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Mercoledì, 13 Luglio 2016 10:20

Bhopal per non dimenticare 22mila vittime

Bhopal, capitale dello stato di Madhya Pradesh,notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984: all'interno della fabbrica americana di pesticidi Union Carbide, durante un'operazione di pulizia delle vasche, fuoriescono 40 tonnellate di gas: metil isocianato, idrogeno cyanyde e vari gas velenosi. Molti degli abitanti nei dintorni muoiono nel sonno, molti si svegliano ma senza nemmeno più la forza di gridare, alcuni tentano di scappare dalla nube tossica. La morte per avvelenamento sopraggiunge nel silenzio. La fuoriuscita non può essere fermata a causa dei scarsi e poco costosi sistemi di sicurezza. Subito dopo l'incidente almeno 7000 persone muoiono per gli effetti tossici, 16 mila nei mesi e negli anni a venire, anche se le associazioni parlano di venti, forse trenta mila vittime. Certo è che ancora i bambini nati oggi, nel 2004, ne subiscono le conseguenze. E' stato anche difficile per gli ospedali indiani, provvedere con cure specifiche. La Union Carbide non ha mai agevolato i medici comunicando le informazioni mediche di cui era al corrente. Nonostante la tragedia migliaia di persone che abitano le baraccopoli sono obbligate a vivere in quella zona contaminata. Gli abitanti di Bhopal e zone limitrofe soffrono e muoiono quotidianamente per cancro, tubercolosi, ustioni della cute, insufficienza respiratoria, tosse, disturbi gastrointestinali e neurologici. Le donne molto spesso non riescono a portare a termine la gravidanza e spesso il neonato è già malato o malformato. La bonifica del territorio deve ancora iniziare. E sono passati 20 anni. I parenti delle vittime stanno aspettando un risarcimento e che la Union Carbide venne accusate di disastro colposo. Il signor Warren Anderson era il presidente della Union Carbide al momento del disastro. L'India ha spiccato un mandato di cattura internazionale. Oggi è latitante da anni, a quanto pare vive a Vero Beach, in Florida. Il governo indiano chiese 3mila milioni di dollari come risarcimento:nel 1989 la Union Carbide ne pagò 470 . Briciole: parenti delle vittime e invalidi permanenti ricevettero una somma pari a poche centinaia di Euro a testa. I processi sono stati continuamente rinviati: la potenza della "giustizia" americana ha temporeggiato e col tempo le pressanti richieste del governo indiano si sono fatte più flebili. Restano le associazioni come Greenpeace a portare nel mondo la sete di giustizia delle vittime. Per chi si chiedesse che fine ha fatto la Union Carbide; le sue quotazioni sono notevolmente salite in seguito al disastro; è stata poi acquistata dalla Dow Chemical (la stessa di Porto Marghera): azienda da un fatturato di 26 milioni di dollari l'anno.

 

vale@valchisone.it

 

By Maya

recensito sabato 4 giugno

Regia di Ridley Scott con Orlando Bloom, Jeremy Irons e Liam Neeson

Mi aspettavo un film di parte, ovvero noi contro loro, invece, questo film di Ridley Scott sulla conquista di Gerusalemme riesce a parlare di pace e comunione tra le religioni. Mi aspettavo molta più gente, torinesi o fuori dalle mura o tutti al Festivalbar?.

Siamo nel 1184, in un’Europa scossa dalla povertà e dalla repressione, da cento anni il Santo Sepolcro è nelle mani della cristianità. Così l’incipit

Prime immagini: una sepoltura e un gruppo di cavalieri che marciano verso un villaggio. Il filo comune è Baliano, il maniscalco. I sepolti sono la moglie (suicida) e il figlio, i cavalieri stanno cercando lui.

Uno, in particolare, il nobil cavaliere Goffredo, crociato. E’ il padre mai conosciuto.

Al dolore per la perdita della famiglia si aggiunge la scoperta dell’identità del padre. Rapporti spicci e poche parole nel 1184, un annuncio brutale.

Il filo però potrebbe spezzarsi subito. Goffredo partirà alla volta della Terrasanta e vorrebbe Baliano con se.

Il rifiuto muta in accettazione forzata: Baliano ammazza un prete cinico, colui che ha tagliato, durante la sepoltura, la testa alla moglie. Si aggrega al padre e al suo piccolo esercito.

Prima di partire per la Terrasanta la vita del maniscalco viene sconvolta anche dalla morte del padre appena ritrovato: un gruppo di uomini mandati dal vescovo tenta di catturare Baliano per l’omicidio del prete. Goffredo viene ferito. Morente lo nomina cavaliere e suo successore nelle terre possedute. L’immagine della cristianità non è proprio brillantissima.

Ma non va bene neppure il viaggio: infatti le navi dei crociati partite da Messina fanno naufragio travolte da onde imperiose. L’epica prevede che lui sia l’unico sopravvissuto. Incontra un arabo con cui stringe amicizia (dopo averne ammazzato il servitore) e che lo guida fino a Gerusalemme: è uno dei luogotenenti di Salah al Din, si capirà dopo.

La situazione in Terrasanta è tranquilla: il re ha stipulato un patto di non belligeranza con Salah al Din. Situazione non accettata dai templari e in particolare da Guido da Lusignano (marito di Sibilla, la sorella del re) e Reginaldo. I due organizzano assalti alle carovane proprio per scatenare la guerra. Il re gode dell’appoggio di Tiberias, maresciallo di Gerusalemme, anche lui convinto che la pace sia l’unico modo per conservare il regno. Tiberias riconosce che ormai la carica del Santo Sepolcro si è esaurita, i cavalieri sono mossi da avidità. E’ un regno debole: il re saggio è malato di lebbra.

A Baliano, entrato nell’entourage reale, vengono affidate le terre del padre e Sibilla si innamora del giovane, non ricambiata. Tenete a mente questo dettaglio sarà determinante nel futuro della trama. L’epica prevede un’amore non corrisposto.

Nelle terre assegnate si scopre l’acqua e i terreni divengono fertili. Ma le forze del Male sono in agguato: non sono incarnate dai mussulmani ma dal crociato Reginaldo. Scott non cade in tentazione, il bene assoluto contro il male assoluto, con il bene rappresentato dai crociati. Anzi, il bene e il male vivono in entrambi gli schieramenti, accanto alla saggezza dei re compare la voglia di guerreggiare dei contorni che ambiscono a ruoli di maggior spessore. Tutti in nome di Dio, tutti per gloria e potere.

Un nuovo assalto ad una carovana provoca la reazione di Salah al Din che da Damasco muove le truppe. Baliano accorre in difesa di Kenan, il regno di Reginaldo e viene catturato. E salvato dal luogotenente che l’aveva accompagnato a Gerusalemme. La guerra è scongiurata grazie all’arrivo epico del re che promette punizioni esemplari per Reginaldo (l’arresto).

Il sultano, al culmine di un colloquio per nulla tragico, date le circostanze, si piega alla promessa: emergono anche all’interno del suo schieramento posizioni meno pacifiste e critiche. Traspare per un attimo da uno sguardo di Salah Al Din e da un discorso, il disegno del rinvio della conquista per cause di forza maggiore. O forse solo per rispetto nei confronti della malattia del re cristiano.  

Ma la guerra è dietro l’angolo a dimostrazione della stupidità degli uomini. Il re muore, la sorella nomina successore il perfido Guido (ma avrebbe nominato capo dell’esercito Baliano, se solo avesse accettato l’amore di Sibilla e per vendetta, una vendetta punitiva, concede l’agognato potere al ferocissimo templarcavaliere).

Il quale marcia verso la fine. Prima uccide degli ambasciatori, poi libera l’imprigionato Reginaldo per svolgere il compito sporco. Il casus belli. Viene assaltato un villaggio ed uccisa la sorella di Salah al Din. Non pago Guido tenta anche di ammazzare Baliano, reo di essere troppo amico degli infedeli e del re, come il padre del resto. Il tentativo fallisce.

L’esercito cristiano muove alla volta della battaglia senza gli uomini di Baliano e Tiberias che si dissociano. Una sciagurata tattica militare porta i crociati a decine di chilometri dall’acqua. Senza rifornimenti e con gli uomini stanchi la sconfitta è nella logica delle cose. Un tragico errore, ma il potere offusca vieppiù le menti predisposte alla disfatta.

Reginaldo viene ucciso, il re imprigionato. Salah al Din punta alla conquista di Gerusalemme. Sibilla nomina Baliano difensore della città e il discorso del giovane sulla difesa della popolazione più che delle mura, non ci sono classifiche di sacralità, è coraggioso.

La resistenza, ben organizzata, rende dura la vita alle truppe del sultano. Dopo vani assalti vengono bombardate le mura. Il crollo è vicino ma far tremare la difesa crociata sarà impresa ardua. Solo un accordo tra Baliano e Salah al Din permette la salvezza della popolazione: un confronto epico tra mura distrutte, calcinacci e morti nemici ai piedi della città. È un accordo tra uomini di pace costretti, loro malgrado, a combattere la guerra: il rispetto del nemico nella filosofia di entrambi. Ci aspettavamo uno scenario ben più cruento, il regista mantiene anche nel momento più tragico (la fine, la perdita della città) lo stile del film a livelli accettabili. Lo scambio delle consegne avviene in un’atmosfera idilliaca, un’atmosfera certamente irreale. Gerusalemme è persa, la battaglia sarà ricordata eternamente come il nome di colui che ha organizzato la resistenza.

Baliano torna al villaggio francese insieme a Sibilla. I fantasmi suscitati dalla morte della moglie sono scomparsi. Cavalieri in marcia verso il villaggio. E’ Riccardo cuor di Leone che marcia verso la Terrasanta, Baliano prima si nega, scelta contraddetta a breve giro di posta. La scena che conclude il film, un uomo ed una donna a cavallo dimostrano che era Gerusalemme la meta ambita ed irrinunciabile.

Un film che non annoia, veloce nell’esecuzione e privo di fronzoli eccessivi che avrebbero appesantito la trama. Interessante il dissidio che traspare evidente nella corte cristiana. Da vedere.

Il più proiettato nelle sale torinesi è Stars Wars con ben 10 presenze, seguito da Quo vadis baby?, film di Gabriele Salvatores e Sin City di Robert Rodriguez. A quota cinque le Crociate e a quattro White Noise (Ideal,Medusa, Reposi e Pathè).

Da non perdere all’erba di Corso Moncalieri 241 Hotel Rwanda, un gradito ritorno e il già recensito Old boy (al nazionale e ai fratelli Marx)

Il 17 giugno prima per Batman begin e dal 29 l’ultimo film di Spielberg La Guerra dei mondi con Tom Cruise.

Mercoledì, 22 Giugno 2016 10:20

Gare e siti delle gare delle paraolimpiadi 2006

Saranno il nostro avvenimento Olimpico. Dal 10 al 19 marzo 2006, cerimonia di apertura e chiusura al Palasport Olimpico di Torino. Gli atleti si confronteranno in cinque discipline diverse: sci alpino, sci di fondo, biathlon, hockey su ghiaccio e curling. Biathlon: Pragelato Plan Hockey su ghiaccio. Nella versione paraolimpica si svolge su slittino. Ha debuttato nel 1994 a Lillehammer. Torino esposizioni Torino Sci di fondo: staffette e gare individuali. Pragelato Plan Curling: debutto della disciplina. Palaghiaccio di Pinerolo Sci alpino: Sestriere Borgata. Quattro discipline: Discesa libera, super g, slalom gigante e slalom.

maya@valchisone.it

Mercoledì, 22 Giugno 2016 10:19

Ken Follet Le Gazze ladre

Le gazze ladre è uno degli ultimi romanzi di Ken Follet , la traduzione è di Annamaria Raffo, edito da Mondadori del 2001. Il libro si apre con un ricordo a 50 donne che vennero inviate in Francia come agenti segreti dello Special Operation Executive (SOE) di cui 36 sopravvissero e 14 perirono.

La storia viene divisa in capitoli, uno per ogni giorno del racconto, il quale si delinea lungo una settimana, per un totale di 507 pagine. Ogni cambio capitolo si passa da un flashback all’altro sui principali interpreti, insomma alla maniera di Follet. Il primo inizia il 28 Maggio del 1944 dove la protagonista è Felicity Clairet, sposata con Michel, leader della Resistenza francese. I partigiani locali devono attaccare una centrale telefonica tedesca, punto nevralgico delle telecomunicazioni naziste. Viene sferrato un attacco con una forza di fuoco non appropriata che porta alla sconfitta della resistenza, alcuni vengono fatti prigionieri e Michel riesce a sfuggire benché ferito.

L’esito dell’operazione porta alla luce, in maniera chiara che le forze tedesche erano superiori ai francesi soprattutto sulla preparazione del personale negli scontri. Il Castello, dove è situata la centrale telefonica è guidata dal Maggiore tedesco Dieter Franck, un personaggio famoso per i suoi sistemi di tortura suoi i prigionieri. Flick, viene richiamata in Inghilterra, presso il quatier generale del Soe, per spiegare il motivo dell’insuccesso dell’attacco contro il castello tedesco. Da qui, viene organizzato un nuovo piano: trovare un modo per introdurre delle spie nella centrale telefonica per farla saltare in aria. Flick propone di trovare e formare un corpo di donne da mandare in Francia. Avendo pochi giorni a disposizione , infatti la centrale andava attaccata prima dell’imminente sbarco degli Alleati, riesce a trovare solo 3 donne da dei presunti scarti di selezioni per agenti del Mi6, tra cui c’è sua sorella Diana.

Nel frattempo il maggiore Dieter non sta a guardare infatti ha la fortuna di avere due prigionieri della Resistenza reduci dal primo attacco al castello tedesco, che vengono torturati, uno di loro parla e riesce ad acquisire un ‘importate informazione sull’identità della persona che era il riferimento degli inglesi che arrivano in Francia mettendoli in contatto con il riferimento locale della resistenza, presso la cattedrale di Saint Cecile. Dieter aveva bisogno di una persona di fiducia che riuscisse ad interpretare alla perfezione la parte, mettendo la sua fidanzata Stephanie, riuscendo ad avere altre importanti informazioni.

Questa operazione lo porta ad avere i contatti con un agente segreto inglese giunto in Francia con il nome in codice di Elicottero, un radiotelegrafista che doveva mantenere i contatti tra Francia ed Inghilterra.

Durante questo spazio di tempo, il team di Flick che aveva il nome in codice di Gazze ladre, termina l’esercitazioni e partono per l’Inghilterra con un aereo militare, e devono paracadutarsi in un villaggio vicino a Parigi. Flick viene insospettita dal troppo buio presente sull’obbiettivo e decide di annullare il lancio e di spostare il luogo di destinazione  dove l’aereo doveva rifornire di munizioni la resistenza.

Qui, le gazze, vengono in contatto con un altro nucleo della resitenza francese che le aiuta a prendere un treno per avvicinarsi verso l’obbiettivo.

La storia si sussegue tra uno slalom tra il maggiore dieter che più volte di fa sfuggire la cattura delle Gazze e le scoperte di Flick su come si erano infiltrati i tedeschi nei loro servizi segreti. Infatti Flick riesce a riconoscere ed a smascherare Stephanie che si era spacciata per una complice francese, la quale farà una tragica fine.

Alla fine le Gazze ladre, riescono ad introdursi nel castello, ed a farlo saltare. E ne conseguirà una mossa fondamentale per la buona riuscita dello sbarco in Normandia

La storia termina con uno scontro finale tra Flick e il Maggiore Dieter dove Fick ha la meglio in cui viene ferito, ma Michel viene ucciso. Flick finita la guerra si risposerà con Paul  un generale inglese che l’aveva aiutata a progettare e realizzare la sua missione.

Ispirandosi ad una storia vera, sullo sfondo di una Francia, martoriata dall’occupazione nazista, Follet costruisce con il consueto stile un romanzo quasi tutto al femminile, ricco di azioni, coraggio e romanticismo. Il ritmo avvincente del thriller è unito al dettaglio storico dei giorni prima dello sbarco di Normandia che deciderà le sorti della seconda guerra mondiale .

Un bel libro, lo consiglio !

By Admin

info@valchisone.it

Il 28 maggio il Giro D’Italia in Valchisone By Maya La penultima tappa del giro d’Italia, il 28 maggio passerà in Valchisone e si chiuderà a Sestrieres. Sarà lunga 190 km e partità da Savigliano, viene già considerata decisiva per la vittoria finale. 60 chilometri complessivi di ascesa. Savigliano-Pinerolo, tutta la SR23 fino al Sestrieres passando per Villar, Fenestrelle, Pragelato. Cesana, Valsusa, Meana e poi il Colle delle Finestre, durissimo, strada in parte sterrata (8 chilometri finali, un richiamo ai tempi di Coppi e Bartali), 2178 metri, una salita di 18,5 chilometri con una pendenza media del 9,5% e i primi due chilometri al 14%. Dentro il bellissimo Parco naturale delle Orsiere, uno scenario incantevole, una prova durissima. Dopo il Colle delle Finestre (vedi sito), Pourrieres, quindi Pragelato per l’ultimo tratto fino a Sestrieres, 2035 metri. Saremo presenti con i nostri inviati. Il Piemonte ospiterà altre due tappe: il 26 maggio la Varazze-Colle di Tenda, arrivo a 1800 metri, linea del traguardo in territorio francese, Madonna del Colletto, Colletto del Moro, quindi Limone Piemonte posto a mille metri. Tenda, in territorio francese, tappa durissima anche questa. Il giorno 27 maggio ci sarà una cronometro la Chieri-Torino di 31 chilometri che passerà da Superga. Il giro partirà da Reggio Calabria il 7 maggio con il cronoprologo in notturna di 1,1 chilometri e si concluderà a Milano il 29. Ci saranno 20 tappe e due giorni di riposo, il 17 ed il 24 maggio. Sarà lungo 3464 chilometri, per un dislivello complessivo di 22040 chilometri. Zoldo Alto, Colle del tenda e Sestrieres saranno i tre arrivi in salita, due cronometro con arrivi a Firenze e Torino per complessivi 73,6 chilometri. La tappa più lunga sarà Mezzocorona-Ortisei, 21 maggio, di 217 chilometri. 7 maggio Reggio cronoprologo di 1,1 km in notturna 8 maggio Reggio-Tropea di 208 chilometri 9 maggio Catanzaro Lido-Santa Maria Cedro di 177 chilometri 10 maggio Diamante-Giffoni Vallepiana di 210 chilometri 11 maggio Giffoni-Frosinone di 197 chilometri 12 maggio Celano-L’Aquila di 215 chilometri 13 maggio Viterbo-Marina di Grosseto di 154 chilometri 14 maggio Grosseto-Pistoia di 205 chilometri 15 maggio Lamporecchio-Firenze cronometro di 41,5 chilometri 16 maggio Firenze-Ravenna di 139 chilometri 17 maggio riposo 18 maggio Ravenna-Rossano Veneto di 207 chilometri 19 maggio Marostica-Zoldo Alto di 150 chilometri 20 maggio Alleghe-Rovereto di 178 chilometri 21 maggio Mezzocorona-Ortisei di 217 chilometri 22 maggio Egna-Livigno con la Cima Coppi sullo Stelvio a 2758 metri di 210 chilometri 23 maggio Livigno-Lissone di 207 chilometri 24 maggio riposo 25 maggio Lissone-Varazze di 207 chilometri 26 maggio Varazze-Colle di Tenda di 194 chilometri 27 maggio Chieri-Torino cronometro di 31 chilometri 28 maggio Savigliano-Sestrieres di 190 chilometri 29 maggio Albese con Cassano-Milano .


maya@valchisone.it

Mercoledì, 22 Giugno 2016 10:17

Le pagelle del sito del 22/9, 5/10 e 20/10

Le pagelle del sito del 22 settembre, nuova versione By Maya Dopo l’intervallo feriale riprende la rubrica del mercoledì dedicata alle pagelle del sito. Sarebbe interessante poter interagire con voi e pertanto vi invito a segnalarmi casi o a suggerire voti per poter redigere una classifica basata sulle vostre proposte.

Primo posto: Simona Pari e Simona Torretta. Le due volontarie rapite in modo

misterioso sono nelle mani di un misterioso gruppo. Il paese si è mobilitato per la loro liberazione, non possiamo che essere orgogliosi del loro impegno e sperare nella libertà per entrambe. Secondo posto. Giovanna Botteri. Da Baghdad alla conduzione del tiggitre passando per i complimenti di Emilio Fede (una bruttona). Brava e misurata, la migliore conduttrice dei canali nazionali. Terzo posto. Gorge Bush. Il peggior presidente americano degli ultimi cinquanta anni rischia di guadagnarsi addirittura la riconferma. Ha fatto tutto quello che era possibile per peggiorare la situazione del mondo, non ha reso l’America più sicura e si è tuffato in un’avventura dai contorni sempre più incerti. Eppure conduce di quasi nove punti. Un miracolo. Roma. Un euro contro l’arbitro scatena i campanili. Albertini, sindaco di Milano, dice che queste sono cose romane, Veltroni risponde ricordando il motorino lanciato dagli spalti. Ad entrambi un bel quattro, magari potrebbero occuparsi di problemi più seri. Dieci invece al presidente della regione Lazio che non si smentisce e dimostra di non essere né prevedibile né retorico. Anziché condannare il lanciatore peraltro vip ha così articolato la sua analisi ad una radio romana: “la partita riprende se l’arbitro la smetterà con queste sceneggiate”. Pacato e netto!. Le Paraolimpiadi: il servizio nazionale (zero) le oscura, loro gli atleti (dieci) hanno già vinto ampiamente la loro battaglia. L’isola dei famosi (zero). Riprende il reality show e si confonde subito con la realtà, purtroppo tragica. Il presidente Cattaneo aveva parlato di tivù di qualità: eccovi serviti. Kofi Annan (sei meno meno). “I paesi che rispettano la libertà in casa propria devono esportare questi valori anche all’estero” chiaro il riferimento agli Usa e ad Abu Ghraib. Ha speso molte parole su questa guerra ma poi si è spento strada facendo. Un risveglio alquanto tardivo. Gli organizzatori di To2006 (due di incoraggiamento). Negli ultimi tempi hanno perso un sacco di tempo a piangersi addosso. La città è tiepida, in Italia non c’è entusiasmo. La città è alle prese con la crisi Fiat e tiene il fiato sospeso, l’Italia è intenta a sopravvivere. Infine spetta a loro creare la giusta aspettativa sui giornali ed in tivù. Comunque non è obbligatorio essere per forza di cose entusiasti. Prodi e Rutelli (dieci alla genialità). E’ il solito Ulivo, rissoso ed impegnato più nelle questioni di leadership che a scrivere programmi di governo. La polemicuccia tra i due durata buona parte dell’estate è stata degna di un asilo. Silvio Berlusconi (dieci alla genialità). Ha già promesso per il 2005 un nuovo miracolo italiano, calmiera i prezzi che erano in discesa e prova ad illuderci per l’ennesima volta. Ripete le stesse cose ed usa le stesse tattiche: chissà che anche questa volta non le riesca la magia di essere creduto.Le pagelle del sito del 5 ottobre. Primo posto per il presidente del consiglio By Maya “Saddam aveva comprato un geranio, non uranio” Andy Borowitz sul mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa. Primo posto d’onore Primo posto per questa frase del presidente del Consiglio: “Bisognerebbe copiare dal sistema americano le regole per le sfide tra i candidati in tivù. Qui basta un niente per avvantaggiare uno”. Per esempio possedere tre televisioni private ed averne lottizzate due pubbliche. Una straordinaria ammissione quella del presidente del consiglio che dalla liberazione delle due Simone ha subito una catarsi imprevedibile. Secondo posto. John Kerry. Nel dibattito televisivo che doveva affossarlo definitivamente è stato bravo e recettivo nel comprendere le regole: velocità, sicurezza, parlare per slogan. Le accuse alla guerra di Bush sono state circostanziate e precise, il presidente è stato costretto a difendersi ma non ha straperso sul tema più debole in assoluto della sua presidenza. Nei prossimi giorni si vedrà e valuterà l’effetto elettorale di questo mini successo: al momento i sondaggi danno lo sfidante addirittura in testa. Se finalmente rammenta agli americani anche il fallimento della politica economica potrebbe ambire ad un successo che avrebbe del clamoroso. Bush può vantare il quarto taglio alle tasse in quattro anni: bene, anzi benissimo. Peccato che il deficit pubblico americano sia giunto a livelli record Terzo posto. I sondaggi americani. I sondaggisti americani mi devono spiegare come sia possibile perdere dai dodici ai quindici punti in tre giorni!!!. Un miracolo?. Bush prima del faccia a faccia aveva undici punti di vantaggio. I primi sondaggi del post dibattito danno Kerry sopra di due-tre punti. Quanti americani hanno deciso di votare Kerry dopo il dibattito ( o quanti di non votare Bush). Un miliardo?. Terzo posto. L’isola dei famosi. La nuova edizione viene spacciata per un’attenta seduta collettiva psicologica su vizi e virtù. Di un certo spessore intellettuale con protagonisti sensibili. Temi sviluppati: la solitudine, la cattività avignonese dei papi, Platone ed Aristotele. Pochi accenni ai seni rifatti, ai litigi inutili e superflui, una gara che sprigiona litigi ed insulti (blandi), premure eliminatorie per la salute degli altri, con un deejay positivista (bella quà, bella là) assurto come maitre a penser. Nulla di educativo se non imparare a fare zapping. Citazioni per: Valter Veltroni sindaco di Roma (voto: otto). Dopo le notti romane interrotte dal black out ha inventato le notti bianche. Idee berluscone, le più berluscone (voto dieci al premier per la capacità di creare mode inutili) in assoluto (negozi aperti, gente che spende, la vita che dura ventiquattro ore). Poteva mancare un inserimento calcistico?. Difatti si scontra con Albertini (voto due) e difende la romanità. C’è chi lo paragona al premier, direi che lo ha ampiamente superato. Che poi la sua amministrazione difenda anche gli strati sociali più deboli è un dettaglio che all’opinione pubblica del nuovo millennio non interessa. Mio candidato (per il centro-sinistra) premier personale. La riforma in senso federalista (voto zero assoluto della settimana). L’Ulivo ha inventato la riforma a scopi elettorali giusto negli ultimi istanti della sua agonizzante esperienza precedente. Il polo, ostaggio della Lega, ne vuole realizzare una che avrà costi esorbitanti (altro che costo zero) e creerà due o tre Italie. Se il Polo non accoglie l’appello del presidente Ciampi per fare riforme così importanti con un vasto consenso, non resta che il referendum. Cristiano Lucarelli (voto quattro alla sparata). I livornesi sono di natura spiritosi. Prima giornata di campionato: diecimila tifosi amaranto con la bandana a San Siro (il massimo dello sberleffo- voto cento). E’anni che la commistione politica-calcio avvelena le nostre domeniche e sono anni che i politici si cimentano come tecnici calcistici e miti opinionisti (cito il mite Storace!- voto dieci alla signorilità). Cristiano (voto zero all’esperienza granata) ha aspettato cinque giornate per ribaltare la commistione: i calciatori che s’intendono di politica. “Gli arbitri ci danno contro perché la nostra tifoseria (voto dieci) è di sinistra”. L’anno scorso sono retrocesse quattro curve guevariste (voto dieci alla memoria). Nelle trasmissioni sportive siamo abituate a sentirne di tutti i colori, insulti anche pesantissimi e tra i più insultati c’è il presidente della Lega Galliani (voto meno mille), nonché vice-presidente del Milan nonché fido del premier. Galliani non ha mai reagito, neppure ad insulti pesantissimi. “Cristiano Lucarelli” ha tuonato al termine della giornata “si deve scusare”. Come mai cotanta reazione?. Cristiano Lucarelli si è scusato perché ha capito di aver detto una scemenza. Galliani non si è ancora scusato per aver distrutto il lato sportivo del business-football del Belpaese. Le pagelle del sito del 20 ottobre. Primo posto alle “ragazze madri” di Rocco Buttiglione By Maya Primo posto. Rocco Bottiglione. Dopo i gay, la bocciatura europea, ora si accanisce contro le ragazze madri. Non fai in tempo a criticare un’esternazione che ne fa un’altra. I figli sono solo quelli che nascono dalle famiglie. Integralista fino al midollo, politicamente poco corretto, gli ultrà religiosi non sono solo nei paesi arabi. Menzione d’onore. Francesco Paolo Casavola (ex presidente della Corte costituzionale). Settimana sociale dei cattolici, dibattito ingessatissimo guidato dal presidente CEI Ruini. Sale sul palco Casavola: “qui non c’è scampo per i se ed i ma del machiavellismo italiano. I guerrafondai sono criminali e vanno tradotti dinanzi al giudice penale”. Gli applausi scroscianti scuotono le fondamenta e alimentano il rossore di coloro che volevano dibattiti all’acqua di rose. Secondo posto. Marek Belka. Il premier polacco annuncia il ritiro dall’Iraq entro i primi mesi del 2005. Annuncio a sorpresa legato anche ad un voto di fiducia interno. Testimonia l’intenzione sempre più diffusa di abbandonare la barca di Bush&Blair. Terzo posto. L’attacco di Berlusconi al Grande Fratello. Dichiarazioni poi smentite, “come si fa a trasmettere trasmissioni così stupide?” avrebbe domandato il premier. Che si indigna come presidente del consiglio ma soprattutto come proprietario di reti televisive dove vengono proiettate trasmissioni così stupide. E’ la stessa domanda che si pongono milioni d’italiani non ancora travolti dalla nullità del contesto. La riforma della Costituzione (voto zero). Largamente non condivisa, la riforma assomiglia ad un clamoroso pastrocchio ed è un autogol per i partiti del Polo che vanno per la maggiore al Sud Pedro Almodovar, la mala educacion (voto otto). Era da donne sull’orlo di una crisi di nervi che Almodovar non dipingeva una storia. Amato e contestato, controverso e discusso, in parte autobiografico, è un attacco alla morale cattolica non di poco conto nella Spagna più liberale della storia. Zero alla commissione federale delle comunicazioni americana. Non succede solo in Italia di assistere a paurosi conflitti d’interessi. Nei prossimi giorni 62 emittenti televisive americane faranno circolare un video in cui i reduci del Vietnam accusano nuovamente Kerry. I democratici ricorrono alla commissione federale delle comunicazioni per bloccare la trasmissione. La commissione risponde negativamente. Chi la presiede?. Il figlio del repubblicano segretario di stato Colin Powell. Dieci ad Antonin Scalia per la confusione delle idee. Più a destra di Bottiglione, amico di Bush è giudice della Corte suprema americana. La frase che riporto è stata citata dal Guardian e riprodotta dalla stampa nostrana. Le ragazze madri per lui sono uno scandalo figuriamoci i gay: è noto per le sue posizioni ultraconservatrici. Si presenta ad un dibattito studentesco ed afferma: “le orge eliminano le tensioni sociali e devono essere incoraggiate”!?.

Scrivete nei commenti le vostre personali segnalazioni di questa settimana

Maya@valchisone.it

Venerdì, 17 Giugno 2016 10:07

La pena di morte

By Vale.

L' articolo di oggi vi farà fare un viaggio nell'orrore. Un orrore antico come il mondo ma che sopravvive tutt'oggi sostenuto da molti governi del nostro pianeta, alcuni dei quali si proclamano civili e democratici: la pena di morte. Questa condanna è antichissima. A quanto pare, nonostante la mancanza di testi scritti, già durante la preistoria i capi potevano decidere di mandare a morte chi si era macchiato di crimini gravi come omicidio, furto e sacrilegio. Testimonianze scritte di persone giustiziate si possono trovare nella Bibbia. Il metodo, al tempo, era la lapidazione. Nel codice di Hammurabi, invece, i Babilonesi misero per iscritto un vero e proprio regolamento per la condanna a morte. Era prevista per crimini gravi ma la colpa e la condanna dipendevano molto dal ceto sociale dell'accusato. Gli Egizi applicavano regole molto ferree per chi osava attentare alla vita del Faraone, per chi osava infrangere Maat, la regola universale, per omicidio, furto, sacrilegio e spionaggio. La pena di morte consisteva con la decapitazione o l'annegamento nel Nilo in un sacco chiuso. Presso i Greci, invece, molto presto si svilupparono un'analisi e i primi ripensamenti sul concetto di pena di morte anche se nella pratica rimase come punizione per i reati più gravi ma perse, se possibile, quel significato di vendetta. In età romana invece, l'autorità pubblica non interveniva sempre per punire i delitti. Ma quando questo avveniva, cioè nei casi di pubblico tradimento, la pena era tremenda: decapitazione, fustigazione a morte, impiccagione, taglio degli arti, annegamento, rogo, sepoltura da vivi e crocifissione. Mentre, com'è noto, i cristiani accusati di sovvertire l'ordine pubblico venivano dati in pasto ai felini negli anfiteatri sotto gli occhi di divertiti spettatori. Presso le popolazioni Maya, Incas e Aztechi invece, non esistevano spesso punizioni di questo genere. Si cercava di compensare il danno arrecato. Quando questo non era possibile, nel caso di omicidio e adulterio, il condannato veniva mandato a morte. La pena capitale venne abusata nel Medioevo quando anche i feudatari potevano amministrare la giustizia nei confronti dei più poveri. In questo periodo, i condannati venivano portati alla morte tramite la tortura. In Italia fino al Basso Medioevo, l'assassinio si ricompensava con denaro mentre venne introdotta la pena di morte con Enrico II. In Francia, prima dell'avvento della ghigliottina, che eliminò le differenze di trattamento tra i ceti, le punizioni per i crimini e il modo di procurare la morte variavano molto a seconda del ceto e del tipo di crimine. Anche la Chiesa ha avuto il suo importante ruolo nella pena di morte. Venne sostenuta e legittimata da importanti teologi e padri della chiesa e nel XVI e XVII secolo molti reati, principalmente l'eresia e il discostamento dal pensiero della chiesa cattolica, venivano puniti con tremende torture che portavano alla morte. Con l'avvento del secolo dei Lumi,il 1700, la condanna capitale viene nuovamente messa in discussione. L'opera "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria del 1764 porta a riflettere sull'inefficacia della condanna capitale. Beccaria sostiene che uno stato non può punire un reato che commette lui stesso. Inoltre, con un'eccezionale modernità, afferma che la pena di morte non porterebbe ad alcuna diminuzione dei crimini e propone l'ergastolo come alternativa. Questa straordinaria opera influenzò molte menti aperte dell'epoca e incise anche molto nel diritto penale di oggi. L'ascesa dell'eliminazione della pena di morte da vari stati parte dal XIX secolo, sostituendo la pena con il carcere avita. L'Italia la abolì nel 1889 ma fu reintrodotta da Mussolini nel 1926 per chi attentava alla vita dei Savoia e de capo del governo. Con il crollo di Mussolini e del fascismo, l'abolizione della pena di morte fu una delle prime azioni del nuovo governo il 10 agosto 1944. Venne mantenuta solo per reati fascisti e di collaborazione con i nazi fascisti. Fu bandita il 27 dicembre 1947 con la costituzione della repubblica italiana ma non fu ancora l'abolizione definitiva: resistette la pena di morte per i reati militari commessi in tempo di guerra. Quest'ultima eccezione venne eliminata nel 1994. L'Europa può dirsi così, oggi, totalamente abolizionista. Molti importanti organismi nel mondo si battono per l'abolizione totale della pena di morte. Nel 1999 è stata presentata una moratoria alle Nazioni Unite. Questo importante appello è stato firmato, fra gli altri, da Sua Santità il Dalai Lama, dagli attori Danny Glover, Susan Sarandon, dall’Arcivescovo Desmond Tutu, dal Cardinale Jaime Sin, dagli scrittori Paul Coelho e Louis Sepulveda, dai Premi Nobel Rigoberta Menchù e Dario Fo. Eccone una frase: "Dopo l’abolizione della schiavitù e della tortura, il diritto a non essere uccisi in seguito ad una sentenza legale potrebbe rappresentare un altro comune denominatore, un nuovo inalienabile aspetto dell’essere umano che ci rende una famiglia". (da www.coalit.org) E ora una carrellata dei metodi di esecuzione in vigore nel mondo: Impiccagione: il condannato viene appeso ad una corda intorno al colle e fatto penzolare di modo che muoia per asfissia e per lesioni alla colonna vertebrale. Non è detto che il condannato muoia immediatamente. Sebbene privo di coscienza, può sopravvivere parecchi minuti. Iniezione: il boia inietta,per via endovenosa, un barbiturico chimico ad azione rapida e un agente paralizzante. Anche in questo caso la morte non è immediata e il cuore continua a battere per vari minuti; il condannato prima perde coscienza, poi muore lentamente per paralisi respiratoria e poi cardiaca. In alcuni casi, il condannato non diviene incosciente ed è sveglio mentre i suoi polmoni di paralizzano e il suo cuore si ferma. Camera a gas: il prigioniero viene legato ad una sedia in una camera stagna. Gli viene fissato uno stetoscopio al torace collegato a delle cuffie che si trovano in un'altra stanza, in modo che un medico possa controllare il progredire dell'esecuzione. Nella stanza del condannato viene quindi liberato gas cianuro che provoca la morte per asfissia. Nonostante l'incoscienza del prigioniero, i suoi organi vitali possono funzionare ancora a lungo. Sedia elettrica: questo metodo viene usato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1888. La sedia elettrica consiste in una sedia di legno bloccata al pavimento e isolata elettricamente. Molto spesso l'esecuzione è preceduta da un faccia a faccia di 3 giorni tra il prigioniero e la sedia, cosicchè ucciderlo psicologicamente già prima della morte fisica. Al condannato sono fissati degli elettrodi di rame bagnati sulla testa e ad una gamba. Iniziano così potenti scariche elettriche a poca distanza una dall'altra. La morte avviene per arresto respiratorio e cardiaco. Durante il procedimento il corpo del prigioniero si contorce, vomita, orina e defeca, perde sangue. E non sempre è completamente incosciente. Una tortura. Lapidazione: la persona viene sepolta nel terreno fino al collo e poi colpita ripetutamente da sassate. Generalmente la persona non perde conoscenza in fretta. La morte sopraggiunge per le numerose ferite alla testa, danni al cervello o, a volte, asfissia, Nei paesi in cui viene usata questo tipo di pena di morte, la comunità partecipa abitualmente a questi riti. Fucilazione: il condannato viene ucciso da un colpo alla tempia o alla nuca da una singola persona o da un plotone. Decapitazione: questo metodo può considerarsi uno dei più rapidi a provocare la morte. Il condannato viene fatto inginocchiare e, mediante una spada, il suo capo viene staccato dal corpo. Crocifissione: questo metodo "spettacolare", anche se può sembrare relegato all'età dei Romani, è ancora in uso presso alcuni paesi. Il prigioniero viene letteralmente inchiodato ad una croce coi polsi e le caviglie e lasciato morire lentamente Leggendo queste righe viene da meditare se l'animo umano, in realtà, sia tutt'altro portato per la civiltà, ma piuttosto per la disumanità e la vendetta; e la pietà e l'umanità siano solo concetti inventati ma che in realtà non appartengano intrinsecamente all'uomo.  Per continuare il nostro viaggio nell'orrore vi illustro i metodi usati per portare alla morte i condannati nel passato. L'allungamento: il condannato veniva legato ai polsi e alle caviglie con corde che venivano tirate da parti opposte fino allo "strappamento" e, quindi, alla morte.  Gettato: il condannato era gettato giù da un punto molto alto. Rogo: i condannati, principalmete eretici e streghe venivano legati ad un palo, accerchiato da fieno a cui poi veniva dato fuoco. Calderone: veniva posto un recipiente sullo stomaco del condannato, con l'apertura rivolta verso la pancia. Venivano poi introdotti dei topi nel recipiente che veniva scaldato. Questi, per scappare, non poteva far altro che rosicchiare la carne del prigioniero. Cavallo di legno: il condannato veniva seduto a cavalcioni su un "cavallo". Gli venivano legati dei pesi ai piedi finchè non si...divideva in due. Morte da insetti: il condannato veniva legato poi cosparso di miele e lasciato divorare da insetti.  Sbranamento: il condannato veniva gettato in un'arena nella quale venivano fatti entrare leoni affamati. Questo sistema era molto usato al periodo dei Romani. Bollitura: questa tecnica medievale consisteva in un grosso calderone di acqua bollente in cui il condannato veniva posto. Letto di ferro: il prigioniero veniva posto su un letto di ferro che veniva scaldato finchè il prigioniero bruciava vivo.  Pendolo:il condannato veniva fatto sdraiare poi gli veniva abbassato sopra un pendolo con una lama affilatissima. Pressatura: Il condannato veniva schiacciato tra due lastre di pietra. Ruota: il condannato era legato al cerchio esterno della ruota e poi fatta rotolare lungo un percorso spinato o molto in pendenza..  Scorticamento: il condannato, con vari strumenti, veniva spellato lentamente.  Sotterramento: il condannato veniva sepolto vivo e lasciato morire. In alcuni paesi, principalmente le donne venivano sepolte con la testa fuori dalla terra e lasciate cuocere al sole. Vergine di ferro: la vergine di ferro era un sarcofago riempito di chiodi appuntiti. Il condannato vi veniva posto all'interno, la vergine veniva chiusa e lui era trafitto dai chiodi. Decapitazione: un boia tagliava la testa del condannato con un'accetta. Spesso la giustificazione della pena di morte è data della gravità dei fatti compiuti dal condannato. Molte volte ognuno di noi si è trovato a pensare che molte persone non si meritino davvero altro, soprattutto quando le vittime sono bambini o persone indifese. Questo è un sentimento più che legittimo per chi prova un grande dolore. Ma l'organizzazione della società e la giustizia dovrebbero proprio servire a superare questi sentimenti di occhio per occhio dente per dente punendo il colpevole togliendogli la libertà ma non attraversando il confine tra civiltà e vendetta. Inoltre vari studi hanno certificato che la pena di morte non serve come deterrente per i crimini. I paesi mantenitori, infatti, non hanno una percentuale di crimini inferiore ai paesi abolizionisti. Inoltre, molto spesso, come già è stato riscontrato, i giudizi possono essere errati, questo vorrebbe dire che si può portare alla morte una persona innocente. Sono stati numerosi i casi in cui persone già giustiziate o tenute nel braccio della morte per anni sono poi risultate innocenti. Ecco cosa ne diceva, a proposito, Maximilien Robespierre: "Ascoltate la voce della giustizia e della ragione; essa grida che mai il giudizio dell’uomo è tanto certo da far sì che la società possa dare la morte a un uomo condannato da altri uomini soggetti a sbagliare...."  Le associazioni che combattano per l'abolizione della pena di morte hanno addirittura scoperto un particolare ancora più agghiacciante: attraverso vari accordi tra giudici e malavita, al condannato morto vengono espiantati gli organi, senza il suo consenso o quello dei parenti, e poi rivenduti. Inoltre è stato provato che la stragrande maggioranza, per non dire tutte, le persone giustiziate erano povere e non potevano permettersi un avvocato che li avrebbe tirati fuori. Per finire, come dimenticare il principio su cui ogni paese civile deve basarsi: Il diritto alla vita. Ciò significa non ergersi ad un giudizio che non può essere altro che divino legittimando l'omicidio, cioè proprio quel crimine che, spesso, si sta punendo. Lo stato diventa a sua volta criminale. E ora vediamo, nel dettaglio, i vari paesi del mondo da che parte stanno: Paesi abolizionisti: Albania (dal 1999), Andorra (dal 1990), Angola (dal 1992), Australia (dal 1985), Austria (dal 1950), Azerbaijan (dal 1998) Belgio (dal 1996), Bermuda (dal 1999), Bulgaria (dal 1998), Cambogia (dal 1989), Canada (dal 1998), Capo Verde (dal 1981), Cipro (dal 2000) Citta' del  Vaticano (dal 1969), Costa d'avorio (dal 2000), Croazia (dal 1990), Danimarca (dal 1978), Estonia (dal 1998), Finlandia (dal 1972), Francia (dal 1981), Georgia (dal 1997), Germania (dal 1987), Grecia (dal 1993), Guinea Bissau (dal 1993), Irlanda (dal 1990), Islanda (dal 1928), Isole Marshall (dal 1979), Isole Salomone (dal 1966), Italia (dal 1994), Kiribati (dal 1979), Liechtenstein (dal 1987), Lituania (dal 1998), Lussemburgo (dal 1979), Macedonia, Mauritius (dal 1995), Moldavia (dal 1995), Norvegia(dal 1979), Nuova Zelanda (dal 1989), Olanda (dal 1982), Polonia (dal 1997), Portogallo (dal 1976), Micronesia (dal 1986), Mozambico (dal 1990), Namibia (dal 1990), Nepal (dal 1997), Principato di Monaco (dal 1962), Regno Unito (dal 1998), Repubblica Ceca (dal 1990), Rep. San Marino (dal 1865), Repubblica Slovacca (dal 1990), Romania (dal 1989), Sao Tomè e Principe (dal 1990), Seychelles (dal 1993), Slovenia (dal 1989), Spagna (dal 1995), Sudafrica (dal 1997), Svezia (dal 1972), Svizzera (dal 1992), Turkmenistan (dal 1999) Ucraina (dal 2000), Ungheria (dal 1990) Paesi abolizionisti di fatto: Jugoslavia, Turchia, Gambia, Gibuti, Mali, Niger, Repubblica Centro Africana, Senegal, Togo, Congo, Gabon, Madagascar, Bhutan, Brunei, Maldive, Sry Lanka, Papua Nuova Guinea, Samoa, Tonga. Mantenitori per reati eccezionali: Bosnia (crimini di guerra e genocidio), Malta (crimini di guerra), Lettonia, Israele, Filippine Gabon, Isole Fiji, Isole Cook, Messico. Paesi Mantenitore: Bielorussia: Russia, Arabia Saudita, Armenia, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Algeria, Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Egitto, Eritrea, Etiopia, Ghana, Guinea, Liberia, Libia, Marocco, Mauritania, Nigeria, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Tunisia, Botswana, Burundi, Comore, Guinea Equatoriale, Kenya, Lesotho, Malawi, Rep. dem. Congo, Ruanda, Swatziland, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Cina, Afghanistan, Bangladesh, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone, India, Indonesia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Laos, Malaysia, Mongolia, Myanmar Byrmania, Pakistan, Singapore, Tadzhikistan, Taiwan, Tailandia, Uzbekistan, Vietnam. Stati Uniti d'America , mantenitori in 38 stati su 52. Per finire, vi segnalo che sul sito di Sant'Egidio alla pagina http://www.santegidio.org/it/solidarieta/carcere/scrivere.htm è data la possibilità di iniziare una corrispondenza con un condannato a morte in varie parti del mondo.

By Vale. Oggi ho approfittato della pausa pranzo per farmi raccontare da mia nonna qualcosa della guerra con il sottofondo del telegiornale che parlava, come è normale, della situazione in Iraq. Non è la prima volta chiaramente, ma oggi è stato particolare. Volevo capire come la gente viveva l'occupazione, lo straniero sulla propria terra.... Le ho chiesto di raccontarmi degli episodi in particolare che le venivano in mente. Se avessi avuto un registratore! E mentre mi raccontava come se tutto fosse successo ieri, mi è venuto da pensare se avrò anche io episodi da raccontare ai miei nipoti tra 50 anni... Mi ha raccontato di come vedeva suo papà irrigidirsi ogni volta che sentiva voci parlare in tedesco la mattina presto fuori casa. Lui che nella prima guerra mondiale era stato in Germania prigioniero...chissà che ricordi portavano a galla quelle voci... Mi ha raccontato di quella sera in cui si sono sentiti degli spari vicino a casa: i partigiani avevano chiamato l'oste, simpatizzante repubblichino, e quando questo era uscito sul balcone l'avevano freddato sul posto... e quel giorno i partigiani avevano anche tentato di uccidere una ragazza del paese sposata con un tedesco. E quanto deve aver camminato mia nonna!! Spesso arrivavano i tedeschi, entravano in casa, prendevano il cavallo o le mucche e le portavano via. E allora il proprietario dietro di loro, per vedere dove andavano... Se si riusciva a seguire il proprio cavallo, quando ai tedeschi non serviva più e lo abbandonavano dove capitava, a volte lo si poteva riprendere e riportare a casa. Lei e una sua amica una volta hanno seguito i tedeschi che portavano via le loro mucche. Da Pragelato giù fino a Fenestrelle poi i tedeschi le hanno recintate e si sono accampati li. Hanno permesso di mungerle...e allora mia nonna e la sua amica avanti e indietro coi secchi per mungerle perchè era già tardi...a volte te le riprendevi, a volte non te lo permettevano e le uccidevano e se le mangiavano. Come mi sono sentita egoisticamente fortuna per il fatto di non aver mai vissuto sulla mia pelle la guerra! Da che mi ricordo di aver messo in funzione le orecchie l'ho sempre sentita alla tv: Iraq, Kuwait, Albania, Jugoslavia, Irlanda del Nord, Cecenia, Uganda, Burundi, Afganistan, poi di nuovo Iraq, Iraq, Iraq, etc etc. L'uomo è stato fatto per questo, ho letto da qualche parte, per sopraffare il prossimo, fregargli la terra, mangiare le sue patate e ucciderlo se si oppone. Effettivamente viene da pensare anche a me così se in migliaia di anni di storia non siamo riusciti ad evolvere imparando la pacifica convivenza. Facciamo la guerra per pulire le scale del condominio nel nostro piccolo, vuoi che i potenti non la facciano per migliaia di kilometri di terra piena di petrolio??!! Quello che però sostengo, è che è naturale litigare, aver da dire, non essere d'accordo... è il modo in cui poi si devono risolvere le cose che fa la differenza! Ciao a tutti e grazie per aver letto le mie riflessioni di oggi!

vale@valchisone.it

La delega ambientale approvata al Senato con voto di fiducia e che ha scatenato furibonde proteste dell’opposizione contiene due punti chiave su cui vale la pena soffermarsi. Si prevede un condono per abusi edilizi in zone con vincoli paesaggistici compiuti entro il 30 settembre di quest’anno. La sanatoria si avrà solo dopo un accertamento di compatibilità paesaggistica su costruzioni e materiali ed il pagamento di una sanzione che andrà da tremila euro a cinquanta mila. Per il futuro si prevede la depenalizzazione di reati più lievi come i restauri che non creino aumenti di volume e superfici. I trasgressori pagheranno una semplice multa. Ci sarà, invece, un inasprimento delle pene per i reati più pesanti: fino a quattro anni per nuove costruzioni abusive o grossi aumenti di volume. Vorrei non citare la parola conflitto d’interessi e difatti non la citerò e per commentare le mie perplessità vi girerò una serie di domande. A quale numero di condoni edilizi è arrivato il governo Berlusconi?. E’ mai possibile che un paese civile debba continuare a procedere a furia di condoni?. Dopo il fallimento finanziario del condono 2003 era il caso di riproporsi pur tentando di regolamentare (male) la materia?. Una costruzione abusiva che tipo di compatibilità paesaggistica potrà mai avere?. Esiste ancora in questo paese il concetto di zona tutelata?. “Qualunque montagna, lago, fiume, deve essere compatibile con le costruzioni in cemento” non vorrei che in futuro ci toccasse leggere questa frase di fronte ad ogni luogo tutelato. Il ministro dell'Ambiente Matteoli parla di provvedimento che "gli è stato imposto!".

Maya@valchisone.it

Martedì, 14 Giugno 2016 15:01

Su Marte si va così....

La colonizzazione del pianeta rosso sembra, almeno in teoria, soltanto questione di tempo. Ma servono grandi fondi. E un po' di fortuna Promesse elettorali o un sogno destinato a realizzarsi? Comunque andrà a finire, la prospettiva di una colonia umana su Marte, annunciata da George W. Bush, è un bel gioco dell’immaginazione. Che parte da lontano: le prime foto del pianeta furono scattate nel 1965 dalla sonda Mariner-4. I primi robot ad atterrare furono, nel ’76, Viking-1 e 2. Ma finora ci si era limitati a una sorta di corteggiamento spaziale. Ora le intenzioni paiono più serie. Con le sonde in orbita e i rover sul suolo si potrà sapere se sul pianeta c’è (o c’è stata) acqua, che potrebbe essere usata come carburante e per estrarne ossigeno. Il costo di tutto ciò, 12 miliardi di dollari nei primi 5 anni, seguiti da altri 170. Sembra tanto, ma è il minimo per un programma così ambizioso. Forse troppo. PER CONOSCERLO... Quanto è lontano? A causa dell’orbita ellittica, la distanza di Marte dalla Terra varia molto. Nel suo punto più vicino (come nell’agosto 2003) Marte dista dal nostro pianeta 56,3 milioni di chilometri. Monetine e campi da football Se la Terra fosse grande quanto un quarto di dollaro (o 50 centesimi di euro) appeso a un palo della porta di un campo da football, la Luna sarebbe grande quanto un gommina di matita distante 76 cm. Nel suo punto più vicino, Marte avrebbe le dimensioni di una moneta da 10 centesimi di dollaro (o 5 centesimi di euro) situata al lato opposto del campo.Se si potesse guidare fino a Marte alla velocità di 88 chilometri orari, il viaggio durerebbe circa 73 anni. Basket marziano Poiché la gravità di Marte è circa un terzo di quella terrestre, Michael Jordan potrebbe non soltanto fare canestro, ma addirittura sollevarsi oltre di esso. Il suo balzo verticale di 107 centimetri su Marte sarebbe di 2,8 metri. Jordan dovrebbe però fare il salto indossando una tuta spaziale adatta per sopravvivere alle condizioni ostili di Marte. La temperatura di superficie è di 63°C e la sua sottile atmosfera è composta al 95 per cento di carbonio. La stagione di basket su Marte sarebbe un po’ più lunga: i giorni hanno più o meno la stessa durata, ma un anno è di 687 giorni. ... E PER CONQUISTARLO Partenza Problema. Ogni viaggio nello spazio inizia con una battaglia contro la gravità, in particolare se si tiene conto delle dimensioni dell’astronave necessaria per raggiungere Marte. Avere una forte spinta a disposizione aiuterebbe, ma la vecchia serie di razzi «booster» Saturn Vs è stata dismessa. Soluzione. Non c’è bisogno di sollevare grandi pesi da terra, basta decidere di inviare in orbita i pezzi dell’astronave e assemblarla nello spazio. Un razzo Delta IV potrebbe raggiungere l’80 per cento della forza dei vecchi Saturn Vs. Viaggio Problema. Una missione di sola andata per Marte durerebbe sette mesi, viaggio nello stesso tempo noioso e pericoloso, soprattutto a causa del bagno di radiazioni al quale il velivolo e il suo equipaggio sarebbero continuamente sottoposti. Soluzione. Propulsione termonucleare e propulsione a ioni possono incrementare la velocità e dimezzare il tempo di un viaggio interplanetario. Scudi pesanti proteggeranno l’equipaggio dalle radiazioni, anche se ciò aumenterà il peso. Vita su Marte Problema. Non è possibile immagazzinare abbastanza cibo, acqua e ossigeno per una missione della durata di tre anni. Inoltre le radiazioni sulla superficie del pianeta sarebbero un grosso ostacolo. Soluzione. Se esiste ghiaccio su Marte, potrebbe essere sciolto e utilizzato. L’ossigeno potrebbe essere separato dall’acqua e usato per respirare. A fornire cibo sarebbero serre costruite sul posto. Metallo o altri materiali riparerebbero dalle radiazioni. Ritorno a casa Problema. Sarebbe difficile trasportare carburante a sufficienza per il ritorno. Il viaggio verso la Terra durerebbe ben più di sette mesi se le orbite dei due pianeti non fossero nel loro punto più vicino. Soluzione. Idrogeno e ossigeno separati dall’acqua potrebbero servire come carburante. Marte e Terra si avvicinano ogni due anni, fornendo così una finestra da sfruttare per il viaggio di ritorno.

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