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By Maya Ripropongo la pubblicazione dei listini regionali dei candidati governatori e delle liste dei partiti relativi alla provincia di Torino. I candidati governatori sono quattro: Enzo Ghigo, Mercedes Bresso, Ludovico Ellena e Gianfranco Rotondi. In Piemonte si assegnano 60 seggi, 48 con il sistema proporzionale e 12 con il cosiddetto premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente. A Torino e Provincia spettano 25 seggi. Movimenti, partiti, candidati possono inviarmi il loro programma per successiva pubblicazione. Fonte: quotidiano nazionale La Stampa di domenica 6 marzo, pagine 42-43. CANDIDATO GOVERNATORE: MERCEDES BRESSO Listino L’Unione per Bresso Bresso Mercedes Rostagno Elio Borioli Daniele Dalmasso Sergio Travaglini Marco Bizjach Alessandro Pozzi Paola Motta Angela Chieppa Vincenzo Pizzale Giovanni Spinosa Cristina Barassi Paola Lista democratici di sinistra (provincia di Torino) Storico regionale. Alle precedenti elezioni regionali i ds ottennero il 17,7%, un aumento di 4 punti percentuali rispetto alle elezioni europee del 99. In lieve diminuzione nel 2001 con il 15,9, nel 2004 i ds si presentarono insieme alla Margherita e ai socialisti democratici ottenendo il 29%. Larizza Rocco Abbà Rosanna Adamo Francesco Ottavio Aden Sheik Mohammed Auddino Angelo Bellion Marco Bertetto Oscar Besso Cordero Livio Boeti Antonino Cibrario Bruna Coluccia Anna Cuntrò Gioacchino Ferrero Anna Giovannone Piero Greco Eliana Macrì Vincevo Oliva Gianni Pace Massimo Pelissetti Ezio Peroglio Carus Maria Margherita Placido Roberto Puglisi Mariagiuseppina Saini Roberto Trombotto Maurizio Zucca Anna Maria Lista Margherita (provincia di Torino) Storico regionale: Alle precedenti regionali la Margherita ottenne il 7,9%. Alle politiche del 2001 ottenne il 15,1% miglior risultato assoluto in Piemonte Levi Montalcina Piera Alberghina Andrea Balbo Mossetto Franca Borgogno Mara Bosetti Daniela Brugiafreddo Gianfranco Carbone Ludovica Di Benedetto Alessandro Ferrara Franco Ferraris Paolo Gariglio Davide Giordano Costantino Gottero Carlo Guarino Emanuela Laus Mauro Antonio Donato Lepri Stefano Lodi Giuseppe Lo Russo Stefano Rogna Sergio Rossetti Giovanni Rotunno Mosè Salvatore Scardicchio Tommaso Sole Paolo Sussolano Claudio Tapparo Giancarlo Rifondazione comunista (provincia di Torino) Storico regionale: Il partito di Bertinotti è in costante crescita: 4,6% nel 99, 5,5 alle precedenti regionali, 5,9 alle politiche del 2001 e 6,6% alle ultime europee. Valpreda Mario Alberione Stefano Ambrogio Romina Argentino Flavia Bettarello Claudio Bossuto Iuri Calvo Massimiliano Calvo Raffaella Cesarino Ilaria Clement Giampiero Cretier Sergio Glorioso Diego Infantino Luigi Malaroda luigi Naggi Giovanni Ortona Guido Pazè Enrica Rao Salvatore Silvestrini Maria Teresa Sonzini Mauro Toaldo Fiorenza Turri Maria Grazia Vaccargiu Iole Valentino Claudia Lista Partito dei comunisti Italiani (provincia di Torino) Storico regionale: Il pdci ha conseguito il miglior risultato nel 2004 (elezioni europee) con il 2,9% Alle europee del 99 ottenne il 2,6%, in lieve calo alle precedenti regionali del 2000 con il 2% e alle politiche del 2001 con l’1,8%. Robotti Luca Abdallah Samir Barbieri Vito Boldrini Daniela Campetti Maria Cappiello Michele Di Costanzo Silvana Dolino Elena Drammis Leonardo Durazzo Nicola Genero Fulvio Giordano Simonetta Guida Simona Mantelli Brunello Marando Renato Mascia Cristian Mocca Elisabetta Pugliese Matteo Rizzi Roberto Rossi Simone Sansone Federica Sansonne Giovanna Scotto D’Aniello Giustino Testera Roberto Zoggia Laura Socialisti democratici italiani (provincia di Torino) Storico regionale. I socialisti democratici nel 2004 si sono presentati con i ds e la margherita. Alle precedenti regionali hanno ottenuto l’1,8%. Di poco inferiori i risultati del 99 (1,4%) e del 2001 (elezioni politiche) 1,5%. Caracciolo Giovanni Cardetti Giorgio Garesio Giuseppe Ricca luigi Battaglia Antonino Bergero Ausilio Bourlot Marco Buemi Fabrizio Calvano Anna Maria Cesatti Calogero De Vita Giuseppe Fantò Nicola Fiandaca Salvatore Fiore Fulvio Fiumara Francesco Gastaldi Eugenio Gesnelli Roberto Nicolosi Mariano Giuliano Porcino Gaetano Satta Serena Valentina Tinozzi Luigi Tirrito Luigi Tomas Armando Torrisi Gabriele Treccarichi Salvatore Verdi sole che ride (provincia di Torino) Zancan Giampaolo Moriconi Enrico Soldo Antonio Nigro Antonio De Masi Gianna Bilbao Tiziana Bonino Jolanda Carpinelli Giuseppe Cascarano Patrizia Cassinelli Cristiana Ciliberti Guirino Faienza Erika Jontof Hutter Paolo Marena Carla Adonella Michiardi Stefano Nalli Noria Ohazuruike Francesco Omar Sheik Suad Palmisano Mariangela Palonta Patrizia Raffo Paolo Raspino Donatella Visalli Andrea Zamburru Ugo Zurlo Nadia Lista Di Pietro Storico: Miglior risultato in Regione il 4,1% conseguito alle elezioni politiche del 2001. Alle ultime europee la lista Di Pietro ha ottenuto il 2,4% Buquicchio Andrea Repetto Ugo Inglese Donata Pastorino Nadia Turconi Massimo Tognetti Renzo Boifava Mirella Bellaguardia Marco Patisso Anna Barbieri Roberto Francese Luca Levi Mario Losurdo Anna Albano Antonio Canducci Silvano Bet Susanna Razzetti Giacomo Mainardi Antonio Agostino Giuseppa Spinello Renza Guadagnini Massimo Gerbaldo Roberto Martotto Giancarlo Cavaglià Cinzia Lista Udeur (provincia di Torino) Storico regionale : europee 2004 0,3% Corrù Angelo Ariotti Ettore Audino Anna Badariotti Claudio Basso Simona Berardi Stefano Bronzo Claudio Bruno Marilena Capranico Paola Cirelli Franco Cristini Aldo Dal Molin Pietro Elia Tommaso Haag Romolo Lopez Laura Maragni Arrigo Nebbia Giovanni Nemola Maria Orlandi Giuliano Parisi Carmelo Pilone Sebastiano Pramaggiore Umberto Romano Giuseppe Semeraro Serena Zamparini Quinto Lista Pensionati per l'Europa (lista per la provincia di Torino) Rubatto Pier Luigi Cavallo Liliana Astaldi Luciano Barbaro Francesco Bellucci Sessa Maurizio Bruno Piero Castronuovo Angela Costanzo Rosa Della Savina Ettore Di Masi Laura Ferro Vincenzo Mammoliti Francesco Meccariello Maria Pollano Irene Porcu Pasqualino Sparano Pasqualina Lista Insieme per Bresso (lista per la provincia di Torino) Fusaro Piero Astrologo Donatella Einaudi Malcolm Lombardi Emilio Ormezzano Giampaolo Bartolini Severino Basso Dario Belforte Erasmo Bongi Marco Cantoni Maria Cermignani Roberto Cornaglia Carlo Dalla Pietra Pieralberto Grassi Stefano Gugliotta Antonio Lanzilotti Vittoria Macina Paolo Pallavidino Paolo Salerno Antonino Scarabosio Marco Serra Guermani Laura Torchio Roberto Tosetto Alice Turigliatto Mariano Zilocchi Juan Carlos.

 

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Ripropongo la pubblicazione dei listini regionali dei candidati governatori e delle liste dei partiti relativi alla provincia di Torino. I candidati governatori sono quattro: Enzo Ghigo, Mercedes Bresso, Ludovico Ellena e Gianfranco Rotondi. In Piemonte si assegnano 60 seggi, 48 con il sistema proporzionale e 12 con il cosiddetto premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente. A Torino e Provincia spettano 25 seggi. Movimenti, partiti, candidati possono inviarmi il loro programma per successiva pubblicazione. Fonte: quotidiano nazionale La Stampa di domenica 6 marzo, pagine 42-43. CANDIDATO GOVERNATORE ENZO GHIGO Listino per il Piemonte Ghigo Enzo Casoni William Rossi Oreste Cattaneo Valerio Spagnuolo Carla Costa Rosa Anna Ghiglia Agostino Montani Enrico Costa Enrico Mastrullo Angiolino Laratore Giovanni Scheda Roberto Lista di Forza Italia (provincia di Torino) Storico: In Piemonte Forza Italia ha conseguito il miglior risultato nel 2001 con il 32%. Alle europee del 1999 ha ottenuto il 28,9% dei voti, alle precedenti regionali il 30,8%. Alle ultime europee Forza Italia ha ottenuto nella nostra regione il 22,1%. Bolla Emilio Burzi Angelo Cantore Daniele Ferrero Caterina Leo Giampiero Manolino Giuliano Marengo Pierluigi Bara Giuseppe Barberis Luciano Benso Anna Boidi Mario Buquicchio Cristina Caprari Carolina Comba Fabrizio Costanzia di Costigliole Carlo Daghino Maria Foschia Mauro Gemmellaro Maria Gribaudo Ezio Iannotta Rosalba Mammoliti Nicola Mastroeni Giuseppe Parisi Salvatore Salti Tiziana Lista Udc (per la provincia di Torino). Storico: Alle precedenti regionali l'Udc ha ottenuto il 4,5%, non il miglior risultato regionale che resta quello delle europee 2004 con il 5%. Alle europee del 99 il partito di Follini in regione ottenne il 3,2. In flessione l'esito delle politiche 2001 con il 2,2% Angeleri Antonello Botta Franco Maria Costa Rosa Anna Scandeberech Deodato Vacca Cavalot Giancarlo Boero Valter detto Walter Bonino Mario Bartolomeo Brigando Mario Capogrosso Sansone Monica Cavallo Francesco Costamagna Monica Cubeddu Giovanni Gallo Francesco Giambavicchio Francesco Golia Andrea Domenico Grassano Vincenzo Lupo Salvatore Manzone Claudia Petazzi Massimiliano Enrico Rolle Felice Romano Roberto Ruvolo Gaetano Stevanella Massimo Trucco Jimmy Vurchio Giacomo Lista Alleanza Nazionale (provincia di Torino) Storico regionale: Alle precedenti regionali An ha ottenuto l’11,9%, miglior risultato regionale. Nelle ultime elezioni l’8,8%. Alle politiche 2001 il 9,2%. Ghiglia Agostino D’Ambrosio Antonio Vaglio Roberto Galasso Ennio D’onofrio Patrizia Ventriglia Ferdinando Alessi Rosanna Berrino Claudio Bolle Federico Calosso Valerio Celotto Laura Clemente Olga Di Muri Ilda Fluttero Andrea Marocco Gregorio Milano Katiuscia Osella Giuseppe Passerò Salvatore Patrucco Mauro Tenace Carmine Tentoni Alfredo Tiepido Francesco Vignale Gian Luca Vinci Maria Grazia Zedde Marco Lega Nord (provincia di Torino) Storico regionale: Il miglior risultato è stato ottenuto alle europee del 2004 con l’8,2%, dopo la flessione del 2001 con il 5,9. Nel 1999 la Lega ottenne il 7,8%, alle precedenti regionali il risultato fu di poco inferiore all’8% (7,6%) Allasia Stefano Novero Gianfranco Gobetti Paola Procacci Luca Bellini Gianni Benna Dina Bernardi Paolo Bessolo Francesco Bianco Ermenegildo Bonino Mauro Caciotto Margherita Calubini Ovidio Corda Giovanni Donadeo Maurizio Dughera Cristina Fenu Giovannimaria Forneris Pier Carlo Gallio Ferruccio Martini Ivan Mrazova Sarka Piazzotta Eugenio Pollini Alfredo Ricco Antonio Tartaglino Pietro Vanni Francesco Lista Partito socialista-Partito Liberale (Provincia di Torino) Storico: Il nuovo Psi in regione ha conseguito il miglior risultato nel 2004 (europee) con l’1,8%. Sia nel 2000 che nel 2001, elezioni regionali e politiche il partito di De Michelis ha conseguito lo 0,8% Nicotra Riccardo Anetrini Guido Brisci Giuseppe Calleri Bernardino Celano Alfredo Cereser Alessandro Comaita Fabrizio Corrado Cristian D’Auria Donato De Simone Salvatore Froio Stefania Gandola Cornelio Guarino Savino Giacomo La Corte Francesco Lannunziata Rosa Longo Addolorata Mannino Massimiliano Mondino Giorgio Nirta Antonio Noto Salvatore Onorato Giovanni Sparagna Bruno Tassone Ilario Vincenti Luciano Volpe Adamo Lista Pensionati (provincia di Torino) Miserotti Lino Bersani Ettore Lucini Loris Barco Mario Emilio Gola Ivana Gargantini Aquilano Ciceri Marisa Peroni Francesco Venturini Luciana Gaio Roberto Tranquillo Emilia Franco Michele Rollino Vincenzo Redaelli Piermario Pascale Brigida Parati Nestore Notaro Giuseppe Mor Gianni Metra Silvia Cartiglieri Ennio Bianco Domenico Bellanzon Arduino Bazzani Grazia Bino Roberto Orlandi Alfa Lista Verdi Verdi (provincia di Torino)***** Storico: 0,4% elezioni regionali del 2000 Lupi Maurizio Panzeri Cristina Vacca Cristina Dineo Silvia Pennini Maria Tarocchiono Elisabetta Romeo Annunziata Zaffino Loredana Zaffino Claudio Lepera Alessio Boccalatte Alba Boncompagno Carlo Cravero Ivana Moncada Natale Gangi Salvatore Lista Consumatori (provincia di Torino) Giovine Michele Santagada Giuseppe Travagin Giancarlo Vercelli Francesco Audisio Renzo Bretto Francesco Casagrande Fabrizio Walter Dattilo Antonio Maria De Stefani Miranda Felian Luigi Dario Gallo Silvana Giacosa Giovanni Labruzzo Claudia Lanzetti Nives La Torre Antonio Lombardi Domenico Martina Giovanni Merlo Livia Nuvolo Giuliana Pantano Valentina Politi Giorgio Serchi Silvana ****lista attualmente esclusa.

 

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Ripropongo la pubblicazione dei listini regionali dei candidati governatori e delle liste dei partiti relativi alla provincia di Torino. I candidati governatori sono quattro: Enzo Ghigo, Mercedes Bresso, Lodovico Ellena e Gianfranco Rotondi. In Piemonte si assegnano 60 seggi, 48 con il sistema proporzionale e 12 con il cosiddetto premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente. A Torino e Provincia spettano 25 seggi. Movimenti, partiti, candidati possono inviarmi il loro programma per successiva pubblicazione. Fonte: quotidiano nazionale La Stampa di domenica 6 marzo, pagine 42-43. Tutti le liste sono relative alla provincia di Torino CANDIDATO GOVERNATORE: ELLENA LODOVICO Listino: Alternativa sociale con Alessandra Mussolini Ellena Lodovico Rigon Roberto Rinaldi Paolo Mallardo Domenico Massari Bruno Perocchio Luciano Tognoli Alberto Urgo Antonio Carrato Giuseppe Cesati Massimo Francini Paolo Guida Lorenzo Lista Alternativa sociale con Alessandra Mussolini (provincia di Torino) Cioce Michele Cignetti Valerio Saija Stefano Cignatta Angelo Magliola Alessandro Pietrantonio Marcello Robella Massimo Torriana Vincenzina Actis Fabrizio Belgradi Dario Bissacco Giorgio Borluzzi Giancarlo Cariola Maura Castaldo Giovanni De Mauro Carmen Di Bari Pasquale Garavaglia Ezio Gemelli Stefano Incorvaia Leonardo Leotta Fabrizio Oberto Nadia Listino. Candidato governatore Gianfranco Rotondi Rotondi Gianfranco Piarulli Antonio Scarpulla Francesco Barba Sebastiano Massa Vittorio Terzano Lorenzo Ercole Tagliafico Attilio Biolcati Rinaldi Patrizia Roggero Giancarlo Bresciani Angelo Lista Democrazia Cristiana Piarulli Antonio Berta Franco Barba Luigia Tricomi Roberto Ugliono Mirko Moro Pier Luigi Strambi Giorgio Romeo Cristina Garbellini Claudio Caprera Nicola Zecchinato Franca Prezioso Pasquale Moschetti Gaetano Anardu Alessandro Staffieri Donato Bongiannino Massimiliano.

 

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Giovedì, 25 Febbraio 2016 11:05

Post office di Charles Bukowski

Smontare pezzo per pezzo i principi dell'american dream è opera che a Charles Bukowski nel romanzo Post Office riesce benissimo. Il suo alter ego letterario Henry Chinaski è refrattario alle regole del lavoro, folli e derise con ironia e alle regole della comune morale bruciata in costanti bevute e descrizioni di rapporti amorosi vissuti senza alcuna emozione sentimentale. "Cominciò per sbaglio" così per descrivere l'ingresso nel mondo delle poste, esempio di sfruttamento, di imposizioni assurde e di capi sadici. Postino supplente, con le bevute con Betty, gli orari impossibili e la guerra con il funzionario, tal Jonstone. Un rapporto spedito al Federal Building per denunciare l'angheria dell'attesa a cui i supplenti sono costretti viene scontato con una settimana di riposo forzato. Il monolite non si muove, l'istituzione posta è inamovibile. Vengono narrati episodi divertenti come la stagione delle piogge, i rapporti con la clientela, insulti, lamentele, minacce, i cani. Le ammonizioni di JonStone, figlie di una circolare banale ma assurda e per questo provocatoriamente ignorata da Chinaski. Tre in un giorno, per un berretto lasciato sul casellario e due lettere di ammonizione gettate nel gestino. Il monolite che cerca d'imporsi. L'ironia su Matthew Battles, postino modello, lascia spazio ad uno spiraglio di pietà per il Battles licenziato per aver rubato i soldi del Wekalayla Temple, una mistica organizzazione raccogli-dollari. Il primo licenziamento, Joyce, ragazza texana ricca e viziata, il matrimonio a Las Vegas, la descrizione di un Texas provinciale. La casa sulla collina in compagnia delle mosche, di due uccellini, di Picasso il cane e del sesso. Un lento e lungo tourbillon da cui il protagonista prova ad uscire con il divorzio e con una nuova assunzione alle poste in qualità di impiegato. Altri compiti noiosi, ripetitivi, riempire una casella della posta in 23 minuti, la produzione. Ogni lettera infilata nel casellario è una sconfitta per i russi, così si sente dire durante il corso. Gli viene rinfacciata la compilazione della sua casella giudiziaria, risponde con un memoriale di quarantadue pagine compilate in 24 ore. Dei duecentocinquanta di inizio corso sono rimasti in sei o sette, distrutti dagli orari, dai mancati riposi e dal CP1, un terzo delle strade della città e le zone numerate. Esplode l'ironia, la rabbia, l'angoscia di una vita senza apparenti motivazioni, la noia della ripetitività. L'amarezza per la morte di Betty uccisa dall'alcool, sola come un cane. Passa l'esame, diviene un impiegato fisso, qualche diritto in più, i soliti problemi con i sorveglianti, le corse dei cavalli. Una nuova donna, Mary Lou, lo spazio di qualche notte, poi Fay e la figlia Marina Louise Chinaski. Henry non ha punti fermi e non ne vuole, si licenzia, forse scriverà un romanzo, l'ha scritto. Un romanzo dalle tinte forti, rabbioso e al tempo stesso incredulo di fronte alle enormi disparità prodotte dal mondo contemporaneo. CHARLES BUKOWSKI: Nacque ad Andernach in Germania nel 1920, la sua famiglia si trasferì negli Stati Uniti quando lui aveva tre anni. Morì a San Diego nel 1994. Con linguaggio crudo ed irruento descrive la vita degli emarginati americani che visse in presa diretta. Nel 1969 pubblicò Taccuino di un vecchio sporcaccione seguito nel 1971 da Post Office. Poco amato in patria ebbe grandissimo successo in Europa con Storie di Ordinaria follia e Compagno di sbronze (1972). Un anno dopo fu la volta di a sud di nessun nord: la produzione che va da metà anni settanta fino ai primi anni ottanta fu intensissima. Shakespeare non l'avrebbe mai fatto del 1979 e Panino al Prosciutto del 1982 tra i romanzi che hanno avuto più successo di quel decennio. Dopo un periodo di silenzio durato sei anni ritornò con Hollywood, Hollywood. Pulp è del 1994. Abbondante anche la produzione poetica.


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Martedì, 23 Febbraio 2016 15:42

Giai Phong! di Tiziano Terzani

E’ il seguito ideale di Pelle di Leopardo, Terzani narra i tre giorni precedenti la presa di Saigon, una data impressa nella storia, 30 aprile 1975 ed i tre mesi successivi. Un diario sostanzialmente diviso in due parti. La prima descrive il terrore che aveva pervaso l’antica capitale per il prossimo arrivo dell’esercito del Vietnam del nord e del fronte di liberazione nazionale sudista. Terrore che si riassume nella frase: to whom it may concern, una lettera standard indirizzata “a chi legge” in possesso di migliaia di vietnamiti del sud che avevano avuto relazioni con l’esercito americano. A qualunque titolo, firmate da generali, graduati, semplici soldati. Sono i giorni dell’evacuazione, decine di voli di elicotteri che dai tetti dell’ambasciata o dai posti di ritrovo preordinati trasportavano via gli ex membri del governo sudista, i collaboratori, gli ex poliziotti, alti ufficiali dell’esercito, l’ARVN. Una specie di biglietto da visita per lasciare Saigon, presumibilmente vittima di un bagno di sangue o delle vendette dei vietcong, l’entità misteriosa che per dieci anni avevano combattuto una forza di più di 500mila soldati americani. La paura di un bagno di sangue e le contrattazioni con quella parvenza di governo legale rimasto si susseguono a ritmo veloce, descritte con la solita ironia di Terzani. Ma il bagno di sangue non ci fu: in un silenzio assordante i primi carri armati vietnamiti entrarono in Saigon senza colpo ferire. E’ la seconda parte del libro, i tre mesi successivi, quel che la rivoluzione avrebbe potuto essere. Fu una grande festa di popolo, malgrado la Saigon dei night e delle prostitute, la Saigon che viveva di piccoli e grandi traffici temesse come la peste l’arrivo dei terribili vietcong della propaganda. Avevano molto da temere anche gli ex ufficiali dell’esercito o della polizia segreta. Saigon cambia nome, diviene Ho Chi Minh e al posto della corruzione e dei traffici compaiono di bo-doi, giovani contadini, operai, studenti dell’esercito vietnamita. Sono rispettosi, idealisti fino al midollo, permeati di ideologia idealista ed egualitaria. Non ci fu un bagno di sangue e nemmeno le temute vendette, i vincitori chiedevano al popolo di dimenticare, il Vietnam era finalmente riunito, chi aveva sbagliato l’aveva fatto perché costretto dagli americani. E’ Il Vietnam che lentamente si trasforma o viene costretto a trasformarsi malgrado le resistenze, piccole di piccoli gesti. Le prostitute che pensano di poter riprendere la vita di prima, le bancarelle, la droga. Il nuovo governo non usa la forza, cerca la persuasione, pare comunque aver presente le profonde differenze tra Nord e Sud, invita, nello spirito di riconciliazione, i vecchi servitori di Thieu ad autodenunciarsi. E’ Il Vietnam dei can bo, i quadri politici del fronte nazionale. Diviene il Vietnam del hoc tap, la rieducazione, dichiarazioni collettive di pentimento. Per i meno compromessi tre mesi, per gli alti gradi che non sono riusciti a scappare mesi se non anni. In questi tre mesi è una gestione intelligente dei rapporti con le minoranze: quella cattolica potentissima che ha avuto ottimi rapporti con il regime e ne è stata parte integrante. Il Governo Provvisorio non vuole soffocare, anzi, permette persino l’uscita di un mensile di indirizzo cattolico. E’ il Vietnam delle famiglie spezzate, figli che tornano dal Nord dopo essersi rifugiati nel 1954, figli che sono partiti in America perché troppo compromessi. Ma sono intere famiglie che si ricompongono, si ritrovano dopo venti anni, genitori che ritrovano i figli, fratelli che si riabbracciano. Non solo i racconti dei reduci ma anche interviste con i generali del Nord e del fronte protagonisti dello storico evento. E’ la parte più intensa di Giai Phong!, quella che rende meglio il 30 aprile 1975, Saigon liberata, il Vietnam ai vietnamiti. Insieme alle centinaia di episodi piccoli o grandi di vita quotidiana raccontati da Terzani senza invadere, con leggiadra partecipazione: è lo stesso spirito del vietcong che entra a Saigon e resta a bocca aperta per lo stupore. L’illusione di questi tre mesi durò poco. Ad una dittatura se ne sostituì un’altra ben più riprovevole visto le speranze che aveva suscitato. Breve cronistoria della guerra del Vietnam. Maggio 1954 segna la definitiva sconfitta francese in Vietnam Il 20 luglio vengono firmati gli accordi di Ginevra. Il 17 parallelo viene fissato come linea di demarcazione provvisoria: al Nord dovevano concentrarsi le forze comuniste dei Vietminh, a sud le alleate con i francesi. Entro il 1956 si sarebbero dovute tenere le elezioni generali. Un anno dopo gli americani sostituiscono i francesi come consiglieri dell’esercito sudvietnamita Cinque anni dopo ad Hanoi nasce il FLN per il Sud Vietnam Sempre nel 1960 muoiono i primi due soldati americani: il numero dei consiglieri un anno dopo ammontava a 3200, nel 1962 i soldati americani presenti sono 12mila. Nel 1963 anno dell’omicidio di Kennedy il numero aumentò ancora di 4mila unità. Nel 1965 iniziarono i bombardamenti contro il Vietnam del Nord: l’americanizzazione del Vietnam, sotto l’amministrazione Johnson procede a ritmo spedito. Dal 1965 al 1969 l’impegno americano divenne consistente: in termini numerici le truppe passarono da 300mila a 543mila. Una guerra costosissima. Nel 1968 l’offensiva del Tet costringe gli americani a fare una prima riflessione sulla guerra: dal nord attraverso il sentiero di Ho Chi Minh continuano ad affluire uomini e mezzi. Non ci sono visibili progressi misurabili sulla carta. Il governo del sud è sempre preda di voci circa colpi di stato. Durante l’offensiva del Tet alcuni uomini penetrano persino nell’ambasciata americana a Saigon. Centinaia di obiettivi vennero attaccati in tutto il sud: l’offensiva venne respinta ma è il punto più basso della guerra; l’opinione pubblica americana per la prima volta si schiera contro Il massacro di My Lai fa il resto. Dal 1968 è Nixon a guidare l’amministrazione americana: ha promesso un progressivo disimpegno e lancia la parola d’ordine della deamericanizzazione. Tuttavia autorizza bombardamenti illegali in Cambogia per fermare i rifornimenti. Nel 1970 i sudvietnamiti invadono il Laos. Nel 1972 inizia l’offensiva di primavera decisa dal FLN e da Hanoi per tentare di dare la spallata definitiva: l’esercito sudvietnamita addestrato dagli americani dimostra la sua inefficienza. Accanto alla guerra procede la diplomazia: Washington ed Hanoi tentano di concludere un accordo, a cui il premier sudista Thieu si oppone ripetutamente. Riprendono i bombardamenti del Nord, poi sospesi. Il 28 gennaio 73 viene firmato l’accordo di cessate il fuoco che non fermò i combattimenti ma mise fine alla presenza americana in Vietnam. Nel 1974 i vietcong occuparono il Delta del Mekong, mentre Nixon si dimise per lo scandalo del Watergate. Il successivo anno di guerra portò alla liberazione di Saigon.

 

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Si vota il 12 ed il 13 giugno 2004. I seggi saranno aperti dalle 15 alle 22 di sabato e dalle 7 alle 22 di domenica. La scheda è di colore azzurro. In Provincia di Torino si vota in 240 comuni, otto sono sopra i 15mila abitanti. Nei comuni sotto i 15mila abitanti si vota con il sistema a turno unico. Pinasca. Due liste civiche: Progetto democratico candida Bourlot Marco, la lista del Pino- Indipendenti candida Bonino Igor Alessandro. Abbiamo ricevuto il programma della lista del Pino-Indipendenti di cui segue un breve riassunto. Se la lista Progetto democratico vorrà spedirci il suo saremo lieti di pubblicarlo. Precisazione doverosa LA LISTA DEL PINO- INDIPENDENTI Lista che ha sorretto l'amministrazione uscente, dichiara di aver scelto candidati di forte esperienza amministrativa e candidati nuovi che permetteranno di allargare la rappresentatività. Le idee concrete alla base della linea guida dell'amministrazione. Cosa significa idea concreta per la lista?. "Indirizzo di governo che si sviluppa quando il desiderio di migliorare il proprio territorio poggia sulla capacità amministrativa e sulla capacità di riconoscere le priorità e sulla volontà di ascoltare i cittadini". Volontà mi piace, è più di desiderio che significa vorrei ma se posso. Ascoltare i cittadini deve essere una priorità. Si dice che le esigenze dei cittadini sono state accolte e valutate senza pregiudizi e, se fattibili, realizzate. Nella prima parte che definirei di premessa sono ricordate le opere realizzate: i nuovi ambulatori, i marciapiedi lungo la S.R. 23, numerose reti fognarie, la scuola dell'infanzia statale, l'ampliamento della scuola primaria statale, asfaltatura strade, la sistemazione dei danni causati dalla bufera di vento del 1999, dall'alluvione del 2000 e dalle pioggie del 2002, il ripristino del sentiero delle Carbonaie, l'ampliamento dell'illuminazione pubblica, la salvaguardia del territorio, la riqualificazione dell'area cimiteriale. Si parla di crisi della vallata e ci si augura, meglio si auspica che l'evento del 2006 possa rappresentare uno stimolo allo sviluppo: in ogni caso la lista dichiara che saprà cogliere le opportunità legate a tale evento. Altro tema toccato in premessa è il trasferimento agli enti locali da parte dello Stato: si ricorda che sono sempre più frequenti i tagli di questi trasferimenti. L'intendimento della lista del Pino per quanto riguarda tasse, imposte e tariffe comunali è quello di limitare l'aggravio contributivo a carico dei cittadini ai soli adeguamenti degli indici ISTAT e al recupero degli aumenti effettuati da parte di altri e di terzi al Comune. La lista si impegna: a difendere la vivibilità con il sostegno e la promozione delle iniziative che favoriscono il mantenimento ed il miglioramento delle strutture sociali a promuovere e sostenere le iniziative legate alle attività sportive asalvaguardare l'ambiente alla ricerca di collaborazione con le diverse forme di volontariato a sostenere le iniziative di ricerca sulle tematiche storico-culturale e tradizionali a mantenere l'attuale linea politica in seno al Consiglio della Comunità Montana, Conferenza dei Sindaci, ACEA, ASL10 Il programma per il 2004/2006 è stato già approvato in sede di bilancio (almeno questa è la mia interpretazione): Si prevedono: nuovi interventi di asfaltatura, razionalizzazione dei locali destinati alla Polizia Municipale e all'Ufficio Tributi, acquisto di un terreno per la realizzazione di nuovi servizi, completamento opere di riqualificazione del sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta e del muro perimetrale dell'area cimiteriale, interventi di valorizzazione nel vallone di Gran Dubbione, interventi di arredo urbano e toponomastica, allestimento nuova sede della Biblioteca, intervento di riqualificazione nelle zone sentiero panoramico Rio Gran Dubbione, fontana dell'Orsa. Sono previsti durante l'eventuale mandato ulteriori interventi relativi a: prossima apertura dei quattro nuovi ambulatori, ampliamento della sede stradale di Corso Regina per collegamento a prossima variante S.R. 23 e nuovo ponte, realizzazione di una piazzola a servizio degli elicotteri di soccorso, interventi di miglioria area cimiteriale e piazza Santa Maria Assunta, installazione di nuove barriere stradali in più punti della viabilità cittadina, incarico all'Ufficio di Piano della comunità montana per la stesura della terza variante al piano regolatore generale con incremento delle superfici ed adeguamento ai parametri di riferimento relativi ad edilizia residenziale e aree a destinazione industriale, artigianale e commerciale, considerando il quasi totale esaurimento delle disponibilità urbanistiche presenti nella seconda variante approvata nel 1998, interventi di riqualificazione viaria ed urbanistica in via San Pio X, con collegamento da via Monviso a via Alpi Coazie, aggiornamenti e segnalazioni sul territorio di percorsi fuori strada, intervento di potenziamento e miglioria delle aree destinate a parco giochi, completamento rete di illuminazione in via Vittorio Emanuele II ed incremento punti luce nelle borgate e nei concentrici, realizzazione di locali destinati a centro sociale di incontro per la terza età. Lo spazio elezioni 12-13 giugno resterà open. Si possono segnalare eventuali comuni (valchisone in primis, pinerolese) non citati nella panoramica di ieri con relativi programmi, è possibile inviare programmi elettorali di comuni citati o di liste che si presentano per la presidenza della Provincia o alle Europee: chiedo, data l'alto numero di e-mail che ricevo in questi giorni, di citare nell'oggetto l'argomento. Potrebbe variare lo spazio di pubblicazione a seconda del momento o negli articoli o nelle news, in ogni caso in primo piano. Ringrazio tutti coloro che si sono complimentati per l'iniziativa: il nostro scopo è aiutarvi a capire programmi ed idee delle liste che si candidano nel vostro comune, senza pregiudizi. Se volete scrivermi: Maya@valchisone.it Risponderò a tutti

Dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses

 

Il caso del giorno qui al villaggio giornalisti è quello dell'ungherese Fazekas, oro nel lancio del disco, prima sospeso, poi squalificato e privato della medaglia per aver tentato di scambiare la provetta sua con quella di un lontano parente che attualmente vive in un oscuro villaggio magiaro (boscaiolo dopato pur esso ma meno). Ho seguito l'Italpallavolo rosa contro Cuba insieme a Gianina e a due colleghe de L'Avana. Da undici anni, più o meno, l'onu vota la condanna dell'embargo a Cuba e più di 140 paesi in questi undici lunghi anni hanno respinto la sanzione. A favore hanno votato e continuano a farlo gli Estados Unidos, Israele e le isole Marshall. Poi gli Estados Unidos ricambiano il favore ogni qual volta si deve sanzionare un comportamento non irreprensibile di Sharon nei confronti dei palestinesi. L'Europa che ha interessi notevoli chiede a Fidel qualche apertura democratica ed è quello che chiedo anche io. Centotrenta personalità del continente sudamericano tra cui due nobel per la pace, Menchù e Equiver ed un nobel per la letteratura, Marquez Gabriel Garcia (con l'aggiunta della sudafricana Nadine Gordimer) hanno espresso la preoccupazione che dopo l'Iraq tocchi a Cuba. Avete ragione dico alle inviate prima del match però Fidel ha spinto duro negli ultimi tempi. Poi mi giro e vedo la democraticissima Cina e lo sottolineo dieci volte, quelli di piazza Tien an Men, per capirci, quelli dei furgoni della morte, quasi cinquemila condanne all'anno ( e prigioni gulag) che non solo non riceve sanzioni ma accoglie capi di stato pronti a fare affari per le imprese di casa e si becca pure le Olimpiadi e diventa partner di To2006. I diritti umani valgono solo per Cuba o Cuba sconta e sconterà la rabbia degli Estados Unidos che si son visti crescere il comunismo sotto il naso?. La Cina è promossa perchè il suo mercato vale miliardi di profumatissimi dollari. Sono i soldi che muovono il mondo, non gli ideali o la giustizia: cosa ne sarebbe stato di Cuba senza embargo?. La democrazia dell'America Centrale e meridionale è stata spesso in mano a dittature sanguinarie (ricordate i desaparecidos), appoggiate dagli Estados Unidos che giudicano Cuba o a democrazie malferme. Nei villaggi maya non sanno neppure cosa siano le schede elettorali, mi vergogno di un mondo che ha dopo la guerra mondiale numero due ha avuto regimi come quello cileno di Pinochet, come quello argentino di Videla, gli squadroni della morte. Ma anche la rivoluzione culturale e Pol Pot. E' finita al tie-break: avanti Cuba, dominio Italia, vittoria Italia, dominio Cuba. Nel secondo set dispetti con urletti di gioia rivolti al muro avversario, Poggi brava a far punti, magnissime non solo come bellezza Jenny Barazza e la Ortiz. Simona Rinieri non so perchè spesso in panchina. Tie break, quindici a dodici per l'Avana, la Ruiz, capitana, devastante. Cina tre a zero contro il Giappone, rivincita storica. Oggi è il giorno di Alessandra Sensini, classe mistral, in testa dopo l'ultima regata, è perlomeno bronzo. E' il giorno anche dei quarti per l'Italvolley maschile contro l'Argentina. Pomeriggio indimenticabile per il setterosa: 6-5 agli Usa, al terzo quarto erano avanti le americane per 4-2, ultimo punto a due secondi dalla fine. Fort Alamo è stata una bazzecola. Giovedì, finale con la Grecia, Gianina è avvisata c'è di mezzo anche la rivincita dopo il flop dell'Italpallanuoto maschile, piscina sicuramente stracolma, affidiamoci, come succede a noi italici, al buon gusto degli arbitri. Sempre giovedì Italpallacanestro contro Portorico, il Dream rischia contro la Spagna di Gazol. Spiccioli: nel ciclismo a punti, Ciccone ottavo. Semifinale per il K1 500 metri donne con Josefa Idem, con il k2 500 metri Rossi/Bonomi e con il k2 500 metri con Andrea Facchini. Nell'equitazione prova individuale di salto Juan Carlos Garcia, colombiano adottato dall'Italia è secondo. Eliminati nei duecento metri Howe e Terrieri. Il dieci per cento possiede l'ottanta per cento delle risorse, il Mozambicano raccontava che la mortalità infantile del suo paese è al 127 per mille. Nel 2004 ogni mille piccoli mozambicani nati 127 non riescono ad arrivare a cinque mesi o a cinque anni. L'Africa è così, ci sono decine di Mozambico. I bambini saltano sulle mine o muoiono di aids o vengono sgozzati dal machete ruandese. O è il Darfur, un genocidio per volta, non spingete, tanto chi può intervenire sta a guardare. Nelle nostre scuole abbondano i gadget di successo, in Africa non sanno cosa siano le scuole ma nemmemo i vaccini per malattie che qui nell'eden erano patrimonio dei primi del novecento. Continuate a fregarvene, poi non stupitevi dei milioni di persone che premono alle frontiere. Anzichè invocare espulsioni domandiamoci perchè questi milioni spendono duemila euro per viaggi avventurosi su barconi-carrette. Per costoro vivere in mezzo alla guerra, alla povertà, alla fame, all'aids è lo stesso che morire nel Mediterraneo, forse meglio. Non vi sembra alquanto iniquo: parliamo di miliardi di persone. E Lula riuscirà a realizzare il piano fame zero, dare da mangiare tre pasti al giorno a tutti i cittadini brasiliani. In Brasile ci sono centinaia di migliaia di bambini, i neninos de rua, che vagano per le strade senza arte nè parte, abbandonati come noi abbandoniamo i cani. Ma sono i bambini di Santo Domingo, dell'India, del Bangladesh, della Thailandia. Colpa di chi, di Fidel Castro o di chi ha appoggiato dittature sanguinarie e democrazie che si reggevano sugli input del Fondo Monetario Internazionale?. O chi accetta che pochi possiedano tanto, paesi in cui la colonizzazione non è mai finita. Vi consiglio sul FMI un libro di Joseph Stiglitz, la globalizzazione ed i suoi oppositori: Stiglitz è un nobel, consigliere di Clinton, professore e membro della Banca mondiale, non certo un'antiglobalizzatore. Vi consiglio un viaggio in Argentina teleguidata dagli economisti del Fondo Monetario Internazionale, un'ente che ha prodotto disastri in serie con ricette ultraultraliberiste. Vi consiglio la lettura di Quando dio ballava il tango di Laura Pariani, l'Argentina è stata fatta a pezzi, ci vorranno decenni per ricostruire il tessuto sociale, peggio della dittatura della sconfitta alle Malvinas. Decathlon, Paolo Casarza è ventisettesimo. Cammarelle, pugile peso massimo venerdì sfida in semifinale il russo Povetkin, mal che vada è già bronzo. Crolla la magna Italia di fronte all'Argentina del tango mancato, nel 1940 reddito pro capite uguale agli Usa: simbolo è tal Teves, ragazzo dei barri, poverissimo, tecnica e rabbia; suo l'uno a zero. L'italia viene travolta dai suoi nipoti lontani: tre colpi a zero senza lotta. Proteste dell'inviato vietnamita che seguiva sulla rai nostrana il nuoto sincronizzato: ad ogni esercizio, due pubblicità. Non ha capito se ad essere sincronizzato era il nuoto o lo sponsor. Non ho saputo rispondere.

 

Maya@valchisone.it

Lunedì, 15 Febbraio 2016 08:41

Mesto ritorno

Inserito il 28 marzo 2005 alle 13:40:34 da cris.
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Questa mattina il quotidiano La Stampa, nella cronaca di Torino titola: “Adriana e Adina, ultimo viaggio in una bara”…sono le due vittime del crollo della palazzina nella periferia di Torino avvenuto all’inizio di febbraio. Alcuni giorni fa Padre Lucian Rosu, parroco della chiesa rumena di via Accademia Albertina, ha concelebrato con Don Luigi Ciotti la cerimonia funebre della donna, che, emigrata dalla Romania vi aveva lasciato un altro figlio di circa 6 anni, rimasto con i nonni. Vittima del miraggio italiano, commenta un giornale rumeno citato dal quotidiano torinese. Per una volta corpi a cui è dato il nome e la dignità di riposare sul suolo patrio, molti non hanno neppure questa opportunità. Ad Adriana ed alla sua figlioletta Adina è stata offerta da associazioni di volontariato che si sono fatte carico delle spese di trasporto delle salme fino a Bacau. Adriana ed Adina sono solo due nomi del dramma quotidiano di molte famiglie che dalla miseria hanno tentato il salto nel buio emigrando. Cittadini del sud del mondo che nulla hanno da perdere perché più nulla è in loro possesso, neanche la speranza…allora non importa come scelgono un viaggio senza ritorno, Il mio non vuole essere un facile pietismo ma solo un pensiero di pace, un momento di tregua.

Lunedì, 15 Febbraio 2016 08:41

LA COSTITUZIONE CHE AMAVO

Ho sottomano il testo costituzionale. Una repubblica fondata sul lavoro ove tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, che rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale: le donne non hanno potuto accedere alla magistratura per molti anni, mi pare fino agli anni ‘60…oggi fanno parte anche delle Forze Armate, credendo di aver risolto i loro problemi di emancipazione: sono tutte giovanissime, ma aspettiamo che si ritrovino ad aspettare un figlio. Quante mamme nell’esercito americano si sono arruolate per poter continuare gli studi…ma andiamo avanti a scorrere gli articoli …ripudio della guerra come risoluzione dei conflitti: sono dolente di dover citare questo appello tanto affossato…e più avanti: è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione della libertà: la vicenda della scuola Diaz è solo un esempio…tutela della salute e cure garantite agli indigenti, promozione della cultura e della ricerca scientifica, tutela del patrimonio storico: stiamo entrando sempre più nel vivo delle discussioni attuali, tutto il mondo universitario si ribella alla riforma Moratti che toglie fondi alla ricerca e tende alla progressiva privatizzazione dell’insegnamento (sapete che anche nella scuola pubblica si deve pagare, e non poco?), in pericolo è anche il nostro patrimonio ambientale e storico, a rischio di “svendita”…il colpo di grazia è differenziare la soglia minima di tutela in base alle regioni. Ho finito di scorrere gli articoli della prima parte della Costituzione, la seconda parte norma la composizione delle camere e la formazione delle leggi: qui sono stati dati pesanti colpi d’ascia a deturpare il capolavoro strutturale di cui abbiamo beneficiato seppure in modo parziale: allora in nome della giustizia e memori di un’avvilente e infamante dittatura si era cercato di distinguere nettamente i tre poteri dello stato. Secondo l’attuale riforma la perdita del bicameralismo perfetto, la possibilità del premier di sciogliere le camere e l’ingerenza sulla giustizia da parte del senato federale stravolgono completamente l’intento della Costituente e si fa un pericoloso dietrofront… Eccoci alle regioni: ci fu un acceso dibattito nella formulazione di questi articoli, la loro attuazione fu lentissima, arrivammo fino agli anni ‘70…non bastava rispettare la legge? Erano già previsti specifici ambiti legislativi su assistenza sanitaria e ospedaliera, urbanistica, ambiente, amministrazione locale dell’ambiente e del demanio, caccia e pesca, turismo, cultura, polizia locale e urbana…allora che bisogno c’era di modificare queste norme? Forse non piaceva l’allocuzione “ semprechè non in contrasto con l’interesse nazionale e con quello delle altre regioni”? A scuola mi hanno insegnato ad amare la costituzione così come era, anticipata dalla Convenzione dei diritti dell’uomo. Ce la invidiavano molti paesi. Era stata scritta a più mani, da tutti coloro che avevano lottato per la libertà. Vi hanno partecipato tutti gli schieramenti politici, si era rispettata la nostra cultura e la nostra storia. La costituzione che vogliono darci non è più nostra. Non ci appartiene più. La vaga somiglianza con quella anglosassone ci fa tornare indietro di secoli nella storia e si ispira a un documento non scritto! La Magna Charta era stato il primo tentativo di arginare il potere dell’assolutismo regio, la sua evoluzione non può pareggiare con quel corpo di leggi nato dalla Resistenza e dalla consapevolezza che il fascismo era ingrassato sulla debolezza della struttura costituzionale Albertina. Non voglio stare a guardare lo sfacelo.
24/03/05
By Cris

Venerdì, 12 Febbraio 2016 10:39

L'ECCIDIO DI CUMIANA - 3 APRILE 1944

Durante l’occupazione nazifascista molte erano le bande partigiane dislocate sulle montagne di Giaveno. Da lì scendevano in Val Chisone e Val Sangone per i rifornimenti e per le azioni di sabotaggio fino alle caserme e agli obiettivi militari di Torino.

Nel corso della primavera del 1944 si intensificarono i rastrellamenti e le azioni di repressione contro la Resistenza locale.

Il mattino del primo di aprile, un autocarro di vettovaglie, scortato da militari tedeschi, fu attaccato dai partigiani nella piazza vecchia di Cumiana. Ne seguì una lunga sparatoria alla fine della quale i partigiani fecero prigionieri una quindicina di nazifascisti, tra cui due ufficiali tedeschi.

La reazione non si fece attendere. Il villaggio di Cumiana fu occupato. I tedeschi per rappresaglia catturarono a caso 135 persone, tra cui 8 indiziate di attività partigiana, furono incendiate alcune abitazioni e il mulino Ruffinatto.

Gli ostaggi furono rinchiusi in una stalla, il giorno successivo furono rilasciati solo gli sfollati che provenivano da Torino,  gli altri restarono senza cibo per due giorni. Tra di loro anche ragazzi ed anziani, tra i quali alcuni colti da malore per le condizioni di prigionia. La sera del due aprile vennero liberati alcuni ragazzi e sedici anziani furono ricoverati in infermeria.

Ci furono tentativi di mediazione da parte del parroco di Cumiana, che si offrì di trattare con i partigiani circa la liberazione dei prigionieri in loro mano in cambio del rilascio degli ostaggi.

Il tre aprile, nel primo pomeriggio, il tenente tedesco Renninger, che comandava le operazioni, sembrò propenso ad una soluzione di compromesso, dividendo dal gruppo dei civili gli otto indiziati,  ma presto fu chiaro che erano tutti condannati a morte.

L’esecuzione collettiva avvenne verso sera. Furono 51 le vittime del fuoco della guarnigione comandata da Renninger.  7 le persone che miracolosamente scamparono alla morte.

Nel 1950 ci fu un processo per la strage di Cumiana, in cui non si fece il nome di Renninger. Non ci furono condanne.

Si dovette aspettare il 1994, quando grazie all’interesse del giornalista Alberto Custodero del quotidiano “La Repubblica” venne ritrovato quello che fu definito l’armadio della vergogna, in cui erano nascosti 700 fascicoli riguardanti le stragi naziste in Italia.

Renninger fu finalmente rinviato a giudizio nel 1998, ma morì d’infarto prima del completamento dell’azione giudiziaria.

Quanto su descritto è il sunto di un magistrale lavoro di ricerca condotto a cura dell’Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente  “I. PORRO” di Osasco (To) ad opera di Alessandro Cattanea, Francesco Furiozzi, Isabella Cavallari, Stefano Gioana, Tommaso Serra,  con il coordinamento del Prof. VALTER CAREGLIO.   Osasco, 21/02/2003.

La ricerca è consultabile all’indirizzo http://www.pinerolo-cultura.sail.it/agroambientale/Cumiana/testo_cumiana.htm.

Personalmente non finisco mai di stupirmi di quanto rimanga ancora oscuro della nostra storia passata.

Ma è grazie all’interessamento di persone che hanno passione per la ricerca che la memoria continua ad essere coltivata.

14/04/05 By Cris

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