambiato il corso della gara. Il giorno prima il fato si era accanito con Nibali caduto in scivolata nella durissima discesa quando presumibilmente si stava involando verso l'oro. Il giorno dopo replay con la terrificante caduta dell'olandese Van Vleuten anche lei in grande spolvero. Da tragedia sfiorata a tragedia sportiva con Mary Abbott ripresa ad un chilometro dall'arrivo e solo quarta.

 

 

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