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Pubblicato il 16 agosto 2004 L'unico accredito di cui sono stato dotato dall'organizzazione è per le gare del ping pong o tennistavolo se preferite (con il sistema che ho già descritto in Atene 2004- partiti i giochi, caos persino alle Maldive- e che non ripeto per pudore). Purtroppo il novanta per cento degli accrediti è stato assegnato ai cinesi: lo speaker si è adeguato e parlava in cantonese stretto; una fatica terribile per comprendere lo svolgimento dei giochi. I cinesi sono di natura generosi e collaboravano a gesti: malgrado la disponibilità erano costretti ad interrompere le già dure spiegazioni per le notizie che arrivavano dagli altri luoghi di gara. Il primo oro olimpico di Atene 2004 è stato vinto dalla cinese Du Li, carabina dieci metri. Feste che neanche a Piedigrotta il primo dell'anno, le italiane Valentina Turisini e Sabrina Sena sono state eliminate nei turni preliminari. Non bastava perchè nel judo 48 kg la calabrese Macrì veniva superata, sfortuna delle sfortune, da una cinese. Bolgia infernale, applausi a scena aperta, rintanato in un angolo meditavo vendetta. Negrisoli per le signorine e Yang Min (scambiato per un olimpico cinese dai cinesi, applausi scroscianti) per gli uomini avevano di fronte l'ostacolo del primo turno: Laura ha avuto ragione della venezuela Ramos mentre il glaciale Yang ha spazzato via dal tavolo verde il vietnamita Doan glaciale anche lui ma di classe inferiore (4-1). Tuttavia mi sono consolato dalle continue bastoste morali con la folgorazione subita per la conturbante e bravissima Lea Amico (Leah in realtà rima con Dea, Venere per la precisione), giocatrice di softball della nazionale statunitense, passata in diretta sulle reti greche incidentalmente per qualche secondo. Le ragazze a stelle&strisce hanno rifilato un cappotto niente male alle ragazze azzurre: match sospeso sul 7-0, al quinto inning e per manifesta inferiorità. Con la scusa di essere il presidente ed unico iscritto del "Lea Amico fan club", la federazione statunitense di softball mi ha gentilmente accreditato per tutte le gare fino alla finale. Grazie ovviamente all'interessamento di Lea-Leah rima con Dea, Venere ovviamente. La domenica di ferragosto il programma di softball prevedeva Italia-Cina: ancora novanta per cento degli accrediti alle giornaliste cinesi, ho capito che stavamo vincendo grazie alla composta esultanza delle nostre durante la partita e al silenzio clamoroso delle cinesi. Fino al sei a zero, poi le ragazze si sono rilassate e le orientali sono arrivate sul 6-5, scatenando la piedigrotta pechinese. E' arrivato il punto della sicurezza che ha spento le ultrà al femminile made in China. Brava Jennifer Spadacci, italo-californiana, grazie per la rivincita morale su Pechino e dintorni. Ci sono squadre di softball in provincia di Torino e in Valchisone?. Per seguire il softball ho perso qualche eliminazione degli italiani dal tabellone del ping pong: adesso dovrò scambiare l'accredito del tennistavolo con qualche altro sport. Sarà dura. Ho comprato un libro di regole dei giochi olimpici, dodici volumi venti euro a volume, spesa già inserita nel conto pagato dal sito. Pubblicato il 16 agosto 2004 dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Serviverebbero cento e più punti esclamativi, da non credere: la nazionale portoricana di basket ha battuto, ma di più, umiliato, il dream team americano. Palasport di Atene: Davide contro Golia. Il confronto sembra impari: gli dei americani giocano soffici, con una mano e su una gamba, si credono su e di un altro pianeta, i portoricani combattono alla morte. La superbia (lasciamo perdere forma e preparazione a lungo termine) viene duramente punita: gli dei non si accontentano di perdere, beccano diciannove punti di scarto (92-73). Dopo la doverosa introduzione passiamo ad esaminare il comportamento delle squadre italiane. Detto delle ragazze del softball ( vedi come ho ottenuto l'accredito per le gare di ping pong e softball-commenti alle gare medesime) che giocheranno oggi alle 16,05 contro la Grecia, segnalo l'esordio convincente delle ragazze della pallavolo che hanno domato piuttosto nettamente le sudcoreane: un tre a zero senza possibilità di repliche. Segnalo anche la vittoria della Cina, 3-1 agli Usa e la passeggiata delle ragazze greche contro le kenyote, 3-0. La nazionale cubana è stata superata al tie break dalla Germania. Oggi alle 13 diretta su Raidue match con le giapponesi. Bene anche la nazionale di Montali che supera 3-1 gli Stati Uniti, equilibrate le prime due frazioni, agli americani la seconda, in scioltezza il terzo, più lottata la quarta chiusa 25-23. Nel nostro girone vincono anche l'Olanda (3-2) alla Russia ed il Brasile (3-1 all'Australia). Ennesima delusione per la Serbia, sconfitta per 3-0 dalla Polonia, squadra non certo irresistibile. Oltretutto i serbi sono campioni in carica. Nel calcio femminile la Nigeria ha superato il Giappone, mentre gli Usa hanno regolato le magne brasiliane per due a zero. Nel basket femminile divari enormi per il Brasile, 128 punti realizzati(!), 56 di vantaggio (!) contro il Giappone e 52 per le americane contro le neozelandesi (ferme a quarantasette punti realizzati). Neozelandesi ostici per la nazionale maschile, vittoriosa con due punti di vantaggio dopo averne avuti anche diciannove: finale soffertissimo e conclusione al fotofinish: 71-69. E' mancata nel terzo e quarto tempo la difesa, arma in più della squadra di Recalcati. Vicina all'impresa l'Angola superata solo nel finale (78-73) dai campioni europei della Lituania. Dopo le disfatte nel calcio e nella pallavolo per la Serbia è stato il turno della squadra di basket, superata 83-82 dall'Argentina. Pessimo esordio del settebello azzurro: i pallanuotisti sono stati superati per 5-4 dalla Spagna. Dopo aver raggiunto il 2-2, gli italici hanno subito un parziale di tre a zero che ha chiuso il match. Il settebello rosa che è più bello del settebello azzurro (ma perchè sette-bello?) esordirà oggi (alle nove e quarantacinque) contro l'Australia, campione olimpica in carica. Parte male l'avventura della squadra di baseball: sconfitta secca per dodici a zero contro il Giappone, una tra le squadre favorite: oggi alle 10,30 occasione della rivincita (?) contro il Canada. Il confronto Italia-Giappone è proseguito in serata con l'incontro tra le nazionali di calcio: 3-2 il risultato finale per i nostri con reti di De Rossi, Gilardino, Abe, Gilardino, Takamoto. Nel nostro girone vittoria del Ghana (2-1) sul Paraguay e clamorosa qualificazione dell'Iraq (con un turno d'anticipo), 2-0 contro Costarica. ATENE 2004: HO SEGUITO ITALIA-GRECIA DI SOFTBALL CON UNA CO.CO.CO. GRECA dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses con la collaborazione paritaria di Gianina Papaioannu, giornalista collaboratrice continuata e coordinata greca Scritto per solidarietà con i co.co.co, pensato per una di costoro e dedicato alla medesima Nel primissimo pomeriggio, sole a picco, quaranta gradi, ho deciso di seguire la partita delle ragazze del softball contro le greche, dee padrone di casa. Era nei programmi. Sono andato allo stadio, pieno in ogni ordine di posti, con Gianina Papaioannu, conosciuta al palatennistavolo: per solidarietà elettiva, siamo gli unici a vagare con penna e block notes. Gianina è stata assunta da un giornale di provincia della Tessaglia occidentale con contratto di collaborazione coordinata e continuata greca . E' un contratto ancora più flessibile del nostro, se mai fosse possibile. E' un misto tra interinale e nulla. Il giornale di provincia abitualmente le assegna fatti di cronaca nera da trafiletto e per l'occasione olimpica le hanno intimato di dedicarsi agli sport definiti minori: si è laureata in lettere all'università del Pireo con centodieci e lode greca con una tesi sulla sostanziale e fallimentare cattività di Ulisse. Il professore ha eccepito solo sulla parte relativa ai cani di Ulisse, divenuti randagi: secondo il dotto, un'errore storico clamoroso. Ai tempi dell'eroe mitologico i cani randagi non esistevano perchè venivano soppressi con cibo avvelenato, metodi primitivi, oggi ci siamo evoluti. Per lei è sempre meglio che stare in ufficio a controllare le note spese dei giornalisti o a correggere le bozze. Lei gira come una trottola, si sveglia alle sei ed un quarto ed ha diritto ad un miserabile rimborso spese. Peggio di quello che mi garantisce il sito e mi sono sentito in colpa: da oggi raddoppio le richieste. Ha anche diritto ad un miserabile stipendio e non ha orario. Non deve avere mal di testa o l'influenza: per i co.co.co greci non esiste la mutua!. Tantomeno in piena olimpiade, un semplice raffreddore potrebbe costare il licenziamento. Gianina non firma gli articoli, lavora per gli altri e gli altri, in questo caso l'altro, sfruttano il suo certosino impegno per fare bella figura. I risultati ed i commenti vengono regolarmente firmati da un certo Iannakis. Co.co.co significa subire per tutta la vita anche gli sgarbi di quello sgherro di Iannakis. Gianina non ha Natale e spesso neppure Capodanno, prende le ferie per ultima, non festeggia Pasqua nè Ferragosto: obbedire, obbedire, obbedire, cento e dieci volte con lode greca. Non esiste nè sabato nè domenica, le festività sono spesso passate in giro a fare stupide domande per i trafiletti. Sciopero è una parola sconosciuta, lo scorso anno il giornale tessalo è stato sconvolto da furibonde rivendicazioni, Gianina non ha scioperato (ma voleva) perchè non poteva sennò andava a collaborare in maniera continuata e coordinata con la yoghurteria di Mavros Nicos, proprio sotto la sede del giornale, quattro euro e mezzo, contratto stagionale, sabato fino alle due, domenica dalle sette. Le ho concesso, pertanto, anche una firma paritaria sul racconto della partita di softball, mentre le ho suggerito di dare qualche risultato sbagliato a Iannakis, ateniese, figlio di un giornalista del giornale tessalo, contratto a tempo indeterminato, nell'albo di categoria. Iannakis dorme tutto il giorno e videoregistra quello che le interessa, alle sette del pomeriggio si alza dal letto, alle sette e quindici riceve il fax di Gianina, alle otto manda una verbosa e-mail in Tessaglia e si va a godere la notte ateniese. Una volta alla settimana è costretto ad andare in Tessaglia per le riunioni con la redazione sportiva&costume&società. Se in una di queste mattine si sveglia con lieve mal di testa con annesse visioni di eroi mitologici, frutto della bisboccia notturna telefona al giornale: più tardi vado dal dottore, sono in mutua. Siamo arrivati allo stadio alle quattro meno dieci con i nostri bravi accrediti legati al collo. Maya Ulisses inviato del sito valchisone e Gianina Papaioannu giornalista in servizio di collaborazione coordinata e continuata. Ultima fila della tribuna stampa!. Siamo stati immediatamente circondati da giornalisti cinesi, accreditati ovunque ma d'altronde sono miliardi e da spettatori greci, ebbri di tifo e fuori posto. Io&Gianina non abbiamo capito subito lo spirito del pubblico: fin dal primo inning si è accanito con lazzi ed urla contro la giocatrice Gambella, italo-americana dagli splendidi capelli color blù elettrico. Lei Bellissima, voi Retrogradi!. Succede sempre così, il pubblico ebbro di tifo individua subito il nemico, in una sorta di corrida senza toro: colpirne la concentrazione, colpire l'individuo, anche Maya Ulisses non solo la bellissima Gambella dai capelli blù elettrici. Italo-americana, probabilmente college e forse università. Ho ingaggiato i cinesi (con i fondi del sito) per attenuare gli ebbri greci, come collaboratori ultras coordinati (da me) e a getto continuo. Jennifer Spediacci non eccelsa, la Di Salvo così così, greche in vantaggio al secondo inning per due a zero. Gianina registra diligentemente su block notes, tutti i nomi in formazione (l'organizzazione non ci ha dato l'elenco!, pare che il co.co.co compilatore abbia salutato l'organizzazione), per quel dannato Iannakis che dorme con ventilatore acceso, mentre noi cuociamo ai quaranta dello stadio senza tettoia. Italia in ripresa solo nel finale: seconda sconfitta in tre gare, peccato sognavo una semifinale Grecia- Usa ed una finale Italia-Usa, dall'esito scontato, certo, ma almeno avremmo rivisto per due volte la Dea Leah Amico, folgorante apparizione. Qui in Grecia la tivù ellenica dedica al softball quattordici secondi, oggi per la sfida con le ragazze italiche una mezz'oretta. Al Leah Amico fan club ho tesserato finalmente due colleghi: il filippino del Manila Times e il mozambichiano del Maputo Times. Siamo rientrati al villaggio olimpico giornalisti (la mia camera è la settecentododici, le camere sono settecentododici, la mia è due metri per due, sotto il tetto, nella mia zona è di lamiera) e dopo varie peripezie burocratiche (Papaioannu Gianina non aveva e non ha diritto al pass) ci siamo fiondati al bar per gustare un cocktail greco che ho preteso color blù elettrico. Mentre Gianina telefonava ho preparato un'e-mail per il giornale tessalo. Ne cito solo piccoli brani: "vista la bravura della giornalista Gianina........stante il contratto iperflessibile di co.co.co....dichiaro che non acquisterò mai più una copia del vostro pregiatissimo quotidiano finchè la Papaioannu non sarà assunta a tempo indeterminato greco. Ci sono migliaia di e-mail in arrivo". Mandate un'e-mail anche voi. Maya@valchisone.it
LE PAGELLE DEL SITO DEL 23 GIUGNO: PRIMO POSTO ALLE EURODEPUTATE BY MAYA 10. ANGELILLI, BONINO, BRESSO, FRASSONI, GRUBER, LOCATELLI, MORGANTINI, MUSSOLINI, MUSCARDINI, NAPOLITANO, POLI BERTONE, PROVERA, SARTORI, SBARBATI, TOIA, VINCENZI, ZANICCHI. Sono le diciassette donne elette al Parlamento europeo (su 78 deputati). Qualcuna, vedi la Zanicchi, indigna perchè la sua elezione esclude Gawronski. L'elenco potrebbe allungarsi grazie a qualche rinuncia eccellente, un buon successo, auguri a tutte, indipendentemente dallo schieramento e dalle polemiche. 9. VELTRONI VALTER, SINDACO DI ROMA. Indicato da qualche voce per ora isolata come candidato premier del centro-sinistra, scende in campo a favore di Francesco Totti, detto il lama, reclamandone la purezza dello spirito. Sindaco sicuramente confermato, può davvero ambire al governo del paese, promettendo anzichè veline e letterine, figurine Panini e film americani di cui è un'appassionato. Comunque un passo in avanti. 8. BUOBOCAR SEYD. Sindacalista senegalese, eletto rappresentante dei lavoratori, di una ditta di Pianezza denuncia a La Stampa le clamorose condizioni di lavoro e dopo qualche giorno viene licenziato con un pretesto "ha fornito una brutta immagine della ditta, abbiamo perso delle commesse". Il giudice indaga: temperature da forno, alta rumorosità, inesistenti le cappe aspiranti. Buobocar viene reintegrato (licenziamento illegittimo) insieme agli altri due colleghi protagonisti dell'intervista, nel frattempo la ditta che ha fatto brutta figura non ha ancora provveduto a migliorare le condizioni lavorative. Volete abolire l'articolo diciotto? 7. "MI SONO ROTTI I...". A proposito della vecchia politica, quella del compromesso e degli alleati che ricattano per un due per cento in più, così si esprime il presidente del Consiglio. Intanto deve entrare nella parte del leader di una coalizione ed uscire da quella di leader assoluto, per lui sarà durissima, quasi impossibile. Vista la polemica sui brogli elettorali avrebbe da imparare dai "vecchi politici della sua coalizione, figli del compromesso e della vecchia politica" cioè i Fini ed i Follini che evitano di aggiungere benzina al fuoco, anche perchè c'è poco da aggiungere. Magnifico il ministro Buttiglione che parla di equivoco 6. DARIO SQUERI (alle motivazioni pretestuose). Per nove anni presidente della Provincia di Piacenza, uno tra i fondatori della Margherita, dichiara che nel ballottaggio appoggerà il candidato polista di An anzichè quello dell'Ulivo. "Troppo ingombrante la presenza di Rifondazione, il centro ne è ostaggio". Preferisce il centro ostaggio della Lega?. Intanto la Lega vercellese per il ballottaggio di domenica esprime simpatia per il candidato del centro-sinistra e quella di Bergamo, offesa, invita all'astensione. Politica confusa. 5. ROMANO PRODI (voto alla confusione). Inventore del progetto listone, lo ripudia un secondo dopo la chiusura dei seggi per aprire una fase costituente non meglio precisata di tutte le forze dell'Ulivo. Ha perso la bussola, aggiunge un probabile disimpegno anche per le regionali 2005. Da appassionato ciclista tiene a mente Indurain ed Amstrong che correvano e vincevano solo il Tour de France: la politica è una cosa diversa, cambiare progetti ogni anno può confondere gli elettori, pensare solo al 2006 può essere deleterio. Corregga la rotta nei tempi giusti. 4. I PALAZZONI DI TORINO. Dopo il palazzone di via Fratelli Garrone toccherà a quello di via Artom 99 andare in mille pezzi: brutti, bruttissimi, frutto delle costruzioni anni sessanta, pur sempre un pezzo di storia della Torino Olimpica. Non piace in conferenza stampa l'atteggiamento del presidente dell'Atc che conferma di aver tagliato la manutenzione dei servizi essenziali, che contesta i condomini difficili a cui sono state proposte decine di appartamenti (magari da lì non vogliono andarsene!!!) ma che riconosce che è un pretesto la distruzione del palazzone per rigenerare l'area visto che lo stesso sorge davanti ad un parco. 4. "CON UN PIRLO AL POSTO DI UN PIRLA". Non è un titolo originale, anzi, ma si sa che i giornali politico-economici quando devono parlare di sport sbracano. Giochino di parole da ultras cattivi, verrebbe quasi voglia di riabilitare il Pupone. 3. L'OSPEDALE MORELLI DI CATANZARO. Sequestrato dai carabinieri per gravi carenze strutturali e gravi problemi igienico-ambientali. Ennesimo esempio di malasanità italica. 2. LA MATURITA': Più sui siti e sui telefonini che nelle aule. Non serve sapere basta un palmare di ultima generazione, sangue freddo e qualche amico navigante. Doti che permetteranno di emergere nel futuro, qualche dubbio sull'insegnamento civico, sbaglia la Moratti a dire che nelle scuole c'è poca tecnologia. C'è eccome!. 1. ABU GHRAIB. E' il capo intelligence militare il tenente colonnello Steve Jordan, del carcere tristemente noto, a dichiarare di aver ricevuto pressioni da una vice di Condooleza Rice "per far parlare i detenuti". Poco alla volta il cerchio si stringe intorno alla casa Bianca. 0. L'INQUINAMENTO AMBIENTALE. Uccide 100mila bambini ed adolescenti ogni anno in Europa. Cinque le cause: aria nei luoghi chiusi od aperti, acqua contaminata, piombo, traumi ed incidenti. 75mila morti tra gli adolescenti per incidenti, 13mila piccoli tra 0 e 4 anni vittime dell'inquinamento atmosferico e di malattie polmonari. Sono dati allarmanti e da non sottovalutare. 0. LA DECAPITAZIONE. La violenza impazza, scompaiono i film violenti perchè tanto la realtà più fosca è in tivù e su internet: il proliferare di video con teste mozzate è uno spettacolo schifoso, mostrare la morte al nemico la regola. Indegno dar seguito a dei pazzi come fanno certe tivù arabe satellitari, indegno mettersi sul piano di terroristi e permettere la trasmissione delle immagini dei corpi di terroristi, questo non è diritto di cronaca ma immondizia. Maya@valchisone.it

Mi sono svegliato da un sogno in preda a forti dilemmi: riassumo brevemente il lungo elaborato dello spirito dormiente. Riguardava la mia casa, il mio quartiere della Torino Olimpica, sobrio e tranquillo dove i pedoni fanno corsi di sopravvivenza per divenire agili e scaltri e schivare in modo ineccepibile macchine supersoniche che giungono ai cento orari netti ed i pitbull girano senza guinzaglio: Uno per la precisione, facevo o tentavo di fare jogging nel parco, ero al secondo giro ed il passo non era più baldanzoso. La padrona, signorina altezzosetta piena di boria televisiva nazional popolare, anche seccata perchè osavo occludere al cucciolo il legittimo spazio d'espressione (cioè mordere), si è fatta una bella e franca risata quando ho stupidamente domandato della museruola.

 

Ho capito da dove nasceva l'aggressività del cucciolo. Sogno: nel corso della notte erano stati distrutti tutti gli alberi del corso, la maggior parte dei quali malati ed al posto della strada, chiusa e riaperta decine di volte, prima scava l'Enel, poi il gestore telefonico, poi l'acquedotto, era stata costruita una pista da bob. Lunga due chilometri e mezzo, così dicevano le insegne luminose, da piazza a piazza, l'effetto neve, una neve artificiale inserita nel percorso olimpico, un tracciato pieno di curve ad esse, era dirompente.

Tutto in una notte, ruspe, uomini, scavi, livellamento del terreno. Gli atleti stavano già provando, il primo a scendere in pista, così diceva lo speaker infervorato, era l'equipaggio della Sierra Leone: una troupe televisiva di rete quattro intervistava per uno scoop....Maledizione, proprio all'apparire del personaggio è saltata la luce e quando il black out causato dai cugini d'oltralpe invidiosi del successo olimpico era cessato le telecamere inquadravano il quattro con della Bielorussia, numero di pettorale due. Mi sono svegliato e mi sono accorto che era solo un sogno, primo passaggio accettabile nella realtà. Il secondo passaggio accettabile è stato comprendere che non esisteva nessuna pista di bob, semmai saranno messi i cartelli di lavori in corso: parcheggio sotterraneo, il quattordicesimo della città, seicento trenta posti, otto piani con riscaldamento in inverno ed aria condizionata in estate. Non era necessario ma arrivano le Olimpiadi e quindi dobbiamo rendere la città presentabile ai turisti. Mi rassegnerò, il monumento cementifero sotterraneo non cambierà la mia vita, spero non faccia aumentare l'Ici, un per cento ogni cinquecento posti. Accendo la tivù, un servizio su un calendario hot di qualche velina, un'intervista con quello del sogno (vi ricordate il black out?). Mi domando se una mattina, alzando le tapparelle, scoprirò qualcosa di nuovo. Viabilità modificata, senso unico: sono metodico anche nell'utilizzo delle strade ma mi adatterò. O magari mi troverò circondato da telecamere, il mio quartiere è entrato a far parte del settore B3, quarta zona, sesta dimensione, zona a traffico limitato di seconda generazione, una telecamera proprio nella via di fronte. Le telecamere di seconda generazione puniranno anche l'intenzionalità: un corriere iper veloce stabilirà il nuovo record mondiale di multe, centocinquanta in un giorno: sette violazioni effettive a 68 euro e centoquarantatrè violazioni pensate, meditate, scolpite nella mente del malintenzionato e punite con 34 euro l'una di ammenda. Ne parleranno i giornali e le tivù: storia di degrado morale nella Torino olimpica, gli acquabomber e i piromani che si divertono con le auto, categoria pazzia dissociativa, avranno già stufato il pubblico. "Arrestati tutti i piromani torinesi.

Il giudice li condanna a fare volontariato obbligatorio nella Repubblica democratica del Congo in preda ad una guerra civile. E se finisse nella RD del Congo in qualunque stato africano in preda ad una guerra, c'è l'imbarazzo della scelta, una prima o poi viene fuori. Per i prossimi cinque anni", come vorrei leggere questa notizia sparata in prima pagina sul giornale cittadino. Il perforatore di ztl di seconda generazione potrà pagare i cinque mila euro e più con carta di credito, bancomat, assegni o dieci chili di pesche se il costo della vita continuare a correre come se fosse ad Indianapolis. E' colpa mia e mi sento tremendamente responsabile: dovrei licenziarmi e seguire i suggerimenti di qualcuno, utili lezioni domestiche. Andare al mercato al mattino presto e girare per tutti i banchi finchè non trovo il banco più economico e conveniente. Ciliegia, 5 euro al chilo, banco più economico a 4,40, primizie viste a 10. Città che aveva una viabilità straordinaria, corsi lunghi, impianto squadrato, non c'è zona senza lavori. Mi adatto dobbiamo presentarci con una nuova veste, la Torino olimpica è stata sempre giudicata una città prudente, ferma, dai piccoli passi, savoiarda. Eccovi serviti, città in rapido movimento e mutamento. Città che vede in costruzione palazzetti del ghiaccio che si spera non diventino cattedrali nel deserto e pazienza se si sradicano giardini per l'infanzia come a Piazza D'Armi. Ho un pò di timore per questo genere di costruzioni, penso al Delle Alpi, considerato un peso, dopo i cento (?, scusate sono passati quattordici anni e non ricordo) miliardi spesi ed i finanziamenti per una pista d'atletica solcata solo dai raccattapalle, penso al Filadelfia, monumento di storia sportiva su cui si finirà per costruire un bel ipermercato o una zona residenziale con solarium, cineplex a venti sale, tutte proiettanti due film, come succede adesso. Avevamo una piazza splendida, piazza Solferino, con quel giardinetto molto piemontese e quei palazzi ordinati ed antichi. Era una piazza di ricordi, la scuola, ci andavamo all'una prima di tornare a casa, erano i racconti della giornata: un momento di relax, ogni tanto compariva il cielo, ci sentivamo a Torino, era la nostra Torino. Adesso c'è Atrium, un simbolo della Torino olimpica dove si convoglieranno visitatori e turisti: sembrano due barche di vetro capovolte, tratte dal manuale "come rovinare una bella piazza in maniera esemplare". Si è persa e si perde la visuale complessiva della piazza ma penso che questo aspetto sia stato giudicato secondario. Perchè non costruire questo monumento al nulla fuori Torino, non dico distante, a portata di mezzi, in un bel prato pieno di erbacce e/o rifiuti industriali o magari a Torino al posto di uno di quei fabbriconi abbandonati che sanno di post industriale. Abbiamo il museo egizio numero due al mondo, i Savoia hanno lasciato tesori sparsi in città ed in provincia: non sono questi i gioielli da esibire, posto che non spariscano prima del 2006 come a Stupinigi?. Ancor prima di finire la domanda mi riaddormento e magicamente riprende il sogno: c'è ancora la pista di bob, due chilometri e mezzo, sono seduto sul balcone e posso ammirare un pezzo di tracciato, visuale di cento metri ed il megaschermo.

Lo speaker è sempre infervorato come tutti gli speaker del mondo, parla a raffica e snocciola dati: sul megaschermo di ultima generazione compare la classifica. Sta per finire la prima manche. In testa l'equipaggio della Sierra Leone che ha sbaragliato la concorrenza, si prepara l'equipaggio numero trentacinque. Non oseranno sfidare l'equipaggio africano ma si faranno valere. Www.valchisone.it, si chiamano così e mi sembra di conoscerli.

 

Maya@valchisone.it

 

In Piemonte si assegnano 60 seggi, 48 con il sistema proporzionale e 12 con il cosiddetto premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente. A Torino e Provincia spettano 25 seggi. Movimenti, partiti, candidati possono inviarmi il loro programma per successiva pubblicazione. Breve flash sui programmi dell’attuale governatore Enzo Ghigo e di Mercedes Bresso. La lotta in Piemonte è incertissima: la prova è che due sondaggi hanno dato esiti diversi ma con margini risibili. I programmi sono un sunto, i più interessanti almeno a mio giudizio. Non sono dunque completi, per una lettura completa vi rimando ai rispettivi siti internet. Credo comunque che anche questi flash possano essere un’utile strumento di valutazione. Di quello di Mercedes Bresso segnalo: -istituire un fondo per la rimozione delle barriere architettoniche -pari opportunità per le donne: norma specifica per la conciliazione tra tempi di lavoro e vita privata -abolizione dei ticket sui farmaci in cinque anni ottenibile con il controllo della spesa farmaceutica e l’eliminazione degli sprechi -principio della progressività nell’addizionale regionale sull’Irpef: chi ha di meno pagherà di meno -difesa tipicità della produzione agricola -valorizzazione del patrimonio culturale tramite coordinamento tra Regione, Province, Comuni e Fondazioni -applicazione del protocollo di Kyoto con legge che incentivi le tecnologie sostenibili -difesa della presenza della produzione Fiat e rilancio dei settori industriali con sviluppo attività ricerca (a cui la candidata promette di destinare il 3% del PIL regionale entro il 2010). -legge unica per il sistema regionale dell’educazione -maggior offerta culturale per gli anziani -per i giovani: trovare abitazioni a prezzi equi. Politiche specifiche per sport e tempo libero -per le piccole e medie imprese servizi all’internazionalizzazione con politiche che favoriscano l’accesso al credito. Defiscalizzazione per chi opera in zone svantaggiate -qualità/efficienza trasporto regionale -sottoscrizione con le forze produttive e sociali di un patto per lo sviluppo. Tutela dei redditi e dell’occupazione. Il Piemonte di Mercedes Bresso vuole essere un Piemonte non precario e contro la frammentazione del lavoro Del programma di Enzo Ghigo segnalo: -aumentare gli investimenti in sapere e conoscenza. Impegno ad assicurare sostegno agli Atenei piemontesi per investimenti in ricerca ed infrastrutture. -impegno a mantenere la legge sul buono scuola ed in futuro estenderla -entro il 2010 colmare il deficit di strutture. Completamento Novara-Milano, tangenziale est di Torino, completamento Asti-Cuneo, costruzione quarta corsia Torino-Frejus -più risorse per il welfare. Il 30% di aumento delle risorse verrà mantenuto nel quinquennio. -risorse per i servizi di assistenza agli anziani -ampliamento offerta sanitaria per ridurre tempi di attesa -restauro della reggia di Venaria ed altre residenze entro il 2010. Aumentare in tal modo l’offerta culturale e turistica anche grazie ai “bacini enogastronomici”. -difesa presenza produttiva Fiat e difesa (con ampliamento) e valorizzazione di quella della Rai a Torino. -finanziare la legge per permettere la crescita delle società cooperative -applicazione legge Biaggi. Tre livelli di apprendistato e apertura ai privati per un sistema di collocamento misto (pubblico-privato) per far fronte alle esigenze lavorative -sviluppo infrastrutture idriche, difesa suolo, bonifiche e reti di comunicazione -aumentare la sicurezza dei cittadini Se volete scrivermi, se volete collaborare con noi, se avete tematiche da suggerire Maya@valchisone.it
Lunedì, 11 Gennaio 2016 16:42

Catastrofi climatiche e il terzo incomodo

Un dossier riservato del Pentagono, svelato da un giornale inglese, fa delle previsioni sui prossimi quindici-venti anni che neppure il più pessimista degli ambientalisti sarebbe stato in grado di formulare. Si prevedono, infatti, a causa del mutamento improvviso del clima, sparizioni di intere città, inondazioni, milioni di morti, milioni di persone in fuga da luoghi dove cibo, luce ed energia scarseggeranno sempre di più. Nel 2020, al termine di un ventennio di eventi luttuosi si potrebbe verificare una guerra cosiddetta del clima, ossia una guerra non per motivi ideologici-religiosi, ma per il controllo ed il predominio di sostanze che garantiscano alla popolazione la stessa sopravvivenza. Nel 2007 violente tempeste renderanno inabitabile vaste zone dell'Olanda e l'Aia sarà abbandonata. Nel 2010 Europa e Stati Uniti vedranno aumentare di un terzo i giorni in cui le temperature supereranno i 32 gradi. Entro il 2020 la Gran Bretagna sarà decisamente più fredda ed umida. Il dossier prevede ondate migratorie dalla Scandinavia verso sud, mentre Europa e Stati Uniti si troveranno alle porte milioni di persone in fuga da luoghi dove i bacini idrici saranno completamente prosciugati. La capacità del pianeta di assorbire l'attuale aumento demografico sarà decurtato ed aumenteranno i paesi con capacità nucleare: la Terra, secondo questo dossier, rischia di diventare una polveriera di difficile controllo. Diminuirà, infine, la percentuale di terre emerse. The day after?. Apocalisse?. Esagerazioni?. Il dossier trasforma l'ambiente da fastidioso cavillo (l'amministrazione Bush non ha firmato la gran parte dei protocolli sull'ambiente) in un problema di sicurezza nazionale, quasi più importante della lotta al terrorismo: i toni da ultima spiaggia potrebbero convincere Bush o il suo eventuale successore che la battaglia più importante e prioritaria è quella ambientale. QUI ROMA. Polo in perenne lite su qualunque argomento, Ulivo spaccato sulle decisioni di politica internazionale: il rifinanziamento della missione italiana in Iraq ha fatto emergere come il futuro Ulivo debba necessariamente valutare la stesura di un programma comune, su welfare, pensioni, sanità e politica internazionale. Mentre nel campo destro, il premier affina le armi in vista delle europee con il tentativo di far recuperare terreno a FI e a se stesso, anche a scapito degli alleati, nel campo centro-sinistro la corsa del triciclo verso l'elettorato moderato rischia di alienare tessere di nome e simpatie: sulla graticola i democratici di sinistra, solo pochi mesi fa contrari alla missione ed oggi tentati di dare un moderato segno di responsabilità.

IL TERZO INCOMODO. Da tre giorni Ralph Nader presidente di un'associazione di diritti, persona stimata, candidato del partito verde alle ultime elezioni presidenziali, il 2,3% dei voti, ha deciso di candidarsi come indipendente per la Casa Bianca. Nel 2000 negli stati più contesi, Bush aveva prevalso su Gore per un pugno di voti, mentre Nader si era avvicinato alle 100mila preferenze: i democratici lo hanno sempre accusato di aver contribuito alla vittoria dell'attuale presidente e alla notizia di questa ricandidatura, hanno ripreso l'antico messaggio. Negli ultimi giorni la diplomazia del partito ha tentato di convincerlo a rinunciare, invano. La sua discesa in campo potrebbe cambiare le sorti del voto perchè il bacino d'utenza di Nader è chiaramente nell'elettorato democratico meno liberal, progressista e più vicino alla sue posizioni "estreme"sulla guerra in Iraq: ritiro delle truppe americane ed invio dei caschi blu dell'Onu. Trovo sterile le polemiche e le accuse: in democrazia il concetto di rappresentante e di rappresentato deve avere la più larga base possibile. Negli States vota meno del cinquanta per cento della popolazione e la scelta tra due candidati tende comunque a ridurre lo spazio politico e ad aumentare quello delle polemiche personali. In questo contesto potrebbe essere interessante la decisione di Howard Dean, la cui netta presa di posizione per il candidato democratico vincente alla nomination potrebbe spalancare le porte della Casa Bianca, Nader o non Nader. L'indice di gradimento di Bush è in costante declino. LEGGERE. Questa settimana Joseph Stiglitz, professore di economia alla Columbia University, consigliere di Bill Clinton e dal 97 al 2000 vice presidente della Banca mondiale, incarico abbandonato per protesta contro la gestione della crisi asiatica. Premio Nobel per l'economia nel 2001. Detto dell'autore passiamo al libro che vi consiglio: "la globalizzazione e i suoi oppositori". Con parole non tenere Stiglitz sostiene che le politiche economiche promosse dalla principali istituzioni non sradicano la povertà ma anzi tendono ad aumentarla. La sua tesi è la seguente: il processo di globalizzazione non è sbagliato ma sono le politiche dettate dagli organismi ai paesi in via di sviluppo ad essere completamente errate perchè tendenti a favorire i paesi più industrializzati.Tesi robuste destinate a suscitare un aspro dibattito, suffragate dall'esperienza e dai fatti. 

 

 

Lunedì, 11 Gennaio 2016 16:42

Atene 2004: Travolte le ragazze del softball

dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Ancora quaranta gradi e malgrado le insinuazioni che giungono dall'Italia, le distrazioni legate a Gianina non m'impediscono di fare il mio lavoro d'inviato. Il giornale tessalo ha mandato la Papaioannu a seguire la vela ed ho chiesto un piccolo favore: un occhio di riguardo per la classe mistral dove la nostra Sensini al termine della seconda regata era brillantemente in testa. In mattinata ho avuto un lieve malore dopo aver visto le foto del presidente del consiglio con bandana bianco a pallini. Io ne possiedo una, comprata otto anni fa a Bayonne nei paesi Baschi francesi, rossa con la scritta Pays Basque: adoravo indossarla alla Axl Rose il cantante dei Guns n' Roses (ricordate Sweet child o'mine?.). Gianina sostiene che la terza regata non è andata benissimo: la Sensi è arrivata sesta ma ha conservato il primato. Nella classe europa Larissa Nevierov è undicesima ed è il miglior piazzamento dei velisti, Sensi a parte. Prezzi carissimi amici del sito, per fortuna che vivo a sbafo vostro e a spese del villaggio olimpico, i greci sono inviperiti ed affermano che i prezzi sono aumentati vertiginosamente proprio in coincidenza dell'evento. Succederà anche a Torino 2006?. Il collega filippino e quello del Maputo Times pretendono risposte. Ritemprato dopo il lieve malore mi sono avventurato sulla spiaggia per seguire il beach volley: ero l'unico senza bandana. Gattelli-Perrotta il doppio italico ha buscato dalle brasiliane, un due a zero senza troppa storia. Musica a tutto volume, gente allegra e felice, speaker che urlava come un deejay. Il pronostico era scontato, non mi sono scomposto. Prendo il treno, Trenigrecia, un'ora e mezza di ritardo e dirigo verso i campi da tennis: Schiavone, Garbin e Farina le fanciulle di scena al Roland Mavros greco, campo centrale. Il ritardo mi ha fatto perdere l'eliminazione di Garbin e Schiavone, tocca a Silvia Farina. Calcolo un'eroica resistenza contro l'americana Raymond e la quantifico in almeno due ore: Silvietta si fa eliminare 6-1, 6-2 in quasi cinquantacinque minuti, una resa senza difese. Picchia secco questa Raymond, ennesimo numero di classifica atp, ma braccio poderoso. Ingaggio un'autista per volare verso il campo di softball dove le ragazze sfideranno l'Australia. Ben augurante la vittoria dell'Italpallanuoto contro i canguri e soprattutto non dovrebbe esistere una Thorpe giocatrice di softball. Ahimè previsione erratissima: l'Australia è formato da un gruppo di giocatrici che di cognome fanno Thorpe. Scompaiono Marta Gambella con il capelli blù e Jennifer Spediacci, travolte dalla furia delle magliette verdi. Otto dicesi otto a zero, match sospeso al quinto inning per manifesta inferiorità. E' la seconda volta in quattro gare, la prima con le magne americane della iperbellissima Leah rima con Diva, Amico (quattro gare, quattro vittorie). Una sconfitta media, mediocre con la Grecia ed un solo successo con la Cina. Ma questa Australia a baseball versione maschile e femminile non scherza: gli uomini perdono solo sei a zero. Domani è un altro giorno e difatti sfidiamo Cina Taipei, ore 8.30 italiane, possiamo conquistare la seconda vittoria. La Grecia ieri sera si è fermata, per la prima volta uno stadio o palazzetto pieno: gli eredi di Nicos Galis hanno provato a fermare il D.T. americano: è andata male, non malissimo, Achille e Patroclo sono stati decorosamente in gara, meglio di niente come ha sostenuto una delusissima Gianina. Maya@valchisone.it
descrizione "Il 12 e 13 giugno saremmo chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo, scegliere il nuovo presidente della Provincia di Torino e relativo consiglio provinciale ed in molti comuni della Valchisone anche per eleggere sindaco e consiglio comunale. Quella che segue è una breve panoramica rivolta alle elezioni europee e provinciali. SEGGI: Saranno aperti sabato 12 giugno dalle ore 15 alle ore 22 e domenica 13 giugno dalle ore 7 alle ore 22. ELEZIONI EUROPEE: Cinque circoscrizioni elettorali. La scheda elettorale è di colore grigio per la circoscrizione 1. Di colore marrone per Veneto, Trentino, Friuli, Emilia Romagna. Di colore rosso per Toscana, Umbria, Marche, Lazio. Di colore arancione per Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Di colore rosa per Sicilia e Sardegna. I parlamentari da eleggere con il SISTEMA PROPORZIONALE nella circoscrizione 1- Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e Lombardia saranno venti. Si vota tracciando un segno sul simbolo del partito: è possibile dare un massimo di tre preferenze scrivendo il nome ed il cognome dei candidati prescelti o solo il cognome. Le liste che si presentano nella circoscrizione uno sono ventiquattro. Segue elenco di tutte le liste con relativi capilista della circoscrizione Uno: Lega Nord Padania Bossi Umberto Alleanza Popolare Udeur Acquarone Lorenzo Federalismo in Europa Grimod Guido Alleanza Nazionale Fini Gianfranco Verdi per la Pace Pecoraro Scanio Alfonso No Euro Rabellino Renzo Alternativa sociale Mussolini Alessandra Socialisti uniti per l'europa Moroni Chiara Italia dei valori Di Pietro Antonio Verdi verdi Lupi Alessandro Paese nuovo Alessi Rosario Lega per l'autonomia-alleanza Lombarda De Paoli E. Forza Italia Berlusconi Silvio libertas Udc Follini Marco Partito comunista rifondazione sinistra europea Bertinotti Fausto Per la sinistra-comunisti italiani Cossutta Armando Uniti nell'ulivo Bersani Pier Luigi Fiamma Tricolore Romagnoli Luca Partito repubblicano /Liberal Sgarbi Sgarbi Vittorio Pensionati Fatuzzo Carlo Lista Emma Bonino Bonino Emma Patto Segni-Scognamiglio Scognamiglio Carlo Luigi Codacons Lista Consumatori Rienzi Carlo Movimento idea sociale con Rauti Colombo Maria Lorena PROVINCIALI. La scheda elettorale è di colore giallo brillante. Viene eletto presidente il candidato che ottiene al primo turno il 50,01% dei voti validi. In caso di mancato raggiungimento del quorum ci sarà il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Per l'eventuale ballottaggio si voterà il 26 e 27 giugno. Diciannove candidati, trentaquattro liste: è questo il quadro complessivo per l'elezione del Presidente della Provincia di Torino e del Consiglio Provinciale. Le donne candidate alla presidenza della Provincia sono quattro, il 21,05%. In sintesi candidati alla presidenza della Provincia di Torino e liste che l'appoggiano. ANTONIO SAITTA: (Ds, Margherita, Rifondazione Comunista, Verdi, Sdi, Udeur, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Repubblicani Europei). Portavoce della Margherita in consiglio regionale, è stato sindaco di Rivoli. E' presidente della commissione regionale d'inchiesta sulla sanità. Come vice ha scelto Gianni Oliva, attuale assessore all'istruzione in Provincia. FRANCO MARIA BOTTA: (Forza Italia, An, Udc, Verdi Verdi, Unione pensionati). Attualmente è assessore regionale all'urbanistica, pianificazione territoriale e dell'area metropolitana ed edilizia residenziale pubblica. Ricopre questo incarico dal 1995. Eletto consigliere provinciale nel 1990. Nel 2003 ha aderito all'udc. ARTURO CALLIGARO (Lega nord). La lega che corre da sola al primo turno ha scelto Arturo Calligaro, attualmente capogruppo in Provincia. IVANA GALLIANO in DI MARCO (NO TAV): Lista che si batte contro la linea ad alta velocità Torino-Lione in Valsusa. TIZIANA SORRENTO (CODACONS- LISTA CONSUMATORI). La candidata è impegnata in un'associazione che difende i consumatori. LILIANA CAVALLO (PENSIONATI PER L'EUROPA). si è già candidata per il comune di Torino. VALTER CAVRENGHI (PATTO SEGNI SCOGNAMIGLIO): è consulente fiscale. RENZO RABELLINO: (No Euro, automobilisti, Pace): è stato capogruppo della Lega Nord in regione MAURIZIO LUPI (No inceneritore, Pace). è stato assessore comunale all'Ambiente a Torino. GIANCARLO TAPPARO (Unione civica- riformatori). Ha alle spalle una militanza nel partito socialista e poi nei democratici di sinistra. IVAN MARCHETTI (PARTITO UMANISTA). il candidato del partito Umanista fa il decoratore. PIERO LUIGI CARCERANO (NUOVO PSI). E' un'imprenditore guida il nuovo partito socialista. LUIGINA STANUOVO POLACCO (PENSIONATI ED INVALIDI). MANLIO COLLINO (MOVIMENTO FILADELFIA). Direttore di fegato granata, al centro del programma la rinascita del Filadelfia, stadio del Grande Torino ANTONIO PIARULLI (movimento P.P.A): fondatore del movimento politico pensiero ed azione PAOLO FERRARIS (democratici europei di centro) DENIS MARTUCCI (LIBERTAS- DEMOCRAZIA CRISTIANA) BRUNO MASSARI (ALTERNATIVA SOCIALE). Ex di An, ora candidato nel partito della Mussolini VALERIO CIGNETTI (FIAMMA TRICOLORE). segretario regionale della Fiamma Tricolore Maya@valchisone.it
Vi scrivo dalla Torino Olimpica a quasi una settimana dal day after per tutti i fumatori. Milioni in Italia, c’è chi scrive tre, c’è ch dice quindici, non saprei quanti nella Torino Olimpica. Divieto in tutti i luoghi pubblici e privati, chiusi. Nei locali aperti al pubblico ove non siano previste zone separate per i fumatori. Chiuse sui quattro lati e munite di aspiratori. Dal parrucchiere, nel bar sotto casa, dall’avvocato, negli uffici di assicurazioni, banche, agenzie immobiliari, imprese industriali ed artigianali, in pizzeria, in discoteca, nei supermercati, nei circoli privati, nelle palestre, nelle sale bingo, nelle sale giochi. Stop al fumo. Nel 1975 venne vietato sui mezzi pubblici, negli ospedali, nelle scuole, nei cinema. Sembrava una rivoluzione, i fumatori sopravvissero. Dal 1992 sui voli nazionali alitalia, dal 12 dicembre 2004 su tutti i treni. La prima multa a Napoli per la felicità di Feltri che constatava amaramente: “a Napoli non rispettano neppure l’obbligo del casco”. Divieto applicato in Padania, al centro e al Sud. Le zone riservate ai fumatori devono essere indicate con cartelli luminosi, tipo riunione di viziosi. Sono favorevole al divieto pur fumando. Quindi sono uno di quei tre milioni o quindici di fumatori. Pur sempre una minoranza, quindi doverosamente rispettoso della stragrande maggioranza dei non fumatori. In casa fumo sul balcone. Potrò fumare sul pianerottolo, nell’androne, per le scale?. Nessuno è riuscito a chiarire il mistero. Da 27,50 euro a 275 in caso di mancato rispetto del divieto nei luoghi indicati, il doppio in presenza di una donna incinta o di un minore di anni 12. Da 220 euro a 2200 a chi non fa rispettare il divieto e non rispetta gli obblighi di legge, tipo esposizione dei cartelli. Non funzionano le salette riservate. Chi l’aveva fatto nella stragrande maggioranza dei casi aveva preposto una sala fumo all’ingresso e la saletta non fumatori dietro, ovvero un non fumatore aveva da passare le forche caudine dei fumatori incalliti. Nessuna divisione, solo un mero cartello sala non fumatori. Ne ho viste poche. Le stanze dovranno essere chiuse ed areate. Una prigione, insomma. E rispettare una grandezza tot. Prima dell’entrata in vigore, visto comparire in un ristorante cinese versus Piazza Sabotino un mega cartello divieto di fumo. Colonie di fumatori fuori dal locale. Al caffè letterario di San Salvario, divancafè, ambiente simpatico e non caciaresco, libri in vetrina ed un cartello che avvisava che a partire dal dieci gennaio eccetera, eccetera. Domenica 9 clima da ultima spiaggia per il pizzaiolo di fiducia. Contenti loro, mormora affranto. Il divieto di fumo è un’ottima occasione per instaurare rapporti di amicizia tra fumatori fuori dai locali. “Ma scusa” domanda un amico incallitissimo, uno dei disperati del decreto “ma questi non si chiamavano liberisti ed accusavano i comunisti di vietare il vietabile secondo la logica anti imprenditoriale tipica della sinistra?”. L’amico incallitissimo non ha ancora sentito che le associazioni dei consumatori intendono proporre il divieto di fumo anche in macchina. Accendere la sigaretta od armeggiare intorno al posacenere distrae. Il 15% degli incidenti pare sia legato a questa dinamica. E poi i fumatori da macchina intossicano i non fumatori passeggeri. Basterebbe in questo caso solo un po’ di educazione e di rispetto. Esistono al riguardo problematiche di vario tipo. La mia obiezione più importante è: chi garantirebbe il rispetto di questa normativa?. Gli stessi che nella Torino Olimpica dovrebbero controllare, per esempio, che le strisce pedonali siano terra d’ordine e non terra di nessuno, certamente non dei pedoni?. Maya@valchisone.it
Pubblicata il 17/1/2005 Sabato 15 gennaio. Un quarto d'ora di traffico cittadino non guastano mai. Nebbia bassa ma non feroce. Ingresso in tangenziale in corso Orbassano, il futuro casello di Beinasco presenta nei sui pressi una strettoia. Nebbia insistente ad Orbassano che aumenta d'intensità verso Gerbole. A None all'uscita la nebbia è densa, il paese è inghiottito. Il tratto di strada tra l'uscita e la rotonda di Airasca è pericoloso normalmente ma in condizioni atmosferiche normali è da: "speriamo di farcela". Supero Airasca, posto che non sia stata inghiottita dalla gigantesca fog e passo oltre. Primo serpentone affrontato con prudenza, i veicoli procedono a passo d'uomo. Il secondo è un dedalo, cartelli gialli con scritte nere, non molto visibili. Da Porte in poi squarci di sole, a Villar è già una splendida giornata. Villar sta cercando di rendersi indipendente dalla Sr 23. Per chi non lo sapesse c'è una splendida chiesa dello Juvarra. Ma anche un bel polo sportivo, calcio ed hockey, un asilo futurista ed infine ma soprattutto i rifugi antiaerei che sono la memoria storica da conservare. In Inverno orari ristretti, peccato!. L'amministrazione comunale sta cercando di far crescere il paese, sforzo che val la pena seguire. Nulla di segnalare per il viaggio di andata, se non traffico scorrevole e la radio che ribadisce su tutte le stazioni la presenza costante di nebbia. Ma va?. Il viaggio di ritorno è nuovamente scorrevole fino a Porte, superstrada invasa dalla nebbia. Gli avvisi per il primo dedalo ci sono (ovvero restringimento strada) ma mancano i lampeggianti!!!. Non solo l'unico, nebbia a destra-sinistra-sotto-sopra-centro a pormi il problema. Dove sono?. Dove vado?. Primo cartello, Buriasco. No. Scelgo Torino più per fiuto che con l'aiuto dei cartelli gialli con scritte nere. Nebbia che non si vede a due metri e circuito da formula uno. Possibile non mettere lampeggianti (come al serpentone del futuro casello di Beinasco). Bassa velocità, mi trovo ai venti all'ora, il SUV davanti a me, francese, è dubbioso. Tutta la Sr 23 ad una corsia è un terno al lotto. Il secondo dedalo si percorre piano ma si percorre. Lampeggianti?!!!. Si arriva ad Airasca, tratto strettissimo non stretto, della serie io speriamo che me la cavo. Passaggio a livello chiuso, situazione surreale. Non vedo le macchine ferme nell'altro senso di marcia, spesso in questo pezzo d'asfalto ne ho viste fuori strada parecchie. Tangenziale nella nebbia. Pochi Schumacher ad onor del vero tranne un pazzo che da Gerbole si butta come se fosse in piscina. Nebbia, uscita tangenziale di corso Orbassano. A sinistra, non a destra, con le macchine che arrivano da Beinasco e spesso si immettono a sinistra. Lo stop lo rispettano in pochi ma la visuale anche in condizioni atmosferiche normali è pessima. Terno al lotto. Nebbia, ora fitta anche nella Torino Olimpica....... Maya@valchisone.it
Giovedì, 07 Gennaio 2016 10:55

John F. Kennedy. Un mistero lungo 40 anni


Pubblicata il 21/11/2003

22 NOVEMBRE 1963,DALLAS:Il mistero più mistero della storia americana:l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy,ucciso per moventi misteriosi da Lee Oswald.Almeno questa è la ricostruzione della commissione parlamentare Warren,che fu incaricata di indagare sul caso. Lee Oswald fu ucciso due giorni dopo da Jack Ruby,un mafioso che morì qualche anno dopo in carcere per un tumore.Il mistero che rimane mistero. Ufficialmente il caso fu chiuso ma le polemiche in questi quaranta anni sono continuate:il mistero del numero degli spari,il proiettile che percorre in maniera anomala tutto il corpo del presidente,i dubbi sulla le possibile cause,il complotto,i film,le trasmissioni,i tanti perché,dalla vita di Jack Ruby alla paura dell'entourage di Kennedy per il viaggio a Dallas. Chi era JFK e perché è diventato un mito?.Il mito maledetto della famiglia Kennedy o un mito a se stante che ha influenzato le generazioni future?. JFK aveva lanciato il messaggio della nuova frontiera,un programma politico basato sul riconoscimento dei diritti civili alla minoranza nera.Jfk è anche colui che aveva promesso una progressiva deamericanizzazione del Vietnam,un ritiro ponderato delle truppe americane.Jfk era un progressista,intendeva far uscire l'America dal conservatorismo e dal maccartismo.Aveva indicato una via nuova,la via del progresso di tutto il paese.Jfk,secondo le ultime dichiarazioni,intendeva aprire a Castro e rendere meno freddi i rapporti con l'Est Europa. E' stato ammazzato nel conservatore stato del Texas:per l'apertura sostanziale ai diritti?. Esiste davvero un complotto,una commistione di tutti gli interessi che sarebbero stati lesi nel caso la politica estera americana fosse cambiata?.E' stato ammazzato per il promesso ritiro dal Vietnam?.Sono tutte domande che non avranno mai risposta. Aveva vinto le presidenziali per centomila voti ed aveva al Congresso una maggioranza risicata,era prossimo alla rielezione ed il secondo mandato sarebbe stato quello del mantenimento delle promesse.Un mandato largo perché il suo consenso era in ascesa,aveva conquistato anche i conservatori moderati e nello scontro con l'America degli anni 50 era in netto vantaggio. Una battaglia vinta anche senza strafare:il suo rimpianto era quello di non essere riuscito a realizzare il programma,vincolato da un Congresso in cui i democratici erano il leggera maggioranza non sufficiente però a sfondare certi tabù. Era appoggiato dalla gente,dall'America che voleva cambiare a tutti i costi linea ed ideali:i tempi erano maturi,erano gli anni di Martin Luther King e del sogno. Il sogno della nuova frontiera. Probabilmente l'America senza la sua morte sarebbe stata diversa e non ci sarebbe stata la tragedia del Vietnam:un dramma che si agita ancora oggi.Probabilmente i rapporti internazionali sarebbero stati diversi.Probabilmente il cuore e l'animo dell'America sarebbero stati diversi. La traccia lasciata da JFK è estremamente importante,una lunga scia di se che lo rendono personaggio oltre ogni limite temporale. Lo choc della sua morte ha segnato l'America per sempre.

maya@valchisone.it

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