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Attualità (110)

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 15:20

Elezioni sindaci Valchisone e Pinerolese

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Frossasco: Silvano Francia eletto sindaco. La lista indipendente ha ottenuto 934 voti contro gli 873 di Progresso e sviluppo a Frossasco. Sestriere. Cinque candidati. Battaglia tra Colarelli (Sestriere oltre il 2006) e Pozza (per Sestriere). Ha prevalso la prima di 14 voti, 264 contro 250. Rizzo (Lega) 19, Rizzo (Piemont) 1 e Robella (Fiamma Tricolore) 7 completano il quadro. Villar Perosa: Vittoria di Claudio Costantino. La lista Unione democratica ha ottenuto 1321 contro i 1057 del Movimento indipendente villarese che schierava Domenico Franzè e i 356 di Tradizione alpina di Roger Prinzio. INVERSO DI PINASCA: Andrea Concorde eletto sindaco. La lista da lui rappresentata, Lavoro e Progresso, ha ottenuto 331 voti contro i 130 di Luce Nuova (Luigi Bounous) e i 14 di Fascismo e Libertà (Stefano Caramello) PEROSA ARGENTINA: Netto il successo di Patrik Losano e di Insieme per Perosa che ha ottenuto 1374. Perosa unita rappresentata dal candidato Giovanni Laurenti ha ottenuto 466 voti. PORTE. Pochissimi votanti, Pasquale Macchia di AN (40 voti), 30 per Michele Giovine della lista Pace PRAGELATO. Valter Marin è eletto sindaco. La lista Pradzala per sa dzent ha ottenuto 205 voti, 135 a per lavorare insieme che presentava Lorenzo Galfrè PRALI: Sandra Aglì eletta sindaco. La lista concretezza montanara è ampiamente prima con 124 voti. Seguono Marina Zancanaro (insieme per Prali) con 63 e Michele Petrocelli (Aout e Amount) con 33. PINASCA. Igor Bonino sindaco. La lista che lo rappresentava Indipendenti del Pino consegue 1108 voti, Progetto democratico con Marco Bourlot 862. PERRERO. Insieme per collaborare lista più votata con 339 voti, Alma Margherita Ghigo eletto sindaco. Il MFI consegue 161 voti, 11 voti per i verdi per la pace, 3 per insieme per Perrero e Vittorio De Giorgio LUSERNA SAN GIOVANNI. Netto il successo di continuità e progresso 3446 voti, Livio Bruera sindaco. Alternativa per Lucerna 633 voti, 606 per la lista della LEGA Nord PRAMOLLO. Andrea Borgarello eletto sindaco, la lista Insieme per Pramollo ottiene 151 voti, 1 per Fascismo e Libertà, 1 per No Euro e 4 per An SAN GERMANO CHISONE. Clara Bounous eletta sindaco. 625 i voti di San Germano rinnovata, lavorare per San Germano 375 e 117 per un futuro per San Germano SAN SECONDO DI PINEROLO. Paolo Cozzo eletto sindaco. Insieme per San Secondo, la sua lista, consegue 870, Roberto Vicino al secondo posto 760 voti per un progetto per San Secondo, 563 per aria nuova che candidava Carlo Re. POMARETTO. Pomaretto 2004 che candidava a sindaco Elio Coutandin vince le elezioni con 328 voti. Serrata la lotta con insieme per il futuro (Danilo Breusa) che ha ottenuto 305 preferenze. Daria Pugliese lavoriamo insieme 126.

Maya@valchisone.it

 

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 15:08

Dieci anni fa il genocidio in Ruanda

Scritto da

L'IRAQ DEL TG1 E L'IRAQ DEL TG3. Da mesi i servizi segreti e le analisi geopolitiche convergevano su un punto: l'Iraq del dopo Saddam era un braciere ardente pronto ad esplodere definitivamente alla prima occasione. Così è stato. Non convergono invece il TG1 ed il TG3 sull'adesione alla protesta dei cosiddetti moderati: sfumature sottili che però rendono bene l'idea di come venga presentata la crisi irachena. I fatti non possono essere camuffati, si tenta di dare due opposte versioni del comportamento della popolazione, la "ggente" di tanti sondaggi. Il TG1 cita un sondaggio credo americano (e sarebbe curioso capire come è stato possibile sondare una popolazione in guerra e con quali criteri): la maggioranza è contraria alla violenza di questi giorni. Quindi i protagonisti dei disordini sono una minoranza. Forse perchè contraria, forse perchè stufa di morte e distruzione, forse perchè avvilita da una democrazia che tarda ad arrivare e distrutta dal caos e dall'anarchia. Il TG3, invece, sostiene che anche gli sciiti moderati appoggiano la rivolta perchè stufi dell'occupazione americana: quindi i protagonisti o comunque i sostenitori sono una maggioranza. Parlano dello stesso Iraq?.

PORTA A PORTA. Un comizio non un intervento in una trasmissione: ogni volta che il Presidente del Consiglio va a Porta a Porta gode di assolutà libertà, di mancanza di contraddittorio e trasforma lo show in spot. Dall'Iraq alle tasse alle infrastrutture: "se sforiamo il 3% del rapporto deficit/pil non è un dramma" (contraddetto da Tremonti che invece invita al controllo), attacchi a Prodi e alle istituzioni europee che hanno fallito e verranno rimandate a casa. Lumaconi ed inadeguati: sull'Italia sta per piovere l'early warning per lo sforamento del 3%, questa la colpa dei lumaconi. Lo stesso provvedimento colpirà altri paesi tra cui Francia e Germania: stranamente in questi non ci sono accuse così forti ai lumaconi. Colpa di Prodi che teleguida le commissioni, colpa dell'euro per il caro prezzi, colpa dei giornalisti che interpretano male ogni parola, colpa dei magistrati, ogni volta per giustificare le mancanze si gira la frittata e si accusa qualcuno.

PEACE-KEEPING. Vorrei sottolineare che la parola peace-keeping significa tenere la pace. Mi sembra che in Iraq siamo "abbastanza vicini" alla guerra e non siamo mai usciti definitivamente da una condizione che definire instabile è fin troppo generoso. Peace-keeping significa tenere la pace quando tra due contendenti è stato firmato un armistizio. In Iraq la guerra ufficialmente è terminata lo scorso maggio, eppure la guerra/guerriglia è persino più pesante in termini di costi e di vite umane per gli anglo-americani rispetto alla guerra vera, quella buona per le tivù. Non c'è un armistizio perchè questa è una guerra non dichiarata. Gli americani hanno 135mila soldati (a questo punto ne erano previsti 20mila in meno), anche in questo senso l'Iraq rassomiglia ogni giorno e sempre di più al Vietnam. La situazione potrebbe degenerare e gli esiti possono diventare imprevedibili: in questo caso credo che sarebbe utile e corretto nei confronti del paese ridefinire lessicalmente anche i termini della nostra missione.

DIECI ANNI FA. Ruanda, dieci anni fa, cento giorni di libero massacro: 800mila persone nel più totale disinteresse del mondo sono stati uccise, migliaia i profughi che tentavano di fuggire dall'orrore. La maggioranza hutu uccideva la minoranza tutsi senza che il mondo muovesse un dito: il segretario dell'Onu Kofi Annan ha riconosciuto questa mancanza, la comunità internazionale ha preferito dimenticare anche l'anniversario. Le pulizie etniche e le guerre africane non sono degne di interesse.

Maya@valchisone.it

 

Mercoledì, 21 Ottobre 2015 07:35

Dimenticanze sulla guerra e guerre dimenticate

Scritto da

TUTTI CONTRO TUTTI.

La Corte dei Conti critica Tremonti (vi precediamo da quattro mesi),Tremonti attacca Fazio, Fazio attacca Tremonti, Berlusconi attacca l'euro e quindi Prodi, Prodi si difende ed attacca il governo per la mancanza di controlli, il presidente del consiglio attacca i magistrati, la Lega attacca Ciampi, l'Ulivo si fa del male da solo, Berlusconi corregge la rotta sull'euro, ammettendo implicitamente la mancanza di controlli, la verifica di governo prima decolla poi si arresta poi rimette le ali, gli scontri all'interno della maggioranza sono all'ordine del giorno e durano da troppo tempo.Il buco Parmalat, quindici anni di truffa semilegalizzata, ha paralizzato la fiducia degli investitori.Intanto in questo marasma che non giova al paese l'economia italiana ristagna, l'inflazione non molla la presa ed i poveri sono in aumento.L'eurispes ci dice che nel biennio 2001-2003 gli stipendi degli impiegati hanno perso il 19%del potere d'acquisto(16%quello degli operai,13%dei quadri)e il ceto medio rischia di scomparire.L'esecutivo, dopo 31 mesi ,si rende conto che il paese è sempre più povero:nel complesso i primi giorni del 2004 non inducono certo all'ottimismo. LA

GUERRA IN IRAQ.Negli Usa riesplode la polemica sulle armi di distruzione di massa di Saddam.Ne parlo da tempo, è stata la motivazione che ha indotto Bush a rompere gli indugi e a non permettere agli ispettori dell'Onu ulteriori ispezioni.Il motivo principe della guerra, il motivo di una decisione unilaterale che ha distrutto l'Onu e diviso e continua a dividere il mondo.Breve riepilogo degli indizi a sfavore dell'amministrazione:la Cia aveva ammesso che nei rapporti non si era mai parlato di armi di distruzione di massa o almeno la presenza non era certa.L'ex ministro del Tesoro Bush ha scritto un libro nel quale descrive qual'era lo stato d'animo dell'amministrazione:si parlava di guerra fin dai primi mesi del 2001, cioè sei mesi prima dell'undici settembre.Saddam era nel mirino per motivi indipendenti dalla guerra preventiva e dall'alleanza con il terrorismo(peraltro motivazione debole ed accantonata subito perchè inesistente nei fatti).Il segretario di stato Colin Powell,la scorsa settimana,ha dichiarato:"se mai ci sono state(ndr le armi di distruzione), dove sono finite?".L'ultimo colpo alla verità fabbricata(?)per l'opinione pubblica è arrivato dall'ex capo degli ispettori Usa in Iraq, David Key, che davanti ad una commissione senatoriale ha dichiarato che "le armi è ovvio che non c'erano".Gli indizi sono sufficienti a creare perlomeno qualche sospetto?. Bush negli ultimi tempi, per motivi elettorali e conscio della difficoltà di mantenere in vita la sua verità, ha girato la frittata e si è fatto carico della libertà del mondo dalle dittature.La polemica piomba in pieno anno elettorale,un boomerang che potrebbe ritorcersi contro l'attuale presidente:le informazioni passate dai servizi segreti alla Casa Bianca sono state abilmente manipolate?.La Casa Bianca ha mentito per giustificare la guerra in Iraq?.Non sono quesiti secondari.

GUERRA CIVILE IN UGANDA.Dura da diciassette anni,ha fatto un milione di morti,un milione di feriti(tra cui molti mutilati),imprecisato il numero dei profughi.Guerra dimenticata da tutti,l'Uganda non è strategicamente rilevante.Una delle tante guerre africane che si lasciano correre......

Mercoledì, 21 Ottobre 2015 07:32

Olimpiadi: Mosca 1980. L'Italia partecipa senza inno

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Il 28 dicembre 1979 l'Unione Sovietica invase l'Afghanistan. Qualche giorno dopo il presidente Carter dichiarò la sua volontà di non mandare atleti statunitensi alle Olimpiadi moscovite che si sarebbero dovute tenere qualche mese dopo. Per ritorsione. Gli sforzi della diplomazia furono quasi subito annullati dall'arresto del dissidente Andrej Sacharov (poi deportato a Gorky). Il 24 gennaio la Camera americana approvò a stragrande maggioranza il boicottaggio: Carter chiese a tutti i paesi amici di conformarsi. Il governo italiano aveva deciso la non partecipazione ai giochi proibendo agli atleti militari di partire: il comitato olimpico nazionale ignorò il divieto decidendo di partecipare. Si trovò un compromesso bizzarro: gli atleti italiani sarebbero andati a Mosca a titolo individuale e senza rappresentare il paese. Non sarebbe risuonato l'inno nazionale e non sarebbe sfilato il tricolore nella giornata inaugurale. Oltre agli americani rinunciarono tra gli altri i tedeschi ed i giapponesi. Una delegazione di atleti francesi chiese ed ottenne, durante le Olimpiadi, di essere ricevuta dalle autorità sovietiche. Per la cronaca l'Unione Sovietica risultò di gran lunga la nazione più forte con 80 medaglie d'oro, seguita dalla Repubblica democratica tedesca. L'Italia, quinta assoluta, fu prima tra i paesi occidentali con otto medaglie d'oro, tre d'argento e quattro di bronzo. Le otto medaglie d'oro furono vinte da Sara Simeoni (salto in alto), Pietro Mennea (200 metri), Federico Roman (completo d'equitazione), Enzo Gamba (judo 71 kg), Luciano Giovannetti (tiro fossa olimpica), Patrizio Oliva (pugilato, superleggeri), Claudio Polito (lotta libera, kg.48) e Maurizio Damilano, piemontese, nella venti chilometri di marcia.

Mercoledì, 14 Ottobre 2015 18:52

Pra Martino

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Località della Val Chisone situata a cavallo tra i comuni di Villar Perosa, S. Pietro Val Lemina e Pinasca, un tempo rinomata, oggi abbandonata dopo diversi passaggi di proprietà. Monumento simbolo è il rudere dell'ex-albergo accanto al belvedere, statua della libertà del Belvedere sul monte Rocciacotello(1010m) del Rubino, Edoardo Rubino, scultore italiano (Torino 1871-Roma 1954)

  • belvedere

Ormai quasi diroccato e imbrattato.

Eventi storici del passato (descrizione di Diego Priolo) descrivono che tra l'impervia Roccia Cotello ed i boschi di Pra Martino vissero secondo la leggenda il terribile brigante Barabio Cotello (o Coltello), in omaggio alla sua specialità, richiamata anche nell'aspetto morfologico delle rocce che celavano il suo nascondiglio, e dei misteriosi soldati che una tradizione ed il toponimo locale "Camp d'arlanda", liberamente interpretato, vogliono irlandesi. Il loro fortino che qui sarebbe sorto, sarebbe stato costruito con i pali rubati dai vigneti di S.Pietro Val Lemina. Vedi anche la raccolta delle Leggende della Val Chisone

  • mappa

Poco distante, La Cappella di San Benedetto nel comune di Porte,

  • san_benedetto
a monte del Malanaggio, con un'ottima vista sul tratto medio e basso della valle,

  • image_00001

sarebbe stata qui edificata a seguito del ritrovamento di un teschio attribuito al santo in questione.

 Una vicenda storica documentata e sempre legata alla presenza in loco di un simile reperto, ebbe un certo clamore alla fine del XIX secolo.

  • anni_60_Pra_Martino

Cartolina a colori "artificiali". Si tratta di una foto in B/N colorata a mano e così riprodotta. A vedere le auto la daterei a cavallo tra la fine degli anni '50 e primi '60.

  • 1938_Pra_Martino

Foto di un gruppo di uomini. Saranno muratori? Comunque l'albergo è esistente. Databile quindi a fine anni '30.

  • 1938_Pra_Martino 1
  • 1938_Pra_Martino 2
Queste due foto ritengo siano dell'inaugurazione dell'albergo. Erano datate sul retro e potrebbero essere del giorno dell'inaugurazione.

  • 1960_Pra_Martino

1938 Albergo Pra Martino. Classica cartolina fine anni '30. Fare una cartolina è un modo giusto per pubblicizzare il luogo e l'albergo. Qui pare finito ed attrezzato. Credo sia nel periodo appena post inaugurazione. Nella vetrata centrale al piano primo si nota una persona.
 
  • gara
Trofeo Giovanni Agnelli Corsa di regolarità in salita per auto d'epoca, Villar Perosa Pra Martino, 1966
  • gara2

Trofeo Giovanni Agnelli Corsa di regolarità in salita per auto d'epoca, Villar Perosa Pra Martino, 1966

Negli anni 90 fino ai primi anni 2000 è Paolo Benoffi, avvocato ottantenne di Moncalieri, proprietario del vecchio albergo sulla sommità del colle e di 165 giornate di boschi

 

 

Materiale fotografico B-N fornitoci da Enrico Berardo ©

Lunedì, 07 Settembre 2015 14:17

Carlo Urbani

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Spero che il nome Carlo Urbani non sia nuovo per nessuno. Quando morì, il 29 marzo 2003 il mondo si commosse conoscendo la sua storia.
Morì a Bangkok, di Sars, proprio dopo essere stato uno dei primi a scoprirla, e fu grazie a lui se l'epidemia in Vietnam venne presto controllata. Lasciò tre figli, senza nemmeno poterli salutare per paura del contagio, e una moglie che sempre l'avevano seguito in tutte le sue trasferte di lavoro.

Era un dirigente dell'Oms, ma del "dirigente", oltre la grande determinazione, aveva poco. Carlo Urbani era davvero "il medico del mondo". Considerava un privilegio poter toccare fisicamente i suoi pazienti e appena poteva correva sul terreno a visitare di persona i suoi pazienti.
Al momento della morte era il responsabile per le malattie infettive e tropicali in Cambogia, Laos e Vietnam. Venne chiamato ad Hanoi per cercare di capirne di più su una nuova, atipica, forma di polmonite: la Sars appunto. Il dottore Carlo Urbani mise in pericolo la sua stessa vita, cosciente che la malattia era spietata e ancora senza cure adeguate.
Nasce a Castelplanio, nelle Marche, 19 ottobre 1956. Già nel piccolo del suo paese si da un gran da fare in mille attività per la comunità e per il prossimo. Si era laureato e poi era partito per l’Africa.
Al ritorno diventa medico di base a Castelplanio per diventare poi primario nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Macerata.

Nel 1966 entra a far parte di Médicines sans frontières , si trasferisce con la famiglia in Cambogia, dove lavora in un progetto per il controllo della schistosomiasi. In Msf si intensifica la sua instancabile denuncia a favore di quelle popolazioni che non hanno accesso ai medicinali di base, "mentre l'Occidente spende fior di soldi per la ricerca sulla caduta dei capelli". Nel 1999 diventa Presidente di Medici Senza Frontiere per l'Italia e nello stesso anno ritira il nobel per la pace.

Porta il suo prezioso lavoro, fatto con serietà e dedizione, in Mauritania, Etiopia, Cambogia, Vietnam, Filippine e Tailandia. La sua non è solo un'opera sanitaria ma anche politica. Si batte perchè “l’accesso ai farmaci essenziali deve essere considerato un fondamentale diritto per tutti gli esseri viventi”.

Era un uomo di quelli rari, veri, con enormi valori che guidavano ogni passo della sua vita. In famiglia come sul lavoro.

«Sono cresciuto inseguendo il miraggio di incarnare i sogni. Ed ora credo di esserci riuscito. Ho fatto dei miei sogni la mia vita e il mio lavoro. Anni di sacrifici mi permettono oggi di vivere vicino ai problemi, a quei problemi che mi hanno sempre interessato e turbato. Quei problemi oggi sono anche i miei, in quanto la loro soluzione costituisce la sfida quotidiana che devo accettare. Ma il sogno di distribuire accesso alla salute ai segmenti più sfavoriti delle popolazioni è diventato oggi il mio lavoro. E in quei problemi crescerò i miei figli, sperando di vederli consapevoli dei grandi orizzonti che li circondano, e magari vederli crescere inseguendo sogni apparentemente irrangiungibili, come ho fatto io».

"A tutto si tenta di trovare giustificazione, sia nei fatti gravi che nel quotidiano…" - "Io invece sono con quelli che dicono che l’Afganistan non si bombarda, che il morto americano vale esattamente quanto l’ignoto pastorello irakeno, e il resto vale per Israele e gli abusi commessi in Palestina."

Dopo la morte di Carlo, i familiari e gli amici hanno fondato l'Aicu:

www.aicu.it

.
L'Aicu prosegue la lotta di Carlo contro la Sars e le altre malattie infettive e parassitarie.
Vi consiglio la lettura del giornalista Jenner Meletti "Il medico del mondo -
Vita e morte di Carlo Urbani" e magari anche di regalarlo ai vostri cari...

 

Venerdì, 04 Settembre 2015 13:22

Elezioni europee risultati a Villar, Perosa ed Usseaux

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ELEZIONI EUROPEE: RISULTATI DI VILLAR PEROSA, PEROSA ARGENTINA ED USSEAUX

 

148 voti ad Usseaux, l'88,10% degli aventi diritto. Forza Italia primo partito con 33 voti, segue la Lega Nord con 32, uniti nell'Ulivo con 21, Rifondazione con 8 e Alleanza Nazionale con 6.
2570 i voti di Villar Perosa contro i 2445 delle elezioni europee del 1999. Uniti nell'ulivo primo partito con 816 voti contro i 574, seppur con formazioni separate del 1999. Forza Italia perde consensi, passando da 495 voti del 99 a 414 di questa tornata elettorale.
Incrementano leggermente in termini di voti la Lega Nord, terza forza che guadagna 28 voti rispetto al 1999: 341 ieri, 313 nel 99, Alleanza Nazionale (da 111 a 122), i Comunisti Italiani 14 voti in più (da 80 a 94) e i Socialisti Uniti (da 45 a 61 voti)
Crollo della Lista Bonino (417 voti nel 1999, 75 in questa tornata).
Rifondazione Comunista, quarto partito con 244 voti, Udc con 90 voti rispetto ai 47 di cinque anni fa e Verdi (72 voti) incrementano i loro voti. L'Italia dei Valori non presente nel 99 ottiene 76 voti. Perdono il 10% le altre formazioni.
Nel 1999 votarono 2445 persone, tra sabato e domenica 2570.
2271 votanti a Perosa. Uniti nell'ulivo primo partito con 673 voti ed il 34,5%, seguita da Forza Italia, seconda, 321 voti e 16,4%. Terzo posto per Rifondazione che ottiene 184 voti due in più della Lega. Sopra i cento voti anche An , 112 per la precisione ed il 5,75%. 84 voti per l'Udc, la lista Bonino ne ha ottenuti 70

Se volete scrivermi:
Maya@valchisone.it


Risponderò a tutti

Venerdì, 04 Settembre 2015 13:21

Elezioni europee in Valchisone e Pinerolese

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ELEZIONI EUROPEE: RISULTATI DI VALCHISONE E PINEROLESE 


Uniti nell'Ulivo primo in nove comuni su dieci di quelli presi in considerazione della vallata e del Pinerolese (compreso Massello e Salza di Pinerolo), vittoria di Forza Italia a Pragelato. Buoni risultati per Rifondazione a Perrero, Pramollo e Prali. Vediamo il dettaglio:

Angrogna: Uniti nell'ulivo 102 voti, Forza Italia secondo partito con 49, bene la Lega con 42 e Rifondazione con 35. Exploit dei Pensionati con 18 voti, 18 voti anche per la Bonino.

Perrero. Netto successo del centro-sinistra: Uniti nell'Ulivo 129 voti, Rifondazione con 61 è il secondo partito. Forza Italia 57 e Lega Nord 52.

Fenestrelle: Uniti nell'Ulivo 115 voti, Forza Italia con 74, Lega Nord terza forza con 38. Rifondazione 27.

Porte: Uniti nell'Ulivo 182 voti, Forza Italia 95, Lega Nord 61, Rifondazione 47, exploit dell'Udc con 31 voti

Pragelato: Vittoria netta di Forza Italia che con 85 voti è il primo partito. Uniti nell'Ulivo con 45 superato anche dalla Lega Nord con 49 voti.

Prali: Uniti nell'Ulivo con 88 voti trionfa nettamente, Rifondazione con 32 voti è il secondo partito. Forza Italia superata anche dalla Lega Nord.

Pramollo: Uniti nell'Ulivo con 59 voti è il primo partito. Rifondazione 14 voti e Lega Nord con 14 sono sul podio. Stessi voti per Forza Italia ed Udc, 11.

Perosa: Uniti nell'Ulivo primo partito con 97 voti a 13 lunghezze Forza Italia. Lega 40, Alleanza Nazionale 38, Socialisti ed Udc 11 completano il quadro polista. Tra le forze di centro-sinistra da segnalare i 26 voti della lista Di Pietro ed i 28 di Rifondazione. 26 voti anche per i Verdi

Se volete scrivermi:


Maya@valchisone.it


Risponderò a tutti

Lunedì, 31 Agosto 2015 13:29

Il progetto TAV

Scritto da

Il progetto TAV
By Maya@valchisone.it

 

Ho già avuto modo di esprimere forti perplessità sul progetto TAV per la tratta nazionale della Torino-Lione. Le ferrovie italiane a fine 2003 hanno presentato il progetto preliminare della linea TAV/TAC suscitanto numerose domande.
Da Settimo Torinese a Bruzolo, situato nella bassa val di Susa, sono quarantaquattro chilometri di tratta. Si prevede una galleria unica che parte da Grange di Brione fino a Borgone (galleria del Musine) di quasi 23 chilometri.
Si prevedono altre tre gallerie secondarie: Rivera, Caprie e Frangetta. Località della Valsusa, provincia di Torino.
La tratta internazionale prevede un altro tunnel, da Venaus a St Jeanne de Maurienne più di trenta chilometri.
Sia nella tratta nazionale che in quella internazionale sono stati riscontrati gravi problemi per la salute e l'ambiente.
Gli studi di un'equipe di geologi dell'Università di Siena, al termine di un'indagine finalizzata alla ricerca di rocce amiantifere in bassa val Susa (tra Grange e Condove), hanno dimostrato come nella metà dei campioni esaminati e prelevati (circa 39 in 29 punti diversi) siano state riscontrate tracce di amianto.
Si prevede che sarà necessario estrarre circa più di un milione di metri cubi di rocce amiantifere per completare i lavori della tratta nazionale. Circa la metà (500 mila metri cubi) verranno stoccate a Tetti San Mauro presso Almese. Non risulta un piano di sicurezza che possa impedire la dispersione di fibre d'amianto nell'aria. Non mi è noto un progetto che possa stoccare e in condizioni di sicurezza gli altri 500mila metri cubi.
L'amianto si disperde con una certa facilità e si deposita nei polmoni.
L'amianto causa il mesotelioma, tumore maligno della pleura che si manifesta in media dopo quindici anni e provoca il cento per cento di mortalità. In provincia di Torino attualmente ci sono cinque decessi causati dal mesotelioma ogni duecento mila abitanti.
Si è pensato seriamente a quali rischi si potrebbero correre movimentando un milione di metri cubi di rocce amiantifere?.
Non è finita perché la tratta internazionale presenta il problema uranio. Precisamente nel massiccio d'Ambin, il materiale presente si chiama pechblenda. Non si conosce il presunto volume da estrarre ma si sa bene che l'uranio contamina anche le falde acquifere e i corsi d'acqua per l'irrigazione. Si disperse anch'esso facilmente nell'aria e può essere inalato.
L'uranio provoca il linfoma.
Credo che occorra una seria riflessione da parte di tutti, Regione e Provincia compresi, prima di intraprendere un progetto tanto importante quanto rischioso. Esisteranno mai margini di sicurezza così ampi quanto si movimentano materiali tanto pericolosi?. Il progresso deve essere sempre eco-compatibile, si realizzi il progetto (che certamente non sarà di basso impatto su una vallata già trafficata) solo in presenza di chiare e lineari predisposizioni di sicurezza.

Maya@valchisone.it

...dovrebbero regalare un biglietto almeno per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici!
Anche se sembrerò peccare di vittimismo vorrei affrontare nuovamente l'argomento.
Per chi, come me, percorre giornalmente o quasi la strada della Val Chisone da Sestriere a Pinerolo, i disagi sono davvero tanti. I tempi di percorrenza sono raddoppiati, arrivati a Porte spesso si farebbe meglio a scendere dalla macchina e incamminarsi a piedi verso Pinerolo e ultimamente neanche la "furbata" di passare dall'Inverso sembra essere di grande utilità.
I semafori sono numerosissimi così come i camion. Per quasi tutta la sua lunghezza (eccetto il rettilineo di Pourrieres, straordinariamente asfaltato, senza sarcasmo) la strada è dissestata.
Ditemelo: le avete volute le olimpiadi, ora pedalate... Vero, in parte. Ma se queste olimpiadi non ci fossero state assegnate, la strada probabilmente sarebbe rimasta come fino a due estati fa, come se i valligiani non avessero le stesse esigenze stradali degli spettatori/atleti/giornalisti che si serviranno di questa strada per una ventina di giorni. E ammettendo pure che dovranno passarci migliaia e migliaia di persone, possibile che i lavori non avrebbero potuto iniziare prima ed essere più scaglionati nel tempo?
Molti commercianti si sono già lamentati della diminuzione di presenze di turisti nei week end dovuto alle condizioni della strada. Nonostante questo effetto, il sabato in salita e la domenica sera in discesa le code sono davvero chilometriche!
Dopo tutte queste lamentele (che ho la fortuna di poter esprimere qui) dovute ad un ennesimo pomeriggio passato tra la polvere e i camion dell'ex statale 23 devo riconoscere che il lato positivo, come sempre, c'è anche in questo: ferma ai semafori, mantenendo un'andatura tra i 20 e i 30 all'ora in molti tratti, ho potuto scorgere tanti piccoli bellissimi particolari che, prima, non avevo mai avuto occasione di vedere…

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