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Sabato, 23 Maggio 2015 20:05

Multe olimpiche

Scritto da

Tra il 1 novembre 2004 e il 31 ottobre 2005 nella Torino Olimpica ci sono state 1150382 multe.

Nel 2004 erano state poco più di un milione, nel 2003 circa 685mila. Un aumento costante e consistente: in soli due anni le contravvenzioni sono state quasi 500 mila in più. La parte del leone spetta ai divieti di sosta, 618mila, di cui 254 mila comminati dai vigili, i restanti dagli ausiliari GTT. Nel 2004 erano stati quasi ventimila in più. Le telecamere della ztl hanno fatto una vera e propria strage: 386148 passaggi irregolari, frutto anche della confusione che regnava lo scorso inverno, quando le porte e le segnalazioni erano scarsamente visibili e l'informazione carente. Quasi tutte le irregolarità che si commettono alla guida sono in diminuzione: le multe per le cinture di sicurezza sono passate da più di 7mila nel 2004 alle quasi seimila di questi ultimi dati. In controtendenza gli eccessi di velocità: da 23700 circa a 23900 circa. Secondo le statistiche sulle multe comminate migliora anche l'atteggiamento degli automobilisti per quanto concerne il rispetto dei semafori: 12010 multe nel 2004, 7822 nel periodo 1 novembre 2004- 31 ottobre 2005. I punti decurtati sono in rapido decremento: si è passati dai 254mila del 2004 ai 184mila attuali. Il dato fondamentale riguarda gli incidenti: dagli 8000mila del 2004 ai 7938 del dato puntuale aggiornato ad ottobre. Tutte queste multe frutteranno 63 milioni di euro, una vera e propria manna dal cielo. Non vorrei che i tagli prodotti dalla Finanziaria provocassero un giro di vite per racimolare moneta sonante. Intanto segnalo anche che questi dati non tengono conto del mancato rispetto delle strisce pedonali nella Torino Olimpica: gli automobilisti ignorano completamente il senso del rispetto del pedone. E nei pressi delle strisce più ostiche (dove i pedoni sono sottoposti al crossrodeo) io non ho mai visto un vigile. Forse è più semplice multare nei pressi di un mercato al sabato?. Vi invito pertanto a segnalarci tutti gli attraversamenti pedonali dove il rischio è più forte della sicurezza di passare indenni.

 

Maya@valchisone.it

 

 

 

 

 

Pubblicato in articoli il 22/11/2005

Inserito il 14 maggio 2006

 

“Accanto ai grandi progetti, come la riorganizzazione di Porta Nuova, un’attenzione particolare meritano le politiche sociali, per le quali è innanzitutto essenziale mantenere il consistente impegno finanziario da parte dell’amministrazione. La spesa sociale deve però essere accompagnata da una sua rilettura in relazione ai bisogni emergenti, l’invecchiamento della popolazione, l’immigrazione e un progressivo impoverimento”, Monica Cerutti, ottobre 2004.

 

Monica Cerutti è nata a Torino nel 1964. Consigliera comunale dei ds dal 2001, Presidente della Commissione Pari Opportunità e dell’associazione Emily di Torino, laureata in scienze dell’informazione con master in informatica e telecomunicazioni al Politecnico di Torino, componente del consiglio di amministrazione del Csi, consorzio per il sistema informativo del Piemonte dal 2000 al 2005, iscritta al Wwf dal 1990, ad Amnesty International dal 1992, ha collaborato con Emergency, consigliera di circoscrizione a Mirafiori Sud dal 1997 al 2001 e coordinatrice della Commissione che si occupa di assistenza e sanità. E’ stata candidata al Senato nella lista dei ds per il Piemonte nel 2006.

 

Il programma di Monica Cerutti per la città?.

“Continuare l’attività che ho svolto in questi cinque anni (ndr è stata eletta al Consiglio Comunale nel 2001). Continuare cioè ad occuparmi di temi fondamentali come pari opportunità e politiche sociali. Permettere pari opportunità a tutti i cittadini e le cittadine: sarò sempre attenta al mondo delle donne. La lotta alla violenza contro le donne, la salute delle donne, la valorizzazione della presenza femminile nel mondo del lavoro, le liste di attesa per gli asili nido. Dove le donne vivono meglio, tutti vivono meglio: non è una mia frase ma mi riconosco.

In questo contesto si inserisce il ragionamento sui bilanci di genere: è bene precisare che non era rivolto alle donne ma intendeva ed intende valutare come il bilancio incida su uomini e donne”.

 

E per le politiche sociali?.

“Torino deve essere sempre di più una città solidale. Le politiche sociali devono fornire risposte efficienti ed in modo integrato, ovvero non solo intervenire sui singoli casi ma essere politiche di prospettiva a medio-lungo termine. A livello locale dobbiamo sviluppare più coesione ma attenzione: il Welfare deve essere un Welfare di sviluppo: generare nuovi servizi e con questi occupazione diretta ed indiretta (fase educativa e sociale). Riprendere il piano regolatore sociale e non tralasciare alcune questioni quali invecchiamento della popolazione, precarietà del lavoro ed immigrazione. Precarietà del lavoro e casa sono temi che ritengo prioritari e che ho ritenuto prioritari durante la mia esperienza di consigliera. Ci sono, poi, delle situazioni di criticità nuove, come le donne sole con bambini: le politiche sociali per fornire risposte a queste criticità, nuove rispetto al passato, devono essere anche innovative”.

 

Altri punti del tuo programma?

“Lo sviluppo tecnologico. Le nuove tecnologie sono fondamentali per lo sviluppo della città: occorre creare reti ed infrastrutture adeguate. La tecnologia pùò anche permettere una riorganizzazione della macchina comunale, mettendo in primo piano la valorizzazione del personale. Lo sviluppo della città deve basarsi su un criterio policentrico. Le olimpiadi sono state un’occasione per il centro città, con interventi dell’amministrazione comunale egregi. Gli interventi, a onor del vero, sono stati ovunque, predominanti come detto nella parte centrale. Occorre riequilibrare questo rapporto e valorizzare le periferie: sono stata per quattro anni Consigliera circoscrizionale a Mirafiori e questa esperienza è stata basilare per comprendere i problemi di un quartiere periferico”.

 

A proposito di Olimpiadi, quale post per la città?

“Bisogna tenere viva la tensione positiva che si è sviluppata con l’evento. In particolare per l’aspetto turistico che ha dato ottimi riscontri anche nel periodo di Pasqua. Può avere indubbi influssi positivi sul terziario. Il secondo piano strategico potrebbe lanciare Torino anche come polo sanitario e l’intervento di Comune, Regione e Provincia sugli spazi di Mirafiori ha significato che la città non può e non vuole rinunciare al ruolo industriale”.

 

Ambiente ed inquinamento, problema che si ripresenta ogni inverno.

“Il comune è intervenuto su strutture ed infrastrutture: mi riferisco a linea uno della metro e teleriscaldamento. Torino può divenire la città più teleriscaldata d’Italia, mi sembrano fatti positivi in un’ottica di miglioramento della qualità dell’aria. Le politiche in tal senso devono essere di largo respiro e a lungo termine. Intanto le infrastrutture. Il “piano merci” già affrontato in un’altra città che tende a ridurre i mezzi inquinanti e dialogando con le parti interessate a modificare gli orari di circolazione dei mezzi che spostano le merci. Le targhe alterne devono essere affrontate in modo diverso: occorre programmare e sedersi intorno ad un tavolo a riflettere. Gli stop and go, provvedimenti e ritiri non sono la soluzione”.

 

Altri temi forti: la raccolta differenziata e il traffico.

“La differenziata va potenziata e bisogna proseguire su questa strada. Occorre, però, rivedere alcune modalità: intanto spiegando meglio ai cittadini le finalità. Poi, ridurre al minimo i disagi, elemento da cui l’amministrazione non può prescidere: in alcuni zone della città, vedi San Salvario e collina, si è seguito il problema a posteriori. Per ridurre il traffico bisogna potenziare il servizio pubblico ed intervenire anche per aumentare la capacità dei parcheggi posti a corona della zona centrale. E comprendendo le ragioni di tutti, una maggior pedonalizzazione del centro servirebbe a recuperare degli spazi a misura delle persone”.

 

Quali azioni della giunta Chiamparino meritano di essere ricordate?

“Torino nuova economia, innanzitutto. L’operazione di recupero delle aree Fiat è stata molto importante perché ha evitato speculazioni, nella fattispecie immobiliari. Importante perché ha dato un forte segnale di sviluppo: la città non intende rinunciare alla vocazione industriale. Le Olimpiadi, evento che ha funzionato bene e che hanno dato la possibilità di mettere mano alla città, riqualificandola: l’impatto è stato largamente positivo. L’attenzione al sociale, mantenendo i servizi ad un buon livello ed aumentando la domiciliarità, ovvero il numero di persone seguite dai servizi. Per chiudere la fusione tra AEM e AMGA, un polo energetico di livello nazionale. Può aprire notevoli prospettive di sviluppo: ne riconosco la validità ma ritengo determinante mantenere determinati connotati. Difendo il servizio pubblico e vorrei che non ci fossero derive in senso privatistico”.

 

Per ogni altra info:

www.monicacerutti.it

 

Ps: Il prossimo consiglio comunale dovrà necessariamente procedere a delle scelte importanti. Vorrei che in consiglio sedessero tante Monica Cerutti a vigilare sui servizi pubblici, sulla difesa dello stato sociale e a discutere di temi fondamentali come le pari opportunità e la precarietà del lavoro.

 

 

Per chi volesse rilasciare interviste (anche candidati delle circoscrizioni)                

Maya@valchisone.it

Cortesia: inserite l’oggetto nella vostra email

Monica Cerutti è consigliera del comune di Torino (eletta nel 2001) nel gruppo democratici di Sinistra, presidente delle commissioni pari opportunità del comune di Torino e dell’associazione Emily Torino. E’ inoltre responsabile delle politiche sociali per la federazione provinciale di Torino dei ds. E’ stata anche consigliera della circoscrizione 10 di Torino. E’ candidata alle elezioni politiche nelle liste ds per il Senato.

 

Questa intervista a Monica Cerutti vuole raccontare di una giovane donna appassionata di politica che vuole portare al Senato la sua esperienza nelle politiche sociali. Spesso mi capita non solo di pubblicare l’intervista ma anche di esprimere sensazioni sull’intervistato/a: sono le sensazioni ancor prima dell’analisi sulle dichiarazioni a fonire un primo “quadro”. Almeno, per chi intervista. Nel rispondere alle domande Monica Cerutti ha dimostrato non solo grande grinta, simpatia e capacità ma anche di credere fermamente in quello che dice: questa impressione soprattutto visiva non potrà essere resa dalle successive parole. Vorrei anche aggiungere che malgrado l’assenza di una legge sulle quote rosa c’è la necessità di avere nel prossimo Parlamento una cospicua rappresentanza femminile (malgrado nelle liste a livello generale le donne non siano nelle primissime posizioni): questa è una battaglia di civiltà, equa e giusta.

 

D: Nel programma dei ds esiste la volontà di cancellare le forme di lavoro più precarie introdotte dalla legge Biagi: contratto d’inserimento, lavoro a chiamata e lavoro in affitto. Questa volontà è condivisa?. Qual è il futuro orientamento per combattere la disoccupazione?.

Monica Cerutti: “Credo sia debba partire da una considerazione espressa nel programma del centro-sinistra: lavoro a tempo indeterminato uguale piena e buona occupazione. E’ giusto cancellare le forme di lavoro citate per superare l’attuale ed estrema precarizzazione. E’ un progetto condiviso, pur con diverse sfumature dalle forze che compongono il centro-sinistra. Lo definirei un punto centrale. Come ottenere questa inversione di rotta?. Intanto modificando gli oneri a carico del lavoro a tempo determinato: il lavoro flessibile non può costare meno di uno stabile. Poi la reintroduzione del credito d’imposta per chi assume a tempo indeterminato: sono misure che dovrebbero incoraggiare assunzioni “normali”. E in tal modo si innescherà un’azione contraria rispetto al recente passato: ai lavoratori servono certezze non precarietà. Mi vengono in mente anche i lavori a progetto, indubbiamente falsi contratti. In Italia ci sono altri due temi connessi alle tematiche del lavoro: il lavoro nero e la scarsa occupazione femminile. In Piemonte l’occupazione femminile è al 42% , l’obiettivo posto a Lisbona è arrivare al 60% entro il 2010. Mancano quattro anni e c’è ancora molto da fare. Una maggiore occupazione femminile servirà soprattutto in quelle famiglie monoreddito dove la povertà è ormai un dato acquisito. Povertà che vengono definite grigie, perché spesso ignorate. Vorrei aggiungere che i temi del lavoro non devono essere sganciati dalle considerazioni sul Welfare. Un obiettivo prioritario è quello del rilancio dell’economia”.

 

2) Situazione critica della provincia. Quale ricette per uscire dalla crisi?.

Monica Cerutti: “La situazione critica della provincia è legata spesso alla crisi di realtà produttive multinazionali o di aziende che lavorano per le multinazionali. E’ il fenomeno della globalizzazione. La crisi della Fiat e dell’indotto ha ricevuto una prima risposta da parte degli enti locali: Comune, Provincia e Regione si sono adoperati per rilanciare le aree Fiat, provando in prima istanza a ripensare all’utilizzo di queste aree e “mettendo in fuga” l’idea della speculazione immobiliare. E’ un’operazione in itinere ma i soggetti proponenti hanno dimostrato di credere ancora in una politica industriale. Torino ha le carte in regola per essere anche una città di servizi: anche perché è impensabile sostituire l’industria manifatturiera e meccanica. Serve investire sul capitale umano e sulla conoscenza. Con sviluppo dei servizi intendo servizi turistici, culturali ma anche servizi legati alla sanità. La città della salute ovvero Molinette due che è un tema che si può sviluppare con il nuovo piano sanitario regionale. Con la precedente giunta regionale l’argomento era stato trattato in modo superficiale. Il secondo piano strategico cittadino affronta questi temi in particolare puntando l’attenzione sulla qualità sociale come elemento di sviluppo: sicurezza e coesione sociale. Infine le pari opportunità, ovvero l’apporto della popolazione femminile, elemento di sviluppo non solo tema da salvaguardare. E’ molto importante questo passo in avanti non solo lessicale compiuto dall’Ulivo.

La città durante le Olimpiadi e le paralimpiadi è stata all’altezza e il giudizio dei visitatori molto positivo: sono stati valorizzati aspetti di Torino sconosciuti forse agli stessi torinesi. Occorre ragionare su questi argomenti con serenità senza farsi abbattere dalle difficoltà”.  

 

3) Sanità: tempi di attesa cronici. Come ovviare e con quali provvedimenti?.

Monica Cerutti: “Il caso Piemonte è emblematico. La Regione ha presentato un piano sanitario, completamente assente con il governo del centro-destra. Non esistono ricette precise, in Regione ci sono tempi di attesa più lunghi rispetto alle aspettative e questo aspetto va corretto assolutamente. Il sistema offerto ai cittadini deve essere efficace ed efficiente. Mi preme sottolineare che il diritto alla salute è un diritto fondamentale e questo diritto deve essere garantito dal servizio pubblico. Il governo Berlusconi e i governi regionali di centro-destra hanno privilegiato il sistema privato a discapito della qualità del servizio del pubblico. Non possiamo accettare una sanità a doppio binario: una per i ricchi, una per i poveri. E’ la necessità non le possibilità economiche a dover garantire l’accesso al servizio. Nel programma dei ds si parla di un piano straordinario di investimenti per il sistema sanitario nazionale che garantisca trasparenza ed equità per tutte le prestazioni fornite dal servizio pubblico. Una maggiore integrazione socio-sanitaria potrebbe aiutarci in questo compito”.

 

4) Pensioni: chi ha una pensione inferiore a 500 euro fatica ad arrivare a fine mese. I numeri del disagio sono in aumento. Cosa pensi sia necessario fare per questa categoria di cittadini?

Monica Cerutti: “Livia Turco su L’unità ha scritto che sono 4 milioni e mezzo gli anziani che vivono con meno di 500 euro al mese. Il 19% della popolazione vive sotto la linea di povertà relativa, la povertà grigia di cui parlavamo prima. Nel programma dell’Ulivo ci sono misure specifiche per rilanciare salari e pensioni. Molti anziani faticano ad arrivare alla quarta settimana del mese, una situazione insostenibile. Rimanendo al tema segnalo la rivalutazione delle pensioni a partire da quelle più basse e dalla famiglie con reale necessità. Importantissimo, l’istituzione del fondo per la non autosufficienza. Sono due milioni gli anziani non autosufficienti e solo una percentuale piccolissima può usufruire di servizi o sostegni pubblici. Questa proposta, rifiutata dal centro-destra è stata pensata anche con il contributo dei sindacati dei pensionati. Vuole dare una mano a quei nuclei familiari in cui sia presente una persona non autosufficiente: senza aiuto questi cittadini rischiano di cadere in situazioni di povertà. Sottolineo come in assenza di politiche nazionali gli enti locali siano abbandonati a se stessi nel fornire risposte eque e soddisfacenti. In ogni caso dal mese di maggio (l’approvazione è dello scorso anno) a Torino aumenterà il numero dei beneficiari dei servizi domiciliari. Considero importante insieme ai trasferimenti monetari anche i servizi: devono viaggiare di pari passo. Non solo assegno ma anche farsi carico di una serie di servizi essenziali”.

 

5). Donne. Dalle quote rosa alla volontà di qualcuno di cancellare la legge 194. Quali criteri per rendere effettive le pari opportunità?.

Monica Cerutti: “ Le pari opportunità devono essere analizzate a 360 gradi e in ottica trasversale in tutte le politiche. Dal punto di vista pratico il bilancio di genere è illuminante, ovvero misurare l’impatto delle politiche sugli uomini e sulle donne. Banalizzo per far comprendere: se un comune investe in attrezzature sportive ed impiega la totalità del bilancio destinato al settore sport per costruire campi di calcio è evidente che in tal modo risponderà più alle esigenze maschili e meno a quelle femminili. L’Italia in questa particolare classifica, grado di rispetto delle pari opportunità, è in una posizione molto bassa, peggio di paesi in cui la qualità della vita è meno “attraente”. Auspico pertanto che nel prossimo Parlamento ci sia una buona rappresentanza femminile. E’ pur vero che il sistema elettorale con lista bloccata avrebbe permesso di candidare molte donne e in buona posizione. Per quanto riguarda la lista ds al Senato se fossi eletta, sono la numero sette (Livia Turco capolista e Magda Negri numero tre, ndr), porterei a tre il numero delle senatrici ds elette in questa regione”.

Nota dell’intervistatore: noto con dispiacere che le donne candidate sono veramente poche ed anche nel centro-sinistra le cose potevano andare meglio. Nella Margherita al Senato la prima donna è numero nove.

Monica Cerutti: “Sarà importante approvare una legge sulle quote rosa, un cambiamento che promuova le pari opportunità. Il governo Zapatero ha voluto un cambiamento radicale, innanzitutto di mentalità. Uno dei principali obiettivi del suo governo è far partecipare le donne: la metà dei ministri è donna. In Spagna e’ stata approvata una legge contro la violenza alle donne. Per tornare all’Italia sottolineo come un Parlamento con più donne garantirebbe un diverso trattamento della 194.

Con il precedente governo ne hanno parlato solo uomini e già questo mi pare un fatto scandaloso. Non che gli uomini non abbiano diritto di esprimere un’opinione, tuttavia rimane essenziale e determinante su questo tema l’opinione femminile: alcune posizioni vorrebbero portarci indietro di parecchi anni. E’ per questo motivo che le donne hanno manifestato a Milano, culmine di una serie di iniziative. In questo contesto ritengo anche opportuno trovare nuove forme di linguaggio per farci comprendere dalle giovani generazioni: un certo vetero-femminismo rischia di non essere capito. Occorre dire che non tutti i diritti sono acquisiti ed occorre occuparci di temi concreti come il lavoro precario femminile o l’assenza di servizi”.

   

6). Pacs: favorevole o contraria alle Unioni di fatto?.

Monica Cerutti: “Sono favorevole ai pacs, perché le unioni di fatto sono un’evoluzione della famiglia. Il riconoscimento delle unioni di fatto deve essere realizzato con la definizione di una legge adeguata. Con una giusta mediazione tra le varie forze del centro-sinistra”.

 

7). Olimpiadi e Paralimpiadi: ci sarà la tanto reclamizzata onda lunga?. Come sfruttarla a Torino e con quali costi di gestione?

Monica Cerutti: “Mantenere la città agli stessi livelli qualitativi di Olimpiadi e Paralimpiadi sarà compito impegnativo. Faccio l’esempio della pulizia della città: si impone all’attenzione un problema di risorse. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono state una vetrina ed un punto di riferimento per il futuro. Il secondo piano strategico le ha viste come un volano per proporre Torino in un’ottica diversa. Abbiamo il problema della valorizzazione dei siti olimpici ed abbiamo il problema di rendere la città policentrica, ovvero occorre porre l’attenzione non solo sul centro ma anche sulla periferia. In questi giorni ho annotato un certo malcontento per come le periferie cittadine siano state escluse dall’evento: nel prossimo futuro occorre pensare a come coinvolgere l’intera città”.

 

8) Se sarai eletta…….i primi progetti che proporrai?.

Monica Cerutti: “Reiquilibrio della rappresentanza di genere a tutti i livelli. Una legge contro la violenza alle donne sul modello spagnolo. Mi piacerebbe contribuire all’effettivo processo di attuazione della Tobin Tax. Indubbiamente il tema deve essere sollevato a livello europeo. I diritti dell’acqua con fonte legislativa d’ispirazione il contratto mondiale dell’acqua”

 

Auguri a Monica Cerutti di buona campagna elettorale e (speriamo) di buona permanenza a Roma……

 

 

Per ogni ulteriore info su Monica Cerutti: www.monicacerutti.it

 

 

Se volete scrivermi, se volete segnalare inviare programmi elettorali o appuntamenti:

Maya@valchisone.it

 

 

 

Inserito il 24 marzo 2006 alle 18:59:29

Giovedì, 21 Maggio 2015 07:07

LE DONNE DEL CAMERUN RACCONTANO LO STUPRO SUBITO

Scritto da

UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE. Ne ha dato conto Peace Reporter: in Camerun negli ultimi venti anni sono state violentate più di 430mila donne, per la maggior parte sotto i 15 anni. Violenze domestiche o subite dai vicini di casa.

Rompere il silenzio è il motto di una campagna di sensibilizzazione che lascia parlare le vittime. Per raccontare l'orrore della violenza subita, un omicidio senza cadavere. Più di 200 donne  hanno accettato di partecipare raccontando la propria esperienza. La campagna durerà due anni ed ha tra gli obiettivi anche le scuole.

cfr PEACE REPORTER-"Le testimonianze delle donne sono doppiamente importanti: se le vittime non parlano, non possono essere accertati i fatti e la loro terapia non può iniziare" spiega Olivia Bikoe che con il Réseau National des Associations de Tantines ha aperto nel luglio scorso un centro di accompagnamento psicologico e denominato "Sos stupro". "Incoraggiamo le ragazze che ci contattano a denunciare i loro carnefici, spiegando loro come presentare denuncia e trovare eventuali appoggi" prosegue Olivia. In Mauritania lo stupro e l'incesto possono essere puniti con una condanna a vita, ma nella realtà quasi nessuno arriva a scontare la pena. Ne sa qualcosa Sara, che a 14 anni è madre di un bambino di due. Il suo carnefice è stato il preside della scuola, che a 11 anni l'ha messa incinta. Per questo, è stato condannato a 10 anni, ma ha potuto lasciare il carcere dopo tre mesi di reclusione.

PROMEMORIA ITALIA.......VIOLENZA CONTRO LE DONNE: I numeri sono drammatici: ogni tre giorni viene uccisa una donna. Più spesso il convivente od il marito. Un'indagine Istat del 2006 condotta su un campione di donne dai 16 ai 70 anni ha dato risposte allarmanti. Sei milioni di donne hanno subito abusi fisici o sessuali, 2 milioni quelle che hanno subito violenza domestica dal partner o ex partner. Cinque milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Sono numeri forse per difetto. Quante donne trovano il coraggio di denunciare, magari sole e senza appoggio?. Quanti di questi reati restano nascosti?

Questo non è un problema visto che in Italia non esiste una legge specifica sul modello spagnolo o persin migliorativa. E non esisterà perchè la violenza sulle donne non viene percepita come un problema. Purtroppo lo è ma l'emergenza è praticamente scomparsa dalla televisione: come mettere sotto il tappeto il problema...

 

maya@valchisone.it

 

Giovedì, 21 Maggio 2015 07:04

VIOLENZA CONTRO LE DONNE: LA LEGGE SPAGNOLA

Scritto da

Questo è un breve riassunto della legislazione spagnola contro la violenza sulle donne. Rispetto al nostro nulla è una legge all'avanguardia. L'Italia è il medioevo.

MayaincasAztechiIndianid'America

"Misure d’appoggio alle vittime
Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della respnsabilità familiare.
Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di ofrrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.

Sicurezza
Creazione d’unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
I corpi nazionali partecipano in tutti i pini di collaborazione integrale con tutte le Amministrazioni.
Si provvede alla sospenzione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.

Giustizia
Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
Modificazone della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratutita.
La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).

Educazione
Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.

Nuovi organismi
Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al
Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla siutazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.

Sanità
Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.

Altre misure
Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata.

www.arcidonna.org

Mercoledì, 20 Maggio 2015 14:29

Torino - Pinerolo, Pedaggio o Gratis??

Scritto da

Un susseguirsi di notizie strane e a volte pure infondate che si sono sparse in settimana nel Pinerolese hanno richiesto una smentita Ufficiale del Ministero dei Trasporti e dalla Provincia di Torino al riguardo della possibilità che fra le Strade Statali soggette a pedaggio fosse incluso il nuovo tratto ( che è in fase di costruzione ) della ex SS23 (ora SR 23) fra Pinerolo e Perosa Argentina.
Fino ad oggi pare infatti che ciò non sia possibile e che non sia neppure possibile imporre un pagamento per il tratto antestante (Torino-Pinerolo) nonostante siano in pieno svolgimento le opere di costruzione del casello a Beinasco in quanto la Provincia (per fortuna nostra n.d.r.) si è accorta che nell'accordo di progora della convenzione con l'Ativa (soc. che gestisce le tangenziali torinesi) vi è una clausola che impone il completamento di tutte le opere stradali necessarie prima di poterlo richiedere!
La vicenda è stata comunque discussa in seduta da parte del Consiglio Provinciale il 5 ottobre ed è stata rinviata per un approfondimento alla prima Commisione.Certo che pretendere anche il "Non dovuto" è proprio il massimo, ma si sà siamo in Italia e i primi a dover essere tartassati sono sempre gli utenti delle strade anche perchè non esiste modo più semplice per far cassa!!! E poi tanto chi ha la memoria così lunga da ricordarsi ciò che era stato convenuto nell'accordo prima dell'inizio lavori?
Ci manca solo un bel " Divieto di transito ai non residenti " a monte ed a valle del Casello sulla SS. e siamo a posto... prova a non pagare!!!

Sabato, 16 Maggio 2015 07:23

Volontariato in valle

Scritto da


In Italia sono molte le attività che possono permettersi di continuare
il loro lavoro solo grazie al volontariato, all'opera di tante mani che
non chiedono niente in cambio. Che non chiedono ma che in realtà
ricevono molto.
Secondo il Ministero degli Interni, noi volontari siamo più di un
milione. Operiamo maggiormente nelle A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale
di Pubblica Assistenza) e nella C.R.I. (Croce Rossa Italiana).
Molto spesso una persona è spinta a dedicare il suo tempo libero al
prossimo durante un periodo difficile della propria vita, in un momento
in cui è necessario sentire la proprio utilità e il proprio "essere
vivi". Un buon volontario però, per aiutare il prossimo, deve prima di
tutto star bene con se stesso, occorrono serenità d'animo e
disponibilità, comprensione e molto impegno.
Infatti il volontario è colui "...che, adempiuti i doveri di ogni
cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità
per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera.
Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed
efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo
alla realizzazione dei beni comuni." (da www.fivol.it)
Tutto questo non toglie che vi sia un grande ritorno, molto maggiore
del sacrificio di mettere a disposizione il proprio tempo.
Un sorriso, la consapevolezza di alleviare una sofferenza o addirittura
il salvare una vita, sono emozioni senza eguali che sostengono e
spronano ad andare avanti con quest'impegno.
Nella nostra val Chisone non mancano le possibilità di occupare il
nostro tempo aiutando il prossimo.
Coloro che volessero operare sulle ambulanze, di emergenza e non,
possono rivolgersi alla CROCE VERDE di PEROSA ARGENTINA
(http://www.croceverdeperosa.it/) e alla P.A. CROCE VERDE di PORTE.
A Pinerolo sono numerose le associazioni che si occupano di persone
malate, sole e di necessità in campo sanitario e non solo:
A.V.A.S.S. - ASSOCIAZIONE VOLONTARI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA
C.V.S. CENTRO VOLONTARI DELLA SOFFERENZA
ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE
ASSOCIAZIONE MAI SOLI
ASSOCIAZIONE A.N.A.P.A.CA.
ASSOCIAZIONE TELEVITA PINEROLESE
CENTRO ECUMENICO DI ASCOLTO
VIOTTOLI - COMUNITA’ CRISTIANA DI BASE
ASSOCIAZIONE RAFAEL
U.N.I.T.A.L.S.I. - UNITÀ NAZ. IT. TRASPORTO AMMALATI A LOURDES E
SANTUARI INTERNAZIONALI
VOLONTARIATO VINCENZIANO
FAND - ASSOCIAZIONE ITALIANA DIABETICI
A.N.A.P.A.C.A.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ASSISTENZA PSICOLOGICA
AGLI AMMALATI ONCOLOGICI

Potete trovare informazioni utili su ciascuna associazione su
http://www.caprilli.com/sanita/associazvol.html

Inoltre, c'è un tipo di volontariato che non incide quasi sul nostro
tempo: è la donazione di sangue. Esistono sezioni dell'AVIS a
FENESTRELLE, INVERSO PINASCA, PEROSA ARGENTINA, PINASCA, POMARETTO,
PORTE, PRAGELATO, ROURE, SAN GERMANO CHISONE E PRAMOLLO e VILLAR PEROSA
.
Un'altra associazione molto importate del nostro territorio è l'ADMO.
Non ci ruba tempo ma solo, inizialmente, un po' di sangue e, nel caso
risultassimo compatibili per un trapianto di midollo, ci dà la
possibilità straordinaria di salvare concretamente una vita.
L'associazione ADMO - ASSOCIAZIONE DONATORI MIDOLLO OSSEO “ROSSANO
BELLA” ha sede a Villar Perosa in Via Cavour, 4 - responsabile Mario
Bella presidente- recapiti telefonici Tel. 0121.315666

Per chi invece volesse utilizzare il proprio tempo libero a favore dei
nostri bei boschi e del territorio in generale ci sono varie
associazioni:
A.I.B. e altre Squadre di volontari antincendi boschivi con sezioni a
Inverso Pinasca, Roure, San Germano Chisone, Pinasca, Pragelato, Perosa
Argentina, Fenestrelle e Villar Perosa
Il CIRCOLO LEGAMBIENTE "PINEROLO" opera nelle Valli Chisone e
Germanasca e zone limitrofe. Si occupa principalmente della
salvaguardia del torrente Chisone e suoi affluenti.
PROGETTO SAN CARLO, associazione onlus con l'obiettivo di recuperare il
maestoso Forte di Fenestrelle e di promuoverne un'adeguata
valorizzazione turistica. con spettacoli, concerti, mostre e
manifestazioni varie.
AMICI DEL PARCO DELLA VAL TRONCEA, associazione con l'obiettivo di
promuovere attività ed iniziative finalizzate a tutelare e promuovere
gli ambienti naturali della Val Troncea.

 

vale@valchisone.it

 

Venerdì, 15 Maggio 2015 18:43

I Valdesi

Scritto da

I Valdesi

 

Questo articolo è un breve racconto della storia della religione Valdese, per chi non conoscesse ancora come è nata questa religione che ha caratterizzato profondamente la storia della nostra valle.
Il movimento nacque a Lione alla fine del XII secolo grazie ad un mercante di nome Valdo che decise di vivere seguendo i dettami della povertà evangelica e semplificando i legami "gerarchici" tra l'uomo e Dio che insegnava la chiesa Cattolica.
I "poveri di Cristo" come si definivano, in Francia vennero presto scomunicati dal Papa e vennero loro tolti poteri civili e religiosi ma nel frattempo, agli inizi del XIII secolo, si erano già espansi fin sulle nostre montagne e in tutta Europa, costretti a vivere segretamente la loro professione. Venne quindi istituita la figura del Barba, il predicatore.
Furono molte le difficoltà che il popolo valdese dovette attraversare prima di raggiungere la libertà di culto. Inquisizioni e massacri erano all'ordine del giorno e i due gruppi religiosi erano sempre più divisi ed ostili. All'epoca delle guerre di religione, tutta la Val Chisone, la Val Pellice e il territorio del Queyras erano valdesi.
Intanto, nel 1532 aderirono alla Riforma Protestante diventando così una vera e propria chiesa organizzata.
Solo 30 anni dopo la Chiesa Valdese ottenne, con fatica, alcuni diritti: il culto poteva essere professato in alcuni comuni della Val Pellice.
Il "Glorioso Rimpatrio" di alcune migliaia di sopravvissuti rifugiatisi in Svizzera del 1689 dopo sanguinosi scontri e massacri è rimasto nella storia.
I Valdesi erano ancora relegati in veri e propri ghetti e non era immaginabili, per esempio, un matrimonio tra due ragazzi appartenenti alle due religioni. Tutte e due le parti erano profondamente ferme sulle loro posizioni, senza possibilità di incontro. Questa situazione ha continuato ad inasprirsi per molti e molti anni in seguito, nonostante la svolta storica del 17 febbraio 1848: venne infatti emanato un editto firmato da Carlo Alberto che rendeva la popolazione valdese a pari diritti degli altri abitanti piemontesi e permetteva loro la libertà di culto. Da allora il 17 febbraio è la festa dei Valdesi: per festeggiare in tutte le valli vengono accesi dei falò in ricordo di quelli accesi la notte del 1848 per comunicare tra paesini delle valli l'avvenuta firma del decreto.
Per quanto riguarda le caratteristiche del culto, sintetizzando, a differenza delle chiese cattoliche, all'interno dei templi valdesi non troverete immagini sacre, i pastori sono uomini e donne ed è permesso loro di sposarsi.
La comunione non viene fatta giornalmente ed è composta da pane e vino.
I sacramenti sono due: il battesimo e la comunione.
A partire dal 1800 i valdesi e le loro istituzioni culturali, nello specifico scuole e ospedali, si affermarono sempre maggiormente e in positivo, facendo di Torre Pellice il centro del mondo valdese.
Ad oggi, un terzo dei 45.000 valdesi del mondo risiedono in Piemonte, numerose comunità sono in Calabria, Germania ed America.
Per fortuna le sanguinose guerre di religione restano un lontano ricordo e cattolici e valdesi convivono omogeneamente e in pace.
Viene spontaneo domandarsi quanti secoli ancora ci vorranno per far sì che anche altre realtà più lontane da noi, riescano finalmente a convivere in pace e comunione, divenendo coscienti che il Dio sopra la nostra testa è sempre lo stesso, che si chiami Iahvè o Allah.

 

Inserito il 22 aprile 2004 alle 09:08:48 da Vale.

Mercoledì, 13 Maggio 2015 20:03

Elezioni comune di Torino

Scritto da

Mancano 2 giorni e qualche ora al voto amministrativo di domenica e lunedì. Fioccano le ultime pubblicità elettorale, una pioggia costante dai candidati al consiglio ai candidati alla circoscrizione. Ognuno di noi ne riceve decine e decine, spesso le buttiamo senza nemmeno aprirle. D'altronde i candidati non conoscono le nostre preferenze politiche e quindi mandano alla cieca. Se sapessero quanti depliant vengono strappati, probabilmente eviterebbero di spendere tanti soldi. Io che sono curioso le apro e le studio tutte: mi interesso di linguaggio, di come si cerca di attrarre il lettore/elettore e con quale slogan forte. Cito le ultime due: Silvia Manolino, 24 anni, laureata in architettura, suona nella fisarmonic orchestra. Carina, non esagera e si propone in punta di piedi. Moderati, evita di inserire il famoso quiz di cui ho parlato negli articoli. Vuole inserire le donne nella pubblic administration. Evita anche di parlare di programmi in maniera dettagliata. Torino domani credo sia una pubblicazione di FI per le elezioni. Credo perchè non è indicato ma c'è un intervento di Guido Crosetto. Torino da riprogrammare, una sorta di apocalisse questa città. In mano agli spacciatori, con foto, sporca e degradata. Sullo spaccio vorrei sottolineare come l'ordine pubblico non sia responsabilità delle amministrazioni nè di destra nè di sinistra. Non era la destra a sostenere che avremmo avuto più pantere e meno jungla. Mi sembra una sorta di boomerang, un'ammissione che non si è fatto quello che era stato promesso a livello nazionale. Passate le Olimpiadi...grazie ma allora c'erano 15mila agenti. Ognuno ha la sua visione di questa città: personalmente non credo che siamo all'emergenza ma in campagna elettorale i toni alti sono i più compresi. O no?. E non credo che la sicurezza sia l'argomento più importante. Questioni di punti di vista e di ideali. Premio miglior pubblicità manifesto a Gian Guido Passoni: lavorare per Torino con il cuore. Già, quello che manca a molti. Premio idea : Monica Cerutti. Qualcuno ha regalato persino degli oggetti, lei ha scelto la strada di un'opuscolo con i suoi interventi in consiglio comunale. Insomma nei precedenti cinque anni sono stata in consiglio comunale e sono intervenuta!. 

 

Maya@valchisone.it

Mercoledì, 13 Maggio 2015 19:57

lavori olimpici

Scritto da

Finalmente dopo anni di cantieri, polvere, camion, stravolgimenti e sacrifici è arrivata la tanto sospirata atmosfera olimpica! Di cosa si tratta...bè, i caratteri non sono ancora ben definiti ma tant'è che anche io, scettica e spesso molto polemica sui Giochi, noto che nell'aria c'è qualcosa di piacevole, importante, emozionante. Il movimento è grande. In alta valle, da qualche giorno, il dispiegamento di forze dell'ordine è impressionante: centinaia di carabinieri, polizia e guardie forestali riempiono le strade di Sestriere e dintorni e creano colonne di mezzi nelle nostre strade. Gli edifici, le strade, i balconi si sono colorati di tutte le tonalità del rosso, del giallo e dell'azzurro. Il colpo d'occhio è davvero bello! La torre bianca di Sestriere è stata letteramente foderata di arancione e sulla cima sono stati issati cinque enormi cerchi olimpici. Le bandiere spuntano come funghi dai balconi e i 5 cerchi popolano le vetrine dei negozi. Pulmini pieni di sponsor e Punto fiammanti del Toroc sono parcheggiati ad ogni angolo del paese... "L'ansia da pass" ha colpito ormai da più di un mese migliaia e migliaia di residenti, di proprietari di casa in montagna che si sono riversati negli uffici dell'Atl sopportando anche un'ora di coda la mattina di Natale piuttosto di stringere al più presto il "cartoncino magico" tra le mani. A nulla sono valse le rassicurazioni che le Olimpiadi sarebbero state a metà febbraio e i pass non fossero a numero chiuso... Le strade della nostra Val Chisone sembrano completate, o quasi. Tutte e tre le famose gallerie hanno già avuto dei brevi periodi di malattia, speriamo possano entrare in servizio definitivamente al più presto! A presto allora per il prossimo resoconto sullo sviluppo dell'Atmosfera Olimpica dalla vostra inviata in Valchisone!  

 

Maya@valchisone.it

 

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