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Venerdì, 17 Giugno 2016 10:07

La pena di morte

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By Vale.

L' articolo di oggi vi farà fare un viaggio nell'orrore. Un orrore antico come il mondo ma che sopravvive tutt'oggi sostenuto da molti governi del nostro pianeta, alcuni dei quali si proclamano civili e democratici: la pena di morte. Questa condanna è antichissima. A quanto pare, nonostante la mancanza di testi scritti, già durante la preistoria i capi potevano decidere di mandare a morte chi si era macchiato di crimini gravi come omicidio, furto e sacrilegio. Testimonianze scritte di persone giustiziate si possono trovare nella Bibbia. Il metodo, al tempo, era la lapidazione. Nel codice di Hammurabi, invece, i Babilonesi misero per iscritto un vero e proprio regolamento per la condanna a morte. Era prevista per crimini gravi ma la colpa e la condanna dipendevano molto dal ceto sociale dell'accusato. Gli Egizi applicavano regole molto ferree per chi osava attentare alla vita del Faraone, per chi osava infrangere Maat, la regola universale, per omicidio, furto, sacrilegio e spionaggio. La pena di morte consisteva con la decapitazione o l'annegamento nel Nilo in un sacco chiuso. Presso i Greci, invece, molto presto si svilupparono un'analisi e i primi ripensamenti sul concetto di pena di morte anche se nella pratica rimase come punizione per i reati più gravi ma perse, se possibile, quel significato di vendetta. In età romana invece, l'autorità pubblica non interveniva sempre per punire i delitti. Ma quando questo avveniva, cioè nei casi di pubblico tradimento, la pena era tremenda: decapitazione, fustigazione a morte, impiccagione, taglio degli arti, annegamento, rogo, sepoltura da vivi e crocifissione. Mentre, com'è noto, i cristiani accusati di sovvertire l'ordine pubblico venivano dati in pasto ai felini negli anfiteatri sotto gli occhi di divertiti spettatori. Presso le popolazioni Maya, Incas e Aztechi invece, non esistevano spesso punizioni di questo genere. Si cercava di compensare il danno arrecato. Quando questo non era possibile, nel caso di omicidio e adulterio, il condannato veniva mandato a morte. La pena capitale venne abusata nel Medioevo quando anche i feudatari potevano amministrare la giustizia nei confronti dei più poveri. In questo periodo, i condannati venivano portati alla morte tramite la tortura. In Italia fino al Basso Medioevo, l'assassinio si ricompensava con denaro mentre venne introdotta la pena di morte con Enrico II. In Francia, prima dell'avvento della ghigliottina, che eliminò le differenze di trattamento tra i ceti, le punizioni per i crimini e il modo di procurare la morte variavano molto a seconda del ceto e del tipo di crimine. Anche la Chiesa ha avuto il suo importante ruolo nella pena di morte. Venne sostenuta e legittimata da importanti teologi e padri della chiesa e nel XVI e XVII secolo molti reati, principalmente l'eresia e il discostamento dal pensiero della chiesa cattolica, venivano puniti con tremende torture che portavano alla morte. Con l'avvento del secolo dei Lumi,il 1700, la condanna capitale viene nuovamente messa in discussione. L'opera "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria del 1764 porta a riflettere sull'inefficacia della condanna capitale. Beccaria sostiene che uno stato non può punire un reato che commette lui stesso. Inoltre, con un'eccezionale modernità, afferma che la pena di morte non porterebbe ad alcuna diminuzione dei crimini e propone l'ergastolo come alternativa. Questa straordinaria opera influenzò molte menti aperte dell'epoca e incise anche molto nel diritto penale di oggi. L'ascesa dell'eliminazione della pena di morte da vari stati parte dal XIX secolo, sostituendo la pena con il carcere avita. L'Italia la abolì nel 1889 ma fu reintrodotta da Mussolini nel 1926 per chi attentava alla vita dei Savoia e de capo del governo. Con il crollo di Mussolini e del fascismo, l'abolizione della pena di morte fu una delle prime azioni del nuovo governo il 10 agosto 1944. Venne mantenuta solo per reati fascisti e di collaborazione con i nazi fascisti. Fu bandita il 27 dicembre 1947 con la costituzione della repubblica italiana ma non fu ancora l'abolizione definitiva: resistette la pena di morte per i reati militari commessi in tempo di guerra. Quest'ultima eccezione venne eliminata nel 1994. L'Europa può dirsi così, oggi, totalamente abolizionista. Molti importanti organismi nel mondo si battono per l'abolizione totale della pena di morte. Nel 1999 è stata presentata una moratoria alle Nazioni Unite. Questo importante appello è stato firmato, fra gli altri, da Sua Santità il Dalai Lama, dagli attori Danny Glover, Susan Sarandon, dall’Arcivescovo Desmond Tutu, dal Cardinale Jaime Sin, dagli scrittori Paul Coelho e Louis Sepulveda, dai Premi Nobel Rigoberta Menchù e Dario Fo. Eccone una frase: "Dopo l’abolizione della schiavitù e della tortura, il diritto a non essere uccisi in seguito ad una sentenza legale potrebbe rappresentare un altro comune denominatore, un nuovo inalienabile aspetto dell’essere umano che ci rende una famiglia". (da www.coalit.org) E ora una carrellata dei metodi di esecuzione in vigore nel mondo: Impiccagione: il condannato viene appeso ad una corda intorno al colle e fatto penzolare di modo che muoia per asfissia e per lesioni alla colonna vertebrale. Non è detto che il condannato muoia immediatamente. Sebbene privo di coscienza, può sopravvivere parecchi minuti. Iniezione: il boia inietta,per via endovenosa, un barbiturico chimico ad azione rapida e un agente paralizzante. Anche in questo caso la morte non è immediata e il cuore continua a battere per vari minuti; il condannato prima perde coscienza, poi muore lentamente per paralisi respiratoria e poi cardiaca. In alcuni casi, il condannato non diviene incosciente ed è sveglio mentre i suoi polmoni di paralizzano e il suo cuore si ferma. Camera a gas: il prigioniero viene legato ad una sedia in una camera stagna. Gli viene fissato uno stetoscopio al torace collegato a delle cuffie che si trovano in un'altra stanza, in modo che un medico possa controllare il progredire dell'esecuzione. Nella stanza del condannato viene quindi liberato gas cianuro che provoca la morte per asfissia. Nonostante l'incoscienza del prigioniero, i suoi organi vitali possono funzionare ancora a lungo. Sedia elettrica: questo metodo viene usato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1888. La sedia elettrica consiste in una sedia di legno bloccata al pavimento e isolata elettricamente. Molto spesso l'esecuzione è preceduta da un faccia a faccia di 3 giorni tra il prigioniero e la sedia, cosicchè ucciderlo psicologicamente già prima della morte fisica. Al condannato sono fissati degli elettrodi di rame bagnati sulla testa e ad una gamba. Iniziano così potenti scariche elettriche a poca distanza una dall'altra. La morte avviene per arresto respiratorio e cardiaco. Durante il procedimento il corpo del prigioniero si contorce, vomita, orina e defeca, perde sangue. E non sempre è completamente incosciente. Una tortura. Lapidazione: la persona viene sepolta nel terreno fino al collo e poi colpita ripetutamente da sassate. Generalmente la persona non perde conoscenza in fretta. La morte sopraggiunge per le numerose ferite alla testa, danni al cervello o, a volte, asfissia, Nei paesi in cui viene usata questo tipo di pena di morte, la comunità partecipa abitualmente a questi riti. Fucilazione: il condannato viene ucciso da un colpo alla tempia o alla nuca da una singola persona o da un plotone. Decapitazione: questo metodo può considerarsi uno dei più rapidi a provocare la morte. Il condannato viene fatto inginocchiare e, mediante una spada, il suo capo viene staccato dal corpo. Crocifissione: questo metodo "spettacolare", anche se può sembrare relegato all'età dei Romani, è ancora in uso presso alcuni paesi. Il prigioniero viene letteralmente inchiodato ad una croce coi polsi e le caviglie e lasciato morire lentamente Leggendo queste righe viene da meditare se l'animo umano, in realtà, sia tutt'altro portato per la civiltà, ma piuttosto per la disumanità e la vendetta; e la pietà e l'umanità siano solo concetti inventati ma che in realtà non appartengano intrinsecamente all'uomo.  Per continuare il nostro viaggio nell'orrore vi illustro i metodi usati per portare alla morte i condannati nel passato. L'allungamento: il condannato veniva legato ai polsi e alle caviglie con corde che venivano tirate da parti opposte fino allo "strappamento" e, quindi, alla morte.  Gettato: il condannato era gettato giù da un punto molto alto. Rogo: i condannati, principalmete eretici e streghe venivano legati ad un palo, accerchiato da fieno a cui poi veniva dato fuoco. Calderone: veniva posto un recipiente sullo stomaco del condannato, con l'apertura rivolta verso la pancia. Venivano poi introdotti dei topi nel recipiente che veniva scaldato. Questi, per scappare, non poteva far altro che rosicchiare la carne del prigioniero. Cavallo di legno: il condannato veniva seduto a cavalcioni su un "cavallo". Gli venivano legati dei pesi ai piedi finchè non si...divideva in due. Morte da insetti: il condannato veniva legato poi cosparso di miele e lasciato divorare da insetti.  Sbranamento: il condannato veniva gettato in un'arena nella quale venivano fatti entrare leoni affamati. Questo sistema era molto usato al periodo dei Romani. Bollitura: questa tecnica medievale consisteva in un grosso calderone di acqua bollente in cui il condannato veniva posto. Letto di ferro: il prigioniero veniva posto su un letto di ferro che veniva scaldato finchè il prigioniero bruciava vivo.  Pendolo:il condannato veniva fatto sdraiare poi gli veniva abbassato sopra un pendolo con una lama affilatissima. Pressatura: Il condannato veniva schiacciato tra due lastre di pietra. Ruota: il condannato era legato al cerchio esterno della ruota e poi fatta rotolare lungo un percorso spinato o molto in pendenza..  Scorticamento: il condannato, con vari strumenti, veniva spellato lentamente.  Sotterramento: il condannato veniva sepolto vivo e lasciato morire. In alcuni paesi, principalmente le donne venivano sepolte con la testa fuori dalla terra e lasciate cuocere al sole. Vergine di ferro: la vergine di ferro era un sarcofago riempito di chiodi appuntiti. Il condannato vi veniva posto all'interno, la vergine veniva chiusa e lui era trafitto dai chiodi. Decapitazione: un boia tagliava la testa del condannato con un'accetta. Spesso la giustificazione della pena di morte è data della gravità dei fatti compiuti dal condannato. Molte volte ognuno di noi si è trovato a pensare che molte persone non si meritino davvero altro, soprattutto quando le vittime sono bambini o persone indifese. Questo è un sentimento più che legittimo per chi prova un grande dolore. Ma l'organizzazione della società e la giustizia dovrebbero proprio servire a superare questi sentimenti di occhio per occhio dente per dente punendo il colpevole togliendogli la libertà ma non attraversando il confine tra civiltà e vendetta. Inoltre vari studi hanno certificato che la pena di morte non serve come deterrente per i crimini. I paesi mantenitori, infatti, non hanno una percentuale di crimini inferiore ai paesi abolizionisti. Inoltre, molto spesso, come già è stato riscontrato, i giudizi possono essere errati, questo vorrebbe dire che si può portare alla morte una persona innocente. Sono stati numerosi i casi in cui persone già giustiziate o tenute nel braccio della morte per anni sono poi risultate innocenti. Ecco cosa ne diceva, a proposito, Maximilien Robespierre: "Ascoltate la voce della giustizia e della ragione; essa grida che mai il giudizio dell’uomo è tanto certo da far sì che la società possa dare la morte a un uomo condannato da altri uomini soggetti a sbagliare...."  Le associazioni che combattano per l'abolizione della pena di morte hanno addirittura scoperto un particolare ancora più agghiacciante: attraverso vari accordi tra giudici e malavita, al condannato morto vengono espiantati gli organi, senza il suo consenso o quello dei parenti, e poi rivenduti. Inoltre è stato provato che la stragrande maggioranza, per non dire tutte, le persone giustiziate erano povere e non potevano permettersi un avvocato che li avrebbe tirati fuori. Per finire, come dimenticare il principio su cui ogni paese civile deve basarsi: Il diritto alla vita. Ciò significa non ergersi ad un giudizio che non può essere altro che divino legittimando l'omicidio, cioè proprio quel crimine che, spesso, si sta punendo. Lo stato diventa a sua volta criminale. E ora vediamo, nel dettaglio, i vari paesi del mondo da che parte stanno: Paesi abolizionisti: Albania (dal 1999), Andorra (dal 1990), Angola (dal 1992), Australia (dal 1985), Austria (dal 1950), Azerbaijan (dal 1998) Belgio (dal 1996), Bermuda (dal 1999), Bulgaria (dal 1998), Cambogia (dal 1989), Canada (dal 1998), Capo Verde (dal 1981), Cipro (dal 2000) Citta' del  Vaticano (dal 1969), Costa d'avorio (dal 2000), Croazia (dal 1990), Danimarca (dal 1978), Estonia (dal 1998), Finlandia (dal 1972), Francia (dal 1981), Georgia (dal 1997), Germania (dal 1987), Grecia (dal 1993), Guinea Bissau (dal 1993), Irlanda (dal 1990), Islanda (dal 1928), Isole Marshall (dal 1979), Isole Salomone (dal 1966), Italia (dal 1994), Kiribati (dal 1979), Liechtenstein (dal 1987), Lituania (dal 1998), Lussemburgo (dal 1979), Macedonia, Mauritius (dal 1995), Moldavia (dal 1995), Norvegia(dal 1979), Nuova Zelanda (dal 1989), Olanda (dal 1982), Polonia (dal 1997), Portogallo (dal 1976), Micronesia (dal 1986), Mozambico (dal 1990), Namibia (dal 1990), Nepal (dal 1997), Principato di Monaco (dal 1962), Regno Unito (dal 1998), Repubblica Ceca (dal 1990), Rep. San Marino (dal 1865), Repubblica Slovacca (dal 1990), Romania (dal 1989), Sao Tomè e Principe (dal 1990), Seychelles (dal 1993), Slovenia (dal 1989), Spagna (dal 1995), Sudafrica (dal 1997), Svezia (dal 1972), Svizzera (dal 1992), Turkmenistan (dal 1999) Ucraina (dal 2000), Ungheria (dal 1990) Paesi abolizionisti di fatto: Jugoslavia, Turchia, Gambia, Gibuti, Mali, Niger, Repubblica Centro Africana, Senegal, Togo, Congo, Gabon, Madagascar, Bhutan, Brunei, Maldive, Sry Lanka, Papua Nuova Guinea, Samoa, Tonga. Mantenitori per reati eccezionali: Bosnia (crimini di guerra e genocidio), Malta (crimini di guerra), Lettonia, Israele, Filippine Gabon, Isole Fiji, Isole Cook, Messico. Paesi Mantenitore: Bielorussia: Russia, Arabia Saudita, Armenia, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Algeria, Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Egitto, Eritrea, Etiopia, Ghana, Guinea, Liberia, Libia, Marocco, Mauritania, Nigeria, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Tunisia, Botswana, Burundi, Comore, Guinea Equatoriale, Kenya, Lesotho, Malawi, Rep. dem. Congo, Ruanda, Swatziland, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Cina, Afghanistan, Bangladesh, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone, India, Indonesia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Laos, Malaysia, Mongolia, Myanmar Byrmania, Pakistan, Singapore, Tadzhikistan, Taiwan, Tailandia, Uzbekistan, Vietnam. Stati Uniti d'America , mantenitori in 38 stati su 52. Per finire, vi segnalo che sul sito di Sant'Egidio alla pagina http://www.santegidio.org/it/solidarieta/carcere/scrivere.htm è data la possibilità di iniziare una corrispondenza con un condannato a morte in varie parti del mondo.

Venerdì, 17 Giugno 2016 10:07

Guerra in Valchisone e riflessioni sulla guerra

Scritto da

By Vale. Oggi ho approfittato della pausa pranzo per farmi raccontare da mia nonna qualcosa della guerra con il sottofondo del telegiornale che parlava, come è normale, della situazione in Iraq. Non è la prima volta chiaramente, ma oggi è stato particolare. Volevo capire come la gente viveva l'occupazione, lo straniero sulla propria terra.... Le ho chiesto di raccontarmi degli episodi in particolare che le venivano in mente. Se avessi avuto un registratore! E mentre mi raccontava come se tutto fosse successo ieri, mi è venuto da pensare se avrò anche io episodi da raccontare ai miei nipoti tra 50 anni... Mi ha raccontato di come vedeva suo papà irrigidirsi ogni volta che sentiva voci parlare in tedesco la mattina presto fuori casa. Lui che nella prima guerra mondiale era stato in Germania prigioniero...chissà che ricordi portavano a galla quelle voci... Mi ha raccontato di quella sera in cui si sono sentiti degli spari vicino a casa: i partigiani avevano chiamato l'oste, simpatizzante repubblichino, e quando questo era uscito sul balcone l'avevano freddato sul posto... e quel giorno i partigiani avevano anche tentato di uccidere una ragazza del paese sposata con un tedesco. E quanto deve aver camminato mia nonna!! Spesso arrivavano i tedeschi, entravano in casa, prendevano il cavallo o le mucche e le portavano via. E allora il proprietario dietro di loro, per vedere dove andavano... Se si riusciva a seguire il proprio cavallo, quando ai tedeschi non serviva più e lo abbandonavano dove capitava, a volte lo si poteva riprendere e riportare a casa. Lei e una sua amica una volta hanno seguito i tedeschi che portavano via le loro mucche. Da Pragelato giù fino a Fenestrelle poi i tedeschi le hanno recintate e si sono accampati li. Hanno permesso di mungerle...e allora mia nonna e la sua amica avanti e indietro coi secchi per mungerle perchè era già tardi...a volte te le riprendevi, a volte non te lo permettevano e le uccidevano e se le mangiavano. Come mi sono sentita egoisticamente fortuna per il fatto di non aver mai vissuto sulla mia pelle la guerra! Da che mi ricordo di aver messo in funzione le orecchie l'ho sempre sentita alla tv: Iraq, Kuwait, Albania, Jugoslavia, Irlanda del Nord, Cecenia, Uganda, Burundi, Afganistan, poi di nuovo Iraq, Iraq, Iraq, etc etc. L'uomo è stato fatto per questo, ho letto da qualche parte, per sopraffare il prossimo, fregargli la terra, mangiare le sue patate e ucciderlo se si oppone. Effettivamente viene da pensare anche a me così se in migliaia di anni di storia non siamo riusciti ad evolvere imparando la pacifica convivenza. Facciamo la guerra per pulire le scale del condominio nel nostro piccolo, vuoi che i potenti non la facciano per migliaia di kilometri di terra piena di petrolio??!! Quello che però sostengo, è che è naturale litigare, aver da dire, non essere d'accordo... è il modo in cui poi si devono risolvere le cose che fa la differenza! Ciao a tutti e grazie per aver letto le mie riflessioni di oggi!

vale@valchisone.it

Venerdì, 17 Giugno 2016 10:05

Il condono edilizio per abusi in zone tutelate

Scritto da

La delega ambientale approvata al Senato con voto di fiducia e che ha scatenato furibonde proteste dell’opposizione contiene due punti chiave su cui vale la pena soffermarsi. Si prevede un condono per abusi edilizi in zone con vincoli paesaggistici compiuti entro il 30 settembre di quest’anno. La sanatoria si avrà solo dopo un accertamento di compatibilità paesaggistica su costruzioni e materiali ed il pagamento di una sanzione che andrà da tremila euro a cinquanta mila. Per il futuro si prevede la depenalizzazione di reati più lievi come i restauri che non creino aumenti di volume e superfici. I trasgressori pagheranno una semplice multa. Ci sarà, invece, un inasprimento delle pene per i reati più pesanti: fino a quattro anni per nuove costruzioni abusive o grossi aumenti di volume. Vorrei non citare la parola conflitto d’interessi e difatti non la citerò e per commentare le mie perplessità vi girerò una serie di domande. A quale numero di condoni edilizi è arrivato il governo Berlusconi?. E’ mai possibile che un paese civile debba continuare a procedere a furia di condoni?. Dopo il fallimento finanziario del condono 2003 era il caso di riproporsi pur tentando di regolamentare (male) la materia?. Una costruzione abusiva che tipo di compatibilità paesaggistica potrà mai avere?. Esiste ancora in questo paese il concetto di zona tutelata?. “Qualunque montagna, lago, fiume, deve essere compatibile con le costruzioni in cemento” non vorrei che in futuro ci toccasse leggere questa frase di fronte ad ogni luogo tutelato. Il ministro dell'Ambiente Matteoli parla di provvedimento che "gli è stato imposto!".

Maya@valchisone.it

Martedì, 14 Giugno 2016 15:01

Su Marte si va così....

Scritto da

La colonizzazione del pianeta rosso sembra, almeno in teoria, soltanto questione di tempo. Ma servono grandi fondi. E un po' di fortuna Promesse elettorali o un sogno destinato a realizzarsi? Comunque andrà a finire, la prospettiva di una colonia umana su Marte, annunciata da George W. Bush, è un bel gioco dell’immaginazione. Che parte da lontano: le prime foto del pianeta furono scattate nel 1965 dalla sonda Mariner-4. I primi robot ad atterrare furono, nel ’76, Viking-1 e 2. Ma finora ci si era limitati a una sorta di corteggiamento spaziale. Ora le intenzioni paiono più serie. Con le sonde in orbita e i rover sul suolo si potrà sapere se sul pianeta c’è (o c’è stata) acqua, che potrebbe essere usata come carburante e per estrarne ossigeno. Il costo di tutto ciò, 12 miliardi di dollari nei primi 5 anni, seguiti da altri 170. Sembra tanto, ma è il minimo per un programma così ambizioso. Forse troppo. PER CONOSCERLO... Quanto è lontano? A causa dell’orbita ellittica, la distanza di Marte dalla Terra varia molto. Nel suo punto più vicino (come nell’agosto 2003) Marte dista dal nostro pianeta 56,3 milioni di chilometri. Monetine e campi da football Se la Terra fosse grande quanto un quarto di dollaro (o 50 centesimi di euro) appeso a un palo della porta di un campo da football, la Luna sarebbe grande quanto un gommina di matita distante 76 cm. Nel suo punto più vicino, Marte avrebbe le dimensioni di una moneta da 10 centesimi di dollaro (o 5 centesimi di euro) situata al lato opposto del campo.Se si potesse guidare fino a Marte alla velocità di 88 chilometri orari, il viaggio durerebbe circa 73 anni. Basket marziano Poiché la gravità di Marte è circa un terzo di quella terrestre, Michael Jordan potrebbe non soltanto fare canestro, ma addirittura sollevarsi oltre di esso. Il suo balzo verticale di 107 centimetri su Marte sarebbe di 2,8 metri. Jordan dovrebbe però fare il salto indossando una tuta spaziale adatta per sopravvivere alle condizioni ostili di Marte. La temperatura di superficie è di 63°C e la sua sottile atmosfera è composta al 95 per cento di carbonio. La stagione di basket su Marte sarebbe un po’ più lunga: i giorni hanno più o meno la stessa durata, ma un anno è di 687 giorni. ... E PER CONQUISTARLO Partenza Problema. Ogni viaggio nello spazio inizia con una battaglia contro la gravità, in particolare se si tiene conto delle dimensioni dell’astronave necessaria per raggiungere Marte. Avere una forte spinta a disposizione aiuterebbe, ma la vecchia serie di razzi «booster» Saturn Vs è stata dismessa. Soluzione. Non c’è bisogno di sollevare grandi pesi da terra, basta decidere di inviare in orbita i pezzi dell’astronave e assemblarla nello spazio. Un razzo Delta IV potrebbe raggiungere l’80 per cento della forza dei vecchi Saturn Vs. Viaggio Problema. Una missione di sola andata per Marte durerebbe sette mesi, viaggio nello stesso tempo noioso e pericoloso, soprattutto a causa del bagno di radiazioni al quale il velivolo e il suo equipaggio sarebbero continuamente sottoposti. Soluzione. Propulsione termonucleare e propulsione a ioni possono incrementare la velocità e dimezzare il tempo di un viaggio interplanetario. Scudi pesanti proteggeranno l’equipaggio dalle radiazioni, anche se ciò aumenterà il peso. Vita su Marte Problema. Non è possibile immagazzinare abbastanza cibo, acqua e ossigeno per una missione della durata di tre anni. Inoltre le radiazioni sulla superficie del pianeta sarebbero un grosso ostacolo. Soluzione. Se esiste ghiaccio su Marte, potrebbe essere sciolto e utilizzato. L’ossigeno potrebbe essere separato dall’acqua e usato per respirare. A fornire cibo sarebbero serre costruite sul posto. Metallo o altri materiali riparerebbero dalle radiazioni. Ritorno a casa Problema. Sarebbe difficile trasportare carburante a sufficienza per il ritorno. Il viaggio verso la Terra durerebbe ben più di sette mesi se le orbite dei due pianeti non fossero nel loro punto più vicino. Soluzione. Idrogeno e ossigeno separati dall’acqua potrebbero servire come carburante. Marte e Terra si avvicinano ogni due anni, fornendo così una finestra da sfruttare per il viaggio di ritorno.

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