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Martedì, 14 Giugno 2016 15:01

Su Marte si va così....

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La colonizzazione del pianeta rosso sembra, almeno in teoria, soltanto questione di tempo. Ma servono grandi fondi. E un po' di fortuna Promesse elettorali o un sogno destinato a realizzarsi? Comunque andrà a finire, la prospettiva di una colonia umana su Marte, annunciata da George W. Bush, è un bel gioco dell’immaginazione. Che parte da lontano: le prime foto del pianeta furono scattate nel 1965 dalla sonda Mariner-4. I primi robot ad atterrare furono, nel ’76, Viking-1 e 2. Ma finora ci si era limitati a una sorta di corteggiamento spaziale. Ora le intenzioni paiono più serie. Con le sonde in orbita e i rover sul suolo si potrà sapere se sul pianeta c’è (o c’è stata) acqua, che potrebbe essere usata come carburante e per estrarne ossigeno. Il costo di tutto ciò, 12 miliardi di dollari nei primi 5 anni, seguiti da altri 170. Sembra tanto, ma è il minimo per un programma così ambizioso. Forse troppo. PER CONOSCERLO... Quanto è lontano? A causa dell’orbita ellittica, la distanza di Marte dalla Terra varia molto. Nel suo punto più vicino (come nell’agosto 2003) Marte dista dal nostro pianeta 56,3 milioni di chilometri. Monetine e campi da football Se la Terra fosse grande quanto un quarto di dollaro (o 50 centesimi di euro) appeso a un palo della porta di un campo da football, la Luna sarebbe grande quanto un gommina di matita distante 76 cm. Nel suo punto più vicino, Marte avrebbe le dimensioni di una moneta da 10 centesimi di dollaro (o 5 centesimi di euro) situata al lato opposto del campo.Se si potesse guidare fino a Marte alla velocità di 88 chilometri orari, il viaggio durerebbe circa 73 anni. Basket marziano Poiché la gravità di Marte è circa un terzo di quella terrestre, Michael Jordan potrebbe non soltanto fare canestro, ma addirittura sollevarsi oltre di esso. Il suo balzo verticale di 107 centimetri su Marte sarebbe di 2,8 metri. Jordan dovrebbe però fare il salto indossando una tuta spaziale adatta per sopravvivere alle condizioni ostili di Marte. La temperatura di superficie è di 63°C e la sua sottile atmosfera è composta al 95 per cento di carbonio. La stagione di basket su Marte sarebbe un po’ più lunga: i giorni hanno più o meno la stessa durata, ma un anno è di 687 giorni. ... E PER CONQUISTARLO Partenza Problema. Ogni viaggio nello spazio inizia con una battaglia contro la gravità, in particolare se si tiene conto delle dimensioni dell’astronave necessaria per raggiungere Marte. Avere una forte spinta a disposizione aiuterebbe, ma la vecchia serie di razzi «booster» Saturn Vs è stata dismessa. Soluzione. Non c’è bisogno di sollevare grandi pesi da terra, basta decidere di inviare in orbita i pezzi dell’astronave e assemblarla nello spazio. Un razzo Delta IV potrebbe raggiungere l’80 per cento della forza dei vecchi Saturn Vs. Viaggio Problema. Una missione di sola andata per Marte durerebbe sette mesi, viaggio nello stesso tempo noioso e pericoloso, soprattutto a causa del bagno di radiazioni al quale il velivolo e il suo equipaggio sarebbero continuamente sottoposti. Soluzione. Propulsione termonucleare e propulsione a ioni possono incrementare la velocità e dimezzare il tempo di un viaggio interplanetario. Scudi pesanti proteggeranno l’equipaggio dalle radiazioni, anche se ciò aumenterà il peso. Vita su Marte Problema. Non è possibile immagazzinare abbastanza cibo, acqua e ossigeno per una missione della durata di tre anni. Inoltre le radiazioni sulla superficie del pianeta sarebbero un grosso ostacolo. Soluzione. Se esiste ghiaccio su Marte, potrebbe essere sciolto e utilizzato. L’ossigeno potrebbe essere separato dall’acqua e usato per respirare. A fornire cibo sarebbero serre costruite sul posto. Metallo o altri materiali riparerebbero dalle radiazioni. Ritorno a casa Problema. Sarebbe difficile trasportare carburante a sufficienza per il ritorno. Il viaggio verso la Terra durerebbe ben più di sette mesi se le orbite dei due pianeti non fossero nel loro punto più vicino. Soluzione. Idrogeno e ossigeno separati dall’acqua potrebbero servire come carburante. Marte e Terra si avvicinano ogni due anni, fornendo così una finestra da sfruttare per il viaggio di ritorno.

By Admin

By Maya Ricevo e volentieri pubblico. Un grazie alla dottoressa Silvia "Carlo Gottero nato a Rivoli il 25 luglio 1944 è imprenditore agricolo. Dal 1983 al marzo 2005 presidente della Coldiretti di Torino. E' membro del CNEL, Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro. Componente della Giunta della Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Torino. Assessore della Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia. Assessore all'agricoltura del comune di Almese, componente giunta ATL 2 Montagne Doc e componente del consiglio di amministrazione del CAAT (centro Agro Alimentare). Mette a disposizione degli elettori l'esperienza acquisita in trenta anni di impegno in campo sindacale e istituzionale. Per la Coldiretti, ha al suo attivo otto anni di esperienza e impegno presso gli organismi dell'Unione Europea. Si occupa di problematiche delle imprese di tutti i settori economici. E' stato promotore e sostenitore dei Patti Territoriali e degli Accordi Quadro con la Pubblica Amministrazione per favorire la partecipazione dei cittadini e delle imprese alle attività della Regione. Persona determinata e coerente. Sulle problematiche dell'ambiente, del territorio, del paesaggio e della montagna; sul tema delle qualità delle produzioni, della qualità della vita e della sicurezza alimentare ha portato avanti molte battaglie di frontiera, diventate oggi patrimonio comune di cittadini e consumatori. In accordo con la Coldiretti, la Margherita lo propone come assessore all'Agricoltura e alla Montagna. Un grande progetto politico innovativo: riscrivere il rapporto tra agricoltura, società e istituzioni Premessa La Coldiretti Torinese, forza sociale di rappresentanza vasta, ha elaborato in piena autonomia un progetto di rigenerazione dell’agricoltura italiana per promuovere lo sviluppo integrato del territorio in una logica di sostenibilità, di qualità, delle produzioni e di multifunzionalità delle imprese agricole, di sviluppo delle filiere produttive e di sicurezza alimentare ed ambientale. L’agricoltura europea, nazionale, regionale e locale, ha oggi definito il proprio modello di sviluppo, e quindi nuove missioni accanto a quelle tradizionali, dalle seguenti direttive, regolamenti, leggi e strumenti applicativi: Ø La totale riforma della Politica Agricola Comunitaria su criteri fortemente innovativi; Ø La conseguente riscrittura del Piano di Sviluppo Rurale; Ø La riforma dei Fondi Strutturali; Ø La nuova Legge di Orientamento agricolo e relativi decreti applicativi; Ø La riforma societaria e fiscale; Ø La nuova legge sull’origine, rintracciabilità e tracciabilità delle produzioni agricole ed agro-industriali; Ø La riforma delle politiche per tutte le filiere produttive e degli strumenti di formazione dei prezzi Da questa premessa, Coldiretti propone alle forze politiche di prendere atto del cambiamento epocale che investe il settore e del fatto che questo insieme di riforme rappresentano il più grande processo di innovazione che sia stato concertato e condiviso tra le Istituzioni (Unione Europea e Stato Italiano) e la più grande organizzazione agricola del nostro paese e dell’Europa. Si tratta di un cambiamento epocale che investe il ruolo e l’operatività delle Istituzioni territoriali e locali (Regione, Provincia, Comuni e altri Enti che operano con ruoli specifici sul territorio), i consumatori e le loro organizzazioni e l’intera società, proponendo nuovi stili di vita e di consumi e nuove gerarchie di valori. Coldiretti ritiene che tale cambiamento dovrà trovare un’intelligente e competente azione programmatica concertata a livello di Regione e la ritaratura di tutti gli strumenti di intervento. Lo sviluppo sostenibile ed il rapporto con l’agricoltura multifunzionale e rigenerata - Territorio e paesaggio La Coldiretti chiede alla Regione di compiere una scelta definitiva sul tipo di agricoltura da sostenere. Lo sviluppo dell’agricoltura multifunzionale e rigenerata è l’unica scelta possibile per valorizzare tutte le potenzialità del settore in una logica di sviluppo integrato in cui si valorizzano le potenzialità del territorio, del paesaggio della cultura e delle tradizioni, delle produzioni agricole locali di qualità, della biodiversità e la sostenibilità globale. Il mantenimento e il rafforzamento delle condizioni di sviluppo del territorio necessitano di interventi di tipo strategico e operativo a livello locale: le politiche macroeconomiche definite a livello internazionale sono sempre meno sufficienti per la competitività di un’area specifica. La strategia competitiva di un'area territoriale deve avere alla base un'attenta analisi dell’insieme delle caratteristiche locali. Oggi, completamente affrancati da una visione urbano-centrica dello sviluppo e dell’assetto del territorio è assolutamente necessario considerare il territorio rurale come una parte fondamentale della nostra identità culturale e dell’ambiente naturale, onde selezionare con lungimiranza le politiche di intervento sul territorio, corrispondenti ad una visione integrale dello sviluppo degli usi e delle risorse non riproducibili e rispettose degli indirizzi dell'Unione Europea in tema di Ambiente e Agricoltura. La risorsa ed il valore aggiunto rappresentata dal Paesaggio e dal suo arredo, dalla qualità del territorio e dall’ambiente richiede: Ø La definizione di un contratto di coesione naturale fra città e campagna, ispirato ai principi dello sviluppo sostenibile. Ø Ridurre la sottrazione di terreno agricolo, con nuovi strumenti programmatori partecipati. Ø Nuova legge regionale sul paesaggio. Ø Riforma legislazione dei parchi, e delle sue aree protette accorpandole e coordinandone le politiche in una nuova concezione di sostenibilità produttiva concertata e convenzionata non soltanto vincolistica, riconoscendo il ruolo delle imprese agricole multifunzionali e dei privati. Ø Corretta applicazione del nuovo testo unico sull’esproprio attraverso l’utilizzazione di accordi procedurali concertati. Ø Un corretto risarcimento per i danni ambientali ed alle imprese agricole residenti nelle aree olimpiche Ø VAS per tutte le opere infrastrutturali, una nuova metodologia per la formazione dei PRG e per le infrastrutture che consenta la valutazione dei costi di rinaturalizzazione e restauro ambientale, produttivo, economico e socio sanitario, ante opera. Ø La costituzione della Fondazione per la tutela dei terreni e delle cascine del Mauriziano da utilizzazioni speculative Ø Agevolare corrette politiche di riordino e ricomposizione fondiaria con ampio uso dei contratti territoriali, degli accordi volontari delle utilizzazioni concordate e delle nuove disposizioni legislative attraverso la costituzione della “Banca della Terra” (tipo SAFER francesi) Ø La riforma integrale della legislazione per il controllo della fauna selvatica, con l’introduzione del principio dell’autodifesa attiva delle coltivazioni e del rimborso totale dei danni. La nuova legge di Orientamento agricolo Coldiretti pratica e promuovere un’agricoltura multifunzionale ed equilibrata, in armonia con l’ambiente. Il ruolo attivo del settore agricolo nel contribuire significativamente allo sviluppo complessivo di un’area territoriale rurale e urbana trova d’altra parte pieno riconoscimento attraverso la “Legge di Orientamento” che rappresenta a tutti gli effetti la riforma dell’agricoltura, nazionale, regionale e locale offrendo diverse possibilità di modernizzare il settore attraverso, ad esempio, la riscrittura della figura dell’imprenditore a cui, prima, era richiesto di esercitare le attività di base produttive e di avere relazioni esterne solo quando rientravano nell’esercizio normale dell’agricoltura. L’innovazione consiste nel sostenere sul piano della qualificazione giuridica sia lo svolgimento delle attività principali, sia lo sfruttamento dell’intero ciclo produttivo dell’impresa e accompagnare i rapporti con il mercato e con i consumatori. Per la prima volta si considera espressamente attività agricola la fornitura di servizi finalizzati alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e si riconosce la molteplicità dei ruoli dell'agricoltura, prevedendo, la fornitura di servizi alla pubblica amministrazione, dei servizi alla persona, dei servizi sociali, la produzione di energie da biomassa agricole, la trasformazione e vendita aziendale e diretta delle produzioni agricole (filiera corta), il turismo rurale diffuso e di accoglienza. Lo sviluppo locale e la programmazione negoziata Lo sviluppo locale inteso come sistema integrato di approccio alla competizione globalizzata è lo strumento fondante di una politica socio-economica, legata alla qualità ambientale, territoriale, produttiva e all’innovazione. I sistemi locali, la loro capacità di legare settorialità e integrazione, la tendenza a “fare rete”, nei processi di sviluppo, il territorio come elemento per rendere i processi contemporaneamente connessi alla tradizione ed ad una forte innovazione, sono ormai un percorso obbligato da costantemente perseguire in quanto vero e proprio strumento di governance. Gli strumenti, le normative, gli indirizzi programmatori, le esperienze sviluppate, permettono oggi, in particolare per il territorio della provincia di Torino e per l’intero Piemonte, di ridare rinnovato slancio e centralità alle politiche di sviluppo locale integrato. I risultati concreti raggiunti in particolare con i patti territoriali (progetti, finanziamenti e realizzazioni) che hanno coniugato centralità delle imprese e sistema territoriale complesso e “attirato”, interventi più complessi, ma fondamentali come i Progetti integrati d’area (Pia), i progetti ambientali, la formazione e le politiche attive del lavoro, le pari opportunità e i programmi europei come Equal, gli approfondimenti sulle strategie del Welfare, del Marketing territoriale, dei processi di internazionalizzazione delle imprese e l’ingegneria finanziaria, impongono un puntuale, forte, progettuale, salto di qualità e di definizione di ulteriori strategie. In questo contesto il settore agricolo è stato forse il comparto che, grazie alla Coldiretti Torinese, ha saputo portare un valore aggiunto tale da segnare una vera e propria “novità” in questa esperienza torinese. Accanto ai Patti territoriali e in termini troppo disarticolati, rispetto ad essi, sono venute avanti altre esperienze settoriali, quali i Distretti industriali, i GAL, i Prusst e i Distretti del Vino e stanno nascendo i Distretti Rurali e agroindustriali. Il sistema Pubblico che presiede la programmazione negoziata (concertazione) sta perdendo determinazione iniziale. Occorre rilanciare una nuova fase con obiettivi qualificati, diversamente si ritornerà alle logiche di campanilismo. Per questo indispensabile rilancio la Coldiretti di Torino pone con forza alcune questioni: -consolidare strategicamente e progettualmente le politiche territoriali di sviluppo integrato ed altamente qualitativo, quale elemento guida per tutte le politiche (economiche, sociali, culturali, ambientali, infrastrutturali e professionali); -rilanciare i processi concertativi, a partire dal “locale” misurati sulle strategie e sui progetti: -coordinare territorialmente e integrare i vari strumenti di sviluppo (patti territoriali, distretti, Prust, GAL, Distretti Turistici ecc.) ponendo indirizzi e vincoli e arrivare la territorializzazione dei bilanci degli Enti e dei finanziamenti europei, nazionali, regionali; -portare all’interno dei sistemi locali di sviluppo le politiche sociali, sanitarie, infrastrutturali e ambientali dei servizi; -valorizzare il sistema agricolo per le sue grandi potenzialità produttive, ma ancor più per le sue qualità ambientali, (qualità di prodotti, energie rinnovabili, valorizzazioni turistiche e storiche, manutenzione e gestione dei parchi, aree naturali, educazione alla qualità della vita). -rivedere le varie leggi e normative regionali, coordinando tutti gli interventi settoriali previsti, in un contesto territoriale integrato e condiviso; -verificare e rilanciare il sistema degli sportelli Unici associati facendoli diventare sempre più strumenti di servizi alle imprese e al sistema dello sviluppo locale. Coldiretti ritiene inoltre indispensabile sperimentare un processo incentivante di forte premialità finanziaria per i territori che sapranno auto - promuoversi e auto - organizzarsi integrando le politiche comunali con quelle territoriali e darsi vincoli condivisi per “realizzare” un territorio competitivo. Ciò consentirebbe anche alla Regione di orientare e vincolare la propria politica generale e di bilancio alle esigenze dei territori e di dotarsi di infrastrutture e di logistica per promuovere valore e sostenibilità, evitando interventi “a pioggia”. L’esperienza degli strumenti di programmazione negoziata e le concertazione come metodo di governance deve essere pertanto rilanciata. In tale contesto occorre sostenere l’utilizzo degli Accordi Quadro di programma pubblico – privati. La riforma della PAC Il 26 giugno 2003 i ministri europei dell'agricoltura hanno approvato una radicale riforma della politica agricola comune (PAC), che rivoluzionerà il modo in cui l'Unione europea sostiene il settore agricolo, già dall’anno 2005. La nuova PAC è orientata verso gli interessi dei consumatori .e dei contribuenti e, nello stesso tempo, lascia gli agricoltori liberi di produrre ciò che esige il mercato. La concessione del nuovo "pagamento unico per azienda" è subordinata al rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare e protezione degli animali e qualità delle produzioni. I fondi che si renderanno reperibili grazie alla riduzione dei pagamenti diretti a favore delle grandi aziende saranno messi a disposizione degli agricoltori per realizzare programmi in materia di ambiente, qualità o benessere degli animali. I contenuti della revisione di medio termine sono volti alla riformulazione della Pac, politica agricola comune con una forte attenzione dedicata in particolare a: Ø Sicurezza alimentare e ambientale Ø Origine, rintracciabilità, qualità certificata dei prodotti; Ø Ambiente e sviluppo territoriale. Il potenziamento della politica di sviluppo rurale, cui vengono destinati maggiori stanziamenti, nuove misure a favore dell'ambiente, della qualità e del benessere animale, nonché per aiutare gli agricoltori ad adeguarsi alle norme di produzione UE a partire dal 2005, rende necessario: Ø Una politica di assistenza globale e formazione alle imprese agricole personalizzata, per gestire l’innovazione produttiva e strutturale. Ø Modifica radicale dell’attuale piano di sviluppo rurale con forti investimenti immateriali e di innovazione organizzativa per le imprese. Ø L’introduzione di nuovi strumenti di ingegneria finanziaria. Ø Il sostegno alle imprese va reso flessibile per consentire investimenti funzionali. Ø Partecipazione attenta da protagonisti della riforma dei fondi strutturali da parte della Regione. Ø Introduzione di politiche di sostegno “multifondo”. Montagna Si impone una diversa e più adeguata politica per la montagna. L’attività di intervento è stata completamente avulsa da un’iniziativa di concertazione con le rappresentanze agricole e dalle strategie di sviluppo rappresentate dai Patti Territoriali. Alcune importanti iniziative concertate tra la Coldiretti e le Comunità Montane, dimostrano che gli interventi che possono favorire l'economia montana devono andare nella direzione di valorizzare le risorse produttive locali e non soltanto gli aspetti di paesaggio. In montagna senza politiche di sviluppo fondate sulle imprese agricole, artigianali tipiche e senza progetti che favoriscono la reintroduzione d’imprese, non si avviano autentiche politiche di sviluppo. Progetti che vanno strettamente legate alle strategie dei Patti territoriali. Il rilancio della filiera forestale e della risorsa bosco, il sostegno a patti integrati di sviluppo di produzioni energetiche da biomasse, il sostegno alle iniziative di valorizzazione dei luoghi della cultura e del paesaggio, il sostegno ad Enti di ricerca per l’economia montana e lo sviluppo turistico integrato e coordinato da un unico strumento di dimensione provinciale (A.T.L.), sono le linee strategiche che perseguono l’obiettivo di fare uscire dal ghetto territoriale le politiche di sviluppo dei territori montani, considerati oggi come “marginali”. Va potenziato con nuove risorse il ruolo determinante delle Comunità Montane anche accorpandone i territori e riducendo le funzioni burocratiche. Le politiche di valorizzazione e delle produzioni di qualità del territorio La produzione agricola ed agroalimentare del Piemonte attraverso le nuove filiere produttive supera il concetto di produzione di nicchia e/o di massa poiché siamo in presenza di produzioni di qualità del territorio. La nuova legge sull’origine, la rintracciabilità e l’etichettatura delle produzioni agricole ed agroalimentari, così come i contenuti normativi nonché i contenuti degli incentivi degli accordi di filiera, la nuova direttiva U.E. sulla responsabilità dei produttori per l’immissione sul mercato di prodotti alimentari non conformi, la legge per la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica; le norme sulla sicurezza alimentare, la cultura come valore aggiunto del prodotto, rappresentano il completamento settoriale della grande innovazione. Pertanto occorre: Ø applicare ed incentivare la norma sull’origine, rintracciabilità e tracciabilità dei processi produttivi, attraverso l’attuazione di accordi di filiera fino alla distribuzione, rendendo protagonista della scelta produttiva gli stessi consumatori e le loro organizzazioni di rappresentanza. Ø Le norme di rintracciabilità devono rendere trasparente le formazione dei prezzi da produttore al consumatore, oltre a rendere visibile i processi di sicurezza alimentare e di informazione al consumatore anche attraverso l’etichettatura ed i controlli. Ø Incentivare lo sviluppo della filiera corta, sostenendo lo sviluppo di reti di vendita dei produttori stessi, la valorizzazione della aree mercatali comunali. Ø Va profondamente riformato il ruolo e l’attuale sostegno finanziario alle associazioni di prodotti, dei consorzi di tutela e della cooperazione tenendo conto delle innovazioni apportate dalla legislazione societaria, fiscale e tributaria e dalla riforma della Pac. Ø Va radicalmente modificata la politica degli interventi strutturali e di sostegno per le attività e gli interventi di promozione, individuando progetti integrati di filiera. Il Salone del Gusto, le iniziative di Slow Food, Terra Madre e Campagna Amica, il Patto con il consumatore sono progetti da coordinare ed integrare in una programmazione Regionale. Ø I mercati agroalimentari (CAAT ed altri) devono essere trasformati in centri di servizi locali di sviluppo logistico. Al Caat di Torino occorre mettere in funzione la ristrutturazione dell’area dei produttori accorpandoli in un’unica area di vendita autogestita. Ø La filiera della mangimistica dovrà essere fortemente responsabilizzata nei disciplinari di origine, tracciabilità e rintracciabilità. Ø Occorre sostenere anche nei processi di internazionalizzazione il Made in Piemonte, introducendo, nel modello di sviluppo dei prodotti territoriali, il “marchio di marchi” che attesti l’origine delle produzioni piemontesi e valorizzi gli accordi di filiera. Organismi geneticamente modificati Coldiretti prosegue nell’impegno volto a garantire l'assenza di contaminazioni nelle coltivazioni nazionali e per promuovere e difendere l'adozione di provvedimenti che dichiarino OGM free i territori comunali, provinciali e regionali in un progetto di crescita sostenibile sul quale i coltivatori hanno stretto solide alleanze che hanno il favore della maggioranza del Paese. E’ fondamentale che i produttori che comunque non vogliono utilizzare sementi e prodotti Ogm siano garantiti sull'assenza di contaminazioni e che i consumatori siano messi in grado, attraverso una chiara indicazione dell'origine e della composizione dei prodotti alimentari, di sapere se il prodotto che mangiano è geneticamente modificato, in che forma e in che misura. La Coldiretti ribadisce l’importanza del progetto "semina sicura", per rilanciare le produzioni di sementi con genetica nazionale, il rilancio delle sementi autoctone per le produzioni alimentari. La Regione deve fare una chiara scelta di territorio libero da Ogm rendendo esplicito che non vi può essere coesistenza nel nostro territorio. La posizione della Coldiretti nei confronti degli Ogm non è dunque il frutto di una scelta ideologica ma di qualità e di stile di vita, a tutela dell'impresa per una agricoltura che guarda al mercato e che risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale. Alcune priorità per le politiche settoriali Risorse Idriche In tema di tutela della qualità delle acque è opportuna un'azione ancora più energica di prevenzione e controllo degli inquinamenti, in particolare a tutela delle acque superficiali. A tal fine potrebbero essere utilmente realizzate specifiche convenzioni con i Consorzi irrigui, gestori di numerosissimi canali sul territorio regionale. E' anche ipotizzabile un incentivo per l'applicazione in realtà rurali e di concentrazioni zootecniche di tecniche di fitodepurazione. E’ opportuno valorizzare il ruolo dei Consorzi gestori dei Comprensori irrigui, previsti dalla Legge Regionale 21/99, assegnando agli stessi un ruolo attivo nella pianificazione e gestione - a livello locale - delle risorse idriche e degli interventi di prevenzione dal rischio idrogeologico e la difesa del suolo, nonché in fase applicativa del prossimo Piano acque regionale. L’attuale proposta del piano acque regionale va profondamente modificata in quanto troppo lesiva delle esigenze prioritarie dell’agricoltura. Welfare e politiche occupazionali La Coldiretti è consapevole che lo sviluppo sostenibile del territorio deve avvenire non solo attraverso la definizione di politiche ambientali ed economico/produttive, ma anche attraverso politiche di pari opportunità e di equità sociale, intese sia in riferimento al genere (uomo, donna) e all’età delle persone, sia in riferimento al territorio (campagna, città). Per questo motivo ha individuato una strategia che la vede fortemente impegnata sia nelle politiche del lavoro sia nelle politiche sociali di sostegno alle persone e alle famiglie e di pari opportunità. Per quanto riguarda il lavoro, si parte dalla considerazione che l’agricoltura può concorrere alla creazione di occupazione sia interna al settore agricolo, sia nell’indotto e nella multifunzionalità. Inoltre la Coldiretti è fortemente impegnata nello svolgimento di azioni di inserimento lavorativo di soggetti deboli (lavoratori in mobilità, manodopera extracomunitaria, disoccupati di lunga durata, diversamente abili, donne espulse dal mercato del lavoro, lavoratori “anziani”). Risulta quindi importante che all’atto dell’implementazione delle politiche del lavoro si investa anche sul settore agricolo in un ottica di formazione permanente, che comprenda iniziative per il settore del lavoro autonomo, per i servizi connessi all’attività agricola e per le attività di marketing e di promozione delle produzioni e dell’ambiente. E’ inoltre importante che gli amministratori a tutti i livelli (locali, provinciale ed europeo) incentivino le attività di formazione e di sperimentazione (di inserimento di soggetti deboli nel mercato del lavoro in ambito agricolo) legate a progetti presentati nell’ambito dei Patti Territoriali, delle politiche attive per il lavoro, di tutti gli strumenti della programmazione negoziata. Per ciò che concerne le politiche sociali di sostegno alle persone e alle famiglie e le pari opportunità, Coldiretti Torino è impegnata alla riduzione del fenomeno dell’esclusione sociale che ancora grava nelle aree rurali, agendo sia a livello delle definizione delle politiche (partecipazione alla redazione dei Piani di Zona previsti dalla Legge 328/2000), sia a livello dell’implementazione di nuovi servizi che le aziende agricole possono erogare (asili rurali, baby parking, servizi di assistenza presso l’abitazione per anziani ecc.). Risulta importante quindi che gli amministratori intervengano incentivando le attività di sperimentazione dei servizi sopra riportati e che si inserisca la formulazione dei Piani di zona all’interno delle più generali strategie di politiche di sviluppo locale a partire dai Patti Territoriali. Per i lavoratori agricoli extracomunitari occorre un impegno degli amministratori sulla Direzione Provinciale del lavoro per arrivare a semplificare e snellire le procedure per la chiamata dei cittadini extracomunitari residenti all’estero che devono essere assunti dalle imprese agricole. Sviluppo delle tecnologie di comunicazione e informazione - In perfetto accordo con le politiche dell’Unione europea che intende promuovere, attraverso il Programma eEurope la realizzazione di una società dell’informazione attraverso lo sviluppo delle tecnologie ICT (tecnologie di comunicazione e informazione) la col diretti ha elaborato una strategia che vede la diffusione in territori rurali di queste tecnologie per generare benefici a più livelli. A livello economico occorre agevolare le attività a sostegno delle imprese; a livello ambientale occorre introdurre strumenti di monitoraggio e gestione del territorio; a livello sociale occorre garantire la presenza di servizi ed informazioni anche nelle zone più marginali che soffrono ancora del fenomeno dell’esclusione sociale. La Coldiretti chiede alla Regione di sostenere questo progetto con interventi mirati alla diffusione di queste tecnologie nei territori più marginali. Decentramento e sportello unico - Coldiretti ritiene che l’attuale struttura organizzativa della Regione e d della Provincia non sia in grado di attuare con tempi coerenti il decentramento. Coldiretti chiede di attuare da subito il principio della sussidiarietà e della esternalizzazione di parti importanti del processo gestionale degli interventi in campo agricolo, valorizzando la professionalità delle organizzazioni dei coltivatori attraverso convenzioni con i CAA, Centri di assistenza agricola ed i CAF, Centri di assistenza fiscale. Attraverso politiche di semplificazione e di diversa organizzazione della gestione si potrà superare il limite rappresentato dalla troppa burocrazia che frena lo sviluppo del settore e ridurre i tempi di erogazione dei servizi. Coldiretti sostiene la realizzazione degli sportelli unici e rileva l’esigenza che anche gli aspetti d’autorizzazione igienico-sanitaria e ambientale siano coinvolti in un sistema di gestione efficiente ed efficace. Coldiretti ritiene inoltre necessario articolare in modo diverso il sistema relativo all’assistenza alla nascita di nuove imprese ed ai servizi necessari, attraverso forme d’intervento che valorizzino le professionalità presenti nelle strutture delle organizzazioni agricole attraverso apposite convenzioni. Un nuovo Assessorato Questo programma potrà essere attuato se la Regione riorganizza la struttura di Governo – Giunta Regionale con un diverso assetto delle deleghe per gli Assessorati. Obiettivo strategico del nuovo Assessorato dovrà essere la completa rivisitazione dell’attuale legislazione regionale, che consenta la predisposizione di un Testo Unico per la rigenerazione e l’innovazione dell’agricoltura piemontese. Agricoltura multifunzionale e agro-industria, sviluppo locale, economia montana, alimentazione e spazio rurale: sono le deleghe che Coldiretti ritiene necessarie per gestire questa fase storica di grande innovazione. Obiettivo del nuovo Assessorato, dotato di maggiore forza e iniziativa politica sarà una presenza autorevole a diversi livelli: interlocuzione con gli organi dell’UE attraverso rapporti strutturali; diverso rapporto con il Governo centrale finalizzato ad un più equilibrato criterio di ripartizione dei fondi a livello nazionale; intensità ed efficacia nella creazione di partenariati a livello regionale ed extraregionale, nella concertazione a livello regionale con le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, agroalimentare, gli Enti locali, le Associazioni dei consumatori e le Associazioni ambientaliste".

Maya@valchisone

Martedì, 14 Giugno 2016 14:51

Elezioni europee 2004. Risultati generali e a Torino

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RISULTATI ELEZIONI EUROPEE: TONFO DI FORZA ITALIA, UNITI NELL'ULIVO AL 32% BY MAYA 78% delle sezioni- dati Viminale-televideo RAI % FORZA ITALIA 20,9 ALLEANZA NAZIONALE 11,3 LEGA NORD 5,1 UDC 5,6 NUOVO PSI 1,9 SGARBI-PRI 0,7 UNITI NELL'ULIVO 32,0 RIFONDAZIONE COM. 6,1 VERDI 2,5 COMUNISTI ITALIANI 2,4 UDEUR 1,0 LISTA DI PIETRO-OCCHETTO 2,1 LISTA BONINO 2,3 FIAMMA TRICOLORE 0,7 PENSIONATI 1,1 SEGNI 0,4 LISTA CONSUMATORI 0,5 ALTERNATIVA SOCIALE 1,2 ALTRI 3,1 Il Polo delle Libertà considerando i voti del nuovo psi e del partito della bellezza di Sgarbi e La Malfa, ottiene il 44,6%, l'Ulivo allargato a Rifondazione e Di Pietro il 46,1. E' dunque sorpasso almeno momentaneo. EUROPEE A TORINO: UNITI NELL'ULIVO IN VANTAGGIO Con il 15% dei seggi scrutinati i dati torinesi confermano la crescita di Uniti nell'Ulivo che raggiunge il 36,5% contro il 31% delle Europee 99. Perde Forza Italia che passa dal 25,8 al 16,7%. In lieve flessione AN, Rifondazione Comunista quarto partito cittadino con l'8% dei consensi, più due rispetto alle precedenti europee. L'udc, stando alle prime proiezioni confermerebbe il dato nazionale di crescita, mentre crolla la Lista Bonino che passerebbe dal 12,6% del 99 al 3 di questa tornata elettorale. L'Ulivo allargato a Di Pietro e Rifondazione si collocherebbe sul 52%, il Polo a Torino dovrebbe avere il 32-33%

Maya@valchisone.it

Radiografia di povertà e ricchezza/1: il mondo viaggia a due velocità By Maya Sono talvolta i numeri a rendere evidente il grande ed imbarazzante divario tra i paesi più industrializzati ed il cosiddetto terzo Mondo. Queste povere righe hanno l’obiettivo di rendere lampante questo divario. L’Indice di sviluppo umano è un primo chiarissimo indicatore. Tra i primi dieci paesi al mondo sei sono europei (Norvegia, Islanda e Svezia ai primi tre posti, Olanda quinta, Belgio sesto, Svizzera decima), un’asiatico (Giappone al nono posto), una dell’Oceania (Australia quarta), due paesi dell’America del Nord (Stati Uniti e Canada, settimi ed ottavi). Tra i primi venticinque gli europei sono diciannove (l’Italia è ventunesima), due sono oceanici (all’Australia si aggiunge la Nuova Zelanda), due asiatici (Israele si aggiunge al Giappone) e due sono americani del Nord (i già citati Canada e Stati Uniti). Quali sono gli ultimi della classifica?. Sierra Leone ultima e a salire, Niger, Burkina Faso, Mali, Burundi, Mozambico, Etiopia, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Guinea, Ciad, Angola, Costa d’Avorio. Gli ultimi diciassette paesi del mondo sono tutti africani. Non va meglio se consideriamo la speranza di vita delle popolazioni terrestri. In Italia un uomo può sperare di vivere mediamente 77 anni ed una donna 83. Ci sono sedici paesi in cui questa speranza di vita è sotto i cinquanta anni per gli uomini e le donne: quindici paesi sono africani ed uno è asiatico (l’Afghanistan). Una donna in Zimbabwe ed un uomo in Malawi hanno una speranza di vita media di circa 40 anni. In Zambia un uomo ha una speranza di vita media di quarantadue anni, una donna di quarantuno.In Mozambico siamo 42 a 45 ma per le donne, in Angola 44 a 48 per le donne. Quarantaquattro sono anche gli anni per la speranza di vita di un uomo del Botswana, le donne vivono mediatamente un anno in più. In Uganda e in Etiopia 43 anni per gli uomini e 45 per le donne, in Somalia si sta meglio: 45 anni per gli uomini e 48 per le donne. L’Afghanistan uno stato non africano garantisce 47 anni agli uomini e 46 per le donne, in Burundi 45 a 47 come in Costa d’Avorio le donne vivono due anni in più: 48 anziché 46. In Liberia invece le donne raggiungono una speranza media di 50 anni, gli uomini si fermano a 47. Secondo campanello d’allarme: in Africa non c’è sviluppo e si vive poco, una speranza media di vita inferiore di trenta anni rispetto ai paesi industrializzati. Da cosa dipende questa bassa speranza di vita?. Uno dei mali del secolo scorso e drammaticamente di questo è l’Aids. Se in Italia è ammalato lo 0,4%, in Botswana è colpito dal virus il 21% della popolazione (record assoluto). Non stanno meglio Lesotho e Zimbabwe attestati sul 17%, la Namibia 13% circa, il Sudafrica (11,4%), lo Zambia 11,3%, il Kenya con l’otto per cento, il Malawi con il sette per cento, la Repubblica Centrafricana di poco sotto il sette per cento, il Ruanda, Burundi e Camerun sei per cento, il Mozambico e la Costa d’Avorio con il cinque, la Tanzania con il quattro. Negli Stati Uniti ed in Svizzera è malato di Aids lo 0,3% della popolazione, in Australia lo 0,06%, in Canada lo 0,2%, in Cambogia l’1,3%, in Thailandia l’1,1%. L’emergenza Aids emerge prepotentemente da questi dati: senza interventi rapidi (cocktail anti-aids a basso costo) l’Africa è un continente destinato a morire di Aids. Un altro aspetto è l’alimentazione. In Italia ogni cittadino ha a disposizione 3680 calorie/giorno. Nella Repubblica democratica del Congo 1514, in Somalia 1531, nel Burundi 1605, in Eritrea 1665, in Tagikistan 1716, in Afghanistan 1755, alle Comore 1753. Esattamente la metà. Nello Zambia le calorie giorno divengono 1901, in Angola 1903, In Sierra Leone 1904, in Armenia 1943, in Tanzania 1958, nella Repubblica Centrafricana 1946, in Kenya 1965, in Mozambico 1961. Sono quindici i paesi i cui abitanti si nutrono con meno di duemila calorie, undici sono africani. Poco sopra il Madagascar 2007, lo Yemen 2041, il Ciad 2046, il Ruanda 2058, la Cambogia 2070. Dei venti paesi meno nutriti del mondo quattordici sono africani e sei asiatici. Sono 3700 in Austria e Belgio, 3300 in Islanda, 3500 ad Israele, 3700 in Portogallo, 3300 nel Regno Unito, 3800 negli Stai Uniti, 3500 in Ungheria. Un mondo a due velocità anche per quanto riguarda l’alimentazione. Se in Danimarca e Svizzera il 100% della popolazione ha a sue disposizione risorse idriche, ci sono diciassette paesi in cui meno del 50% della popolazione dispone di risorse idriche. Fanalino di coda l’Afghanistan pre-guerra con il 13%, l’Etiopia con il 24, il Ciad con il 27, la Sierra Leone con il 28, la Cambogia con il 30, l’Angola con il 38, l’Oman con il 39% ed il Burkina Faso con il 42. Tredici sono paesi africani, tre asiatici ed uno oceanico (Papua Nuova Guinea). L’emergenza idrica allarma sempre di più, esistono dossier in cui si sviluppano scenari apocalittici eppure si assiste ad una sorta di immobilismo preoccupante. Dunque ricapitoliamo: mondo spezzato in due. Si vive meno nei paesi più poveri, si muore di Aids, di fame e di sete e non esistono ospedali e posti letto per curare le malattie. In Italia ogni mille abitanti ci sono 4,9 posti letto. In Norvegia ci sono 14,4 posti letto ogni mille abitanti, in Olanda 11,3, in Giappone addirittura 16. In Niger 0,1, in Afghanistan, Benin, Etiopia, Nepal, Mali 0,2 ogni mille abitanti, in Bangladesh 0,3, in Senegal 0,4, nello Zimbabwe 0,5. In India 0,8, ad Haiti, in Indonesia e Pakistan 0,7. Tra i ventisei paesi che dispongono di meno di un posto ogni mille abitanti, uno appartiene al centro-america, otto sono asiatici, diciassette sono africani. Un’altra enorme differenziazione è rappresentata dall’alfabetizzazione della popolazione. In Italia la percentuale di analfabeti è dell’uno virgola quattro per cento. Tra i diciotto paesi con più del 50% di analfabeti, cinque sono asiatici e tredici africani. Spicca il Niger con l’84%, seguito dal Burkina Faso con il 75,Sierra Leone con il 63, Senegal, Gambia ed Afghanistan con il 62, Benin e Bhutan con il 61, Guinea con il 60, Angola e Bangladesh con il 58%. Radiografia di povertà e ricchezza/2: Sono talvolta i numeri a rendere evidente il grande ed imbarazzante divario tra i paesi più industrializzati ed il cosiddetto terzo Mondo. Queste povere righe hanno l’obiettivo di rendere lampante questo divario. Qual è il paese che vanta il più alto prodotto nazionale lordo per abitante?. E’ il Lussemburgo con 46mila dollari annui. Nei primi cinque ci sono quattro paesi europei ed uno americano: al secondo posto spicca la Norvegia con i suoi 39mila euro seguita dalla Svizzera con quasi 37. Solo quarti gli Usa con 36200. Ultimo posto della top five la Danimarca con 32900. Nei primi dieci ci sono complessivamente sette stati europei, due asiatici (il Giappone sesto con 31mila dollari, il Qatar nono con quasi 28mila) ed appunto uno del Nord America. Irlanda ed Islanda sono al sesto e settimo posto a cavallo dei 30mila dollari, l’Olanda è decima con 25890. Nei primi venti gli stati europei divengono quindici (si aggiungono all’undicesimo posto il Regno unito, al dodicesimo la Svezia, al quattordicesimo l’Austria, al quindicesimo il Principato di Monaco, al sedicesimo la Finlandia, al diciassettesimo il Belgio, poi Francia e Germania), sono tre gli asiatici (il Brunei è tredicesimo) e l’America del nord (il Canada è ventesimo). Dall’undicesimo, il Regno Unito al ventesimo (il Canada) i prodotti nazionali lordi per abitante sono estremamente vicini: 1500 dollari appena. L’Italia vanta 20399 dollari. Quali sono i venti paesi con i prodotti nazionali lordi più bassi?. Il primato negativo spetta alla Repubblica Democratica del Congo con 84 dollari appena, seguita dall’Etiopia con 95 e dal Burundi con 100. Nei primi cinque ci sono altri due stati africani: la Somalia con 110 dollari e la Sierra Leone con 146. Nei primi dieci ci sono ben nove stati africani (Eritrea 164, Malawi 166, Niger 176, Burkina Faso 184) ed uno asiatico (settimo posto per Myanmar, l’ex Birmania con 165). Seguono Liberia, Tagikistan, Ruanda (198 dollari), Mozambico (primo paese a superare i duecento dollari, 204) e Ciad. Nei primi venti gli stati africani sono quindici e cinque sono asiatici (oltre ai già citati ci sono Nepal, Cambogia ed Afghanistan). Mondo a due velocità, il divario si allarga. I consumi sono un indicatore del divario: se nel 2002 in Italia si consumavano 4732 kwh per abitanti sono ben trentuno i paesi in cui questo consumo era sotto i cento kwh. Protagonista negativo il Ciad con 13, seguito dalla Cambogia con 20, l’Etiopia con 22, il Burundi con 24, Comore con 26, Ruanda ed Afghanistan con 27, Repubblica Centrafricana con 30, Haiti con 37 e repubblica Democratica del Congo con 40. Conferma inequivocabile di un trend: nei primi dieci stati sette africani, due asiatici ed uno dell’America centrale. Negli ultimi trentun paesi ben ventisei sono africani, esulano Bangladesh e Laos che chiude questa speciale classifica negativa con 96 kwh. In Italia muiono durante il parto 7 donne ogni centomila nati vivi. In cinque paesi (tutti africani) le donne morte sono 1000 o più di mille ogni centomila nati vivi: in Eritrea 1000, in Malawi, Mozambico e Repubblica Centrafricana 1100, in Sierra Leone muoiono 1800 donne ogni centomila nati vivi. Nel presentare l’ultimo dato statistico vorrei fare una riflessione: quali sono le prospettive dell’infanzia nel Terzo Mondo?. Per i bambini della Sierra Leone, nulle o quasi nulle: il 150 (per mille) muore nel primo anno di età ed il 316 (per mille) entro i primi cinque anni. Se in Italia il rapporto è rispettivamente 4,3 e 6 per mille in Angola è del 127 e 295 per mille. Sono dati drammatici confrontati con quelli dei paesi più sviluppati: Islanda 2,7 per mille entro il primo anno di età e 4 per mille entro i primi cinque anni., Giappone 3,1 e 4, Svezia 3,2 e 4. In Liberia muiono 135 bambini su 1000 nati entro il primo anno e 235 bambini su 1000 entro i primi cinque. In Francia 4,3 e 5 per mille nelle due casistiche, come in Germania e in Danimarca. In Ciad 100 bambini su mille entro il primo anno e 200 bambini su mille entro il quinto anno di vita. Tra i quindici paesi con la più alta mortalità entro il primo anno tredici sono africani, uno asiatico (l’Afghanistan) ed uno, Haiti del continente americano. Tra i quindici paesi con la più bassa mortalità dieci sono europei, tre asiatici seppur in diverse aree geografiche (Israele, Giappone e Singapore), uno è dell’Oceania (Australia) ed uno dell’America del nord (Canada). Se entro il quinto anno muoiono 4 bambini islandesi su 1000, sono 183 i bambini ruandesi e 225 quelli somali. Bambini che muiono per malattie scomparse o debellate in Occidente, per la carenza delle strutture sanitarie (ospedali e medici), per l’ignavia di chi preferisce girarsi dall’altra parte e produrre nuove guerre che vedranno morire nuovi bambini.

 

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Martedì, 31 Maggio 2016 14:30

Ai torinesi piace la differenziata porta a porta?

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Mirafiori +40%, Falchera +52%, Campidoglio +35-40%. La lettura dei dati dovrebbe indurre a pensare che la raccolta differenziata porta a porta stia ottenendo un clamoroso successo: non solo di numeri ma anche d’immagine. Eppure non è così perché una necessità fisiologica della nostra società (la raccolta differenziata per tagliare gli imponenti costi dello smaltimento) è stata imposta malamente e altrettanto malamente organizzata. I cassoni dei rifiuti sono un brutto spettacolo, tolgono decoro alla città e sottraggono preziosissimi posti auto alle macchine. Così si dichiara neppure tra le righe. Prendiamo i cassoni e trasferiamoli nei cortili. Felici quei condomini che avevano fatto chiudere le anti estetiche pattumiere che portavano anche animaletti indesiderati a desiderare di girare in prossimità delle pattumiere. Ora il problema igienico si ripropone ma il comune risponde che “come gestite la pulizia è un problema vostro”. Ovvero svuotate i non recuperabili nel giorno prescritto e manterrete intatto il decoro del vostro cortile. Nei condomini cresce il timore per un’eventuale inglobazione del sistema raccolta porta a porta. Ho assistito pochi giorni fa ad una drammatica riunione sul tema. Sul tavolo dei condomini e dell’amministratore lo scottante enigma: la raccolta porta a porta arriverà anche nel vostro cortile. Come gestirla?. Per non correre rischi l’amministratore ha convocato un esperto di logistica applicata. La gestione, ha tuonato il super esperto, dei bidoncini può avere tre strade percorribili. La prima è legata alla custode, la seconda ad un condomino volenteroso, la terza ad una cooperativa. L’Amiat infatti non entra nei cortili. In quel condominio non c’è la custode ed il buuuh per l’opzione cooperativa ha fatto capire al supermanager come doveva orientarsi. “Non arriviamo a fine mese, non vogliamo spese supplementari” ha gridato inviperita la signora Clelia del terzo piano. “Serve una persona con buona memoria, possibilmente giovane” ha suggerito l’esperto di logistica applicata. Perché bisogna mettere in strada il bidoncino giusto nel giorno giusto. In caso di errore o di dimenticanza l’Amiat non ritira e si rischia di avere il bidoncino stracarico fino all’appuntamento successivo. Intanto la tarsu continui a pagarla, si vedrà poi come premiare i virtuosi. Ovvero se esponi quello del vetro nel giorno della carta nessuno lo svuota. Il manager di logistica ha anche fatto un corso di psicologia intrinseca al marketing ed ha deciso di applicare i principi appresi. “Il lunedì dovete mettere in strada i rifiuti non recuperabili” velocissimo era già arrivato al sabato. Quattro su trenta avevano compreso il sessanta per cento, sei condomini avevano memorizzato il cinquanta per cento, gli altri venti una parola su dieci. La selezione naturale come ai giochini televisivi. “Siete voi quelli con memoria migliore e miglior capacità d’apprendimento” ha dichiarato con enfasi celestiale ai quattro migliori. Tre donne ed un uomo. “Serve anche forza” ha consigliato facendo intendere che una signora non era indicata per spingere in strada i bidoncini I quattro sono stati invitati a spostarsi vicino alla cattedra e dotati di foglio e penna.L’atmosfera era elettrica, silenzio in sala. “Dunque al lunedì i rifiuti non recuperabili, al martedì carta, cartone ed organici, al mercoledì la plastica, al giovedì nuovo appuntamento con i non recuperabili, al venerdì gli organici, al sabato vetro e lattine”. “Cosa si ritira il giovedì?” Due hanno risposto correttamente i non recuperabili, uno ha confuso il giovedì con il venerdì, uno il lunedì con il giovedì. Giovanni trentacinque anni, corporatura robusta e Magda, ventisette anni assicuratrice, bella presenza: scala a e scala b. Sono loro i vincitori del concorso abbina il bidoncino al giorno giusto, parte un applauso d’incoraggiamento. Per non creare complessi d’inferiorità il manager ha consigliato l’arruolamento di entrambi e di nominare prudenzialmente due vice per ovviare ad eventuali assenze. I due titolari più i due vice dovranno imparare a memoria giorni e consegna e potranno essere interrogati dagli altri condomini in qualsiasi momento. Ovvero mentre scendono le scale od entrano in ascensore o aprono la porta di casa o mentre ritirano la posta. I titolari della missione riceveranno cinquanta centesimi al giorno a titolo di risarcimento, i sostituti (e solo quando saranno operativi) venticinque centesimi. Dopo cinque anni scatterà il trattamento anzianità con aumenti del dieci per cento. Ad ogni errore il condominio sottrarrà un euro ai titolari e cinquanta centesimi ai sostituti (sempre quando saranno operativi). Capo missione è nominata la signora Magda che avrà compiti di coordinamento, il signor Giovanni avrà il compito di spostare i bidoncini in strada. All’amministratore dietro complessa retribuzione supplementare il compito di verificare le condizioni igieniche. Al quinto errore in un anno i prescelti saranno esonerati e sostituiti dai vice, una nuova riunione dovrà procedere alle nuove nomine. Il segretario dell’assemblea, il signor Filippo, ha fatto sottoscrivere il regolamento a tutti i condomini, presenti fisicamente settecentodieci millesimi su mille, altri duecento millesimi tramite delega consegnate al signor Alberto del sesto piano, collettore di deleghe condominiali. L’assemblea si è sciolta intorno a mezzanotte, non ci sono ulteriori reazioni o commenti da segnalare. Quello che non capisco: l’Amiat non entra nei cortili e i condomini privi di portinaia e/o di volontari sono e saranno costretti anche a ricorrere alle cooperative con costi aggiuntivi (oltre al pagamento della tassa raccolta rifiuti). Non è il modo migliore per fare amare la raccolta differenziata che pure è necessaria&giusta. Oltre ai presumibili problemi igienici soprattutto d’estate. Non si potevano studiare alternative a questo meccanismo che non pare ineccepibile?.

 

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Mercoledì, 25 Maggio 2016 14:35

A Buenos Aires si discute della salute del pianeta

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17-12-2004 Si chiude oggi a Buenos Aires la conferenza che intende fare il punto sulla situazione del pianeta a sette anni dal trattato di Kyoto. Il 2004 è stato l’anno più caldo della storia e negli ultimi dieci ci sono state le temperature più alte da quando vengono misurate. La temperatura media della superficie terrestre è aumentata di 0,44 gradi rispetto alla media degli anni 61-90. Il deserto avanza in Asia e in Africa, i fiumi si stanno innalzando, le locuste invadono l’Africa distruggendone i pochi raccolti, gli eventi climatici catastrofici sono in rapido aumento di volume e di forza, le alluvioni travolgono interi paesi, le piogge sono torrenziali, è scomparso il 20% della barriera corallina, le temperature dei mari in aumento. C’è una relazione tra gli eventi sopra descritti e le immissioni di gas e tra le immissioni di gas e l’effetto serra?. Su questo non ci sono dubbi, ma. La posizione della Russia che ha ratificato, spinta dall’unione europea, con riluttanza perché il trattato blocca il progresso, non è isolata. La Russia è responsabile del 17% delle immissioni. Dei 137 paesi che hanno aderito a Kyoto, 74 hanno ratificato il trattato e 56 l’hanno approvato Dieci paesi contribuiscono ai due terzi delle immissioni: Cina, Stati Uniti, Giappone, Germania, India, Russia i più importanti. L’Italia contribuisce all’inquinamento con il 3%. Percentuale bassa, tuttavia negli ultimi tempi si è assistito ad una frenata nel rispettare le logiche di Kyoto: il taglio delle risorse destinato a tal scopo è chiarificatore delle intenzioni dell’attuale governo. Malgrado le belle parole spese a Buenos Airesa dal ministro Matteoli. Tra i non firmatari ci sono l’Australia, l’Egitto, il Kazakhistan ed ovviamente gli Stati Uniti. A Kyoto si era prefissati degli obiettivi: ridurre del 50% le immissioni entro il 2050 e contenere l’aumento delle temperature a soli due gradi, mentre di questo passo entro fine secolo l’aumento dovrebbe essere di 5-6 gradi senza interventi seri. L’amministrazione Clinton prima favorevole è stata poi frenata dai produttori. L’amministrazione Bush non ha nemmeno tentato di fingere: Kyoto non sarà ratificato dagli americani. Che per inciso sono responsabili del 25% delle immissioni. L’amministrazione Bush ha presentato un piano secondo il quale gli Usa ridurranno del 18% l’incidenza dell’anidride carbonica. Entro il 2012, più ottimisticamente si può dire che questa diminuzione sarà del 4% e la responsabilità passerà dal 25% al 32% entro la data indicata per la diminuzione del 18%. Tra i paesi emergenti il Brasile di Lula interverrà sui carburanti, in particolare l’etanolo mentre la Cina che ha approvato Kyoto cinque anni dopo ma non l’ha ratificato si è impegnata nella dismissione della fabbriche di carbone. L’impegno nel rispettare il trattato che prende il nome della città giapponese non può essere il solito gioco delle promesse non mantenute: a rischio c’è la salute e la sopravvivenza del pianeta. Proseguire nel gioco del rimandare può essere deleterio: non si possono negare le chanche di un progresso equo e compatibile.

 

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ATENE 2004: PLAUSO AL COMUNE DI BORGOMANERO CHE ANNULLA IL PALIO DEGLI ASINI

 

dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Il record di Mark Spitz, sette medaglie d'oro in una sola edizione, resiste e resisterà per altri quattro anni: l'americano Phelps, lo squalo ne ha vinte cinque (per un totale di sette, con due bronzi) e dunque è tutto rimandato a Pechino 2008. Il weekend nel villaggio è stato di placido e consueto traffico. Gianina domanda se in Italia non abbiamo null'altro a cui pensare che la bandana di Berlusconi: siamo in effetti un paese senza problemi, tranne il crollo del potere d'acquisto di pensioni e stipendi, la benzina che galoppa più dell'inflazione, le bombine e i sabotaggi, il sovraaffollamento carcerario, la disoccupazione al sud, le aziende che chiudono. Direi che il tema dell'estate ripreso da inserti e settimanali è il tradimento al femminile, come a dire che i problemi seri sono solo chiacchiere da bar mentre le scemenze meritano pagine di approfondimento. Severissima disputa tra i registi della televisione greca prima delle olimpiadi: c'è stata una battaglia serrata che ha rotto amicizie e creato inimicizie per accapparrarsi la regia delle gare di beach volley. I greci sono salomonici ed hanno scelto un esterno dopo mesi di sgarbi terrificanti tra gli interni: ha vinto un certo Nicos Brass, nessuna parentela con Tinto. Più che una partita sembra un duello tra il morboso Nicos e le giocatrici, alto in basso basso verso l'alto. Daniela Gattelli e Lucilla Perrotta sono andate oltre ogni aspettativa Sapevate che alle Olimpiadi c'è stata anche una gara di tiro alla fune?. Un'edizione con il cricket?. Immaginate la rissa tra i registi greci della tivvù per evitare di essere mandati a fare le riprese. A proposito di risse, qualche cazzotto al termine di Italia-Mali 1-0, i magni in semifinale, giocheranno contro l'Argentina, mentre l'Iraq dei miracoli affronterà il Paraguay. Vicini ai cazzotti al termine di Italia-Cina che è valsa l'oro per la squadra di fioretto (Vanni, Cassarà, Sanzo). Plaude l'intero villaggio giornalisti alla notizia che il comune di Borgomanero annulla il tradizionale palio degli asini, clou della sagra dell'uva. La festa si terrà il 3 settembre, senza palio: pare che l'anno scorso il vincitore abbia utilizzato uno stimolatore elettrico per far correre più veloce il simpatico somarello che montava. I motivi che sono alla base di questa decisione sono la tutela degli animali e l'eventuale immagine negativa che si sarebbe proiettata sul paese dopo il Palio di Siena ed in caso di incidente. Proprio mentre le ragazze del softball partivano da Atene il canottaggio regalava bronzi: con il doppio maschile Sartori-Galtarossa e con il quattro senza (Porzio, Dentale, Agamennoni e Leonardo). E' arrivato anche il bronzo nel quattro leggeri: Bertini, Amarante, Amitrano, Mascraranes. Per colpa del filippino che sbagliava strada quattro volte non sono riuscito a salutarle. Una vittoria e sei sconfitte, ma attenzione solo due gravi, contro gli Usa di Leah Amico e contro l'Australia, le prime due della classe. Ben quattro, Giappone, Taiwan, Canada e Grecia con il minimo scarto, bastava un niente per il pari, i soloni criticoni quelli che hanno dedicato due righe ogni volta lo tengano presente. Per i calciatori si sarebbero invocate tutte le giustificazioni possibili, l'arbitro, la temperatura, l'inesperienza. L'Italbasket bacchetta la Cina del gigante prof negli States, finalmente difesa continua ed attacco pungente (Galanda 22 punti), l'Italpallavolo domina l'Olanda e va ai quarti, come la pallanuoto azzurra, mentre la rosa è già in semifinale. Possibili altre medaglie. La Sensini è seconda nella classe mistral. Juri Chechi, portabandiera, medaglia di bronzo, Andrea Benelli nello skeet ha regalato al Belpaese la settima d'oro, ventesima complessiva: a quarantaquattro anni e dopo un bronzo ad Atlanta ed un quinto posto a Sydney. L'inviato del Mali è partito al termine del sogno, domani partità il Mozambicano, resiste, ahimè il filippino che mi assillerà fino alla cerimonia di chiusura. Già in Nigeria le due giornaliste calcistiche: le ragazze africane sono state eliminate dalla Germania. Al momento in cui scrivo Gianina dorme, esausta. Il Dream Team sconfitto ancora una volta, tocca alla solida Lituania dare una lezione ai Supponenti. Coraggio oggi arriva l'oro con la Magnissima Leah. Il 22 agosto Maria Rosa avrebbe compiuto quarantacinque anni: è da un giorno di agosto del 1976 che ci osserva dall'alto, da qualche parte, un punto sperduto. Il nostro compito sarà quello di ricordarti, ti aspettiamo l'anno prossimo: compreremo una torta bellissima piena di panna e cioccolato con quarantasei candeline. Noi sappiamo che continui ad osservare questa terra impazzita da un punto sperduto.
ATENE 2004: A PRA CATINAT UN CORSO PER EDUCATORI AMBIENTALI dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Siamo prossimi alla partenza dal villaggio giornalisti e il filippino è disperato. Magnissima Leah Amico non solo ha conquistato l'oro nel softball dominando con la nazionale a stelle e strisce dall'inizio alla fine ma ha anche ricevuto una preziosa coppa gentilmente donata dal fan club che mi onoro di presiedere. Disputare la finale è stato un simpatico orpello, il vero spettacolo siamo stati noi del club. A Pra Catinat è incominciato, durerà fino a venerdì, il III corso di formazione per educatori ambientali: ne abbiamo bisogno di educazione anche civica, abbiamo bisogno di recuperare non solo il rispetto per l'ambiente ma anche il rispetto per noi stessi, per smettere di inseguire la futilità ed il menefreghismo di tutti i giorni. Complimenti a tutti coloro che in questa non torrida estate hanno pensato bene di abbandonare dai cani ai boa constrictor agli iguani agli animali più esotici e strampalati possibili. Premio abbandono alla coppia subalpina che lascia l'anziana mamma, peso insopportabile per le vacanze davanti ad un ricovero (scambiandolo per un altro) senza documenti. Beccati kafkaniamente perchè è intervenuta la sorella e loro, i due abbandonatori, sono rimasti nell'equivoco. Spiccioli di gare: nella marcia vince certa Tsoumeleka, greca, Elisa Rigaudo sesta, nel triplo donne Mbango Etone camerounense sbaraglia il campo, tripletta Usa nei 400 maschili di atletica, Icho Kaori (ecco dove era finita la Kaori della pubblicità, missing in action) vince l'oro nella lotta 63 kg, mezzi fuscelli. Nel tennis tavolo, specialità preferita dal filippino che si è portato quattro cassette fitte fitte di incontri del campionato nordcoreano, vince appunto un coreano tal Seung Min. I coreani del nord sono democratici: durante le ispezioni Onu nullatrovanti a Baghdad (anche perchè le armi non esistevano) hanno dichiarato coram populo di stare lavorando ad una bombetta nucleare. I gendarmi, B&B, Washington chiama Londra risponde, hanno fatto finta di nulla. In Corea manca il petrolio, attenzione a scoprirlo. Paolo Casarsa nel decathlon è 34esimo, non certo un buon inizio. Igor Cassina oro nella ginnastica, sbarra, medaglia d'oro numero otto. Abbiamo già in tasca la ventiduesima medaglia: prima ancora dell'ultima regata Alessandra Sensini, classe mistral, conduce con due punti di vantaggio sulla francese Merret e cinque sulla cinese YinJang. Mal che vada è già bronzo, mercoledì il responso. Italpallavolo azzurra seconda nel girone malgrado il 2-3 subito dalla Russia, le ragazze sono seconde dopo il 3-0 alla Grecia (che rabbia per Gianina!) ed oggi ore 18.30 affrontano le cubane. Oggi ore 16 tonde Italpallanuoto rosa in semifinale contro gli States, gli uomini eliminati dalla Grecia (4/6) con Gianina che alla fine, in una piscina ebbra di gioia, cantava l'inno a squarciagola. Più che l'arbitraggio potè il clima da battaglia, i greci sono bravissimi. Gattelli-Perrotta eliminate ai quarti nel torneo di beach volley, 1-2 contro le australiane Cook-Sanderson. Procedo senza metro, oggi ore 17 i divi calcistici affrontano l'Argentina: se giochiamo male come contro il Mali andiamo in finale. L'italbasket ha già matato gli argentini in un incontro che ci è valso il secondo posto nel girone alle spalle della Spagna: 76-75 finale da brivido in cui è successo di tutto. Pozzecco, mattoide, dosato con il bilancino, questa volta black out nel primo quarto, sotto di dieci, gran secondo quarto, pari e patta nel terzo, dentro il Pozz che inventa genialate e stupidate, una alternata all'altra, ma le genialate sono colpi da maestro. Il Team torna mezzo dream ma solo contro l'Angola, mentre la Serbia completa la disfatta olimpica perdendo di uno contro i cinesi. Irina Korzhanenko, unione russa, aveva vinto la gara del lancio del peso con un metro e mezzo di vantaggio: frutto di bombe dopanti quel metro e mezzo, squalificata e privata dell'oro. Ad Oslo, altra latitudine sono neri per il furto dell'Urlo di Munch: i norvegesi hanno lasciato la porta aperta e qualcuno si è accomodato. Non succede solo nel Belpaese. ATENE 2004. Le guerre africane dal nostro inviato ai giochi Maya Ulisses Nella vela, classe mistral, Alessandra Sensini ha conquistato la medaglia di bronzo. E' stata una regata sofferta: mancava il vento, la prova veniva sospesa. Giravo nervosamente vicino al banchetto dei supremi. Poi, i giudici travolti dai tempi hanno deciso di far partire ugualmente l'ultima regata, quella decisiva, malgrado le mie reiterate proteste. "Dov'è il vento?" continuavo a chiedere imbufalito ad un giurato nipponico che annuiva paziente. Mi sono consolato con sedici nuove iscrizioni al Leah Amico fan club, giudice nipponico compreso che annuiva imperturbabile. Senza vento Alessandra ha iniziato male, sempre in difficoltà ed ha chiuso settima. Vittoria di tappa per la cinese Yin Jan (medaglia d'argento), oro alla francese Merret: la Sensini ha conquistato un bronzo ad Atlanta, l'oro a Sydney ed il bronzo qui ad Atene, dove gli atleti di casa migliorano ovunque in specie nell'atletica leggera. Progressi da ufo, sarà!. Intanto sta per essere squalificato il decimo pesista, doping. Per restare al campo di regate, nella classe Tornado Marcolini e Bianchi sono decimi dopo otto regate, nella star Bruni e Vigna sono noni ma in miglioramento. Mistral maschile vinta da un'israeliano, Fridman, storica, a trentadue anni dai fattacci di Monaco 72, un giusto modo per ricordare che la violenza è da ripudiare. Eliminata Fiona May, in finale Giuseppe Gibilisco, in semifinale negli ottocento Andrea Longo, eliminate nel giavellotto Claudia Coslovich ed Elisabetta Marin Quante sono state le guerre africane negli ultimi dieci anni?. E' un lungo elenco, ci devo pensare. Tania Cagnotto decima nel trampolino tre metri, va in semifinale, eliminata Valentina Marocchi, ventitreesima. Nel triathlon Nadia Cortassa quinta, Beatrice Lanza quindicesima e Silvia Gemignani ventitreesima, non il massimo. Nel 5000 siepi altra storica prestazione: tre kenyoti ai primi tre posti. Vorrei partire, prima di questo doloroso listino, da una constatazione. Sierra Leone e Repubblica democratica del Congo sono due tra gli stati con il più basso indice di sviluppo umano, la Sierra Leone è ultima. Ebbene sono ricche di risorse minerarie: l'ex Zaire vanta diamanti, oro, argento, uranio, dicesi uranio e zinco. La Sierra Leone diamanti, ferro, platino e cromite. Suggerisce niente?. Pulizie etniche in Ruanda e Burundi, un milione di morti e due milioni di profughi nel primo, duecentomila morti e un milione e mezzo di profughi. Morti quanti gli abitanti di Torino più prima e seconda cintura, profughi quanto Torino più Milano ed hinterland. Pulizia etnico-religiosa nel Darfur, ultima tappa di questa tragedia a ciclo continuo. L'Aids fa il resto, fioccano i lazzareti, morti in Africa quanto gli abitanti di Parigi. Immaginate una città di morti per Aids, dal primo all'ultimo, donne e bambini. Immaginate centomila vittime della tubercolosi o del vaiolo, triste primato di qualche stato africano, tanti quanti gli abitanti di Moncalieri. Guerra civile quadriennale in Sierra Leone, guerra Eritrea-Etiopia iniziata nel 1998, guerra civile nella Repubblica del Congo, in Ciad, in Liberia. Trenta anni di guerra civile in Angola, sedici in Mozambico. Guerra civile nella Repubblica Centrafricana ed in Ciad, separatismo in Senegal. Dieci anni di guerra civile in Algeria. Violenze governative in Togo. L'Uganda dopo Idi Amin, il male minore per l'Occidente, il Pol Pot africano si è beccata un'altra dittatura non meno feroce. L'Uganda è stata protagonista di scontri nella Repubblica Democratica del Congo e con truppe ruandesi. Morte, morte, morte, un ritornello. La Repubblica democratica del Congo si è trovata come compagno di viaggio tal Mobutu, altro male minore per l'Occidente, altro angelo sterminatore. Dal listino ho dimenticato qualcosa. In Africa circolano armi di ogni genere, frutto di vendite all'ingrosso dei market dell'est e dei mercanti di morte che continuano a fare affari d'oro. Come si spiega questo rifiorire di guerre e stermini?. Provate a rileggere cosa fornisce il sottosuolo africano e capirete qual'è il problema dell'Africa. Attenzione oggi: finale Italiapallanuoto rosa-Grecia ore 17,15, Italbasket maschile-Portorico quarti alle ore 19, Recalcati afferma che era la squadra preferita, sono dichiarazioni pericolose. Usa-Grecia al femminile 102-72, quarti. Il filippino ormai guarda le gare solo in tivvù e manda resoconti mirabolanti, Gianina è stata spedita a vedere il nuoto sincronizzato, le nostre Spaziali-Zaffalon non fanno notizia. Il collega vietnamita è stato cooptato come giudice in tutti gli sport: ha promesso di mandare almeno in semifinale un greco/greca. Gli inviati russi urlano al complotto anche se unendo le medaglie di tutte le repubbliche ex Urss, sarebbero primi assoluti: loro ne aspettavano una ventina in più. E' un complotto degli americani urla Sergej ma sono costretto a ricordagli che la guerra fredda è finita e che Putin-Bush sono amicissimi quando serve. Pallavolo maschile in semifinale dopo il 3-1 contro l'Argentina, primo set perso, sofferti i tre vinti, comunque grinta e cuore. Ci toccherà in sorte la Russia, 3-1 alla Serbia. Le ragazze giocano oggi le semifinali, Brasile contro Russia, Cuba contro Cina. L'Iraq non ha raggiunto la finale e giocherà contro i Magni calciatori venerdì per il bronzo: mi è piaciuto l'allenatore che ha eliminato sul nascere quella fastidiosa retorica dell'Iraq liberato dai liberatori che dobbiamo per forza inserire anche se si parla di undici atleti in calzoncini. "Siamo occupati, è un'epoca triste per il mio paese"ha dichiarato in conferenza stampa facendo venire la bile a Bush&Blair. Nel ciclismo Vera Carrara quinta nella corsa a punti. Eliminato Andrea Facchin nel K1, in finale Rossi-Bonomi nel K2 1000 metri, fuori subito Paolo Fucile nella lotta. Splendida la gara dei duecento femminili: Kim Gaevart, belga ed Allyson Felix su tutte dee magne, sesta e seconda in un bel duello vinto dalla giamaicana Campbell.

 

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Mercoledì, 25 Maggio 2016 14:30

In Italia una famiglia su cinque è povera

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By Maya Secondo un’indagine dell’Istat condotta su quasi trentamila nuclei familiari e relativa al 2003 il 10,6% della famiglie italiane è povera. Si tratta di quasi sette milioni di individui con punte più alte al Sud dove quasi il 20% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà che è rapportata ad una spesa media mensile di quasi 870 euro. La spesa media mensile è stata calcolata per un nucleo familiare composto da due persone. Il Nord è l’area geografica più avvantaggiata con una soglia di povertà raggiunta dal solo 5% dei nuclei familiari. Primato negativo per Sicilia e Basilicata con il 25%, le regioni che stanno meglio sono la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana ed il Veneto con incidenze che vanno dal 4 al 5%. I nuclei familiari elevati sono quasi sempre in gravi condizioni economiche ed ovunque senza distinzioni particolari mentre quasi il 14% dei nuclei familiari anziani è povero. Quali sono le condizioni che determinano la povertà?. Il basso livello d’istruzione, l’espulsione dal mercato del lavoro con conseguente impiego in nero o disoccupazione di breve e lungo periodo, l’aumento del caro vita. Vorrei aggiungere la drammatica assenza di un persin generico quadro di sviluppo complessivo. I ricercatori dell’Istat hanno individuato per diverse tipologie ed in relazione all’aumento dei componenti familiari altre due soglie: 695 euro e 1043 euro. Le famiglie vicine alla soglia di povertà sono l’otto per cento, il che significa che in assenza di una svolta nelle condizioni economiche rischiamo di avere a breve un venti per cento di famiglie sotto il livello di sussistenza. Malgrado le belle parole ed i segnali che giungono dalla televisioni (smentiti anche dai numeri relativi ai consumi) l’Italia sta facendo decisi passi verso l’impoverimento. Se volete scrivermi, se volete collaborare con noi, se volete suggerire tematiche, se volete segnalare problemi concernenti la vallata o la città Olimpica

 

Maya@valchisone.it

Lunedì, 02 Maggio 2016 07:56

I ritrovamenti di iguana in provincia di Torino

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By Maya-10 agosto 2004

 

E' stato ufficialmente smentita la voce secondo la quale i ritrovamenti o le segnalazioni della presenza di iguana in città e provincia non sono collegati e collegabili alla presenza di Iggy Pop dopo il concerto alla Pellerina. L'Iguana Canoro è partito il giorno dopo. Dunque proliferano gli animali esotici nelle nostre contrade, importati spesso illegalmente ed abbandonati durante il periodo estivo esattamente come i loro fratelli animali più domestici, cane o gatto. Questa la vox populi. Dicesi di iguana: nome comune dei rettili iguanidi della sottofamiglia degli Iguanini. Dove vive?. La specie più diffusa, quella degli Iguana dai tubercoli è diffusa tra le foreste del Messico e del Brasile centrale. Nelle isole dei mar dei Caraibi vive l'Iguana delicatissima, l'Iguana rinoceronte vive nelle zone aride di Haiti, nelle Galapagos ha la residenza l'Iguana marina e terrestre. Negli Stati Uniti sudoccidentali vive l'Iguana del deserto. In nessuna enciclopedia la provincia di Torino risulta come habitat naturale di questi estroversi animaletti. Dimenticanza o novità? Se pensiamo di escludere la maliziosa tesi dell'importazione illegale, la solita dietrologia di bassa lega (a cui peraltro non mi sono mai sognato di dare alcun credito), dobbiamo ritenere che alle specie elencate prima se ne debbano aggiungere due nuove ed ignorate dai più: l'Iguana Olimpica e l'Iguana dei cantieri. Uno straordinario scoop del sito svelerà tra poche righe il mistero. Il trasferimento dell'Iguana è frutto dell'effetto serra del pianeta: il clima italico è ormai di genere tropicale. L'Iguana che poi diverrà Olimpica si è misteriosamente trasferita in Piemonte: con sbarco a Genova provvista di regolare biglietto o attraversando l'Oceano?. Non sono in grado di rispondere. Alcuni esperti contattati da noi sostengono la terza via dello sbarco degli iguana: in business class aerea o per le più povere intruffolandosi arbitrariamente negli scatoloni ben imballati posti nel settore bagagli. Ad onor del vero la tesi trova pochi riscontri anche perchè costringerebbe a dar credito alla maliziosa dietrologia di prima. Da Genova ha incomprensibilmente risalito fiumi, torrenti e fiumiciattoli fino a raggiungere il Po, con la cui corrente è giunta a Torino. Ivi arrivata, l'Iguana si è adeguata in fretta al clima umido estivo della città (come la laguna di Maracaibo) ha iniziato a riprodursi ed ha ottenuto il permesso di soggiorno. I primi nati, cittadini Olimpici a tutti gli effetti, hanno allargato lo spazio vitale spingendosi fino a San Maurizio Canavese. Colonie di Iguana Olimpici sono segnalati in tutta la provincia. I nuovi residenti hanno mutato l'originale conformazione e le abitudini: movimenti lenti tipici degli incroci con traffico esasperato ed attitudine a zigzagare tra le macchine alle prese con l'ennesima viabilità modificata. Alcune di queste iguane, ormai piemontesi a tutti gli effetti, si sono incrociate con esemplari originali provenienti dal Brasile, dando vita ad una specie ibrida detta Iguana dei cantieri olimpici. Sono le iguane torinesi dette di seconda generazione. La presenza di queste ultime è segnalata in tutti i cinquantacinque cantieri attualmente presenti in città. La notizia è stata tenuta nascosta per proteggere le Olimpiadi invernali: la proliferazione degli iguana, animali da zone calde, risulterebbe incompatibile con l'idea di freddo e neve che generalmente ispira un'Olimpiade invernale. Se vedete un simpatico lucertolone aggirarsi per via Roma, pieno centro di Torino, non vi preoccupate: è l'Iguana dei cantieri di piazza San Carlo, fuggito per disperazione dal luogo adottivo.
Maya@valchisone.it

Dal 1901 fino al 2000 si sono succeduti dodici presidenti repubblicani e sette democratici: ben sette (quattro democratici e tre repubblicani) hanno ottenuto la rielezione. I presidenti entrano ufficialmente in carica il gennaio successivo alle elezioni. Il repubblicano Theodore Roosvelt dal 1901 al 1909, il democratico Wilson dal 1913 al 1921, il democratico Franklin Roosvelt (dodici anni in carica), il democratico Truman dal 1945 al 1953, il repubblicano Eishenhower dal 1953 al 1961, il repubblicano Reagan dal 1981 al 1989 e il democratico Clinton dal 1993 al 2001. Sono tredici in tutta la storia americana coloro che possono vantare otto anni alla Casa Bianca: George Washington dal 1789 al 1797, Thomas Jefferson dal 1801 al 1809, James Madison dal 1809 al 1817, James Monroe dal 1817 al 1825, Andrei Jackson dal 1829 al 1837 e Ulysses Grant dal 1869 al 1877. Se Bush sarà rieletto sarà il quattordicesimo della serie. Dal 1933 al 1961 gli americani hanno avuto solo tre presidenti, Roosvelt per dodici anni, Truman per otto e Eishenhower per otto, particolarità storica eguagliata solo agli albori con la triade Jefferson, Madison, Monroe, in carica per quattro anni in meno dei precedenti. Due sono stati i presidenti americani assassinati: Lincoln e Kennedy, uno costretto alle dimissioni il repubblicano Richard Nixon per lo scandalo Watergate.

maya@valchisone.it

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