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Giovedì, 14 Luglio 2016 09:43

Elezioni regionali 2005: candidati e sondaggi

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Le elezioni regionali: candidati governatori sicuri e probabili By Maya A quattro mesi dalle elezioni regionali in alcune regioni non è ancora chiaro il nome di uno dei due sfidanti polista/ulivista. Si voterà in quattordici regioni, 8 a maggioranza polista (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo, Calabria, Puglia) e 6 a maggioranza ulivista (Emilia-romagna, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Basilicata). La situazione è ulteriormente complicata dalle tentazioni di qualche attuale governatore e di qualche sfidante di presentarsi con lista con nome proprio, malgrado i divieti veri e presunti degli schieramenti di appartenenza: saranno undici i governatori a ripresentarsi, sette del polo (più il probabile Chiaravallotti di Fi in Calabria) e quattro dell’Ulivo. Vediamo la situazione regione per regione. In Piemonte il polo presenterà Ghigo(Forza Italia, uno di quelli con la famosa tentazione?) mentre l’Ulivo nelle ultime ore sembra orientato sulla candidatura di Mercedes Bresso, parlamentare europeo, ex presidente della Provincia, nome forte dei ds. Non esistono sondaggi, l’esito potrebbe essere incerto. In Liguria Sandro Biasotti un’indipendente all’interno della Casa delle Libertà verrebbe sfidato da Claudio Burlando, nome importante in Regione, ex ministro. In questi due collegi del nord l’Ulivo conta di vincere. Prima delle elezioni suppletive di qualche mese fa la conferma di Roberto Formigoni (anche lui tentato, tentatissimo dalla lista personale) al Pirellone doveva essere una semplice formalità, ora dopo la vittoria ulivista in una roccaforte del polo, si sono riaccese tiepide speranze. Non definita la candidatura dell’Ulivo, spunta il nome Rivera ex calciatore del Milan, partito della Margherita: un nome, un possibile valore aggiunto in grado di colmare il gap. Se la Lombardia potrebbe riservare qualche sorpresa non sarà così nel Veneto dove il Polo conta sulla riconferma quasi sicura di Giancarlo Galan. L’indipendente Carraro non sembra in grado di essere valido avversario. Non ci dovrebbe essere dubbi sull’esito finale neppure in Emilia, Toscana e Umbria dove i tre governatori dell’Ulivo dovrebbero essere riconfermati anche senza l’appoggio iniziale di Rifondazione. In tutti e tre i collegi il Polo deve scegliere lo sfidante, l’impresa sarà convincere un candidato a schierarsi in una regione persa in partenza. Vasco Errani, Claudio Martini e Maria Rita Lorenzetti rispettivamente in Emilia, Toscana ed Umbria saranno confermati indipendentemente dall’avversario. Nelle Marche non si ricandida l’attuale presidente, D’Ambrosio e l’Ulivo lo sostituisce con Gian Mario Spacca. Incerto lo sfidante, finora è emerso solo il nome di Mario Baldassari di An. In Abruzzo Gianfranco Pace di An, presidente uscente sfiderà Luciano D’Alfonso della Margherita: difficile un pronostico. La sfida nel Lazio sarà animata da un duello mediatico quasi nazionale: contro l’attuale governatore Francesco Storace si candida Antonio Marrazzo. Una lista Storace viene indicata al primo posto tra le liste del Polo, medita lo stesso colpo anche Marrazzo difensore televisivo contro le truffe più o meno scoperte. Alcune voci danno una sostanziale parità, il Lazio è una regione chiave. In Campania Antonio Bassolino, presidente uscente attende ancora di conoscere il nome dello sfidante: sicuramente (o quasi) dovrebbe essere uno di Alleanza Nazionale. Un ruolo decisivo potrebbe giocarlo un’eventuale candidatura Mussolini Alessandra, parlamentare europea, in grado di strappare consensi al Polo. Stesso discorso per Raffaele Fitto di Forza Italia, presidente uscente. L’Ulivo è incerto tra un candidato della Margherita ed uno di Rifondazione, la logica centrista dove far prevalere il primo anche se Nicki Vendola ha le carte in regola per giocarsi il duello. In alto mare la situazione in Basilicata dove il governatore Bubbico non si ricandiderà: delle due opzioni dell’Ulivo e di quella del polo non dovrebbe rimanere molto visto che sono tutti e tre indagati. Dubbi anche in Calabria per entrambi i Poli: non si sa se Giuseppe Chiaravallotti si ricandiderà, l’Ulivo è incerto tra Loiero e Latorre. Dedicherò grande spazio (come al solito per gli avvenimenti politici di rilievo )alle elezioni regionali, in particolare a quelle del Piemonte con la presentazione di candidati e partiti: varrà lo stesso criterio d’obiettività che ha contraddistinto le elezioni comunali e provinciali (nomi di tutti i candidati, nessuno escluso). Maya@valchisone.it CURIOSANDO TRA LE LISTE MINORI PRESENTATE NEL 2000 Nel 2000 si votò in quattordici regioni a statuto ordinario: Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. In Molise per via di un ricorso si rivotò l’anno successivo, primo evento di questo tipo relativamente alle regionali. Complessivamente si presentarono 61 candidati governatori, 28 dei quali facevano riferimento alla Casa delle libertà e alla GAD. Rifondazione comunista si presentò con lista propria solo in Toscana: il candidato Pecorini Niccolò ottenne un discreto risultato. In Piemonte furono cinque: Enzo Ghigo, Livia Turco, Francesca Calvo, Emma Bonino ed Antonio Tevere. Tutti i candidati della Cdl si presentarono sotto lo slogan “per” seguito dal nome della regione d’appartenenza. Le liste con nome personale furono tre, non autonome e tutte in seno alla Gad. Massimo Cacciari in Veneto, Piero Badaloni nel Lazio e con Bassolino in Campania. Solo Bassolino vinse in Campania contro Antonio Rastrelli. Il partito umanista si presentò in quattro regioni: in Piemonte con Antonio Tevere, in Liguria con Menghini Irene come candidato alla presidenza della regione, in Toscana con Paolo Vecchi e nel Lazio con Larena Marina. La lista Pannella-Bonino, fuori dai Poli, si presentò in tutte e quattordici regioni. In Piemonte Francesca Calvo fu la capolista dei polo federalista. In Veneto si presentarono il Fronte Marco Polo (Padovan Fabio candidato presidente), e i Veneti d’Europa con Comencini Fabrizio. Azione Popolare in Emilia-Romagna con Rasmi Carlo, il Pri con Sbarbati Luciana nelle Marche. Le Marche videro la presentazione anche della lista “Viva le Marche” con Buoncompagni Enrico. Nel Lazio dove vinse Francesco Storace si presentò Autonomia Liberale con Severino Antinori candidato alla presidenza. In Abruzzo comparve la lista Fronte nazionale, in Molise il Movimento sociale Fiamma Tricolore. Granillo Vittorio fu il candidato dei Cobas in Campania, Giancarlo Cito fu il candidato per la lista Cito-Lega meridionale. Liste minori anche in Basilicata con Nuovo progetto (Postiglione Bonaventura candidato) e in Calabria con Diritti civili di Corbelli Francesco Saverio. ELEZIONI REGIONALI IL CASO RADICALE ED I PRIMI SONDAGGI. Liberate Giuliana, giornalista di pace L’Italia è spaccata, il caso Del Piero scuote le coscienze del paese. Persino i democratici di sinistra ritrovano l’unità e votano plebiscitariamente Massimo D’Alema presidente. Sarà antipatico ma ha le stigmate del leader e se ritrova, come pare aver ritrovato, un minimo di percorso politico, può essere la chiave in più nel duello Berlusconi-Prodi che si profila nel 2006. Intanto siamo alle elezioni regionali del 2005 ed il paese è scosso dal caso radicale. Ovvero la politica all’asta. Un giorno con il centro-destra, il giorno dopo con il centro-sinistra, un giorno ad un congresso, il giorno dopo all’altro. Valutino i partiti il nostro peso elettorale consultando i cinque major sondaggisti di questa bella Italia. Così Pannella. Risponde prontamente la Stampa pubblicandone uno fresco fresco. Ulivo e Polo o se preferite Cdl e Gad sono alla pari, i radicali al due per cento. Il flirt con il centro-sinistra sembra sospeso ed io sto con Follini: basta con questa politica da figurine Panini, bellissime e pezzo della nostra storia, tuttavia per la politica si ispira a qualcosa di diverso dal mercato calcistico. Pannella è un navigato politico, notoriamente impegnato tra un pasto e l’altro in sponsorizzatissimi scioperi della fame. Ha combattuto battaglie giuste e nobili, in passato, ora vivacchia tra liberismo e liberalismo. Con il sondaggio sopra citato ha la possibilità di alzare il tiro. Perché può risultare l’ago della bilancia in questa politica da mercato. Chissà come la prenderanno i cattolici della Cdl, in caso di accordo. Faccio un esempio: Buttiglione?. Pannella che è un navigato politico può aprire la strada ad un futuro mercato della politica, non ad personam ma a partito. Con il 2% in una situazione di profonda incertezza si può arrivare a chiedere fino a dieci-dodici consiglieri regionali. Alla Cdl in Lombardia e Veneto, alla GAD in Emilia e Toscana. Con il 2,5% ci si può garantire quattro deputati e due senatori per il 2006. Con il 3% e sopra il 3% azzarderei almeno sei deputati, sei senatori e quindici consiglieri regionali in listino con la Cdl o la Gad. In collegi sicuri. La telenovela dovrebbe sciogliersi a breve. Del citato sondaggio mi preme sottolineare che: in Piemonte Ghigo viene dato favorito. Lombardia, Puglia e Veneto dovrebbero essere riconquistati dal centro-destra. Emilia, Toscana, Marche ed Umbria dal centro-sinistra. Come Campania e Basilicata. Siamo sei a quattro per la GAD. In dieci regioni non dovrebbe cambiare niente. In Liguria, Lazio, Calabria ed Abruzzo attualmente governate da un governatore di centro-destra la lotta è incerta. In Piemonte la battaglia è più incerta di quanto si pensi e Mercedes Bresso è molto vicina. Il mio mini sondaggio senza criteri scientifici e senza pretese dava la Bresso in lieve vantaggio almeno nella provincia di Torino ed almeno su un campione di 30 persone. Nel 2000 Ghigo stravinse contro Livia Turco, la rimonta è dunque numericamente evidente. Lombardia e Veneto al Polo, Emilia, Marche, Umbria, Toscana, Campania e Basilicata alla GAD. In Liguria mi risulta in vantaggio Burlando (GAD) e non Biasiotti, nel Lazio Alessandra Mussolini mi viene data al 4%, dato che non favorisce Storace. Su Calabria ed Abruzzo non ho numeri né riflessioni ma attenzione al riflesso della neve sulla Salerno-Reggio Calabria, sconsiglierei di festeggiare la vittoria di Fitto in Puglia. Vendola è molto vicino.

ELEZIONI REGIONALI PIEMONTE. I PROFILI DEI CANDIDATI BRESSO E GHIGO. Per entrambi riassumo brevemente la storia umana e politica Saranno loro il 3 e 4 aprile a giocarsi la presidenza della Regione Piemonte. Il sito del presidente regionale Enzo Ghigo è www.enzoghigo.it. Il suo chi è-biografia è bilingue. In italiano ed inglese. Ha 51 anni, è torinese, a 29 anni è entrato in Publitalia divenendo nel 1990 responsabile per l’area del Veneto e delle Marche Nel 1993 venne nominato coordinatore regionale di Forza Italia ed un anno dopo venne eletto deputato nel collegio2 del Piemonte. Membro della commissione esteri, nel 1995 venne eletto governatore della regione e nel 1997 nominato vice-presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni. Il 16 aprile 2000 ottenne il secondo mandato come governatore con più di 1milione di preferenze. E’ presidente della conferenza delle regioni Segnalo il suo impegno per la salvaguardia della biodiversità, dichiara di aver perorato la qualità e la specificità biologica e non genetica delle produzioni piemontesi. E’ appoggiato dalla Casa delle libertà Il sito della candidata della GAD, Mercedes Bresso è www.mercedesbresso.it. Il suo “chi è” risulta breve e sintetico. Interessante la bacheca delle idee di cui potete trovare l’icona anche nella pagina della biografia. E’ nata a Sanremo. Dal 1985 al 1995 è stata consigliere regionale, nel 1994/95 ha ricoperto l’incarico di assessore regionale alla pianificazione territoriale e ai parchi. Dal 1995 al 2004 è stata presidente della provincia di Torino e presidente dell’unione delle province piemontesi. E’ autrice di libri e saggi, si è occupata di economia agraria e di economia del turismo. Tra gli altri incarichi è stata presidente della federazione mondiale delle città unite, del coordinamento mondiale delle associazioni di città e di Metrex, rete delle aree metropolitane europee. Dal 2004 è parlamentare europeo. E’ appoggiata dalla GAD e dal Partito dei pensionati d’Europa

LISTA DS PER LE REGIONALI PROVINCIA DI TORINO A partire da questa lista verranno presentati i nomi di tutti i candidati alle elezioni regionali per la provincia di Torino. Capolista della lista del torinese sarà Rocco Larizza, sono otto le donne presenti (particolare su cui insisteremo per la presentazione di tutte le liste) su ventiquattro candidati, una percentuale discreta. Di seguito pubblico nomi ed eventuali cariche precedenti. Rocco Larizza Abbà Rosanna Adamo Franco Mohamed Aden Sheikh Angelo Auddino Marco Bellino-assessore provinciale Oscar Bertetto Nino Boetti Bruna Cibrario Anna Coluccia Gioacchino Centrò-presidente commissione bilancio città di Torino Anna Ferrero Piero Giovannone Eliana Greco Enzo Macrì Gianni Oliva-vice presidente della Provincia di Torino Massimo Pace Enzo Pelissetti Marita Peroglio-vice sindaco di Ciriè Roberto Placido-consigliere uscente Maria Giuseppina Pugliesi Roberto Saini Maurizio Trombotto-presidente circoscrizione Mirafiori Sud Annamaria Zucca

By Maya

Vini, profumi, sapori di Langa, Roero e Monferrato. Basta questo per fare una puntatina a Santo Stefano Belbo, paese in provincia di Cuneo al confine con la provincia di Asti. Torino-Piacenza, uscita Asti est, costo 1,20 per tratta Ativa e 2,20 per autostrada fino ad Asti. Per chi non ama l'autostrada statale fino ad Alba. Dall'uscita si seguono i cartelli per Costigliole, poi Santo Stefano Belbo. Sono venticinque chilometri bellissimi, un saliscendi continuo tra le colline dell'astigiano. La calura della Torino Olimpica è lontana una novantina di chilometri.

Dominio ligure e poi romano, fu feudo dei marchesi del Monferrato, poi dei Gonzaga, infine dei conti Incisa-Beccaria. A sommi capi la storia del paese. Certo impossibile dimenticare il suo cittadino più illustre: Cesare Pavese. In subordine tal Augusto Manzo, pluricampione di pallone elastico.

Si posteggia con facilità, gli stand sono sulla destra. Un breve giro nel centro storico giusto per intravvedere la biblioteca dedicata a Cesare Pavese. Chiude alle sei, non riusciremo a visitarla. Vino, viste le splendide colline, Pavese e trekking. I volantini dicono che percorrendo il crinale delle colline si possono osservare panorami suggestivi sulla Valle Belbo.

Casa blù dipinta di blù, la sede di radio valle Belbo. Dov'è la casa di Cesare Pavese?. Un chilometro, seguite il viale. Una lunga camminata sotto gli alberi, un tratto scoperto, il cimitero dove è sepolto il grande scrittore-poeta "ho donato poesia agli uomini" recita la lapide incisa sulla tomba.

Prima di entrare nella casa provo a scavare nella memoria: con grande smarrimento ricordo solo la Luna ed i falò scritto pochi mesi prima di morire. Nato nel 1908, studiò e si laureò a Torino. Tra i promotori della casa editrice Einaudi, traduttore di romanzi americani, collaborò alla rivista Cultura, nel 1935 fu spedito al confino a Brancaleone Calabro. Pare per aver custodito la posta di una donna, almeno questo dicono le cronache della casa. Posta pericolosa, ma in quegli anni era facile guadagnarsi il confino. Un anno dopo, grazie ad un condono, tornò in Piemonte. Il dopoguerra fu il suo periodo più fertile.

Il 27 agosto 1950 si suicidò in un'oscura camera dell'albergo Roma a Torino. Interessante il resoconto, postumo ai fatti di un cronista de la Stampa.

Lavorare stanca, ferie d'agosto, il compagno, Dialoghi con Leucò, Prima che il gallo canti e la bella estate i suoi libri più famosi. La casa è stata trasformata in museo, custodisce il Cepam.

C'è un cortile, la casa di Pavese è sulla sinistra, visitarla regala una certa emozione. Ingresso gratuito. Al centro l'osteria enoteca del Gal Vestì a destra una mostra di dipinti e sculture. Segnalo Lorena Robino con gente spaesata (titolo di una poesia di Pavese) e Anna Maria Palumbo con le colline e le vigne. Proprio di fronte, siamo sullo stradone che conduce a Canelli, la butega, prodotti tipici, dai formaggi ai vini. Prezzi modici, l'inflazione colpisce solo noi Olimpici o c'è qualcosa che non funziona?. La butega di San Bastian è stata riaperta dopo sessanta anni e tra le sue specialità ha composti di verdura, mostarde di moscato, dolcetto e brachetto, marmellate, torte di nocciola, vini, sughi, salse e formaggi. Robiole a 4,50 euro.

Si ritorna verso il paese, la chiesa è a destra dello stradone. Soffitto a cassettoni, non ricchissima, ma ben organizzata. Si procede, un pò stanchi, dato il caldo, verso gli stand. 2,50 euro per l'ingresso, tanti prodotti tipici dal frantoio ligure (con patè di olive) alla carne piemontese, ai formaggi, ai salumi. Vini ovviamente, una rassegna completa. All'interno si vende pizza e c'è un stand per mangiare agnolotti al plin e varie degustazioni.

Si va alla pizzeria Blu Luna, le pizze più care sei euro (ma allora noi olimpici siamo proprio sfortunati o il caro pizza è in preparazione delle Olimpiadi e dei turisti?). Pavese è richiamato costantemente: le pizze portano il nome delle sue poesie. Canzone di strada (con speck, rucola e scamorza) e città in campagna (con verdure grigliate). Servizio lento ma le povere cameriere, due almeno nel settore, corrono come pazze a destra e a sinistra, chiamate a destra e a sinistra. Il locale è pieno. Diciannove euro totale con acqua, dolce e caffè.

Si è alzato un leggero venticello, si odono le note di Michele e la sua orchestra. Da Santo Stefano fino all'ingresso di Asti Est. Strada adorabile anche per le moto, saliscendi bellissimi tra le colline. L'autostrada Torino-Piacenza è una vera autostrada, non ci sono cantieri, Sweet Child o'mine accompagna i chilometri e la sera.

Dal 2 al 5 giugno, avete ancora tempo. Gli stand domani e sabato aprono alle 19.00 e chiudono alle ventiquattro, domenica dalle ore 11 alle ore 24. Prima però uno sguardo alla casa del cittadino illustre.

 

Se volete scrivermi, se volete collaborare con noi, se volete segnalare tematiche concernenti la vallata e la città, se volete segnalare un libro o scrivere una recensione

 

Maya@valchisone.it

 

Ovvero il diario clandestino di un iracheno qualunque che è diventato il fenomeno di Internet. Con il nickname di Salam Pax si nascondeva un giovane iracheno di 29 anni che il 7 settembre 2002 iniziò a scrivere il suo blog per mantenersi in contatto con l’amico Rael in Giordania. Viveva a Baghdad, laureato, colto, scriveva infatti in inglese, gay dichiarato. Raccontava la vita della città, della Baghdad pre-guerra, sparava paroleraffica decise contro Saddam, la cricca di potere e gli americani. Dopo un primo impatto silenzioso le sue parole, spesso ironiche e taglienti, divennero un fenomeno di osservazione di massa. Chi lo definiva un’agente della Cia (impossibile scrivere da Baghdad senza essere scoperti), chi un’agente segreto di Saddam, una sorta di provocatore. Non fu nulla di tutto questo, rischiò molto, la vita stessa. Riuscì a penetrare attraverso le maglie della censura del regime, i firewall spessi come cemento e ci raccontò (e lo fa nel libro che nasce da quella esperienza) la vita in tensione di un paese sull’orlo della guerra. Come Biljana Srbljanovic nel suo diario da Belgrado (recensione nell’archivio articolo) così Salam Pax è equidistante tra un potere folle e le bombe che uccidono solo chi è innocente, ovvero la popolazione.

Il 7 settembre 2002 scrive, iniziando così l’esperienza: “sto preparando la lista per l’emergenza. E’ gradito ogni suggerimento. Candele rosse, alcol (vino rosso, forse?), buoni libri, snack da sgranocchiare. Credo che questa roba mi permetterà di sopravvivere decorosamente durante i bombardamenti”.

La vita di Salam Pax scorre anche nell’affrontare la querula quotidianità: la ricerca dei cd, Massive Attack, l’ascolto di Politik dei Coldplay. Perché la vita non si arresta neppure di fronte ad una minaccia grave. Fu vera sorpresa tra i blogger che si trovarono questo involontario fenomeno mediatico ben distante dallo stereotipo dell’arabo in auge nella “Civiltà Moderna” e tra i giovani americanblogger.

Ci sono commenti su articolo del N.Y.Times e i preparativi di guerra che rombano alle porte. Ci sono commenti sulle analisi dell’Economist. Accanto e in rapido susseguirsi di sensazioni, un paese dominato da una feroce tirannia, la vendita di un rene per comprarsi un appartamento. C’è spazio per i rapporti familiari (Salam Pax teme per i suoi dopo essere divenuto un fenomeno di costume mondiale) e per quelli lavorativi dove la menzogna regna sovrana per timori di ritorsioni. E le ritorsioni erano la morte. “Scusate non vi aspettate che vada a comprare bandiere americane per dare il benvenuto ai nuovi colonizzatori”.

Si perde in stucchevoli polemiche con i blogger che lo accusano di essere qualunque cosa o che provano a dimostrare la validità della guerra contro Saddam. Vi veniamo a liberare è la summa logica di quei ragionamenti.

“Quando è stata l’ultima volta che l’uomo della strada iracheno ha avuto il diritto di esprimere un’opinione libera e sincera sulla politica del governo?. Nel 1962, quaranta anni fa”. Scriveva queste argomentazioni in pieno regime saddamesco.

In risposta alla logica descritta prima, quella della buona azione, la liberazione: “la vera ironia è che l’amministrazione Bush usa per l’invasione dell’Iraq lo stesso argomento sfruttato da Saddam per invadere il Kuwait. Problemi di sicurezza nazionale, aiutare quei poveri b. a liberarsi da quel malvagio governo”.

Siamo alle porte della guerra, non vi stupite di trovare una sola parola a favore, non vi stupite se nei romanzi, negli scritti, nei blog degli “altri” non trovate e non troverete una sola parola a favore dei bombardamenti. Solo loro ad essere bombardati, non noi, con questa ferrea dimostrazione logica di egoismo la nostra benemerita civiltà non farà tanta strada. Non sono degli ingrati, semplicemente non vogliono morire.

Gli uomini del partito invitano a non uscire di casa, l’undici marzo pubblicò il nuovo biglietto da diecimila dinari con stampata l’effige di Saddam Hussein. Una moneta cult, forse l’ultima ufficiale.

Non c’è tensione, non c’è rabbia, solo rassegnazione. “Gli iracheni non hanno mai accettato l’estremismo religioso e mai l’accetteranno”. La guerra è anche organizzare viaggi dai parenti come fare la coda alle pompe di benzina, come studiare un metodo per bloccare le finestre. Non c’è frenesia nella popolazione di Baghdad solo rassegnazione. La guerra è anche 600 dollari per scappare in Siria. La guerra è anche il dopo: le sanzioni post guerra del Golfo hanno affamato il popolo ed arricchito chi stava al potere, legando il popolo a doppio filo al Raiss.

Siamo agli sgoccioli. Un parente di Saddam suggerisce la resa e viene messo agli arresti domiciliari. All’Iraqi tv si sente l’intervista al ministro degli esteri (e S.Pax toglie il volume). Si vedono le dimostrazioni contro la guerra e si sente dello scambio dei prigionieri della guerra Iran-Iraq, una guerra finita nel 1989. Una guerra che costò la vita a milioni di persone e che vide in primo piano le potenze occidentali pronte a levare peana per il Saddam che resisteva all’integralismo.

Il Saddam che gassava i curdi e che dopo la guerra del Golfo massacrava gli sciiti. Sono le sirene d’allarme la colonna sonora della guerra. E’ scoppiata. L’elettricità c’è ancora, i negozi sono chiusi tranne le panetterie e i locali del Baath. La tivvù irachena da notizie di un bombardamento a tappeto su Tikrit, a Baghdad vengono incendiate le trincee riempite di petrolio, la summa causa della Grande guerra, altro che libertà. Una pallottola costava 35 dinari, meno di un lecca lecca. Un viaggio a Bassora, il libro si chiude tra riflessioni acide e commenti sarcastici con un nuovo viaggio a Bassora, nell’Iraq in fiamme, nell’Iraq della “liberazione”.

Vi consiglio di leggere il libro, stile semplice ed efficace. Un blog ed un libro scritto da chi stava per ricevere le bombe e le ha ricevute. Non c’è spazio per il sentimentalismo né per la mozione degli affetti. Solo per una terribile realtà. Scorre veloce, i pensieri, sorgeranno, se sorgeranno, durante la prima parola del racconto del giorno successivo. 

 

Maya@valchisone.it

 

Mercoledì, 13 Luglio 2016 15:11

Giro 2005 Savigliano-Sestriere. Aggiornamenti della tappa

Scritto da

Solidarietà ai lavoratori della Manifattura Perosa

Firmato il contratto degli statali, 99 euro al mese. Oggi si decide il giro d'Italia, ottantottesima edizione. Salvoldelli dovrà difendere la maglia rosa dagli attacchi di Simoni (a 2'09"), lo sconosciuto Rujano Guillen a tre minuti, Di Luca a 3'08", Garate a 3'13".

Centonovanta chilometri, si parte da Savigliano. Poi Villanova Solaro, Villafranca Piemonte, Vigone, Rivasecca e Pinerolo. Quarantacinque chilometri di turismo e di controllo delle gambe dopo un giro estenuante. Porte, Villar, Perosa. Inizia la salita. A Fenestrelle, ottanta chilometri, saremo a quota 1100. Escludo attacchi dei primi. Pourrieres, Pragelato, quindi Sestrieres, quota 2035. Potrebbero uscire dal gruppo Parra, il colombiano o magari Basso. Ritmo alto, Cunego potrebbe essere protagonista. Tempo previsto bello, anche caldo. Si scende, Cesana, Oulx, Salbertrand, Exilles, Chiomonte, Susa. Per recuperare le forze in vista degli ultimi sforzi, trentasei chilometri terribili. Meana, il Colletto. Quasi nove chilometri fino al Colle delle Finestre. Il giro si decide qui. Simoni dovrà attaccare, come gli altri. Quota 2178. Se Savoldelli non crolla può farcela, se non ci sarà la grande impresa. Cunego batti un colpo?. Dopo una tappa già faticosa. Ancora giù. Pourrieres, Pragelato, quindi Sestriere. Il vincitore avrà realizzato l'impresa, Savoldelli a quota 2035 sarà ancora maglia rosa?.

2. ore 12.40 circa

Partenza da Savigliano alle ore 11.20. Tre uomini in fuga con un vantaggio di 16'48". Sono nei pressi di Pinerolo. Il gruppo è compatto, giornata calda per non dire caldissima. I nostri sono sul colle delle Finestre, pronti per scattare foto. Mi dicono ci sia tantissima gente sul Colle. Folla anche lungo il percorso, un entusiasmo rinnovato per il ciclismo. Servizio fotografico a partire dalla prossima settimana. Tra poco i fuggitivi imboccheranno la strada per la Valchisone.

ore 15.15 circa. Siamo in discesa, lo spettacolo della Valchisone per ora alle spalle. Gruppo compatto, due in fuga Niermann e Ivanov con circa otto minuti di vantaggio sul gruppo compatto. Il terzo fuggitivo Reinschow è stato ripreso dal gruppo: era in fuga dal chilometro sei. Siamo a pochi chilometri dal colle delle Finestre, i primi due stanno già affrontando la salita. Superata Meana, sono diciotto chilometri. Qui si decide il giro. Niermann stacca Ivanov....

ll gruppo a Meana di Susa. 1000 abitanti. 680 metri. Il gruppo è a 7'46". Si alza il ritmo, è la prima volta assoluta del colle. i primi due chilometri hanno pendenze bestiali, al secondo chilometro siamo al 15%. Simoni dal 99 è arrivato cinque volte sul podio. Tanta folla ai lati. Attacca Rujano Guillen, dietro Simoni, Parra, Lobato, Garate. Damiano Cunego è subito dietro, Savoldelli a 15". Di Luca guida il gruppetto di testa.

km 4,4 per la maglia rosa. Quindici secondi. Hanno perso contatto dal gruppo Simoni sia Cunego che Basso. Simoni-Rujano Guillen-Di Luca-Garate-Gontchar all'inseguimento di Ivanov-Niermann. Simoni guida questo gruppetto, nessuno gli da il cambio. Spettacolo del colle: castagni, larici, acacie e frassini.

km 6,1. Parlano Simoni e Di Luca. 36" di vantaggio del gruppo Simoni-Di Luca-Rujano-Garate-Rodriguez-Di Luca-Gontchar. Perde contatto Karpets. Le pendenze non scendono mai sotto l'otto per cento. Savoldelli prova a contattare l'ammiraglia. Perde terreno anche Parra. Di Luca-Simoni spingono. Al 7 chilometro hanno 44" di vantaggio su Savoldelli, una lenta erosione. Il parco regionale dell'Orsiera è lo spettacolo, ha già vinto la tappa.

49" poi 53". Savoldelli recupera quattro secondi, ora 47". Ivanov, in testa ha 47" su Niermann e 4 minuti circa sul gruppo di Simoni. Perde contatto Montgomery dal suddetto gruppo. Tra poco inizia lo sterrato, 7 km e 9 metri. Poi 10 km di discesa. Savoldelli in rimonta: ha 41 secondi da recuperare. Un passo diverso. Il tratto sterrato, ciclismo d'altri tempi, una novità dopo ben 23 anni.

Danilo Di Luca fa il ritmo. 55 secondi su Savoldelli. Ivanov ha 2 minuti e 50 di vantaggio sul gruppo Simoni. Tanta gente sui margini della strada. Uno e dieci, trenta secondi in due chilometri. Simoni-Rujano-Di Luca. Altri cinque secondi. Savoldelli ha meno di un minuto di vantaggio in classifica generale. Cinque chilometri al colle, si è staccato anche Garate.

Un minuto e quarantadue. Savoldelli è in difficoltà. Ha perso un minuto in tre chilometri, cioè dall'inizio dello sterrato. Che pubblicità per il colle ed il parco!. Un'ammiraglia passa ed alza polvere. E' Di Luca il motore di Simoni e Rujano. Ivanov in crisi, raggiunto da Simoni. E' in testa da centosessanta chilometri.  Un minuto e 53 secondi. Ha solo dieci secondi di vantaggio. Che tappa!

2 chilometri e due minuti. Di Luca-Simoni e Rujano, 1900 metri, la vetta a 2178 metri. Poi ancora 26 chilometri. La salita è iniziata da 57 minuti. Savoldelli è solo.

Il colle. Un muro umano, una tappa terrificante per gli spagnoli, magnifica per i francesi. Dunque primo Di Luca, secondo Simoni, terzo Rujano. Garate a 1'10", Gontchar e Van Huffel a 1'58", Savoldelli a 2'23". Inizia la discesa verso Pourrieres. Savoldelli si avvicina a Gontchar, inizia la rimonta?. Simoni è maglia rosa virtuale.

Savoldelli in rimonta. In discesa ha prima raggiunto Gontchar e Van Huffel e poi guadagnato venti secondi dal gruppo Simoni. Ora è a due minuti e tre secondi. Garate a un minuto e dieci. Verso Pragelato. Pendenze verso il 5% e 6%. Crampi per Danilo Di Luca. Simoni-Rujano i leader. Grande Di Luca, che sfortuna.

Attenzione Simoni-Rujano hanno un minuto e 53 di vantaggio su Savoldelli. Un'ammiraglia sfiora la moto della televisione. Siamo a Pragelato.

Simoni-Rujano hanno undici secondi di vantaggio su Di Luca. Savoldelli ha raggiunto anche Garate, sono in sei ad inseguire il duo di testa. Dieci chilometri al traguardo. La Valchisone si ripresenta all'onore del mondo. Un minuto e trentasette. Savoldelli anche considerando gli abbuoni della tappa è virtualmente e nuovamente maglia rosa. 

News dal colle, uno spettacolo maestoso. Vedremo le foto. Paolo Savoldelli è a un minuto e trenta secondi. La salita ricomincia, Simoni-Rujano aumentano leggermente il vantaggio che si era ridotto ad un minuto e ventiquattro. Cinque ore e quaranta di tappa, immane. Sei chilometri.

Cinque chilometri, uno e 24 secondi. Rujano Guillen che ha fatto tutto il colle delle Finestre a ruota si stacca leggermente. Ardilla tira, Savoldelli a ruota.

Quattro chilometri al traguardo. Il venezuelano Rujano Guillen, 160 centimetri, professionista dal 2003 allunga il margine su Simoni. Otto secondi di vantaggio. Di Luca a 50 secondi.

Rujano Guillen a due chilometri. Simoni a 23 secondi, rischia a questo punto anche il secondo posto. Due minuti e tredici su Savoldelli, un'impresa quella del colombiano in due chilometri.

Quasi sei ore di corsa. Una tappa splendida. Rujano Guillen ha vinto la Savigliano-Sestriere. Simoni a ventisei secondi è secondo anche in classifica generale. Terzo Danilo Di Luca ad uno e trentasette, quarto Garate ad uno e cinquantatrè. Savoldelli ad uno e cinquanta cinque è maglia rosa e replica il successo del 2002. In classifica generale primo Savoldelli, secondo Simoni a ventotto secondi e terzo Rujano Guillen a quarantacinque secondi. Quarto Di Luca

Le pagelle della giornata:

Danilo Di Luca. Voto dieci. Sul Colle delle Finestre ha impresso un ritmo astronomico, peccato il crampo, avrebbe vinto.

Rujano Guillen. Gli ultimi tre chilometri sono stati una dimostrazione di potenza, di coraggio e di classe. Voto nove, sul Colle sempre a ruota

Paolo Savoldelli. Voto sette e mezzo. Ha vinto il secondo giro d'Italia della sua carriera, ha sofferto, rischia il crollo, si è ripreso in discesa. Dieci per il successo finale.

Gilberto Simoni. Voto otto. Ha sfiorato l'impresa, è stato maglia rosa virtuale. Da Pragelato in poi non aveva più energie. Nove per il giro.

Damiano Cunego. Voto quattro. E' scomparso subito dopo due chilometri di colle. Arriva a dodici minuti, la delusione assoluta del Giro.

 

Maya@valchisone.it

 

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