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By Maya

Perugia conquista gara uno della finale superando al tie break Bergamo. Finale in apnea, 16-14 nel quinto, straordinaria prestazione di Mirka Francia Vasconcelos autrice di 33 punti. Per Bergamo, Kilic e Grun 17. Ottava finale per le lombarde, la quarta per le umbre, due perse, una vinta nel 2003. Prima e seconda del campionato, un dominio incontrastato. 25-22, 23-25, 25-19, 20-25, 16-14. Primi due set equilibrati, terzo dominato dalle umbre, quarto dalle bergamasche, il quinto equilibratissimo.

Primo set conquistato dalle umbre dopo una rimonta di sette punti. La Kilic non è il solito martello e Bergamo non ha terminali offensivi in grado di contrastare la supersonica Vasconcelos. A fasi alterne anche il secondo a dimostrazione dell’equlibrio tra le due squadre. Più solida Bergamo, più effervescente Perugia, scambi spesso spettacolari. Prima parte di set con le umbre in vantaggio (10-6 e 12-8). Fuori la Kilic, in giornata no, Bergamo torna in partita anche grazie a Jenny Barazza tornata su livelli ottimali. Il 14-14 segna lo spartiacque dell’equilibrio, 16-17 primo vantaggio per le lombarde. Incerto l’esito, scambi appesi ad un filo sottile. Si arriva al 22-22, due punti della Barazza ed un muro vincente spezzano il filo. 1-1, come da previsione, sarà finale lunga.

Il terzo è lo show della Vasconcelos. Inizio fulminante di Perugia 4-1 con aces della Aguero che poi vittima dei postumi del mal di schiena si spegne. Stranamente fallosa Bergamo, si arriva sull’11-5. più sei ancora sul 15-9, Barazza con punto a muro, Vasconcelos straripante. Ottimo momento anche per la Gioli, la Kilic realizza un punto.

Bergamo non riesce ad avvicinarsi, ogni volta che ci prova viene fermata da Mirka Francia Vasconcelos.  Qualche timida protesta sul 19-13 per un’invasione fischiata alla Zhukova, un punto della Barazza, due della Kilic, l’idea che Bergamo abbia smarrito la sicurezza. Smarrito il gioco di squadra ci si affida al gesto della singola. Dall’altra parte della rete entusiasmo per un gioco spumeggiante ispirato dalla Fofao che trova pronta a ricevere i suoi inviti anche la Gioli e la Swieniewicz. E se la Waleska Moreira non sbaglia un muro, il 25-19 è cosa fatta.

Potrebbe essere il momento della resa per Bergamo, ma una squadra come questa difficilmente molla o si deprime. Cinque a cinque nel quarto, poi 8-9, regge la Poljak, cresce la Kilic, persino un muro della Piccinini. L’Aguero è quasi scomparsa, si inizia a murare con decenza e anche la Vasconcelos viene limitata. Un doppio errore di Aguero e Gioli, 10-15, più fallose le umbre. Un muro della Waleska, un super punto della Fofao ma Barazza e Grun rimettono in carreggiata il match. 20-14, sensazione, più che una sensazione che si vada al quinto. La Swieniewicz, un punto della palleggiatrice di Bergamo, Zhukova, altri sprazzi della Vasconcelos, meno sicurezza per la squadra in maglia bianca, ancora Jenny Barazza finalmente a ciclo continuo, chiude la Kilic. 25-20, si va al quinto.

0-2 doppio muro prima della Grun poi della Zhukova, la solidità sembra prevalere sulla fantasia. Vasconcelos ed un’invasione fischiata alla Poljak, si ricomincia, equilibrio ed incertezza. Kilic, Vasconcelos, quarto tocco fischiato alle umbre, ancora Vasconcelos, Grun, Fofao. Cinque pari, gara uno si decide al limite. Bella gara, aumentano con la stanchezza anche gli errori. Sul 7-7 Caprara sostituisce la Piccinini dopo un’errore, non è la prima volta. Matja Poljak rimette avanti Bergamo. Un punto della Secolo per il 9 a 9.

E’ davvero incertezza assoluta. Possono vincere le due squadre, Perugia troppo Vasconcelos dipendente, Bergamo meno solida del solito. Vasconcelos, Poljak, Aguero, Kilic, Gioli, ancora Kilic. 12-12, Jenny è un po’ scomparsa. E’ Angelina Grun a tenere Bergamo in partita siglando due punti importanti come oro. 14-14. E’ un super muro della Dorata Swieniewicz a far girare la rotta della finale uno verso l’Umbria. L’approdo del 16-14 è firmato dalla Waleska Moreira. Palazzetto in delirio, non si possono fare previsioni, certo che se la Vasconcelos continua così……..

Le pagelle

Perugia

Aguero Taimarys: Voto sette. Non ha giocato gara tre delle semifinali per il mal di schiena. Per tre set non sembra risentire del dolore, poi si blocca. Comunque importante con i suoi quattordici punti.

Helia Rogerio de Sousa Fofao. Voto nove. La palleggiatrice è semplicemente geniale, muove l’attacco con fantasia. Realizza anche cinque punti, persino un punto a muro

Dorata Swieniewicz. Voto sette. Dieci punti molto alterna. In alcuni momenti scompare dal match.

Chiara Arcangeli. Voto otto e mezzo. Il libero umbro correre dietro a palloni talvolta impossibili. Atleticamente e tatticamente quasi perfetta.

Mirka Francia Vasconcelos. Voto dieci e mezzo. Trentatré punti, perfetta nei primi due set, devastante nel terzo. Di potenza e di classe, è immarcabile. La differenza.

Simona Gioli. Voto otto e mezzo. Fa cose importanti nei momenti importanti. Bella e brava

Waleska Moreira. Voto nove. Diciassette punti molti dei quali a muro. Realizza il punto match

Marinkovic e Di Iulio. Non giudicabili. Entrano a spot, la prima per sostituire la Fofao ed alzare il muro, la seconda nel quinto per un istante al posto della Vasconcelos.

Massimo Barbolini (allenatore). Voto nove. Perugia si porta sull’uno a zero, squadra perfetta, con una Vasconcelos in queste condizioni può sognare lo scudetto 

Bergamo

Lioubov Kilic. Voto sei e mezzo. Diciassette punti ma molta difficoltà in ricezione. Viene persino sostituita nel secondo set, si riprende parzialmente.

Angelina Grun. Voto sette e mezzo. Anche per lei diciassette punti ma continuità e determinazione. Nel quinto guida la squadra.

Francesca Piccinini. Voto sei e mezzo. Appena sbaglia viene sostituita. Troppo alterna, non era in gran giornata, spesso e a lungo rimane fuori dal gioco d’attacco.

Zhukova Iryna. Voto sette. Si inventa un gioco d’attacco diverso dal solito con la Kilic non eccelsa come al solito. Realizza tre punti.

Secolo Manuela. Non giudicabile. Entra nel quinto set, realizza un punto.

Matja Poljak. Voto sette e mezzo. Realizza tredici punti, è giocatrice non appariscente ma determinante. Nel quarto tiene su la squadra. 

Jenny Barazza. Voto otto. Quindici punti, nel terzo set è tra le poche a salvarsi. Si impegna anche in difesa.

Paola Croce. Voto sette e mezzo. Il libero bergamasco si distingue per la continuità del rendimento.

Massimo Caprara (allenatore). Voto nove. La super squadra è stata sconfitta ma è una super squadra con tanto carattere. La serie è ancora lunga può succedere di tutto.

 

Maya@valchisone.it

Giovedì, 07 Aprile 2016 12:41

Precario e felice?. No, ansioso e stressato

Scritto da

L’Italia negli ultimi anni ha visto trasformare la qualifica dei rapporti di lavoro. Sempre più precari e flessibili, soprattutto i giovani. Un’inchiesta dell’Eurispes condotta su un campione di persone dai 19 ai 38 anni ha dimostrato quale sia il grado di difficoltà vissuto dai lavoratori atipici e quali siano le difficoltà maggiori a cui debba far fronte quello che è diventato un vero e proprio esercito. Vorrei analizzare brevemente questi dati. Il 61,7% degli uomini di questo campione ha conosciuto nella sua esperienza lavorativa solo contratti atipici. Il 62,3% delle donne. Ovvero tre lavoratori su cinque non hanno mai avuto esperienze a tempo indeterminato. Il campione dichiara di essere pagato poco ed irregolarmente e di essere preoccupato per il proprio futuro pensionistico. Il 71% delle donne esprime questa preoccupazione, il 30% non riceve regolarmente lo stipendio. Non solo retribuzione basse, una larga fetta del campione lamenta la mancanza di tutele sociali e sindacali: ci sono lavoratori di serie a e lavoratori di serie b, cittadini con tutti i diritti e cittadini a cui questi diritti sono negati. Il 71% dichiara di aver avuto difficoltà nell’accesso al credito: è più difficile ottenere dalla banca un mutuo per un lavoratore atipico, una discriminazione che si aggiunge ad altre discriminazioni. Quali sono i risultati di questa discriminazione dal punto di vista fisico e psicologico?. Ansia e stress, più per le donne (il 37%) che per gli uomini, il 32%. I lavoratori protagonisti del campione non sono tutti a bassa istruzione, come si potrebbe pensare e come si pensa quando si discorre di precarietà. Non sono pochi i casi di laureati e persone che hanno conseguito un master La puntualizzazione val bene un’ulteriore riflessione: il mondo del lavoro non garantisce, se non per pochi o pochissimi, un accesso immediato. Il discrimen non è il titolo di studio, semmai la contingenza. Romano Prodi pochi giorni fa ha dichiarato che occorre cambiare registro: i giovani ed i giovanissimi non possono avere come prospettiva un futuro precario. Concordo pienamente e mi auguro che fin da ora la GAD elabori delle proposte per incentivare l’occupazione senza dover ricorrere a forme estreme di precariato.


Maya@valchisone.it

La settima giornata di ritorno aveva in programma la madre di tutte le partite del campionato italiano di pallavolo. Perugia contro Bergamo, una sconfitta contro zero, dominio pressoché totale nella regular season, undici set persi contro otto. Ha vinto Perugia per tre a zero (13, 19, 20) in poco più di un’ora, superiorità indiscutibile, Bergamo condizionata da qualche assenza. Diciotto punti della Vasconcelos, dodici della Aguero, per Bergamo senza la divina Barazza, Piccinini dieci come la Grun, otto punticini dalla Secolo. Caduta libera per Chieri, quarta sconfitta consecutiva ed ora sesto posto. Se Bergamo è un altro pianeta, contro Pesaro si pensava ad una gara perlomeno più equilibrata. Tre a zero (20,23, 19) con le marchigiane che ora si installano al quarto posto. Ancora fuori la Tom, Zetova e Scott tredici punti a testa. Pesaro ha ritrovato una fantascientifica Rinieri, diciotto punti, ben accompagnata dalla De Castro con diciassette. Novara fatica contro Reggio ultima in classifica ma vince e consolida il terzo posto in classifica. Tre ad uno (25-20, 22-25, 25-23, 25-17) con le emiliane rassegnate solo nel quarto. De Carne 22, Glinka 20, Anzanello 18, sessanta punti in tre. Per le reggiane Fledderus 3, Branagh 14, Staelens 11. Jesi si impone con autorità a Modena e conquista la quinta piazza. Trascinate da Pachale e Togut (diciotto a testa), tre a zero malgrado la buona giornata di Soucy (12) e Bautista (14). Infine Forlì tre ad uno contro Santeramo, con una devstante Kenny Moreno, venti punti e 17 della De Moraes. Partenza ad handicap, vittorie nel secondo, terzo e quarto, match più aperto di quanto dica il risultato

 

Maya@valchisone.it

Giovedì, 31 Marzo 2016 15:31

Pallavolo femminile: Chieri-Bergamo 2/3

Scritto da

Cuneo, peccato non Torino. Bergamo supera per 3-2 Chieri in un match rocambolesco e spettacolare. Le campionesse d’Europa dopo aver dominato il primo set e vinto il secondo al tie break hanno dovuto subire il grande ritorno di Chieri trascinato dalla Vincenzi e dalla Scott. Due a due e tie break. Quinto set al cardiopalma a due facce. Prima parte dominata da Chieri avanti di due punti, fino all’otto a sei. Ritorno di Bergamo con quattro punti di fila, tre dei quali della Kilic, parziale di quattro a zero per le piemontesi. Sul 12-11 è forse subentrata la paura di vincere o è emersa l’incredibile forza di una squadra con pochissimi punti deboli. Tredici a tredici, poi la Grun ed un’errore della Tom hanno segnato la partita, appesa ad un filo sottile fino all’ultimo.

Una partita quasi persa e ripresa con merito da Chieri. Primo set dominato dalle bergamasche, perfette, da campioni d’Europa, gioco veloce, muro, pochi o nessun errore. Chieri subisce e non trova mai la forza di reagire. Un dominio netto che fa presagire un trionfo.

Il secondo set è più equilibrato. Si chiude 27-25 dopo che Chieri ha sempre rincorso ed è arrivata a meno due sul 19-21. Qualche sensazione che il trend possa mutare ma è devastante il parziale complessivo degli attacchi vincenti: 43% per Bergamo, 17% per Chieri. Se il gioco delle lombarde è fluido, quello di Chieri per fare punto deve faticare e non poco. Però malgrado queste premesse le ragazze di Guidetti restano in partita. E’ la Scott che tiene in partita le torinesi, con il suo incredibile movimento a schiacciare.

Il terzo set è la somma delle considerazioni iniziali: primo punto di Virna Dias, Piccinini e Scott. Un’errore, evento raro, della Kilic e una martellata della Marletta portano Chieri sul 5-3. Il primo vantaggio della gara. Virna Dias sfrutta gli ultimi sprazzi, poi sbaglia. Ancora la percentuale degli attacchi vincenti fa la differenza. Bergamo allunga fino al 9-13, con punti della Piccinini. 11-13 e poi 13-15 grazie alla Scott. Si arriva al 15-15 e qui la partita cambia rotta. Bergamo non chiude facilmente, il muro di Chieri entra in funzione. E’ equilibrio vero, un diagonale secco della Grun a cui replica una doppia Vincenzi. La Paggi sigla il 17-18 ed il suo ultimo punto. Il 19-18 è l’emblema del cambiamento: un gran salvataggio della Marinova produce punto con le bergamasche immobili. Due muri vincenti, la Kilic prova a far rialzare la testa per chiudere la partita, ma è 22-20. Scott ed un muro della Marletta per il clamoroso più quattro. Sul 24-20 la Zukhova, poi ancora Scott per il 25-22. Tutto da giocare, adesso è Chieri ad essere fluida nel gioco.

Il quarto set si apre con il punto della Vincenzi. E’ il set della Vincenzi e della Scott, straordinarie. Chieri migliora e la statistica degli attacchi vincenti lo dimostra: 38% contro 37%. La Kilic sigla l’ultimo vantaggio bergamasco sull’otto a sette. Dieci ad otto, ora la Kilic, poi Vincenzi e Scott. Le ragazze di Caparra si aggrappano alla classe delle singole, tredici a dieci, entra la Barazza che realizza subito due punti, uno un muro vincente. Errore della Tom, la Marletta restituisce il vantaggio. Match palpitante, Tom, Piccinini, Marinova, Scott. Due punti della Vincenzi, straordinaria, in trance agonistica. E’ più quattro, diciannove a quindici, un’errore della Marletta frena il trend. Ma non lo arresta, due punti della Vincenzi, due della Scott, la Virna Dias che riemerge dal torpore. Ventiquattro a diciannove, le campionesse d’Europa subiscono. La Grun, un’aces della Kilic e un’errore della Tom illudono. Chiude la Scott implacabile.

25-22. Il palazzetto di Cuneo in delirio, la rimonta è completata.

Quinto e decisivo, non solo per la partita. Vincenzi, Tom, Scott si riapre come si è chiuso. Jenny Barazza riporta sul 3-2, Marletta ed un’errore della Tom. Ancora Angelina Grun, poi Manuela Secolo con due punti quasi consecutivi. Più Chieri, Bergamo in partita con le seconde linee. Cinque pari ma è la super Vincenzi a far rigirare il match con due punti consecutivi. A Chieri manca il colpo del ko, Bergamo poco alla volta rientra in partita e nel ruolo. Si passa dall’otto a sei all’otto ad undici con tre punti micidiali della Kilic.  Sembra finita ma le emozioni sono tante. Perché questa volta è Bergamo ad entrare in fase calante e subisce un quattro a zero. La Tom, un’errore della Grun e doppia Marletta. Partita bellissima. Dodici pari. Decide un colpo, un’errore, la forza psicologica. La Secolo spacca l’equilibrio, la Tom riporta il pareggio. Angelina Grun colpisce nel cuore della difesa. Un’errore della Tom sigla l’epilogo.

Chieri davvero ad un passo dall’impresa, è invece Bergamo a festeggiare l’uno a zero. Poteva essere la partita chiave per le piemontesi. Gara due il 21, gara tre il 24 a Bergamo. Stasera l’altra semifinale. Jesi, che ha eliminato Novara della supersonica Togut prova a sfidare Perugia: match più incerto di quanto si possa pensare, le umbre dovranno giocare alla perfezione.

Le pagelle

Chieri

Virna Dias: voto sei. Mezzo punto in meno perché potrebbe fare di più. Emerge a sprazzi, partita ombrosa.

Borri. Voto sette. Il libero di Chieri è ovunque dopo una partenza non brillantissima. Quando Chieri, sul finire del secondo ed inizio del terzo, inizia a sporcare le percentuali di Bergamo, lei c’è.

Danielle Scott. Voto nove e mezzo. Ventitré punti, domina il terzo ma soprattutto il quarto. Purtroppo per Chieri si ferma nel quinto. Immarcabile.

Neli Marinova. Votto sette e mezzo. Impossibile far giocare nel primo set, contro super Bergamo, si riprende e tenta di coinvolgere tutto il fronte d’attacco. Al suo attivo anche tre punti.

Marletta. Voto sette e mezzo. La centrale realizza dieci punti e cresce alla distanza come tutta la squadra. Brava e decisiva in alcuni muri, quando Chieri riesce a murare.

Vincenzi. Voto dieci. Migliore in campo, stratosferica nel terzo e nel quarto. Realizza ventiquattro punti, molti i muri vincenti. Perfetta.

Logan Tom. Voto sei e mezzo. Tredici punti, a lungo fuori dal gioco. Da lei e dalla sua classe ti aspetti sempre la differenza.

Antonina Zetova. Non giudicabile. Sostituisce per un flash la Marinova.

Giovanni Guidetti. Voto nove. Praticamente senza la Zetova e con la Tom non eccelsa, fa tremare Bergamo. Chieri è una splendida realtà della pallavolo femminile. Vicino all’impresa, perde di un soffio, avrebbe meritato l’uno a zero.

Bergamo

Lioubov Kilic. Voto nove. Ventuno punti, quattro nel tiebreak. E’ decisiva nel momento difficile. Per due set fa la differenza, poi mantiene Bergamo a galla

Matja Poljak. Voto sette e mezzo. Ha grande classe ma tende a scomparire travolta dal muro avversario. Quattordici punti.

Grun Angelina. Voto sette e mezzo. Diciotto punti complessivi, come le compagne domina le prime due frazioni dove martella con sistematica precisione. Cala alla distanza e quando Chieri si mette a difendere con cattiveria

Francesca Piccinini. Voto sette. Il suo calo è più evidente. Viene spesso sostituita, comunque quindici punti all’attivo.

Iryna Zhukova. Voto sette e mezzo. Sontuosa per due set, inizia a perdere i colpi di genio e non riesce a modificare il trend. Recupera nel finale

Manuela Secolo. Voto sei e mezzo. Tre punti complessivi, di cui due determinanti nel quinto. Prezioso cambio

Paola Croce. Voto sei e mezzo. Il super libero di Bergamo corre e copre i pochi errori della prima linea. Decisiva in alcuni salvataggi.

Paola Paggi. Voto sei. La centrale vince ballottaggio con la Barazza. Cinque punti, non sempre convincente, paga con la sostituzione la rimonta di Chieri.

Jenny Barazza. Voto sei e mezzo. Sprazzi di partita, entra nel terzo set, ormai definito, rientra nel quarto e fa subito due punti. Un’esclusione eccellente dal sestetto a dimostrazione della forza di Bergamo.

Giovanni Caparra (allenatore). Voto otto e mezzo. Come, direte voi. Vince e prende mezzo punto in meno del tecnico di Chieri?. Ha una super squadra e grandi meriti. Sostituisce la Piccinini al primo errore, tiene fuori la Barazza che non si dimostra così male. Sono scelte che non convincono. E’ campione d’Europa, plurivincitore, favorito per il ruolo di campione d’Italia.

Maya@valchisone.it

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