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Scritto da Alessandra D’Alessandro, Salvatore Romagnolo, Roberto Saracco “L’era delle tecnologie si affermerà proprio quando queste scompariranno” Roberto Saracco “scomparsa delle telecomunicazioni” Saggio scritto a sei mani, quattro passi nel futuro è un libro ricco di spunti curiosi ed interessanti su come sarà o potrebbe essere il mondo del prossimo futuro, quello dietro l’angolo. Non è un libro scritto da futurologi professionisti né da iscritti alla Wordl Future Society di Washington. Né da futurologi che lavorano nelle società di pianificazione o ricerca o da esperti di marketing. “Innovare” sostengono a sei mani “significa gestire la complessità, governare processi instabili, fare i conti con elementi contradditori, rafforzare la capacità progettuale e di comunicazione. Facilitare la condivisione di valori e contenuti”. Alla capacità di innovare è legata gran parte del nostro futuro, vorrei aggiungere innovare in maniera compatibile con l’ambiente e senza alcuna forzatura. Innovare in maniera intelligente ed innovare per tutti, non solo per una fascia ristretta della popolazione. Il progresso non deve diventare lo steccato ma semmai condivisione di valori e visioni. Il libro non vuole avere contenuti sociologici e/o politici almeno in questa direzione e fermo la riflessione ugualitaristica che ormai sapete essere nel mio patrimonio genetico. Spero che i tre autori, se mai leggeranno questa recensione, si trovino d’accordo con questa posizione. Si descrive un futuro prossimo venturo che è già presente, il futuro è già nelle nostre case ed investe ogni aspetto della vita quotidiana. L’assuefazione a questo futuro prossimo venturo ci fa spesso dimenticare che la componente tecnologica è ormai schiacciata nel processo produttivo ma dietro questa componente certamente si trovano aspetti come la programmazione e soprattutto la progettazione. E’ il salto dalla società industriale a quella tecnologica, un salto anche culturale con processi nuovi da governare e definire: pensate per un attimo ai chip del computer. Pensate a quali sono le potenzialità di crescita e pensate alla velocità d’esecuzione di queste potenzialità: la rivoluzione industriale è stata la summa di un processo lento, lentissimo. Fino all’esplosione appunto dell’era tecnologica, dove tutto corre in più direzioni. La rivoluzione della tecnologia si ripercuote anche negli aspetti legati alla realizzazione, cioè al lavoro: mentre la General Motors, multinazionale industriale ha alle proprie dipendenze circa settecentomila lavoratori, Microsoft, ne occupa poco meno di ventimila “Il futuro”- “così scrivono nel primo capitolo “è una specie di patchwork in cui ogni quadratino fornisce un contributo ma al tempo stesso risulta condizionato da ciò che succede intorno a lui”. Casa, automobili, tempo libero, tutto è investito da progetti e progettualità. Cosa realizza e cosa realizzerà la tecnologia? Il saggio risponde a questa domanda, se interessati all’argomento vale la pena leggerlo.

 

Maya@valchisone.it

Giovedì, 24 Marzo 2016 11:06

Pallavolo femminile: Tortolì-Vicenza 3-1

Giocavano l’ottava, Vicenza, contro la nona, Tortolì. Partita spettacolare, grandi giocatrici da una parte e dall’altra, segno che il campionato di pallavolo femminile è di ottimo livello. Vicenza nel turno precedente aveva distrutto Novara, terzo in classifica, Tortolì era stato tritato a Pesaro in poco più di un’ora. Il primo set, con Vicenza avanti, sembrava il remake della giornata precedente, le ragazze vicentine allenate da Giuseppe Vica, statisticamente ottenevano il 50% di attacchi vincenti contro il 39% delle sarde allenate da Giuseppe Cuccarini. La differenza, così bene espressa da quel dato contribuiva al 25-22 finale. Il secondo set, equilibrato, partiva con un 3-2 per Tortolì e punto della Sekulic. Muro della Caponi ed errore in battuta della Leto, primo ed unico vantaggio per Vicenza, 4-5. Erano i muri a tenere Vicenza a contatto, muro della Borrelli, doppio muro sulla Menchova e Magdalena Sliwa, polacca, campionessa europea in carica. A quel punto spariva il muro vicentino ed usciva la Sliwa, ancora in errore in battuta della Menchova (lo scrivo come compare sulla maglietta), ma la Sekulic e la Karczamarzewka, chiamatela Agata, facevano danni irreparabili. 16-12 poi 20-14, con il muro sardo insuperabile. Fuori la Paccagnella dentro la Norato Simona, fuori la Sliwa dentro la palleggiatrice belga, Dirickx, meno personalità ed esperienza. Ingresso in campo anche per Valentina Conte, out Agata. Un’errore in battuta della Lehtonen, poi punti di Valentina Borrelli, inutile perché Natasa Leto chiudeva la pratica, 23-21 quindi 25-21. Rispetto alla partita con Novara, manca Sanja Stalovic, presente in campo ma non devastante e decisiva come sette giorni prima. Dall’altra parte la Menchova, alterna, risulta fondamentale Uno ad uno e tutto da rifare. Nel terzo set pare bene Tortolì, 3-1, ace della Menshova, murata la Mouha che si riscatta con qualche buona schiacciata. Ancora muro sardo con la Liktenchein, la palleggiatrice, che suggerisce attacchi pressoché vincenti. L’equilibrio si spezza, 8-3, rientra la Norato, 11-8. Prevale l’entusiasmo, Tortolì allunga in maniera decisiva, 18-13, 22-13, con le ragazze vicentine che si guardano ripetutamente senza capire il motivo di un simile crollo. Tiene la Lehtonen. dilagano la Sekulic e la Leto. 25-17 per Tortolì. Quarto set, il primo punto è della Mouha (7 punti fino a quel momento), 4-4 con errore della Lehtonen, Vicenza sembra essersi risvegliata dal torpore e rientra in partita. 8-8, sette errori in battuta a testa, sbaglia la Natasa Leto, Vicenza sopra di due. Lehtonen dieci, Leto 15, Paccagnella 7. 12-13 con errore della Liktenchein, 12-14 per le venete. Nuovo pareggio sul 15-15 con invasione fischiata alle ospiti. Menchova 19 punti, Starovic 13 malgrado qualche imprecisione. Nuovo pareggio sul 18-18, match palpitante, entra la Caponi, la Sliwa inventa, la Leto vola a sedici punti, sorpasso Tortolì sul 19-18. Ancora Leto, muro della Caponi, punto della Paccagnella. Sbaglia la Starovic in battuta, sbaglia anche la Lehtonen un attacco senza muro avversario alzato. 23-19. Ancora la Paccagnella, il trend è ormai fissato, fischiato un ritardo in battuta a Vicenza che fissa il 24-20. Prima la Borrelli che riemerge dalla nebbia, poi un muro fanno sperare le vicentine. Meno due. Un’illusione, Tortolì chiude, vincendo meritatamente per 25-22. Le pagelle. Tortolì Tatiana Menchova voto sette e mezzo. Fa più punti di tutte ma gioca tanti palloni. Mezzo punto in meno per qualche errore di troppo. E’ comunque devastante Natasa Leto. Voto otto. Bravissima nei momenti decisivi, una molla. Quando viene servita è sempre presente Sesti Nunes. Voto sei e mezzo. E’ difficile, almeno per me, giudicare il libero della pallavolo. Copre bene. Manuela Caponi. Voto sette e mezzo. Parte non benissimo ma cresce. Il muro di Tortolì è decisivo nel secondo e nel terzo set. Branka Sekulic. Voto nove. Come il numero di maglietta, esplosiva e bella. Realizza i punti che occorrono, quando occorrono, quando viene servita a dovere. La ragazza serba è strepitosa. Karczamarzewska Agata. Voto sette e mezzo. Ogni tanto commette l’errore del doppio tocco. Per il resto quando attacca fa davvero paura. Per potenza e precisione. Se avesse meno pause sarebbe incontenibile. Liktenchein. Voto otto. La palleggiatrice muove l’attacco di Tortolì in maniera impeccabile. Valentina Conte. Voto sei. Entra al posto di Agata, qualche spezzone di partita. Giuseppe Cuccarini (allenatore) voto sette. Ha una buona squadra che dopo una partenza non esaltante si sta prendendo qualche soddisfazione. Tortolì è una neopromossa, se si salva è un ottimo risultato, se entra nelle prime otto un miracolo. Vicenza. Valentina Borrelli. Voto sei. Ha forza e capacità. Si smarrisce nei momenti decisivi. Sliwa Magdalena. Voto sette e mezzo. Mezzo punto in più per la sostituzione del secondo set che non condivido. Qualche lampo di genio, in un’azione del quarto si comprende come predichi nel deserto della mancata concentrazione altrui. E’ anche fascinosa. Stalovic Sanja. Cinque e mezzo. Si intestardisce e viene murata. E’ potente realizza comunque tredici punti. Ha i numeri per fare di più. Non difende benissimo. Lehtonen Riika. Voto sei. La finnica alterna ottime soluzioni ad errori anche in battuta. Paccagnella Stefania. Voto sei. Parte bene, viene sostituita, tiene a galla Vicenza nel finale. Da il suo apporto. Liesbeth Mouha. Voto sei meno. La giocatrice belga nel terzo set si erge protagonista dei primi scambi. Fa una grandissima cosa e poi viene murata. Troppo alterna. Norato Simona. Voto sei. Entra al posto della Paccagnella, non ha tante occasioni di mettersi in mostra. Dirickx Fraeke. Palleggiatrice, sostituisce della Sliwa. Gioca poco, in quel poco Vicenza ha le idee confuse. Zirio Isabella. Voto sei e mezzo. Libero. Si impegna, la si vede saltare a destra e a sinistra. Simpatico il siparietto del quarto set che la vede esclusa dal campo. Giuseppe Vica (allenatore). Voto sei meno. La Vicenza che umilia Novara esiste un set. La squadra ha troppi vuoti ed è incapace di far variare gli attacchi murati nel secondo e terzo set.

 

Maya@valchisone.it

 

 

dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Sveglia mattutina quasi in contemporanea con Gianina che oggi dovrà seguire vela e nuoto ed intervistare un campione indiano di hockey su prato, per la precisione il portiere. Firmerà l'articolo l'odiato Iannakis che anche in Italia e in Valchisone non riscuote molte consensi. Caffè alla greca macinato finissimo, sorseggiato con calma olimpica: i camerieri, schietti, esprimono preoccupazione per quello che sarà il dopo olimpiade; la disoccupazione è già adesso al dieci per cento, il ritorno sta per finire. Al bar del villaggio olimpico i cinesi scommettono ed accettano scommesse su 74 medaglie vinte: per forza ho replicato io avete tre milioni e mezzo di persone che giocano a tennis e sei milioni che giocano a badminton. Il tutto a gesti, lo studio del cantonese stretto prosegue a rilento. Gli altri sport vantano decine di milioni di praticanti: vuoi non trovare dieci campioni per specialità?. Anzi per provocare li accuso di essere in ritardo con la storia, si associano l'inviato delle Filippine per odio/amore localistico e quello del Mozambico per fare gruppo. Detesto essere disturbato mentre sorseggio il caffè greco che la tradizione esige centellinato, quindi niente deroghe. Se non Atene 2004 sarà Pechino 2008 a sancire la superiorità dei cinesi sul resto del mondo: per adesso si godono il primato provvisorio, sono partiti forti in specialità tipo ginnastica, vinceranno un sacco di ori nel tennistavolo, attualmente sono fuori dalle medaglie negli sport di squadra. I giornalisti cinesi inviati, faziosi come pochi, sono accreditati ovunque, dieci per specialità, vuoi non trovare un migliaio di persone che sanno scrivere in un paese che veleggia oltre il miliardo di abitanti?. Nel tennistavolo rappresentano l'ottanta per cento degli accrediti, più che ad Atene 2004 sembra di stare a Pechino 2008. La differenza è che ad Atene non è in vigore la pena di morte mentre in Cina si ed è un metodo diffuso visto è il primo paese al mondo per numero di giustiziati. In questo campo il sorpasso è già avvenuto da tempo. Pareggio, invece, nei sentimenti amorosi nei confronti dei cani randagi, si ammazza ad Atene 2004 e a Pechino 2004. La Cina postcomunista (è comunista nei commenti solo quando conviene) avviata al semiliberismo non ha ancora ben chiaro il significato delle parole diritti umani. Evitiamo i subdoli confronti tra edizioni e restiamo allo spirito olimpico: cari amici del sito mi prenoto fin d'ora per il 2008. Dovrò cambiare nome non sarò più Maya Ulisses ma magari Maya Mao (non Tze Tung, beninteso). Vi piace?. Vi sottopongo anche Maya Lin Pao, votate e fatemi sapere. Cronaca spicciola: grande festa delle due giornaliste nigeriane per la qualificazione della nazionale femminile. Dicono che la squadra non è certo la Nigeria maschile che vinse ad Atlanta 96 (una settimana di canti e balli) ma che possono arrivare alle medaglie. Mi chiedono cosa ne penso della partita con le tedesche di Germania, quarti di finale. Tiferò per loro, ho risposto, guadagnando un accredito a singola gestione per la partita in questione. E non vi dico l'inviato del Mali dopo il tre a tre contro la Corea del Sud: aveva le lacrime agli occhi e le aveva tutta l'Africa. E' un miracolo malgrado i progressi del continente nero nel calcio, nella qualificazione del Mali sta tutto ciò che sopravvive (ben poco) dello spirito olimpico. Devo partire presto se voglio arrivare a vedere il match di softball, giochiamo contro Taiwan, l'altra Cina e visto il risultato vittorioso con Cina uno sono alquanto speranzoso. Un po’ meno per la puntualità di Trenigrecia: con la scusa che è tutto edificabile hanno costruito persino una stazione a due passi dal campo di beach volley e sulla spiaggia. Federica Pellegrini è in semifinale nei 100 stile libero, senza strafare, il nono tempo. Gianina mi informa che Kenteris&Thanou non parteciperanno alle Olimpiadi: l'incidente stradale in località Doping li ha travolti e tramortiti, pessima gestione della vicenda, i greci sono inviperiti, sono abituati a chiedere aiuto agli dei non agli ormoni. Una brutta vicenda che annulla definitivamente lo spirito olimpico, inutile essere ipocriti fino al midollo, vincere l'oro significa ingaggi, soldi, sponsor. Boggiatto e Rosolino in semifinale nei 200 misti, il 4 senza di canottaggio in finale. La Trillini e la Vezzali sono nei quarti. Non ci crederete ma le ragazze del softball hanno rimediato la terza sconfitta in quattro gare: si è perso di misura (come con la Grecia) 1-0 con Taiwan con cui adesso condividiamo l'ultimo posto.
Maya@valchisone.it

Premessa: so che vi potrà sembrare noioso sentir parlare di strisce pedonali, eppure……………… Hanno il diritto di vivere/sopravvivere anche i pedoni Zona Mirafiori Nord, un’attenta lettrice dopo aver letto i caustici commenti sul mancato rispetto delle strisce pedonali nella Torino Olimpica mi ha invitato a controllare qualche attraversamento della zona dove abita. “Più pericolosi di giochi senza frontiere” aveva scritto. Corso Orbassano angolo via Castelgomberto, strisce pedonali evidenti. Il Comune ha costruito un simpatico passaggio nello spartitraffico. Complimenti, molto carino peccato che sia un’impresa attraversare. Nessuno, dicesi nessuno si ferma. Un supermarket all’angolo, un mercato poco oltre, un certo via vai, molti preferiscono fare metri in più per arrivare al semaforo successivo. Se si ferma la macchina della prima corsia non si ferma quella dell’ultima. Un pazzo fa lo slalom per evitare un povero pedone, altro che giochi senza frontiere, questa è impresa da supereroi!. Le macchine arrivano sparate, il rispetto del codice è lasciato al buon cuore degli spavaldi guidatori. Uno su mille…..?! “Mai un vigile” commenta un’anziana signora. No, non è vero. Sono in Piazza Pitagora, cento metri più in là, lato corso Cosenza: dove al pedone non serve!!. Provate ad attraversare la piazza proseguendo su Corso Orbassano e non provate invece (meglio) a provenire dal lato opposto del corso. Verde per i pedoni ma verde anche per le macchine che provengono dalla piazza( le avete quasi di fronte rombanti piazzate sulla destra e pronte sulla griglia) e si immettono sul corso direzione Mirafiori. Se sentite un colpo di acceleratore rombante, rinunciate!. I litigi sono all’ordine del giorno: verde contro verde (tante, tantissime le macchine che passano con il rosso, dove sono i controlli?) i pedoni non dovrebbero avere la precedenza?. Ovvio che no, le car suonano e slalomeggiano, padroni e predoni della strada. Via Guido Reni quasi angolo piazza Omero (duecento metri prima, due isolati). Strisce pedonali. Il semaforo più vicino è all’angolo con la piazza. Tre minuti per riuscire ad attraversare una cinquantina di metri. Da marciapiede sinistro a marciapiede destro, scalate prima il Musinè. Attesa per il primo blocco, spartitraffico, respiro profondo, attesa che gli automobilisti facciano i loro comodi secondo attraversamento. Provo provocatoriamente, sono sulle strisce, qualcuno se ne ricorderà?. La strada è a tre corsie. Primo blocco si ferma, seconda careggiata si ferma (ma l’autista un giovane intellettuale della nuova destra/sinistra, laurea all’ippodromo delle Capannelle, un certo grado culturale intuibile dallo stereo a palla di biliardo), non gradisce e gesticola. Ehi, walking man (men, non ricordo piu se a od e) questo è territorio neutrale. Dalla terza arriva spedita una golf grigia su cui siede un bancario-energumeno laureato all’università di Vinovo che sbraita: attentato di lesa maestà, cosa fai pazzo incosciente stavo per mettere la terza, cento sparati a palla di biliardo e tu interrompi questo fluido mediatico con il motore a tremilacavalli!. Una persona anziana in questo bailamme di maleducazione o rischia l’investimento o aspetta che il traffico scenda d’intensità. O torna a casa. Vi sembra giusto?. Con ampi gesti segnalo al bancario la presenza delle strisce. Mi guarda allucinato e per poco non chiede: “cosa sono?”. Consiglio all’attenta lettrice di stipulare immediatamente un’assicurazione mentre sarebbe utile che qualcuno (in divisa!) stazionasse ogni tanto nei pressi di questi segnacci zebrati che rappresentano ancora nell’immaginario collettivo di una minoranza le strisce pedonali. Qualora e dico qualora un provvedimento governativo le avesse rese inutili/inabili/non più rappresentative vi chiederei la cortesia di segnalarlo (non solo a me!!!).

Maya@valchisone.it

GLOBALIZZAZIONE.Der Spiegel,un giornale tedesco,qualche anno fa definì la globalizzazione con la seguente frase senza fronzoli:"più profitti e meno posti di lavoro".Cosa vuol dire?. Negli ultimi anni le imprese transnazionali hanno fatto profitti record,smantellando migliaia di posti di lavoro,mentre la Borsa ha ricompensato questo gioco perverso:profitti e tagli occupazionali fanno salire i titoli,un'equazione certificata.Il mercato finanziario è diventato il metro di giudizio per validare o meno le scelte delle imprese. Tocca alla politica dover giustificare livelli record di disoccupazione ed insistere per ulteriori sgravi fiscali e tagli al costo del lavoro nella speranza di attrarre capitali che generino posti di lavoro alle nuove condizioni.Toccherebbe alla politica prima tentare di formulare un disegno globale atto alla regolamentazione di alcune clamorose storture del meccanismo sociale e poi di costruire un mondo più attento all'uomo e meno al profitto.

 

CANDIDATURE EUROPEE.Il presidente del Consiglio ha annunciato che si candiderà alle Europee:il suo rivale,Romano Prodi,stante l'incarico di presidente della commissione europea,declinerà l'invito.Non vedremo,dunque,il primo round del duello su cui si focalizzerà la battaglia politica del 2006:la spettacolarizzazione della politica,lo show,ormai non un confronto di idee ma di uomini e di banalità qualunquiste.Questo confronto schiaccerà programmi e progetti,in campagna elettorale sentirete parlare poco,pochissimo di Europa:l'appuntamento è solo un traino d'immagine per il 2006.

CANDIDATURE IRANIANE.Oggi si vota per il rinnovo del parlamento iraniano:2500 riformisti sono stati esclusi perchè poco rispettosi dell'Islam.I riformisti che hanno una netta maggioranza nell'attuale parlamento sono divisi anche sull'opportunità di andare a votare e si prevedono percentuali bassissime di affluenza alle urne.I conservatori hanno tentato il colpo di mano ed hanno vinto la battaglia.Qualche mese fa pronosticavo l'Iran come prossimo obiettivo della guerra preventiva.Alcuni diplomatici hanno sostenuto che l'agenzia internazionale per l'energia atomica tiene sotto controllo Teheran ed accusa gli ayatollah di aver prodotto un modello sofisticato di centrifuga per l'arricchimento dell'uranio.Non voglio fare la cassandra,però determinati segnali sono molto simili a quelli iracheni.Mi e vi domando:perchè queste accuse non sono state rivolte a Pakistan,India,Corea del Nord,tutte con un dichiarato o presunto deterrente nucleare?.
Maya@valchisone.it

By Maya

fonte: sito ufficiale del comune di Torino-pagine dedicate alle elezioni regionali Sezioni scrutinate 918 su 919 (in riferimento ai candidati) partito n° voti % Democratici di Sinistra 91.482 22,78 Forza Italia 72.413 18,3 Democrazia è Libertà La Margherita 51.971 12,94 Alleanza Nazionale 38.158 9,50 Rifondazione Comunista32.471 8,08 Lega Nord 17.913 4,46 UDC 17.595 4,38 Insieme per Bresso 15.492 3,85 Verdi il Sole che Ride 13.979 3,48 Comunisti Italiani 10.457 2,60 Italia dei Valori 7.738 1,92 SDI 6.427 1,60 Consumatori 5.560 1,38 Alternativa Sociale 3.625 0,90 Socialisti e Liberali 3.313 0,82 L'ambienta-lista per Ghigo 3.193 Popolari UDEUR 2.733 0,68 Democrazia Cristiana 2.517 0,62 -Pensionati per l'Europa 2.238 0,55 Partito Pensionati 2.177 0,54 Democratici di Sinistra: PLACIDO Roberto 8089 8,85 LARIZZA Rocco 5538 6,06 TROMBOTTO Maurizio 3485 3,81 OLIVA Giovanni detto Gianni 3364 3,68 BERTETTO Oscar 2169 2,37 AUDDINO Angelo 1818 1,99 CUNTRO' Gioacchino 1681 1,84 GRECO Eliana 1500 1,64 BOETI Antonino detto Nino 1257 1,37 CIBRARIO Bruna 1036 1,13 PACE Massimo 803 0,87 ABBA' Rosanna 701 0,76 COLUCCIA Anna 694 0,75 ZUCCA Anna Maria 672 0,73 FERRERO Anna Ernestina 631 0,69 PUGLISI Mariagiuseppina 578 0,63 ADEN SHEIKH Mohamed 564 0,61 MACRI' Vincenzo 535 0,58 BELLION Marco 398 0,43 SAINI Roberto 368 0,40 ADAMO Francesco Ottavio 365 0,39 BESSO CORDERO Livio Ernesto 338 0,37 GIOVANNONE Piero 282 0,30 PEROGLIO CARUS Maria Margherita detta Marita 256 0,28 PELISSETTI Ezio Marcello 213 0,23 Forza Italia LEO Giampiero 5060 6,99 BENSO Teresa Anna Maria detta Anna Benso 3782 5,22 MARENGO Pierluigi detto Gigi 2952 4,08 MANOLINO Giuliano Severino Modesto 2607 3,60 COMBA Fabrizio 2570 3,55 BURZI Angelo Emilio Filippo 2429 3,35 FERRERO Caterina Anna Rosa 2241 3,09 FOSCHIA Mauro 1395 1,92 PARISI Salvatore 1201 1,66 CANTORE Daniele 1084 1,49 SALTI Tiziana 912 1,26 BOLLA Emilio 780 1,07 MAMMOLITI Nicola 721 0,99 BARBERIS Luciano 277 0,38 MASTROENI Giuseppe 261 0,36 BARA Giuseppe 153 0,21 CARMINATI Fabrizia 113 0,15 GRIBAUDO Ezio 109 0,15 COSTANZIA DI COSTIGLIOLE Carlo Junior 98 0,13 BOIDI Mario 79 0,10 CAPRANI Carolina 52 0,07 DAGHINO Maria Paola in Camurati 37 0,05 IANNOTTA Rosalba 35 0,04 BUQUICCHIO Cristiana 32 0,04 GEMMELLARO Maria Alessia 13 0,01 Democrazia è Libertà La Margherita: n° voti % LAUS Mauro Antonio Donato 5434 10,46 GARIGLIO Davide 4426 8,52 GIORDANO Costantino 3988 7,68 LEPRI Stefano 3983 7,67 DI BENEDETTO Alessandro 2305 4,43 LODI Giuseppe detto Beppe 2115 4,07 LEVI-MONTALCINI Piera 1797 3,46 TAPPARO Giancarlo 794 1,52 LO RUSSO Stefano 722 1,39 FERRARA Franco 553 1,06 FERRARIS Paolo 237 0,45 BALBO MOSSETTO Franca 182 0,35 ROGNA MANASSERO DI COSTIGLIOLE Sergio 173 0,33 ALBERGHINA Andrea 163 0,31 GOTTERO Carlo Vittorio 161 0,31 SCARDICCHIO Tommaso 143 0,27 ROSSETTI Giovanni detto Gianni 120 0,23 GUARINO Emanuela 67 0,12 ROTUNNO Mosè Salvatore 67 0,12 BORGOGNO Mara 63 0,12 CARBONE Ludovica Angela 55 0,10 SUSSOLANO Claudio 51 0,09 BRUGIAFREDDO Gianfranco 46 0,08 BOSETTI Daniela 45 0,08 SOLE Paolo 29 0,05 Alleanza Nazionale: n° voti % GHIGLIA Agostino 5563 14,59 VIGNALE Gian Luca 2447 6,41 VENTRIGLIA Ferdinando2240 5,87 GALASSO Ennio Lucio 1729 4,53 D'AMBROSIO Antonio 901 2,36 D'ONOFRIO Patrizia in Ventrice 875 2,29 VAGLIO Roberto 474 1,24 FLUTTERO Andrea 466 1,22 BERRINO Claudio 250 0,65 TENTONI Alfredo Roberto173 0,45 CALOSSO Valerio Gianni133 0,34 CELOTTO Laura Fiorenza123 0,32 OSELLA Giuseppe detto Beppe 119 0,31 PATRUCCO Mauro 99 0,25 PASSERO' Salvatore 91 0,23 ALESSI Rosanna 68 0,17 VINCI Maria Grazia 50 0,13 ZEDDE Marco Giovanni 43 0,11 MILANO Katiuscia 40 0,10 BOLLE Federico 36 0,09 TIEPIDO Francesco 34 0,08 MAROCCO Gregorio Massimo 31 0,08 CLEMENTE Olga Graziella 11 0,02 TENACE Carmine Antonio 10 0,02 DI MURI Ilda 4 0,01 Rifondazione Comunista: n° voti % VALPREDA Mario 2956 9,11 BOSSUTO Iuri 1163 3,58 ALBERIONE Stefano 758 2,33 BETTARELLO Claudio 712 2,19 MALARODA Luigi detto Gigi 683 2,10 PAZE' Enrica 316 0,97 SILVESTRINI Maria Teresa detta Terry 302 0,93 ARGENTINO Flavia 269 0,82 VACCARGIU Maria Iole 260 0,80 AMBROGIO Romina 227 0,69 CRETIER Sergio 201 0,61 VALENTINO Claudia 165 0,50 CALVO Massimiliano 164 0,50 NAGGI Giovanni Pietro Enrico detto Gianni 163 0,50 CALVO Raffaella 120 0,36 ORTONA Guido 116 0,35 INFANTINO Luigi 108 0,33 TURRI Maria Grazia 94 0,28 RAO Salvatore 62 0,19 TOALDO Fiorenza 54 0,16 SONZINI Mauro 52 0,16 CESARINO Ilaria Cecilia 50 0,15 GLORIOSO Diego 35 0,10 CLEMENT Gian Piero 30 0,09 Lega Nord: n° voti % ALLASIA Stefano 1712 9,56 PROCACCI Luca 1171 6,54 BELLINI Gianni 475 2,65 DONADEO Maurizio 251 1,40 NOVERO Gianfranco 200 1,11 GOBETTI Paola 180 1,00 FENU Giovannamaria detta Vanna 132 0,73 BONINO Mauro 128 0,71 BIANCO Ermenegildo 66 0,36 DUGHERA Cristina 64 0,35 VANNI Francesco 63 0,35 BERNARDI Paolo 44 0,24 BENNA Dina 36 0,20 CORDA Giovanni 34 0,19 FORNERIS Pier Carlo 34 0,19 PLAZZOTTA Eugenio 34 0,19 RICCO Antonio 27 0,15 TARTAGLINO Pietro 26 0,14 POLLINI Alfredo 21 0,11 GALLIO Ferruccio 15 0,08 MARTINI Ivan 14 0,07 CACCIOTTO Margherita12 0,06 BESSOLO Francesco 9 0,05 MRAZOVA Sarka 6 0,03 CALUBINI Ovidio 0 Udc SCANDEREBECH Deodato3901 22,19 ANGELERI Antonello 2468 14,04 BOTTA Franco Maria 1892 10,76 COSTA Rosa Anna 1416 8,05 BOERO Valter detto Walter1218 6,93 GALLO Francesco 870 4,95 VURCHIO Giacomo 280 1,59 GRASSANO Vincenzo 162 0,92 ROMANO Roberto 150 0,85 RUVOLO Gaetano 97 0,55 CUBEDDU Giovanni 92 0,52 VACCA CAVALOT Giancarlo 72 0,40 MANZONE Claudia 56 0,31 COSTAMAGNA Monica 43 0,24 GIAMBAVICCHIO Francesco 41 0,23 GOLIA Andrea Domenico 39 0,22 CAVALLO Francesco 33 0,18 BONINO Mario Bartolomeo 14 0,07 BRIGANDO Mario 13 0,07 STEVANELLA Massimo 11 0,06 TRUCCO Jimmy 8 0,04 LUPO Salvatore 5 0,02 CAPOGROSSO SANSONE Monica 4 0,02 PETTAZZI Massimiliano Enrico 3 0,01 ROLLE Felice 2 0,01 Insieme per Bresso: n° voti % BASSO Dario 853 5,51 SCARABOSIO Marco 654 4,22 FUSARO Piero 618 3,99 SALERNO Antonino 594 3,83 TURIGLIATTO Mariano 513 3,31 ORMEZZANO Gianpaolo 496 3,20 CERMIGNANI Roberto 416 2,68 ASTROLOGO Donatella detta Dunia 271 1,75 LOMBARDI Emilio 259 1,67 GRASSI Stefano 254 1,64 MACINA Paolo 220 1,42 PALLAVIDINO Paolo detto Palla 190 1,22 BONGI Marco 186 1,20 CANTONI Maria 145 0,93 GUGLIOTTA Antonio 143 0,92 SERRA GUERMANI Laura 104 0,67 LANZILOTTI Vittoria 91 0,58 EINAUDI Malcolm 85 0,54 ZILOCCHI Juan Carlos 79 0,51 TOSETTO Alice 70 0,45 BELFORTE Erasmo 46 0,29 CORNAGLIA Carlo 44 0,28 TORCHIO Roberto 26 0,16 BARTOLINI Severino 25 0,16 DALLA PIETRA Pieralberto 25 0,16 Verdi il Sole che Ride: n° voti % ZANCAN Giampaolo 1077 7,71 MORICONI Enrico 1041 7,45 ZAMBURRU Ugo 935 6,69 JONTOF HUTTER Paolo detto Hutter 512 3,66 SOLDO Antonio 323 2,31 BONINO Jolanda 270 1,93 RAFFO Paolo 253 1,81 NIGRO Antonio detto Bisonte 206 1,47 DE MASI Gianna in De Giosa 142 1,01 CARPINELLI Giuseppe detto Peppino139 0,99 OMAR SHEIK ESAHAQ Suad detta Suad115 0,82 VISALLI Andrea 91 0,65 PALMISANO Mariangela75 0,53 CASCARANO Patrizia 73 0,52 ZURLO Nadia 71 0,50 FAIENZA Erika Elena 63 0,45 BILBAO Tiziana 44 0,31 RASPINO Donatella 40 0,28 PALONTA Patrizia 36 0,25 MICHIARDI Stefano 31 0,22 CILIBERTI Guirino 26 0,18 CASSINELLI Cristana 23 0,16 NALLI Noria 17 0,12 OHAZURUIKE Osuji Chiedibere Francesco13 0,09 MARENA Carla Adonella 7 0,05 Comunisti Italiani: n° voti % ROBOTTI Luca 894 8,55 MASCIA Cristian 334 3,19 CAPPIELLO Michele 328 3,14 DURAZZO Nicola 253 2,42 DI COSTANZO Silvana 100 0,95 PUGLIESE Matteo 93 0,89 ABDALLAH Samir 90 0,86 DOLINO Elena 88 0,84 ROSSI Simone 81 0,77 GUIDA Simona 75 0,71 RIZZI Roberto 66 0,63 BOLDRINI Daniela 57 0,54 BARBIERI Vito Luciano 56 0,53 CAMPETTI Maria Antonietta 50 0,47 TESTERA Roberto 50 0,47 GIORDANO Simonetta 45 0,43 SANSONE Federica 38 0,36 MANTELLI Brunello 33 0,31 MARANDO Renato 31 0,29 ZOGGIA Laura 29 0,27 GENERO Fulvio 19 0,18 SANSONNE Giovanna 15 0,14 MOCCA Elisabetta 13 0,12 SCOTTO D'ANIELLO Giustino 10 0,09 DRAMMIS Leonardo 4 0,03 Italia dei Valori: n° voti % BUQUICCHIO Andrea 1294 16,73 REPETTO Ugo 272 3,51 LOSURDO Anna 106 1,37 RAZZETTI Giacomo 50 0,64 INGLESE Donata 48 0,62 CAVAGLIA' Cinzia 37 0,47 PASTORINO Nadia 33 0,42 MARTOTTO Giancarlo 31 0,40 BARBIERI Roberto 17 0,21 ALBANO Antonio 15 0,19 LEVI Mario Cornelio 14 0,18 CANDUCCI Silvano Renato 14 0,18 MAINARDI Antonio 14 0,18 BOIFAVA Mirella 13 0,16 BET Susanna 9 0,11 AGOSTINO Giuseppe 8 0,10 SPINELLO Renza 8 0,10 BELLAGUARDIA Marco 7 0,09 PATISSO Anna 7 0,09 FRANCESE Luca Alessandro Diego 5 0,06 GUADAGNINI Massimo 5 0,06 GERBALDO Roberto 5 0,06 TURCONI Massimo 2 0,02 TOGNETTI Renzo Luigi 1 0,01 SDI: n° voti % CARACCIOLO Giovanni Antonio Felice838 13,05 PORCINO Gaetano 682 10,62 GARESIO Giuseppe 644 10,03 CARDETTI Giorgio 458 7,13 FIUMARA Francesco 452 7,04 TRECCARICHI Salvatore 382 5,95 FIANDACA Salvatore 262 4,08 RICCA Luigi Sergio 143 2,22 BATTAGLIA Antonino 137 2,13 BERGERO Ausilio 107 1,66 NICOLOSI Mariano Giuliano 99 1,54 BUEMI Fabrizio 78 1,21 FIORE Fulvio 60 0,93 TINOZZI Luigi 40 0,62 TOMAS Armando 35 0,54 GASTALDI Eugenio 33 0,51 SATTA Serena Valentina 31 0,48 TORRISI Gabriele 30 0,46 TIRRITO Luigi 28 0,43 CALVANO Anna Maria 16 0,24 DE VITA Giuseppe 13 0,20 GESNELLI Roberto detto Bobo 10 0,15 BOURLOT Marco 8 0,12 CESATTI Calogero 5 0,07 FANTO' Nicola 0 Consumatori: n° voti % GIOVINE Michele 159 2,86 TRAVAGIN Giancarlo 132 2,37 SANTAGADA Giuseppe 68 1,22 LA TORRE Antonio 31 0,55 POLITI Giorgio 22 0,39 DATTILO Antonio Maria 13 0,23 VERCELLI Francesco 10 0,18 CASAGRANDE Fabrizio Walter 8 0,14 GIACOSA Giovanni 7 0,12 NIVOLO Giuliana 7 0,12 SERCHI Silvana 7 0,12 GALLO Silvana 6 0,10 LOMBARDI Domenico 6 0,10 MERLO Livia 6 0,10 LABRUZZO Claudia 4 0,07 BRETTO Francesco 3 0,05 PANTANO Valentina 1 0,01 LANZETTI Nives 0 Alternativa Sociale: n° voti % SAIJA Stefano Rosario 107 2,95 CIOCE Michele 69 1,90 ROBELLA Massimo 53 1,46 CASTALDO Giovanni 35 0,96 BISSACCO Giorgio 31 0,85 CIGNETTI Valerio 29 0,80 GEMELLI Stefania 29 0,80 LEOTTA Fabrizio 27 0,74 DE MAURO Carmen 26 0,71 OBERTO Nadia 24 0,66 DI BARI Pasquale 23 0,63 CIGNATTA Angelo Maria22 0,60 MAGLIOLA Alessandro 6 0,16 PIETRANTONIO Marcello6 0,16 INCORVAIA Leonardo 6 0,16 ACTIS Fabrizio 4 0,11 CARIOLA Maura 4 0,11 TORRIANI Vincenzina 3 0,08 BELGRADI Dario 3 0,08 BORLUZZI Giancarlo 2 0,05 GARAVAGLIA Ezio 1 0,02 Socialisti e Liberali: n° voti % NICOTRA Riccardo 258 7,79 LONGO Addolorata detta Dora 97 2,93 MONDINO Giorgio Annibale 97 2,93 ANETRINI Guido 89 2,68 SPARAGNA Bruno 73 2,20 NIRTA Antonio Giuseppe 69 2,08 ONORATO Giovanni detto Gianluca 65 1,96 D'AURIA Donato 62 1,87 COMAITA Fabrizio 60 1,81 NOTO Salvatore 54 1,63 CELANO Alfredo 44 1,32 CORRADO Cristian 43 1,29 CERESER Alessandro 40 1,20 CALLERI Bernardino Carlo Ferdinando37 1,11 TASSONE Ilario 34 1,02 MANNINO Massimiliano 29 0,87 VINCENTI Luciano 26 0,78 DE SIMONE Salvatore 24 0,72 LA CORTE Francesco 24 0,72 VOLPE Adamo 17 0,51 GANDOLA Cornelio detto Elio 11 0,33 LANNUNZIATA Rosa 10 0,30 FROIO Stefania 8 0,24 GUARINO Savino Giacomo 8 0,24 BRISCI Giuseppe 2 0,06 L'ambienta-lista per Ghigo: n° voti % LUPI Maurizio 90 2,82 VACCA Cristina Angela 8 0,25 CRAVERO Ivana 8 0,25 PANZERA Cristina Ilaria 7 0,21 ROMEO Annunziata 4 0,12 MONCADA Natale 4 0,12 TAROCCHIONO Elisabetta 3 0,09 DI MEO Silvia 2 0,06 BOCCALATTE Alba 2 0,06 PENNINI Maria Elena 1 0,03 ZAFFINO Claudio 1 0,03 LEPERA Alessio 1 0,03 ZAFFINO Loredana 0 BONCOMPAGNO Carlo 0 GANGI Salvatore Andrea 0 Popolari UDEUR: n° voti % CORRU' Angelo 134 4,91 SEMERARO Serena 105 3,84 CRISTINI Aldo 91 3,33 PARISI Carmelo 77 2,82 ARIOTTI Ettore 69 2,52 CIRELLI Franco 59 2,16 LOPEZ Laura 59 2,16 ROMANO Giuseppe 55 2,01 PILONE Sebastiano Sigfrido Enea 52 1,90 BASSO Simona 47 1,72 CAPRANICO Paola 47 1,72 HAAG Romolo 45 1,64 BRUNA Marilena 36 1,31 PRAMAGGIORE Umberto 30 1,09 DAL MOLIN Pietro 29 1,06 BERARDI Stefano 22 0,80 BRONZO Claudio 22 0,80 ZAMPARINI Quinto 22 0,80 AUDINO Anna Maria 21 0,76 ELIA Tommaso 13 0,47 NEMOLA Maria Pace 12 0,43 MARAGNI Arrigo 9 0,32 BADARIOTTI Claudio 6 0,21 ORLANDI Giuliano 5 0,18 NEBBIA Giovanni 1 0,03 Democrazia Cristiana: n° voti % PIARULLI Antonio 155 6,17 BARBA Luigia 44 1,75 BERTA Franco 13 0,51 MORO Pier Luigi 10 0,39 ROMEO Cristina 6 0,23 ZECCHINATO Franca 4 0,15 GARBELLINI Claudio 3 0,11 TRICOMI Roberto 2 0,07 PREZIOSO Pasquale 2 0,07 CAPRERA Nicola 1 0,03 ANARDU Alessandro 1 0,03 STAFFIERI Donato 1 0,03 BONGIANINO Massimiliano1 0,03 UGLIONO Mirko 0 STRAMBI Giorgio 0 MOSCHETTI Gaetano 0 Pensionati per l'Europa: n° voti % CAVALLO Liliana 106 4,73 RUBATTO Pier Luigi 93 4,15 CASTRONUOVO Angela 26 1,16 FERRO Vincenzo Gianfranco 22 0,98 BELLUCCI SESSA Maurizio 17 0,75 BRUNO Piero 11 0,49 DELLA SAVINA Ettore 8 0,35 MAMMOLITI Francesco 6 0,26 ASTALDI Luciano 5 0,22 POLLANO Irene 3 0,13 BARBARO Francesco 2 0,08 COSTANZO Rosa in Ferro 2 0,08 PORCU Pasqualino 2 0,08 SPARANO Pasqualina in Libertazzi 2 0,08 MECCARIELLO Maria in Barbaro 1 0,04 DI MASI Laura 0 Partito Pensionati: n° voti % MISEROTTI Lino 13 0,59 BERSANI Ettore 10 0,45 GOLA Ivana 10 0,45 FRANCO Michele 3 0,13 PERONI Francesco 2 0,09 GAIO Roberto 2 0,09 BIANCO Domenico 2 0,09 ORLANDI Alfa 2 0,09 LUCINI Loris 1 0,04 BARCO Mario Emilio 1 0,04 ROLLINO Vincenzo 1 0,04 PASCALE Brigida 1 0,04 BINO Roberto 1 0,04 GARGANTINI Aquilino 0 CICERI Marisa 0 VENTURINI Lucia 0 TRANQUILLO Emilia 0 REDAELLI Piermario 0 PARATI Nestore 0 NOTARO Giuseppe 0 MOR Giovanni Luigi 0 METRA Silvia 0 CARTIGLIERI Ennio 0 BELLANZON Arduino 0 BAZZANI Grazia Enrichetta 0

 

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La stagione non è iniziata granchè bene per il Villar Perosa (forza!!!), incluso nel girone F del campionato di calcio di prima categoria: sei partite e sei sconfitte. Tre le squadre in prima categoria a non aver ancora totalizzato un punto ci sono il citato Villar, i Rangers (entrambe nel girone F) e lo Sporting Torino (girone E). La nuova sconfitta ad opera del Susa 2001 che ha vinto a Villar per tre ad uno. Il Perosa perde per tre ad uno a Cumiana e si allontana dalla testa della classifica: successo per la capolista Rosta 2000 contro i Tetti Francesi (tre ad uno) e tre i punti di vantaggio su Beiborg (2-2 casalingo contro il Grugliasco) e Cascina Vica Rivolese (4-0 esterno contro i Rangers). Quarto il Perosa con dodici raggiunto dal BVS Bassa Valsusa. La Sangermanese è stata superata di misura a Giaveno dall’Edelweiss e con otto punti si mantiene ai margini del centro classifica. Sempre in prima categoria exploit del Carmagnola nel girone G, sei partite, sei vittorie, unica squadra a punteggio pieno. In Promozione girone C, prosegue la marcia della Fossanese ( 3-1 a Roero ) e quarto successo consecutivo per il Pinerolo che ha superato in rimonta il Barge per tre ad uno (Corsaro, Cesare e Martin). Pinerolo miglior attacco del girone con 15 gol. Risale anche il Luserna che ha superato il Corneliano per 4-3 (tripletta di Cozzula e gol di Mauceri). Buona prestazione per l’Airaschese al secondo successo stagionale che ha vinto senza problemi 4-1 a Savigliano. Classifica: Fossanese 16, Pinerolo 13, Luserna 12, Albese e Pro Donero 11, Airaschese 8. Domenica prossima il Pinerolo giocherà contro l’Airaschese, mentre il Luserna ospiterà l’Atletico Mirafiori Negli altri gironi di promozione si sono delineati i valori: nel girone A, la sfida dovrebbe riguardare Santhià (6 successi su 6) ed Oleggio che insegue con tre punti di distacco. Nel girone B, Lombardore (6 successi su 6) e Quinci Tava. Più equilibrato il girone D con nove squadre racchiuse in quattro punti: guida il Felizzano con 13 punti.

 

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Venerdì, 04 Marzo 2016 14:29

Il comune di Torino vende casa Gramsci?

In un sonnolento agosto a Torino è esplosa una polemica silenziosa ma che divenuta strillata potrebbe trasformarsi in miccia alla ripresa settembrina dell'attività politica. Oggetto del contendere un palazzo che si affaccia su Piazza Carlo Emanuele II, pieno centro di Torino dove visse qualche anno Antonio Gramsci. Nato a Ales in provincia di Cagliari Antonio Gramsci nel 1911 si trasferì a Torino dove si iscrisse, grazie ad una borsa di studio, alla facoltà di lettere e filosofia. Nel 1917 fu eletto segretario della sezione torinese del partito socialista. In piazza c'è una lapide che lo ricorda (qui abitò negli anni 1919-21- punto di interesse storico). Morì a Roma nel 1937 minato nel fisico dopo le "cure" delle prigioni fasciste (il fascismo non fu solo villeggiatura come qualcuno sostenne con leggerezza tempo fa). Attualmente lo stabile ospita quaranta alloggi di edilizia popolare, una parte è inagibile a causa di problemi strutturali: il rimedio era stato porre dei puntelli in un lato di una via laterale. Ristrutturare lo stabile avrebbe un costo di circa 18-20 milioni di euro. Il presidente dell'Atc sostiene che si tratterebbe di una spesa immorale. Il comune di Torino sta pensando di venderlo ad una società scandinava, la Radisson sas, che ne farebbe un albergo a cinque stelle. Dalla vendita si ricaverebbero dai 30 ai 32 milioni di euro circa. Secondo l'agenzia territoriale per la casa con tale somma si potrebbero costruire circa 300 alloggi di edilizia popolare. I comunisti italiani sono insorti: accusano la giunta di preferire gli hotel di lusso alle case popolari. Di più, ricordano al comune che su quello stabile esiste un vincolo, di edilizia popolare appunto. Storico?. E' intervenuto Francesco Cossiga a ricordare la mancanza di valori e di memoria storica, si sono espressi Vattimo ed Oliva. E' pur vero che la memoria di Gramsci si conserva con ciò che ha fatto e scritto e non con un palazzo, però è anche vero Qualcuno ha ricordato ad Ardito, il presidente dell'Atc, l'immoralità della spesa sostenuta venti anni fa, una ristrutturazione solo a parole. Il dibattito è aperto. A scatenare la piccata reazione del sindaco sono state le parole "fotocopia del governo Berlusconi" pronunciate dai comunisti italiani. Chiamparino anzichè rinviare la polemica a settembre e glissare ha preferito aumentare la temperatura inviando un ultimatum all'assessore Ortolano che non si era occupato del problema e che non aveva lanciato accuse. E' però l'unico assessore del partito di Cossutta a Torino. Il messaggio dice con traduzione semplicistica: se questa è una giunta berlusconiana prendine atto, fai le tue riflessioni ed in base a ciò che professi vattene oppure sconfessa i tuoi e resta.

Aria di crisi?.

 

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Giovedì, 25 Febbraio 2016 11:17

A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia

“Questa lettera è la tua condanna a morte, per quello che hai fatto morirai”, la prima parte di a ciascuno il suo è dedicata al ricevimento di una lettera minatoria. Il destinatario è il farmacista Manno. Romanzo magistrale degli intrecci mafio-politici della Sicilia degli anni sessanta, giallo incentrato sulla morte di due persone a cui si pensa di dare una soluzione diversa dalla reale. Il farmacista Manno e il dottor Roscio vengono uccisi durante una battuta di caccia, la loro passione: è l’arrivo dei cani (senza proprietari) utilizzati per le battute ad annunciare una probabile disgrazia. Sul luogo dell’omicidio viene ritrovato un sigaro Branca. E l’unico indizio. Il professor Laurana è stato l’unico ad aver visto, insieme con il farmacista ed il maresciallo del paese, la lettera minatoria. In particolare il professore ha visto il rovescio della lettera, realizzata con ritagli di giornale. L’osservazione, seppur fugace e controluce ha permesso la visione nitida della parola unicuique e poi ordine naturale e menti obversantur. I ritagli sono stati realizzati con il giornale Osservatore Romano. Laurana all’inizio per gioco inizia un’indagine personale, mentre quelle parallele, avendo come indizio solo il sigaro, si rivolgono necessariamente alla vita privata del farmacista. Mentre Laurana scopre che in paese circolano solo due copie dell’Osservatore ed è improbabile che si tratti di una vendetta personale, i militari scoprono che una giovane negli ultimi tempi ha ripetutamente visitato la farmacia. Visite professionali ma basta la convocazione in commissariato della giovine per scatenare pettegolezzi e dicerie. Che si moltiplicano e convincono persino la vedova del farmacista. All’interno di questo processo s’insinua la vedova del dottor Roscio, Luisa, donna bellissima. Il romanzo cresce d’intensità e gli indizi paralleli si moltiplicano. Il professore incontra casualmente un deputato comunista: è l’onorevole a confessare la visita del Roscio, pochi giorni prima. Era in possesso di prove inconfutabili contro un notabile democristiano del suo paese. Era pronto a fornirle. E l’inizio della svolta: il duplice omicidio potrebbe aver avuto come obiettivo Roscio e non Manno?. E’ Rosello il responsabile della morte dei due e perché?. Le voci si alimentano, Rosello e Luisa, la vedova hanno una relazione?. Sono cugini. Eppure proprio il Roscio ha conservato buoni rapporti con il Rosello fino a poche ore prima della morte. Intanto Laurana alla presenza dei due, Luisa e Rosello, commette un’errore fatale: svela che il marito avrebbe avuto le prove contro un personaggio altolocato e racconta dell’incontro con il deputato comunista. Malgrado le voci su una possibile relazione che dura da anni, le indagini continuano ad indirizzarsi sul farmacista, vittima e non colpevole della vendetta. La chiave di volta arriva con l’incontro tra Laurana, Rosello, l’onorevole Abello e un personaggio che l’accompagna. La beffa è che questo incontro avviene sulle scale del palazzo di Giustizia. Il misterioso personaggio accende un sigaro. Il colore del pacchetto è giallo e rosso. Laurana corre immediatamente dal tabaccaio e scopre che il pacchetto giallo-rosso è quello dei sigari Branca. Dunque, Rosello ed il sicario. Il quadro viene completato da alcune informazioni raccolte: il personaggio si chiama Raganà, viene definito come un delinquente pericoloso ed è di Montalmo. La lettera minatoria al farmacista è stata una grandiosa copertura: il vero obiettivo era il dottor Roscio. Il killer ha dovuto solamente attendere che i due andassero, come d’abitudine, a caccia insieme. I mandanti e i creatori della messinscena confidavano che il farmacista considerasse la minaccia uno scherzo di pessimo gusto. E’ dunque Rosello il mandante?. Ha commesso tre errori: il primo è il quotidiano, l’Osservatore Romano, utilizzato per la lettera minatoria. Sono pochi a leggere il giornale ed esclusa la Curia restano solo democristiani od uomini legati a quel partito. Il secondo è aver lasciato Roscio libero di parlare e di cercare agganci per le sue rivelazioni. Il terzo è legato al killer e al sigaro. Una dimostrazione di chiara arroganza. Ma l’indagine costa cara al Laurana: invitato in un caffè dalla vedova (che non si presenta), con la scusa di aver trovato informazioni importanti, viene rapito ed ucciso. L’unico in grado di accusare il Rosello è dunque messo a tacere. Non solo, Luisa e Rosello si sposeranno. Le chiacchiere e le maldicenze non serviranno a nulla, l’ingiustizia ha trionfato. Gli omicidi sono legati alla relazione tra i due ma non è la motivazione principale: sono le informazioni in possesso del Roscio ad aver segnato le condanne di coloro che si sono avvicinati alla verità. Romanzo da leggere tutto d’un fiato, penetrante, secco e non dispersivo. Un giallo a tinte fosche che si chiariscono via via che le indagini personali del Laurana accendono alcune lampadine. Strepitosa la parte iniziale e la descrizione in crescendo delle maldicenze sull’innocente farmacista. Leonardo Sciascia nacque a Racalmuto nel 1921. Maestro elementare, si segnalò nel 1950 con il libretto di favole Favole della dittatura nel 1950. Il primo romanzo è del 1956, le parrocchie di Regalpetra, dove raccontò la sua esperienza di maestro elementare. Gli zii di Sicilia precedette il giorno della civetta pubblicato nel 1961, il suo romanzo di maggior successo. La Palermo del 700 è rappresentata nel il consiglio d’Egitto del 1963, con la morte dell’inquisitore del 1964 si passa al saggio. L’onorevole del 1965 è un tentativo di intromissione nel teatro ma un anno dopo, nel 1966 ritorna con a ciascuno il suo il romanzo dedicato alla mafia. Il contesto del 1971 e Todo modo del 1974 rappresentano il passaggio al romanzo giallo. Nel 1973 fu la volta di un volume di racconti, il mare color del vino. Nel 1975 passò alla politica attiva divenendo consigliere comunale a Palermo per il Partito Comunista. Nel 79 fu eletto al parlamentare nazionale con il partito radicale con cui si presentò anche per le elezioni al Parlamento Europeo: eletto anche in questa circostanza optò per l’Europa. Nel 1978 pubblicò l’Affaire Moro con riferimento al rapimento e all’uccisione del segretario della Democrazia Cristiana. Nel 1987 fu la volta di Porte aperte, libro denuncia contro la pena capitale.

 

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Corso Novara, sede del comitato organizzatore punto centrale e nodale della Torino Olimpica per il prossimo futuro almeno fino a marzo 2006 quando si saranno concluse anche le Paraolimpiadi?. Da Corso Novara e fino a Corso Svizzera è un dedalo incredibile di fabbriche abbandonate, fino alle Ferriere e alla torre di cemento che si erge ancora, manifesto della devastazione industriale operata nella città. Tutto è in costruzione e dal soprapasso potete ammirare questo manifesto cartellone post industriale, tutto spianato, tutto in movimento. Il lato sud della città, zona Mirafiori, grande fabbrica, è ancora in piedi: il colosso Fiat che pareva indistruttibile e che negli anni settanta controllava il cinquanta per cento del mercato nazionale, vacilla. Record tra i record, quest’anno per la prima volta si sono prodotte più autovetture con il marchio Fiat fuori dall’Italia. Licenziamenti incentivi, mobilità finalizzate alla pensioni e casse integrazioni hanno pesantemente snellito l’organico. Siamo dunque pronti per la scalata yankee, ovvero gli americani che in Italia non possono licenziare come in patria, maree di lavoratori che dal giorno alla notte si ritrovano senza occupazione e con debiti sostanziosi e con l’impossibilità di mantenere lo stesso status sociale e precipitano nella scala sociale, avranno la fabbrica leggera che tanto agognano?. Un delegato cisl sostiene che ormai si è spremuto lo spremibile e dunque esprime fiducia ma a bassa voce racconta della preoccupazione dei delegati per il futuro della grande fabbrica. Il delegato cgil snocciola cifre preoccupanti, con lo snellimento Fiat si è snellito anche l’indotto, tutte le fabbriche e fabbrichine che lavorano per il gigante malato. Non puntate la prua in direzione Piazza Rivoli nell’orario tragico di punta: un tabellone luminoso posto in Corso Trapani segnala la possibilità di code. Qualche metro oltre il cartellone avvisa che la “viabilità è stata modificata”. La prua passa nell’occhio del ciclone, il bus numero due è costretto ad attorcigliarsi e ad entrare in un controsentiero di dieci metri al culmine del quale è posta la fermata. Il bus esce dal labirinto ed ha lo stop per entrare in corso Trapani ed immettersi in Piazza Rivoli: chissà quanto deve aspettare nelle ore di punta prima che i velieri concedano magnanimamente l’ingresso nella viabilità modificata. Virata verso il centro, in piazza Castello due ragazzi suonano la chitarra in un’atmosfera irreale. Era davvero necessario quel laser su un palazzo storico che lancia in orbita frasi in inglese incomprensibili e senza senso?. Piazza Castello, lato via Po, la storia presa a calci, visionate e piangete per lo scempio. Modernità od americanismo?. Il palazzo del comune che è bello e la piazza pure sono rovinate da una strana griglia di palloncini quadrati sistemati a mò di griglia, rossi e blùbianchi, altezza dieci metri, distanza dal palazzo una ventina di metri malcalcolati. Studio l’enigma ed estraggo una soluzione: vogliono evitare che i piccioni stazionino sulla piazza?. Virata la prua verso il quadrilatero romano ci si imbatte in scritte latine e cirilliche: è un luogo di ritrovo di stolidi intellettuali iperintellettuali?. Macchè è otium, via Bellezza 8/g, parallela a via Milano e via Sant’Agostino, nel dedalo Via della corte d’appello, Via san Domenico, via Santa Chiara. Zona vecchio tribunale, parcheggiare è una scommessa contro il tempo e contro la maleducazione. Perché non chiudere completamente al traffico, zona pedonale dall’inizio, piazza della Repubblica alla fine via Garibaldi?. Si entra, ci accoglie un proprietario con bandana azzurro in testa, alla premier per intenderci in versione vacanziera nazionalpopolare. Specialità siberiane, mongole e della cucina russa, autentiche prelibatezze e rarità, il borsch che scatenò la rivolta della corazzata Potemkin. “In Siberia terra fredda ed ostile è l’immagine del solenne incanto degli spazi e del silenzio infinito” recita il raffinato biglietto da visita “virtutibus vitia confinia”, specialità delle regioni italiane ed infine piatti della cucina spagnola. Locale trend, non affollatissimo ma affollato, non si fuma in sala. Cucina russa, scelta obbligata visti i legami che ormai il nostro paese ha stretto con la grande madrepatria russa. Cameriere molto professionali e serie, cibo ottimo. Primo piatto con salmone, secondo patate elaborato, ampia la scelta dei vini, lista che comprende la produzione di decine e decine di paesi, Slovenia, Russia, Usa, Argentina, persino. Non delocalizziamo, ci viene proposto un dolcetto da quattordici gradi, pastoso e delizioso, ne vale almeno venti di gradi centigradi. Piatti calorici, piatti da tutti i giorni in Russia o piatti solo per la festa?. Locale tranquillo, la gente parla in silenzio, non si odono grida e strida se non nei vicoli stretti del dedalo: udito solo due squilli di cellulare, un’autentica rarità. Merita una visita se non altro per assaggiare cibi particolari. Si vira nuovamente la prua ma questa virata sarà oggetto di un altro reportage dalla Torino Olimpica: the logical song dei Supertramp la colonna sonora, tutti in attesa dell’opera magna dello scultore danese in largo Orbassano. Non dormiamo più.

 

maya@valchisone.it

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