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Attualità

Attualità (109)

Raffaella Calvo è nata a Torino nel 1967. Ha lavorato come commessa dall’età di quindici anni, dal 1995 al 2007 operaia metalmeccanica presso la Lear di Bruino e all’Embraco di Riva presso Chieri. Nel 1998 ha aderito al Partito della Rifondazione Comunista, dove milita tuttora. Ha partecipato ai Social Forum di Genova, Firenze, Londra e Atene ed alla costruzione del movimento, da sempre attivista NO TAV. Nel novembre 2004 ha trovato la sua fabbrica, l’Embraco, chiusa dalla sera alla mattina e quindi l’ha occupata con i suoi compagni di lavoro per diversi mesi, In seguito ha acquisito la qualifica di O.S.S. (operatore socio sanitario) ed ho trovato lavoro presso diverse cooperative sociali. E' stata nel Direttivo Provinciale CGIL Funzione Pubblica, fino all'anno scorso anno quando è entrata nella C.U.B. di cui fa parte, ancora, (Direttivo Provinciale).
Quali sono i punti salienti del tuo programma e quali sono le priorità su cui occorre intervenire?
Io ritengo che il patto di stabilità-compatibilità che non permette di affrontare le emergenze sociali vada superato. Io sono una militante di Rifondazione Comunista e con il mio partito abbiamo fatto una campagna politica denominata "I soldi ci sono". Da anni si dice che il problema è il debito pubblico perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che per diminuire il debito, vanno tagliati i servizi e privatizzati i beni comuni. Bisogna prendere le risorse da chi le ha, le banche private e i grandi evasori fiscali; sono per abrogare la controriforma delle pensioni, ridurre l'orario di lavoro, per istituire il reddito minimo garantito e rilanciare il welfare. I servizi comunali, compresi i trasporti devono essere pubblici. Infine i problemi dell'emergenza abitativa e del mondo giovanile, l'istruzione, le mense scolastiche e gli altri servizi sono diventati troppo cari e non sono più accessibili a tutti, soprattutto alle famiglie dei disoccupati.
Qual'è e quale sarà il ruolo di Torino in comune e come immagini la Torino del futuro?
Io immagino la sinistra del futuro, come unitaria, plurale, democratica e alternativa al PD ed al centro-sinistra, qualcosa come la prima Syriza. Il rispetto delle identità dei soggetti partecipanti non impedisce che ci si possa muovere assieme e costruire un nuovo CLN contro il neoliberismo. La Torino del futuro è legata molto al successo del progetto "Torino in Comune-Airaudo sindaco" la nostra lista può e deve essere un laboratorio progettuale, valido anche a livello nazionale. Basta leggere i nomi dei candidati, per vedere che la Torino del mondo del lavoro è rappresentata in tutte le sue sfaccettature e nelle varie realtà di lotta.
Venerdì, 12 Maggio 2017 14:42

TORINO IN COMUNE LISTA CANDIDATI 2016

Scritto da

TORINO IN COMUNE LISTA CANDIDATI. Juri Bossuto, Raffaella Calvo, Eleonora Artesio, Michele Curto, Roberto Lamacchia, Chiara Ajetti, Davide Arcidiacono, Antonella Argentini, Fiorenza Arisio, Mauro Canavese, Roberta Avella, Luigi Caporale, Beatriz Blacido Enriquez, Giancarlo Chiusano, Simona Barberis, Alessandra Cubello, Elena Buffa, Sergio Forelli, Daniela Calisi, Alessandro Frezzato, Georges Kouassan, Enrica Colombo, Massimo Lapolla, Aurora Laurenti, Franco Lattes, Giovanna Lopresti, Leandro Moro, Martina Massimello, Luciano Richetto, Patrizia Mussano, Luigi Romeo, Anna Palermo, Giustino Scotto d'Aniello, Paola Procacci, Claudio Scazzocchio, Luisa Ricaldone, ,Massimo Silla, Giuliana Valle, Julia Vermena, Camilla Zulianello

I candidati presidente di circoscrizione sono

1 ALberto Re

2 Juri Bossuto (2 ed ex10)

3 Daniela Alfonzi

4 Simone Ciabattoni

5 Chiara Ajetti

6 Eleonora Artesio

7 Michele Berghelli

8 Giovanni Pagliero

Sabato 23 aprile presso il cinema Eliseo si è svolto un incontro tra tutti i candidati di Torino in Comune per il comune e per le circoscrizioni. Il candidato sindaco Giorgio Airaudo è nella segreteria nazionale della FIOM e nel 2013 è stato eletto alla Camera dei deputati come indipendente nelle liste di SEL

Programma di Torino in Comune circoscrizione due (ed ex dieci)
Candidato presidente Juri Bossuto
AMBIENTE Le aree verdi urbane rappresentano forse il simbolo più eloquente di come l’amministrazione pubblica considera il bene comune. I giardini sono il luogo principe in cui la comunità urbana si rappresenta, si incontra e si rigenera. Un giardino contiene alberi, fiori, acqua pubblica, spazi fruibili gratuitamente. Sono terreni collettivi appartenenti a tutti, sottratti alla speculazione e votati alla bellezza. Un giardino in un quartiere popolare è ancora di più: è il nostro unico salotto buono, il nostro solo momento di ricchezza, la sala delle feste per tutti. Per questo, i giardini pubblici sono uno dei punti su cui si focalizza questo programma.
I giardini non possono, da soli, esaurire le politiche da mettere in atto per la tutela e il miglioramento dell’ambiente. Esso è un bene collettivo primario e può essere luogo di salute o malattia, di benessere o di rischio, a seconda che lo si consideri come una risorsa di tutti o come una semplice fonte di spesa. Le politiche a tutela del suolo pubblico, dell’aria, dell’acqua, del panorama, del paesaggio e quelle volte a combattere ogni forma di inquinamento, devono essere improntate al godimento delle cose di tutti da parte di tutti, e alla salvaguardia della salute di ciascuno.
In sintesi proponiamo:
1. Salvaguardia aree verdi, sempre più simbolo dell’attacco che quotidianamente subiscono i beni comuni (ossia quelli di cui siamo proprietari noi tutti tramite il Pubblico). Ribadire il no a parcheggi sotterranei che distruggono i giardini è per noi fondamentale, così come al contempo la ricerca di aree adatte ad ospitarne alcuni destinati a decongestionare zone di Santa Rita e Mirafiori. Inserimento di micro verde laddove occorre dare colore al grigio urbano.
2. Reinserimento degli alberi abbattuti, tra cui 180 circa nella sola via Filadelfia e qualche migliaio in Circoscrizione 2.
3. Le speculazioni sulle aree verdi devono lasciare il passo alla posa di nuove alberate e alla riqualificazione di aree veramente alla portata di tutti: persone anziane, famiglie, giovani, bambini e disabili. Importante la manutenzione degli spazi verdi e degli spazi dedicati ai giochi dei bambini, la cui salvaguardia (dai costosi atti di vandalismo) può avvenire in parte anche attraverso il coinvolgimento delle scuole.
4. Potenziamento raccolta differenziata, oggi in grave crisi, diffusione di quella porta-a-porta come ipotizzato (ed avviato) con il progetto Urban II. Educazione della cittadinanza a riduzione/riciclo/riuso anche nella prospettiva di ridurre, sino ad annullare, l’incenerimento dei rifiuti stessi.
5. Indispensabile diffondere alla popolazione i dati, reali, relativi all’inceneritore ed in generale agli inquinanti tramite la collocazione di nuove centraline di monitoraggio sul territorio. A tal fine si ritiene necessario partecipazione al Comitato Locale di Controllo.
6. Prioritario intervenire in merito a quanto stabilito sulla Servizi Industriali: realtà altamente inquinante che avrebbe dovuto cessare la sua attività nel momento in cui veniva inaugurato l’inceneritore stesso.
7. Pressione sul Comune affinché si riduca fortemente il numero di condomini riscaldati mediante il gasolio, affinché tutti siano collegati al teleriscaldamento.
8. Educazione ambientale e monitoraggio del verde pubblico anche tramite il sostegno, e le segnalazioni, dei cittadini.
9. Creazione di nuove aree per cani. Collaborazione attiva con i gestori dei gattili circoscrizionali e l’Ufficio tutela animali. Difesa degli animali sia di affezione che allo stato libero. Educazione al loro rispetto. Sostegno alle famiglie bisognose al fine di impedire abbandono di animali.
10. Diffusione di metodi e pratiche eco-sostenibili: oltre alla riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, gestione razionale dell’acqua (es. incentivazione forme di recupero acqua piovana ad usi sanitari), gestione degli scarti compostabili, razionalizzazione dei consumi energetici, acquisti consapevoli, riduzione scarti alimentari e implementazione percorsi di condivisione delle eccedenze alimentari, incentivazione tetti verdi (che riducono i consumi energetici, isolano dal caldo, dal freddo e dai rumori, diventano luoghi di aggregazione), agevolazione forme diffuse di produzione energetica grazie a impianti piccoli, comunitari, sostenibili ed autoproduzione agro – alimentare (orti urbani).
11. Creazione di orti urbani collettivi/sociali (ad esempio l’esperienza del “Giardino Morvello”) e mercati a questi dedicati. La Circoscrizione sostiene forme di aggregazione sociale e gestione partecipata dello spazio pubblico attraverso la creazione di orti collettivi e orti urbani (che utilizzino forme di agricoltura sostenibile) al fine di valorizzare il territorio grazie all’utilizzo, da parte della collettività, di spazi fino ad ora non fruiti o fruiti in maniera parziale.
Assistenza
Il cambiamento è possibile solo se la spinta parte dagli individui, dalle associazioni, dalle forze vive del territorio che opportunamente sostenute possono creare e realizzare forme innovative di aggregazione sociale e gestione partecipata dello spazio pubblico.
In poche parole si racchiudono i principi che sovraintendono all’assistenza ed all’agire sociale che si vuole perseguire in circoscrizione: Solidarietà/Integrazione, socialità e sostenibilità.
Le linee di intervento sul tema assistenziale saranno ispirate alla interdisciplinarità tra i vari settori di intervento circoscrizionale. Naturalmente la nostra amministrazione farà riferimento al Piano Sanitario Regionale, di Prevenzione Regionale ed ai Piani assistenziali comunali. Proponiamo quindi piani specifici per il sostegno delle persone con difficoltà: anziani, disabili, minori, stranieri.
In sintesi:
1. Collaborazione attiva con le associazioni di aiuto alle persone con disagio (psichico, fisico, lavorativo, per il contrasto alla ludopatia e alle dipendenze). Sostegno delle realtà presenti in circoscrizione in relazione con Servizi Sociali ed ASL. Coinvolgimento maggiore delle associazioni di volontariato. Promuovere l’aggregazione tra persone anziane che vivono in solitudine (emarginati) offrendo occasioni di socializzazione aperte a tutti. Sviluppare progetti di domiciliarità leggera.
2. Sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Avviare progetti coordinati con il settore socio assistenziale per l’integrazione sociale e l’occupazione. Inserimenti lavorativi che non cadano nel cattivo lavoro, ossia precariato e sfruttamento.
3. Gestione degli sfratti, sostenendo le famiglie in morosità incolpevole, e collaborazione attiva con l’ATC per manutenzione degli stabili ed insediamento di nuove abitazioni residenziali.
4. Verifica attenta dell’esito dei progetti in essere ed elaborazione nuove iniziative sui settori socio assistenziali.
5. Rete di informazione e collaborazione, costante, tra servizi sociali, associazioni di volontariato, famiglie. Creazione di un Tavolo tra le varie associazioni di volontariato al fine di individuare priorità e problemi comuni. Aggregazione delle associazioni di volontariato che ha culmine ne “La Festa del Volontariato”, organizzata dalla Circoscrizione.
6. Creazione di nuovi spazi aggregativi per i Giovani (protagonismo giovanile). Coordinamento e verifica di quelli esistenti (tra cui via Strada delle Cacce e “Isola che non c’è” , realtà apparentemente sotto utilizzate). Occorre sviluppare i progetti educativi e di tempo libero nelle scuole di ogni ordine e grado, migliorando anche le relazioni tra Circoscrizione, dirigenti scolastici, insegnanti, alunni e genitori. Potenziare gli sportelli di
ascolto, tenendo conto anche dei giovani in fascia di età superiore. Rafforzare le case famiglia e favorire il confronto tra operatori socio assistenziali e quelli socio sanitari.
7. Diffusione di cohousing : modelli abitativi in cui le persone cooperano, individuano obiettivi comuni, sono solidali e creano comunità. Non più condomini dormitorio spersonalizzanti ma vere e proprie comunità solidali capaci di venire incontro alle necessità dei singoli (assistenza alle persone anziane, babysitting, creazione di spazi e momenti di socializzazione, banca del tempo).
8. Continuare a realizzare arredi urbani accessibili per i disabili: tavoli con sporgenza tale da permettere alle persone in carrozzina di usufruire del tavolo, fare in modo che il camminamento possa far giungere il disabile al tavolo (finora...si “cammina” in mezzo ai prati...e i disabili non possono), posizionare gli arredi in zone ombrose affinché anche sotto il sole cocente dell’estate i disabili possano usufruire dell’ombra. Introduzione dei semafori intelligenti.
9. Inclusione sociale sempre ed ovunque, favorire lo scambio culturale.
10. Sviluppare progetti individuali e lavorativi per i malati psichici che, all’interno della famiglia determinano condizioni di vita spesso molto difficili. Attenzione e supporto ai Centri Diurni ed alle strutture residenziali presenti sul territorio.
11. Attenzione alla situazione creatasi all’interno dei campi Rom di via Artom e corso Tazzoli. Promozione di buone politiche di integrazione sociale e culturale che creino i presupposti per una buona relazione tra cittadini nel contesto della lotta al disagio (scuola per bambini, raccolta rifiuti, abitazioni “sane” ed agibili) e della legalità (principio della convivenza civile) anche con l’apporto di mediatori culturali. Il tutto in attesa di soluzioni più consone ai diritti civili, ed alla dignità umana, degli ospiti dei campi stessi.
12. Istituzione della figura del disability manager.
Commercio e Lavoro
Proponiamo la difesa del piccolo commercio con stop alla Grande Distribuzione: crediamo importante la difesa dei punti commerciali di prossimità o anche dei centri commerciali naturali. Commercio di prossimità significa importante riferimento per i cittadini ma anche possibilità di tutela ed attenzione riguardo agli anziani ed alle persone sole.
In sintesi:
1. Le Feste di Via devono essere riviste profondamente trasformandole in occasioni reali per il commercio di vicinanza ed il territorio. La Festa di via deve comprendere le realtà del territorio (scuole, associazioni e commercianti), questa deve garantire il coinvolgimento delle imprese commerciali nonché evitare di trasformarsi in un giorno di mercato che condiziona, pesantemente, la vita dei residenti (parcheggi, privatizzazione della via per un giorno, disagi). La Festa di via dovrebbe, preferibilmente, essere anche espressione della storia di un dato quartiere evitando così un modo di abitare isolato, e spersonalizzato, del territorio.
2. Sostegno degli imprenditori locali favorendo anche la loro formazione e la creazione del Know how aziendale. Intervenire sulla monetizzazione dei parcheggi, evitando la “stretta fiscale” sui negozietti di prossimità (a gestione familiare).
3. Valorizzare l’utilità sociale del commercio al dettaglio, in termini di vitalità del territorio, decoro e sicurezza. Educazione al consumo etico e responsabile. Rendere meno difficoltoso l’accesso delle piccole imprese agli atto pubblici ed alle pratiche burocratiche.
4. Aree Mercatali: supporto e collaborazione per superare le criticità viarie che patiscono da tempo. Sostenere i mercati quali centri commerciali naturali, in rapporto con le attività commerciali stanziali.
5. Decongestionare le aree che concentrano un eccessivo flusso automobilistico e, al contempo, con opportuni provvedimenti studiati con il commercio di prossimità, rivitalizzare zone segnate da forte isolamento degli abitanti.
6. Si esprime invece un giudizio positivo per il tavolo lavoro che ha avviato, da tempo, la Circoscrizione; così come l’attenzione dedicata agli over 50 ed ai giovani che fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro oppure che sono espulsi dal medesimo. È importante su questo argomento spendere fondi da destinare ai centri di collocamento come punti di nuova base per l’inserimento nel mondo lavorativo, valorizzando anche via Carlo del Prete: struttura nata con Urban II ma non sempre legata dal territorio. Promozione ulteriore del “Progetto Lavoro”, già avviato anni fa, nell’ottica di proseguimento di esperienze di integrazione fra politiche attive del lavoro ed interventi di aggregazione, assistenza, sostegno educativo e culturale. Aumento delle risorse per i percorsi di accompagnamento ed orientamento volti a soggetti “svantaggiati”. Creare la rete locale del lavoro e mappare le zone di crisi presenti nella Circoscrizione. Valorizzazione e rilancio dei Centri per l’impiego, collaborando con sindacati, imprenditori, disoccupati.
Cultura, Sport, Tempo libero e Socialità
È necessario individuare attività per aiutare le persone a muoversi nella direzione del cambiamento positivo, che permettano di realizzare un vero e proprio processo di trasformazione, operare un incremento delle possibilità di ognuno.
In una realtà che impegna nelle dinamiche di genere, di ruolo, generazionali, nelle problematiche relative alla mancanza di lavoro, ai problemi economici, alla malattia, alla vecchiaia, all’emarginazione, alla multiculturalità, alla separazione, alla “diversabilità”, scegliere azioni che puntino non solo a sottolineare il valore, l’irripetibilità, l’unicità, la dignità e il rispetto dei diritti delle persone, ma anche la necessità di comunicare, conoscere, ricercare, scoprire, stupirsi, divertirsi, emozionarsi mediante l’arte e la creatività.
Promuovere attività educative, ricreative, culturali, ludiche, rieducative, formative che promuovano il dialogo, la libertà, l’uguaglianza, la socialità, la solidarietà, la partecipazione, l’autonomia, le risorse personali e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Favorire attività di orientamento scolastico e professionale, di progettazione, coordinamento e attuazione di progetti.
In sintesi alcuni obiettivi :
• costruire con le Istituzioni del Comune e delle Circoscrizioni, le Associazioni di volontariato già presenti nel territorio nuove forme di partecipazione e di associazionismo basati sulla reciprocità e la crescita personale;
• promuovere una progettazione partecipata fra le scuole di ogni ordine e grado e le risorse del territorio;
• realizzare sportelli per il cittadino e tavoli di confronto su tematiche educative, sociali e sanitarie, per attuare nuove politiche sociali in linea con gli indirizzi dell’OMS;
• favorire le relazioni e le reti fra le persone e promuovere forme di solidarietà, di scambio di tempo, di saperi, di cultura;
• organizzare incontri intergenerazionali tra giovani ed anziani per valorizzare i reciproci saperi;
• organizzare eventi formativi a carattere pedagogico, a sostegno di genitori, insegnanti, cittadini;
• conoscere e costruire risposte ai problemi della abitabilità come le comunità alloggio, il cohousing quali insediamenti abitativi composti anche da alloggi privati corredati da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati ai bisogni dei giovani e degli anziani.
• Ricreare comunità umana riappropriandosi, grazie alle iniziative culturali, di spazi pubblici e rapporti interpersonali.
Per quanto riguarda la cultura si ritiene indispensabile tornare al concetto ormai abbandonato di città policentrica: portare in periferia eventi che possono essere di richiamo turistico ma soprattutto di richiamo culturale. Tutto questo passa anche dalla valorizzazione di quanto il territorio offre. Valorizzare il “Cuore” di ogni quartiere che va a comporre la Circoscrizione 2: riconoscere Centri periferici in cui vive l’essenza storica del borgo, dove portare senso di appartenenza territoriale, cultura e partecipazione.
Il luogo di elaborazione delle idee, inerenti Cultura e Sport, non può essere gestito in modo clientelare, bensì tramite il Forum delle associazioni culturali e sportive, inserendo anche i comitati cittadini nel Tavolo di elaborazione progettuale.
Riteniamo importante focalizzarsi su “Progetti Tematici” (Scuola, Tempo Libero, Sport, Eventi, Anziani e Turismo Sociale) costruiti tramite la partecipazione dei soggetti sociali circoscrizionali, e messi a bando per la loro gestione.
Occorre sviluppare, inoltre le proposte pubbliche di crescita culturale (coinvolgendo il sistema Bibliotecario circoscrizionale) offrendo corsi, laboratori e seminari rivolti a tutti i cittadini. L’accesso ai Centri di incontro deve essere garantito a tutti i cittadini. Anziani e giovani vanno sostenuti nella socializzazione e nella formazione culturale personale.
In sintesi:
1. Il coinvolgimento delle associazioni ed i personaggi che da tempo si occupano di cultura può essere fondamentale per stabilire un equilibrio tra centro e periferia, sino a riscoprire anche la storia del quartiere molto ricca e ridare radici e appartenenza a un territorio altrimenti troppo usato solamente come dormitorio e luogo di passaggio.
2. Valutazione degli spazi sportivi, ad oggi ridotti, tramite il Tavolo delle associazioni sportive del territorio. Tali spazi vanno dotati di defibrillatori.
3. Scuola: monitoraggio della situazione nella Circoscrizioni (promozione di un “tavolo scuola” comune) e costruzione sinergica di progetti educativi.
4. Favorire una espansione della pratica sportiva, ad ogni età, valorizzando anche quelle attività dal carattere ludico aggregativo.
5. Facilitare l’accesso degli impianti sportivi ai cittadini, impedire la privatizzazione dei medesimi, favorire controllo e trasparenza delle gestioni in atto, pretendendo che vengano rispettate le concessioni e, quindi, l’uso pubblico degli impianti stessi.
6. Sensibilizzazione degli alunni delle elementari verso il Nuoto, come sport e sopravvivenza in acqua.
7. Coordinamento attivo tra pianificazione delle attività circoscrizionali e quelle in essere altrove (Roccafranca, Mirafiori, Bella Rosin, ecc).
8. Celebrazione della ricorrenza del 25 Aprile (Festa della Liberazione).
9. Sinergie tra i settori Cultura, Sport, Ambiente e Assistenza per l’avvio di progetti di educazione ambiente sostenibile per famiglie e scuole, prevenzione del disagio, sostegno della disabilità e del mondo giovanile.
10. Incremento e messa in rete funzionale dei centri di protagonismo giovanile. Azione congiunta tra educativa di strada e servizi sociali. Incontro dei giovani nei loro luoghi di aggregazione al fine di un coinvolgimento attivo nelle politiche giovanili medesime.
Trasporto e viabilità
Riteniamo importante incentivare la mobilità sostenibile: progetti ciclabili, iniziative di pedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling e bike-sharing; realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola/ufficio, a piedi o in bicicletta, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, abbattimento barriere architettoniche.
Accessibilità: la circoscrizione due è l'unico “luogo” in Italia a possedere una mappatura delle barriere architettoniche per disabili motori. Continuare ad abbattere le barriere tramite l’uso degli oneri di urbanizzazione. Occorre, in tale prospettiva, rendere le fermate bus accessibili a tutti i disabili.
In merito alle Barriere architettoniche si riconosce il possente lavoro di mappatura voluto dalla coordinatrice circoscrizionale e realizzato, con grande dovizia, dalla collaborazione sorta tra Circoscrizione, comitati spontanei, cittadini e soggetti altri. Tale mappatura individua, su oltre 550 incroci, criticità e priorità di azione: questa amministrazione intende attuare e fare sua la proposta progettuale di intervento.
E’ necessario garantire i collegamenti tra le zone più periferiche del quartiere (Mirafiori Sud in particolare, come i confini Ovest di Mirafiori Nord) e centro città, ospedali e servizi (comprese le Poste Centrali). Urge potenziare il servizio di trasporto pubblico in ore notturne e nelle zone più marginali della circoscrizione.
In sintesi:
1. Portare a compimento il progetto Biciplan che disegna una ragnatela di piste ciclabili in tutta la città e che ha il grande obiettivo di collegare la periferia al centro, sia attraverso la costruzione di piste sicure e realizzate in percorsi strategici, sia attraverso il posizionamento di postazioni to-bike (ovvero postazioni di bici fornite dal comune). Ad oggi, purtroppo, nonostante la delibera biciplan le prevedesse, non è stata posizionata alcuna postazione bici e non è stata realizzata alcuna pista sul territorio. Inoltre sul territorio dell’ex circoscrizione 2 opera un gestore diverso rispetto a quello individuato dal Comune: fatto che taglia fuori dal circuito To Bike il quartiere. Ogni risorsa destinata al progetto è stata utilizzata solo per le zone del centro. Restano sospese la progettazione (con relative postazioni bici) della pista di corso Orbassano, da piazza Cattaneo fino a largo Orbassano, la messa in sicurezza della pista di corso Sebastopoli, il raccordo (in via Guido Reni) tra le piste di corso Sebastopoli, corso Allamano e corso Salvemini.
2. Le proposte di costruzione di parcheggi sotterranei privati, detti pertinenziali, voluti dal comune per incamerare risorse economiche (risorse non certo ad appannaggio dei territori ma destinate spesso al centro), sono state malamente accolti dal territorio con pessimi risultati. I singoli progetti di ogni pertinenziale, prevedevano la riduzione di parcheggi pubblici in superficie. Ecco la nostra proposta: unico parcheggio privato pertinenziale che auspichiamo in area ex Saint Gobin: parcheggio che permetterebbe di realizzare, in superficie, un congruo numero di posti pubblici ed altri a rotazione destinati ai pazienti della ASL.
3. Prendere spunto dalla logica delle zone 30 al fine da rendere compatibile la circolazione di pedoni, ciclisti e automobilisti, trasformando le vie in luoghi di socializzazione degli abitanti.
4. Traffico e congestione in zona stadio e Santa Rita per eventi sportivi e musicali: istituire una zona ZTL con accesso riservato ai residenti durante gli eventi. Come in ogni città “normale” chi va allo stadio o ai concerti lo fa attraverso i mezzi pubblici.
5. Trasporti: procedere con la definizione della linea 2 sincerandosi che non si tratti solo di propaganda, individuare il percorso migliore per il territorio. Incentivazione del trasporto pubblico sia come frequenza dei passaggi che in termini di collegamento con centro e periferia Nord.
6. Bus: ripristinare le tratte tagliate (sia in termini di km che di orari). Miglioramento percorso e frequenza linee 58-12-74-63 e 63/ (da integrare con le esigenze della ex-Circoscrizione 10). Aumentare capienza e frequenza delle linee tranviarie 4 e 10. Garantire i collegamenti pubblici tra le “Zona 30” ed le tratte GTT urbane ed extraurbane.
7. Area camper piazza d’Armi: utilizzo della parte nord di Piazza d’Armi come parcheggio per camper, regolamentato e gestito (anche in vista dei concerti al pala-Alpitour).
8. Monitoraggio lavori pubblici e dei lavori dei servizi tecnologici in modo di verificare qualità materiali usati ed impatto sulla vita dei cittadini.
9. Monitoraggio attraversamenti pedonali e loro messa in sicurezza laddove pericolosi.
10. Sensibilizzare i cittadini sull’uso del trasporto pubblico; stigmatizzare tutti i comportamenti di invasione selvaggia del territorio pubblico: in particolare il parcheggio in doppia fila (specialmente quando è a ridosso dei portoni) riconoscendo in tali inciviltà ulteriori modi di costituire barriere per i disabili (o anche per i genitori con i passeggini).
Bilancio Patrimonio e Sicurezza
Dinanzi a un modello di vita in crisi, dal punto di vista economico, sociale e ambientale è fondamentale costruire un’altra scelta possibile, che implementi strategie rivolte alla costruzione di percorsi e spazi di socializzazione: stimolare percorsi di cittadinanza attiva rivolti alla costruzione di comunità solidali integrate ed alla salvaguardia del territorio. Territorio quale bene pubblico per eccellenza, che con le sue ricchezze e specificità può divenire luogo di sperimentazione di forme di resilienza e processi virtuosi di innovazione.
L’integrazione è la via da percorrere come miglior soluzione possibile ai problemi di sicurezza e per la creazione di una società multiculturale che valorizzi le differenze in modo costruttivo, nel rispetto e nell’accettazione delle alterità: favorire l’incontro ed il confronto tra culture migranti e culture ospitanti; costruire relazioni e scambi interculturali; incentivare forme di partecipazione e cittadinanza attiva tra migranti.
In tale contesto è fondamentale avviare una campagna cittadina con le altre Circoscrizioni per l’estensione delle competenze e responsabilità affidate al Decentramento.
Ad oggi comunque compito della circoscrizione è quello di :
- facilitare forme di partecipazione e di cittadinanza attiva;
- sostenere e promuovere soluzioni e progetti rivolti a creare comunità territoriali solidali, integrate e socialmente sostenibili;
- verificare con le Forze dell’Ordine locali le situazioni a rischio, elaborazione di strategie di prevenzione;
- rafforzamento dei Vigili di Prossimità;
- promuovere Trasparenza/Competenze: criteri oggettivi per l'assegnazione di spazi pubblici e di fondi alle associazioni. Verifica successiva di come sono stati utilizzati i soldi pubblici e di come vengono sfruttati gli spazi assegnati;
- avvio di un percorso “verso il Bilancio partecipato”, già iniziato nel 2001 - 2006;
- imporre un maggiore dettaglio nella descrizione dei temi all’Ordine del Giorno nelle sedute di giunta / commissione;
- stimolare i trasferimenti al Comune e da questi alle Circoscrizioni;
- promuovere un diverso approccio del Pubblico nei riguardi delle Partecipate;
- fare rispettare e rendere esecutive le delibere della Circoscrizione;
- sensibilizzare il Comune in merito alla riduzione delle tassazioni che gravano su beni immobili intestati a persone anziane ricoverate, ossia di quelle prime case locate dai parenti al fine di pagare le rette di ricovero degli anziani proprietari stessi.
I candidati di Torino in comune circoscrizione due (ed ex dieci) plus il candidato presidente della circoscrizione due

Tra poche ore sapremo quali sono stati i risultati del ballottaggio nelle principali città. Sui principali giornali alla voce vittoria o sconfitta di Renzi, come se un voto cittadino avesse realmente valenza nazionale, è stata dimenticata Napoli. Se volessimo ragionare in quest'ottica sarebbe la prima vera sconfitta renziana in questa tornata elettorale: la candidata pd neppure al ballottaggio.

 

Si dice che tra Torino, Roma e Milano portare a casa zero sindaci sarebbe un segnale d'allarme. A Milano i due candidati hanno detto cose simili per due settimane salvo concedersi il lusso sul finire di entusiasmare i rispettivi elettorati con più insulti che programmi.

 

A Roma il pd il sindaco l'aveva. Ignazio Marino. Sarà questa la vera sconfitta di Renzi, perdere la città con un candidato che non aveva neppure granchè voglia di candidarsi. A Roma è parso che nessuno avesse ed abbia reale intenzione di vincere. La vera sfida, forse, è proprio Torino. Non ci aspettava nell'entourage fassiniano un ballottaggio dopo la spinta dell'ultima settimana. Chiara Appendino forse non credeva di arrivare al ballottaggio e con notevoli speranze di vincere. Non è parsa almeno finora una corsa al voto. Si è persino parlato di programmi ma anche a Torino non è disfida nazionale con valenza nazionale. Il sistema Torino sempre lui da decenni contro il nuovo di un movimento che non è partito e che afferma che destra e sinistra non esistono più. Il vero segnale semmai è l'astensionismo. La nuova dc alias il pd renziano non attrae non ha appeal non ha territorio. Il movimento cinque stelle è alla prova governo forse per la prima volta avrà l'opportunità di governare grandi città. Salvo autogol alla Pizzarotti. Per il resto scompare la destra dove divisa (alla resa dei conti Berlusconi-Salvini) la sinistra attende di essere partito nazionale e non un'insieme di comune. Gli elettori di sinistra non capiscono più i mille rivoli e le mille divisioni. 

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:03

NIZZA 14 LUGLIO 2016

Scritto da
NIZZA 14 LUGLIO.
E' un lungo elenco. Di vittime, di storie, di tragedia. Il califfato perde terreno, i proclami che arrivano da Raqqa invitano a colpire ovunque possibile con tutti i mezzi possibili. La Francia ancora sotto choc dopo la strage del Bataclan subisce un colpo durissimo. Questa volta, forse, non abbiamo alert precedenti la strage. Non come le altre volte Parigi, Londra, Madrid, Istanbul, Bruxelles. Arrestati, incriminati, sospetti, qualche tempo in Siria entrando tra le larghissime maglie dei confini turchi. Oggi è un insospettabile a colpire, reati comuni non di terrorismo. A colpire in maniera dura. Perchè alla fine l'accesso alle armi può essere ristretto con controlli sul territorio ma quello che è successo a Nizza apre scenari inquietanti. Era già successo invero in Francia, due tentativi a Parigi e Digione ma fatti divenuti marginali. Oggi è triste realtà da cui difendersi e da cui prendere contromisure. Non è facile. Il virus è iniettato. Ad un paese è stato permesso nel corso degli anni il finanziamento del peggio in nome del wahabismo, del petrolio e del fatto che pagano il debito pubblico di molti paesi. Moschee costruite con questi soldi con iman a predicare malissimo. Oggi i risultati sono catastrofici ed anche se la monarchia saudita pare voler invertire la rotta il virus è dentro la nostra società. Non è Raqqa capitale mondiale del califfato aiutato a nascere in nome degli anti Assad. 
Oggi Isis dice le stesse cose di Al Qaeda consapevole che la guerra sul terreno sarà persa (invero a fare la guerra all'Isis sono stati Russia ed Iran paesi sotto embargo ed i curdi considerati terroristi). 
Il metodo Nizza spaventa di più di qualsiasi bomba.
 
maya@valchisone.it

Juri Bossuto è stato presidente della circoscrizione due di Torino dal 2001 al 2006. Autore di libri è candidato presidente per la lista Torino in Comune circoscrizione due e per il consiglio comunale.

Che tipo di campagna stiamo vivendo?

“Questa campagna elettorale è strana: poco percepita dalla gente (se non per i tram pieni di foto e simboli soprattutto dei Moderati) ma, in compenso, molto tesa a Sinistra. L'unica che va dritta sulla sua strada senza fare "rumore" è proprio Appendino, mentre PD ed alleati guardano la lista Airaudo con grande timore e rabbia, malgrado sia stata loro la scelta di rompere scegliendo quali alleati i Moderati e presto Napoli”.

Torino una città che cambia pelle almeno dicono. Cosa ne pensi del cambiamento ed esiste realmente una “Torino da bere” o nel tuo giro elettorale intravvedi una dimensione completamente diversa?

“Torino in quindici anni ha seppellito la fabbrica senza ritrovare una sua nuova identità. La città sta attraversando una crisi simile a quella che visse all’indomani della perdita del titolo di capitale (1864 mi pare) con la differenza che all'epoca la classe politica, seppur contaminata anche in quegli anni da un premier toscano ed arrogante quale era  Minghetti, si dimostrò capace nel progettare un futuro, mentre oggi gli esecutivi non vedono oltre il proprio piccolo naso (preoccupazioni solamente sul piccolo cabotaggio e disattenzione per il resto). Su tale premessa alla fine il cambiamento odierno è stato affidato agli stessi che hanno affossato la fabbrica, per fare più profitto, delocalizzandola all’estero: casa Agnelli (e amici).

Arrivano così le Olimpiadi e la Torino da bere ma, con questo, anche un sistema chiuso quanto asfittico, il noto Sistema Torino, che oltre distribuire seggiole, ai soliti noti, non è riuscito a far fare un salto in avanti alla nostra povera città. Si, povera poiché sono 200.000 i torinesi che non mettono insieme pranzo con cena. Mentre il centro si riempie di turisti, vero, il settore stesso non da lavoro (se non ai soliti noti) con la conseguenza che gli operatori turistici sono alla canna del gas. Inoltre mentre le periferie sono state abbandonate a se stesse, salvo citarle ora in campagna elettorale, il centro ha conosciuto cantieri che lo hanno massacrato (anche per qualità materiali come in piazza Castello)”. 

Qual è il ruolo della sinistra?

“Non volevo candidarmi, mi ha convinto la novità, voluta da Airaudo, di aprire a molti indipendenti, come me. Dopo la privatizzazione degli asili torinesi, ben nove, sono stato schifato dalla Sinistra di potere, tra cui in primis l'assessore all'Istruzione, al punto da non volerne più sapere.

Occorre rinnovare questa Sinistra dandole progetti, idee a lungo periodo e coerenza, oltre e nuovi quadri giovani e non infettati da arrivismo. Non so se riusciremo tutti insieme, ma sono certo che un fallimento premierà solamente un modello clientelare (da cui l’amministrazione Fassino non è certo immune, anzi) che toglie soldi alla comunità per versarli al solito giro, e l'affermazione di una rivoluzione nera (neofascista) oltre all'ascesa del voto di protesta”.

La lista Torino in comune in circoscrizione due è stata protagonista di numerose iniziative. Quali sono le vostre priorità?

“In Circoscrizione proviamo a cambiare l’aria viziata resa tale da chi ha governato in questi ultimi 10 anni, individuando nelle aree verdi il simbolo della cura, e difesa, dei beni collettivi (vedi acqua, piante, spazi). Proviamo a riportare al centro il welfare e la comunità territoriale, passando dalla trasparenza e dalla partecipazione. Il verde pubblico è il nostro simbolo, in queste amministrative, poiché racchiude la sintesi dei beni comuni: acqua (Toretti), verde, alberate e giochi. Giardini come luoghi dove si accanisce anche la speculazione del privato (parcheggi pertinenziali) ed incuria.

Un programma ambizioso nel nostro martoriato Paese e che altrove invece si attua: agli elettori la possibilità di voltare pagina, conoscendo così altri mondi possibili.

Mercoledì, 02 Novembre 2016 19:47

Classificazione sismica provincia torino

Scritto da

piemonte

 

La legislazione antisismica italiana, allineata alle più moderne normative a livello internazionale prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane.

Sino al 2003 il territorio nazionale era classificato in tre categorie sismiche a diversa severità. I Decreti Ministeriali emanati dal Ministero dei Lavori Pubblici tra il 1981 ed il 1984 avevano classificato complessivamente 2.965 comuni italiani su di un totale di 8.102, che corrispondono al 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione.
Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.
A tal fine è stata pubblicata
l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.

Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 - "Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale.

Zona 1 - E’ la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti

Zona 2 - In questa zona possono verificarsi forti terremoti

Zona 3 - In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari

Zona 4 - E’ la zona meno pericolosa. I terremoti sono rari

Di fatto, sparisce il territorio “non classificato”, e viene introdotta la zona 4, nella quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. A ciascuna zona, inoltre, viene attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione, espresso in termini di accelerazione massima su roccia (zona 1=0.35 g, zona 2=0.25 g. zona 3=0.15 g, zona 4=0.05 g).

L'attuazione dell'ordinanza n.3274 del 2003 ha permesso di ridurre notevolmente la distanza fra la conoscenza scientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progettare e realizzare costruzioni nuove, più sicure ed aperte all’uso di tecnologie innovative.

 

Suddivisione delle zone sismiche in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido (OPCM 3519/06)

Zona sismica

Accelerazione con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag)

1

ag >0.25

2

0.15 <ag≤ 0.25

3

0.05 <ag≤ 0.15

4

ag ≤ 0.05

 

Nel rispetto degli indirizzi e criteri stabiliti a livello nazionale, alcune Regioni hanno classificato il territorio nelle quattro zone proposte, altre Regioni hanno classificato diversamente il proprio territorio, ad esempio adottando solo tre zone (zona 1, 2 e 3) e introducendo, in alcuni casi, delle sottozone per meglio adattare le norme alle caratteristiche di sismicità.
Per il dettaglio e significato delle zonazioni di ciascuna Regione, si rimanda alle 
disposizioni normative regionali(190 Kb).
Qualunque sia stata la scelta regionale, a ciascuna zona o sottozone è attribuito un valore di pericolosità di base, espressa in termini di accelerazione massima su suolo rigido (ag). Tale valore di pericolosità di base non ha però influenza sulla progettazione.

Le attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008), infatti, hanno modificato il ruolo che la classificazione sismica aveva ai fini progettuali: per ciascuna zona – e quindi territorio comunale – precedentemente veniva fornito un valore di accelerazione di picco e quindi di spettro di risposta elastico da utilizzare per il calcolo delle azioni sismiche.
Dal 1 luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria” individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione della
vita nominale dell’opera. Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentemente dai confini amministrativi comunali.

 

Codice Istat Denominazione Classificazione 2015
1001 Agliè 4
1002 Airasca 3
1003 Ala di Stura 3
1004 Albiano d'Ivrea 4
1005 Alice Superiore 4
1006 Almese 3
1007 Alpette 4
1008 Alpignano 3
1009 Andezeno 4
1010 Andrate 4
1011 Angrogna 3s
1012 Arignano 4
1013 Avigliana 3
1014 Azeglio 4
1015 Bairo 4
1016 Balangero 4
1017 Baldissero Canavese 4
1018 Baldissero Torinese 4
1019 Balme 3
1020 Banchette 4
1021 Barbania 4
1022 Bardonecchia 3
1023 Barone Canavese 4
1024 Beinasco 4
1025 Bibiana 3s
1026 Bobbio Pellice 3s
1027 Bollengo 4
1028 Borgaro Torinese 4
1029 Borgiallo 4
1030 Borgofranco d'Ivrea 4
1031 Borgomasino 4
1032 Borgone Susa 3
1033 Bosconero 4
1034 Brandizzo 4
1035 Bricherasio 3s
1036 Brosso 4
1037 Brozolo 4
1038 Bruino 3
1039 Brusasco 4
1040 Bruzolo 3
1041 Buriasco 3
1042 Burolo 4
1043 Busano 4
1044 Bussoleno 3
1045 Buttigliera Alta 3
1046 Cafasse 4
1047 Caluso 4
1048 Cambiano 4
1049 Campiglione Fenile 3s
1050 Candia Canavese 4
1051 Candiolo 4
1052 Canischio 4
1053 Cantalupa 3s
1054 Cantoira 3
1055 Caprie 3
1056 Caravino 4
1057 Carema 4
1058 Carignano 4
1059 Carmagnola 4
1060 Casalborgone 4
1061 Cascinette d'Ivrea 4
1062 Caselette 3
1063 Caselle Torinese 4
1064 Castagneto Po 4
1065 Castagnole Piemonte 3
1066 Castellamonte 4
1067 Castelnuovo Nigra 4
1068 Castiglione Torinese 4
1069 Cavagnolo 4
1070 Cavour 3
1071 Cercenasco 3
1072 Ceres 3
1073 Ceresole Reale 3
1074 Cesana Torinese 3
1075 Chialamberto 3
1076 Chianocco 3
1077 Chiaverano 4
1078 Chieri 4
1079 Chiesanuova 4
1080 Chiomonte 3
1081 Chiusa di San Michele 3
1082 Chivasso 4
1083 Ciconio 4
1084 Cintano 4
1085 Cinzano 4
1086 Ciriè 4
1087 Claviere 3
1088 Coassolo Torinese 4
1089 Coazze 3s
1090 Collegno 4
1091 Colleretto Castelnuovo 4
1092 Colleretto Giacosa 4
1093 Condove 3
1094 Corio 4
1095 Cossano Canavese 4
1096 Cuceglio 4
1097 Cumiana 3s
1098 Cuorgnè 4
1099 Druento 4
1100 Exilles 3
1101 Favria 4
1102 Feletto 4
1103 Fenestrelle 3s
1104 Fiano 4
1105 Fiorano Canavese 4
1106 Foglizzo 4
1107 Forno Canavese 4
1108 Frassinetto 4
1109 Front 4
1110 Frossasco 3s
1111 Garzigliana 3s
1112 Gassino Torinese 4
1113 Germagnano 3
1114 Giaglione 3
1115 Giaveno 3s
1116 Givoletto 3
1117 Gravere 3
1118 Groscavallo 3
1119 Grosso 4
1120 Grugliasco 4
1121 Ingria 4
1122 Inverso Pinasca 3s
1123 Isolabella 4
1124 Issiglio 4
1125 Ivrea 4
1126 La Cassa 3
1127 La Loggia 4
1128 Lanzo Torinese 4
1129 Lauriano 4
1130 Leini 4
1131 Lemie 3
1132 Lessolo 4
1133 Levone 4
1134 Locana 3
1135 Lombardore 4
1136 Lombriasco 3
1137 Loranzè 4
1138 Lugnacco 4
1139 Luserna San Giovanni 3s
1140 Lusernetta 3s
1141 Lusigliè 4
1142 Macello 3s
1143 Maglione 4
1144 Marentino 4
1145 Massello 3s
1146 Mathi 4
1147 Mattie 3
1148 Mazzè 4
1149 Meana di Susa 3
1150 Mercenasco 4
1151 Meugliano 4
1152 Mezzenile 3
1153 Mombello di Torino 4
1154 Mompantero 3
1155 Monastero di Lanzo 3
1156 Moncalieri 4
1157 Moncenisio 3
1158 Montaldo Torinese 4
1159 Montalenghe 4
1160 Montalto Dora 4
1161 Montanaro 4
1162 Monteu da Po 4
1163 Moriondo Torinese 4
1164 Nichelino 4
1165 Noasca 3
1166 Nole 4
1167 Nomaglio 4
1168 None 3
1169 Novalesa 3
1170 Oglianico 4
1171 Orbassano 3
1172 Orio Canavese 4
1173 Osasco 3s
1174 Osasio 3
1175 Oulx 3
1176 Ozegna 4
1177 Palazzo Canavese 4
1178 Pancalieri 3
1179 Parella 4
1180 Pavarolo 4
1181 Pavone Canavese 4
1182 Pecco 4
1183 Pecetto Torinese 4
1184 Perosa Argentina 3s
1185 Perosa Canavese 4
1186 Perrero 3s
1187 Pertusio 4
1188 Pessinetto 3
1189 Pianezza 4
1190 Pinasca 3s
1191 Pinerolo 3s
1192 Pino Torinese 4
1193 Piobesi Torinese 3
1194 Piossasco 3
1195 Piscina 3
1196 Piverone 4
1197 Poirino 4
1198 Pomaretto 3s
1199 Pont-Canavese 4
1200 Porte 3s
1201 Pragelato 3
1202 Prali 3s
1203 Pralormo 4
1204 Pramollo 3s
1205 Prarostino 3s
1206 Prascorsano 4
1207 Pratiglione 4
1208 Quagliuzzo 4
1209 Quassolo 4
1210 Quincinetto 4
1211 Reano 3
1212 Ribordone 4
1213 Rivalba 4
1214 Rivalta di Torino 3
1215 Riva presso Chieri 4
1216 Rivara 4
1217 Rivarolo Canavese 4
1218 Rivarossa 4
1219 Rivoli 3
1220 Robassomero 4
1221 Rocca Canavese 4
1222 Roletto 3s
1223 Romano Canavese 4
1224 Ronco Canavese 4
1225 Rondissone 4
1226 Rorà 3s
1227 Roure 3s
1228 Rosta 3
1229 Rubiana 3
1230 Rueglio 4
1231 Salassa 4
1232 Salbertrand 3
1233 Salerano Canavese 4
1234 Salza di Pinerolo 3s
1235 Samone 4
1236 San Benigno Canavese 4
1237 San Carlo Canavese 4
1238 San Colombano Belmonte 4
1239 San Didero 3
1240 San Francesco al Campo 4
1241 Sangano 3
1242 San Germano Chisone 3s
1243 San Gillio 4
1244 San Giorgio Canavese 4
1245 San Giorio di Susa 3
1246 San Giusto Canavese 4
1247 San Martino Canavese 4
1248 San Maurizio Canavese 4
1249 San Mauro Torinese 4
1250 San Pietro Val Lemina 3s
1251 San Ponso 4
1252 San Raffaele Cimena 4
1253 San Sebastiano da Po 4
1254 San Secondo di Pinerolo 3s
1255 Sant'Ambrogio di Torino 3
1256 Sant'Antonino di Susa 3s
1257 Santena 4
1258 Sauze di Cesana 3
1259 Sauze d'Oulx 3
1260 Scalenghe 3
1261 Scarmagno 4
1262 Sciolze 4
1263 Sestriere 3
1264 Settimo Rottaro 4
1265 Settimo Torinese 4
1266 Settimo Vittone 4
1267 Sparone 4
1268 Strambinello 4
1269 Strambino 4
1270 Susa 3
1271 Tavagnasco 4
1272 Torino 4
1273 Torrazza Piemonte 4
1274 Torre Canavese 4
1275 Torre Pellice 3s
1276 Trana 3
1277 Trausella 4
1278 Traversella 4
1279 Traves 3
1280 Trofarello 4
1281 Usseaux 3s
1282 Usseglio 3
1283 Vaie 3
1284 Val della Torre 3
1285 Valgioie 3
1286 Vallo Torinese 4
1287 Valperga 4
1288 Valprato Soana 4
1289 Varisella 3
1290 Vauda Canavese 4
1291 Venaus 3
1292 Venaria Reale 4
1293 Verolengo 4
1294 Verrua Savoia 4
1295 Vestignè 4
1296 Vialfrè 4
1297 Vico Canavese 4
1298 Vidracco 4
1299 Vigone 3
1300 Villafranca Piemonte 3
1301 Villanova Canavese 4
1302 Villarbasse 3
1303 Villar Dora 3
1304 Villareggia 4
1305 Villar Focchiardo 3s
1306 Villar Pellice 3s
1307 Villar Perosa 3s
1308 Villastellone 4
1309 Vinovo 4
1310 Virle Piemonte 3
1311 Vische 4
1312 Vistrorio 4
1313 Viù 3
1314 Volpiano 4
1315 Volvera 3
Venerdì, 14 Ottobre 2016 20:26

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Scritto da
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Giovedì, 14 Luglio 2016 09:43

Elezioni regionali 2005: candidati e sondaggi

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Le elezioni regionali: candidati governatori sicuri e probabili By Maya A quattro mesi dalle elezioni regionali in alcune regioni non è ancora chiaro il nome di uno dei due sfidanti polista/ulivista. Si voterà in quattordici regioni, 8 a maggioranza polista (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo, Calabria, Puglia) e 6 a maggioranza ulivista (Emilia-romagna, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Basilicata). La situazione è ulteriormente complicata dalle tentazioni di qualche attuale governatore e di qualche sfidante di presentarsi con lista con nome proprio, malgrado i divieti veri e presunti degli schieramenti di appartenenza: saranno undici i governatori a ripresentarsi, sette del polo (più il probabile Chiaravallotti di Fi in Calabria) e quattro dell’Ulivo. Vediamo la situazione regione per regione. In Piemonte il polo presenterà Ghigo(Forza Italia, uno di quelli con la famosa tentazione?) mentre l’Ulivo nelle ultime ore sembra orientato sulla candidatura di Mercedes Bresso, parlamentare europeo, ex presidente della Provincia, nome forte dei ds. Non esistono sondaggi, l’esito potrebbe essere incerto. In Liguria Sandro Biasotti un’indipendente all’interno della Casa delle Libertà verrebbe sfidato da Claudio Burlando, nome importante in Regione, ex ministro. In questi due collegi del nord l’Ulivo conta di vincere. Prima delle elezioni suppletive di qualche mese fa la conferma di Roberto Formigoni (anche lui tentato, tentatissimo dalla lista personale) al Pirellone doveva essere una semplice formalità, ora dopo la vittoria ulivista in una roccaforte del polo, si sono riaccese tiepide speranze. Non definita la candidatura dell’Ulivo, spunta il nome Rivera ex calciatore del Milan, partito della Margherita: un nome, un possibile valore aggiunto in grado di colmare il gap. Se la Lombardia potrebbe riservare qualche sorpresa non sarà così nel Veneto dove il Polo conta sulla riconferma quasi sicura di Giancarlo Galan. L’indipendente Carraro non sembra in grado di essere valido avversario. Non ci dovrebbe essere dubbi sull’esito finale neppure in Emilia, Toscana e Umbria dove i tre governatori dell’Ulivo dovrebbero essere riconfermati anche senza l’appoggio iniziale di Rifondazione. In tutti e tre i collegi il Polo deve scegliere lo sfidante, l’impresa sarà convincere un candidato a schierarsi in una regione persa in partenza. Vasco Errani, Claudio Martini e Maria Rita Lorenzetti rispettivamente in Emilia, Toscana ed Umbria saranno confermati indipendentemente dall’avversario. Nelle Marche non si ricandida l’attuale presidente, D’Ambrosio e l’Ulivo lo sostituisce con Gian Mario Spacca. Incerto lo sfidante, finora è emerso solo il nome di Mario Baldassari di An. In Abruzzo Gianfranco Pace di An, presidente uscente sfiderà Luciano D’Alfonso della Margherita: difficile un pronostico. La sfida nel Lazio sarà animata da un duello mediatico quasi nazionale: contro l’attuale governatore Francesco Storace si candida Antonio Marrazzo. Una lista Storace viene indicata al primo posto tra le liste del Polo, medita lo stesso colpo anche Marrazzo difensore televisivo contro le truffe più o meno scoperte. Alcune voci danno una sostanziale parità, il Lazio è una regione chiave. In Campania Antonio Bassolino, presidente uscente attende ancora di conoscere il nome dello sfidante: sicuramente (o quasi) dovrebbe essere uno di Alleanza Nazionale. Un ruolo decisivo potrebbe giocarlo un’eventuale candidatura Mussolini Alessandra, parlamentare europea, in grado di strappare consensi al Polo. Stesso discorso per Raffaele Fitto di Forza Italia, presidente uscente. L’Ulivo è incerto tra un candidato della Margherita ed uno di Rifondazione, la logica centrista dove far prevalere il primo anche se Nicki Vendola ha le carte in regola per giocarsi il duello. In alto mare la situazione in Basilicata dove il governatore Bubbico non si ricandiderà: delle due opzioni dell’Ulivo e di quella del polo non dovrebbe rimanere molto visto che sono tutti e tre indagati. Dubbi anche in Calabria per entrambi i Poli: non si sa se Giuseppe Chiaravallotti si ricandiderà, l’Ulivo è incerto tra Loiero e Latorre. Dedicherò grande spazio (come al solito per gli avvenimenti politici di rilievo )alle elezioni regionali, in particolare a quelle del Piemonte con la presentazione di candidati e partiti: varrà lo stesso criterio d’obiettività che ha contraddistinto le elezioni comunali e provinciali (nomi di tutti i candidati, nessuno escluso). Maya@valchisone.it CURIOSANDO TRA LE LISTE MINORI PRESENTATE NEL 2000 Nel 2000 si votò in quattordici regioni a statuto ordinario: Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. In Molise per via di un ricorso si rivotò l’anno successivo, primo evento di questo tipo relativamente alle regionali. Complessivamente si presentarono 61 candidati governatori, 28 dei quali facevano riferimento alla Casa delle libertà e alla GAD. Rifondazione comunista si presentò con lista propria solo in Toscana: il candidato Pecorini Niccolò ottenne un discreto risultato. In Piemonte furono cinque: Enzo Ghigo, Livia Turco, Francesca Calvo, Emma Bonino ed Antonio Tevere. Tutti i candidati della Cdl si presentarono sotto lo slogan “per” seguito dal nome della regione d’appartenenza. Le liste con nome personale furono tre, non autonome e tutte in seno alla Gad. Massimo Cacciari in Veneto, Piero Badaloni nel Lazio e con Bassolino in Campania. Solo Bassolino vinse in Campania contro Antonio Rastrelli. Il partito umanista si presentò in quattro regioni: in Piemonte con Antonio Tevere, in Liguria con Menghini Irene come candidato alla presidenza della regione, in Toscana con Paolo Vecchi e nel Lazio con Larena Marina. La lista Pannella-Bonino, fuori dai Poli, si presentò in tutte e quattordici regioni. In Piemonte Francesca Calvo fu la capolista dei polo federalista. In Veneto si presentarono il Fronte Marco Polo (Padovan Fabio candidato presidente), e i Veneti d’Europa con Comencini Fabrizio. Azione Popolare in Emilia-Romagna con Rasmi Carlo, il Pri con Sbarbati Luciana nelle Marche. Le Marche videro la presentazione anche della lista “Viva le Marche” con Buoncompagni Enrico. Nel Lazio dove vinse Francesco Storace si presentò Autonomia Liberale con Severino Antinori candidato alla presidenza. In Abruzzo comparve la lista Fronte nazionale, in Molise il Movimento sociale Fiamma Tricolore. Granillo Vittorio fu il candidato dei Cobas in Campania, Giancarlo Cito fu il candidato per la lista Cito-Lega meridionale. Liste minori anche in Basilicata con Nuovo progetto (Postiglione Bonaventura candidato) e in Calabria con Diritti civili di Corbelli Francesco Saverio. ELEZIONI REGIONALI IL CASO RADICALE ED I PRIMI SONDAGGI. Liberate Giuliana, giornalista di pace L’Italia è spaccata, il caso Del Piero scuote le coscienze del paese. Persino i democratici di sinistra ritrovano l’unità e votano plebiscitariamente Massimo D’Alema presidente. Sarà antipatico ma ha le stigmate del leader e se ritrova, come pare aver ritrovato, un minimo di percorso politico, può essere la chiave in più nel duello Berlusconi-Prodi che si profila nel 2006. Intanto siamo alle elezioni regionali del 2005 ed il paese è scosso dal caso radicale. Ovvero la politica all’asta. Un giorno con il centro-destra, il giorno dopo con il centro-sinistra, un giorno ad un congresso, il giorno dopo all’altro. Valutino i partiti il nostro peso elettorale consultando i cinque major sondaggisti di questa bella Italia. Così Pannella. Risponde prontamente la Stampa pubblicandone uno fresco fresco. Ulivo e Polo o se preferite Cdl e Gad sono alla pari, i radicali al due per cento. Il flirt con il centro-sinistra sembra sospeso ed io sto con Follini: basta con questa politica da figurine Panini, bellissime e pezzo della nostra storia, tuttavia per la politica si ispira a qualcosa di diverso dal mercato calcistico. Pannella è un navigato politico, notoriamente impegnato tra un pasto e l’altro in sponsorizzatissimi scioperi della fame. Ha combattuto battaglie giuste e nobili, in passato, ora vivacchia tra liberismo e liberalismo. Con il sondaggio sopra citato ha la possibilità di alzare il tiro. Perché può risultare l’ago della bilancia in questa politica da mercato. Chissà come la prenderanno i cattolici della Cdl, in caso di accordo. Faccio un esempio: Buttiglione?. Pannella che è un navigato politico può aprire la strada ad un futuro mercato della politica, non ad personam ma a partito. Con il 2% in una situazione di profonda incertezza si può arrivare a chiedere fino a dieci-dodici consiglieri regionali. Alla Cdl in Lombardia e Veneto, alla GAD in Emilia e Toscana. Con il 2,5% ci si può garantire quattro deputati e due senatori per il 2006. Con il 3% e sopra il 3% azzarderei almeno sei deputati, sei senatori e quindici consiglieri regionali in listino con la Cdl o la Gad. In collegi sicuri. La telenovela dovrebbe sciogliersi a breve. Del citato sondaggio mi preme sottolineare che: in Piemonte Ghigo viene dato favorito. Lombardia, Puglia e Veneto dovrebbero essere riconquistati dal centro-destra. Emilia, Toscana, Marche ed Umbria dal centro-sinistra. Come Campania e Basilicata. Siamo sei a quattro per la GAD. In dieci regioni non dovrebbe cambiare niente. In Liguria, Lazio, Calabria ed Abruzzo attualmente governate da un governatore di centro-destra la lotta è incerta. In Piemonte la battaglia è più incerta di quanto si pensi e Mercedes Bresso è molto vicina. Il mio mini sondaggio senza criteri scientifici e senza pretese dava la Bresso in lieve vantaggio almeno nella provincia di Torino ed almeno su un campione di 30 persone. Nel 2000 Ghigo stravinse contro Livia Turco, la rimonta è dunque numericamente evidente. Lombardia e Veneto al Polo, Emilia, Marche, Umbria, Toscana, Campania e Basilicata alla GAD. In Liguria mi risulta in vantaggio Burlando (GAD) e non Biasiotti, nel Lazio Alessandra Mussolini mi viene data al 4%, dato che non favorisce Storace. Su Calabria ed Abruzzo non ho numeri né riflessioni ma attenzione al riflesso della neve sulla Salerno-Reggio Calabria, sconsiglierei di festeggiare la vittoria di Fitto in Puglia. Vendola è molto vicino.

ELEZIONI REGIONALI PIEMONTE. I PROFILI DEI CANDIDATI BRESSO E GHIGO. Per entrambi riassumo brevemente la storia umana e politica Saranno loro il 3 e 4 aprile a giocarsi la presidenza della Regione Piemonte. Il sito del presidente regionale Enzo Ghigo è www.enzoghigo.it. Il suo chi è-biografia è bilingue. In italiano ed inglese. Ha 51 anni, è torinese, a 29 anni è entrato in Publitalia divenendo nel 1990 responsabile per l’area del Veneto e delle Marche Nel 1993 venne nominato coordinatore regionale di Forza Italia ed un anno dopo venne eletto deputato nel collegio2 del Piemonte. Membro della commissione esteri, nel 1995 venne eletto governatore della regione e nel 1997 nominato vice-presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni. Il 16 aprile 2000 ottenne il secondo mandato come governatore con più di 1milione di preferenze. E’ presidente della conferenza delle regioni Segnalo il suo impegno per la salvaguardia della biodiversità, dichiara di aver perorato la qualità e la specificità biologica e non genetica delle produzioni piemontesi. E’ appoggiato dalla Casa delle libertà Il sito della candidata della GAD, Mercedes Bresso è www.mercedesbresso.it. Il suo “chi è” risulta breve e sintetico. Interessante la bacheca delle idee di cui potete trovare l’icona anche nella pagina della biografia. E’ nata a Sanremo. Dal 1985 al 1995 è stata consigliere regionale, nel 1994/95 ha ricoperto l’incarico di assessore regionale alla pianificazione territoriale e ai parchi. Dal 1995 al 2004 è stata presidente della provincia di Torino e presidente dell’unione delle province piemontesi. E’ autrice di libri e saggi, si è occupata di economia agraria e di economia del turismo. Tra gli altri incarichi è stata presidente della federazione mondiale delle città unite, del coordinamento mondiale delle associazioni di città e di Metrex, rete delle aree metropolitane europee. Dal 2004 è parlamentare europeo. E’ appoggiata dalla GAD e dal Partito dei pensionati d’Europa

LISTA DS PER LE REGIONALI PROVINCIA DI TORINO A partire da questa lista verranno presentati i nomi di tutti i candidati alle elezioni regionali per la provincia di Torino. Capolista della lista del torinese sarà Rocco Larizza, sono otto le donne presenti (particolare su cui insisteremo per la presentazione di tutte le liste) su ventiquattro candidati, una percentuale discreta. Di seguito pubblico nomi ed eventuali cariche precedenti. Rocco Larizza Abbà Rosanna Adamo Franco Mohamed Aden Sheikh Angelo Auddino Marco Bellino-assessore provinciale Oscar Bertetto Nino Boetti Bruna Cibrario Anna Coluccia Gioacchino Centrò-presidente commissione bilancio città di Torino Anna Ferrero Piero Giovannone Eliana Greco Enzo Macrì Gianni Oliva-vice presidente della Provincia di Torino Massimo Pace Enzo Pelissetti Marita Peroglio-vice sindaco di Ciriè Roberto Placido-consigliere uscente Maria Giuseppina Pugliesi Roberto Saini Maurizio Trombotto-presidente circoscrizione Mirafiori Sud Annamaria Zucca

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Durante questi giorni di targhe alterne, blocchi del traffico si è sovente sentito parlare di veicoli con caratteristiche Euro X, ma come facciamo a capire a quale categoria Euro appartiene, ecco come: [u]Autoveicoli, anche commerciali, fino a 3,5 tonnellate[/u] [b]EURO 1[/b] immatricolati dopo il 1.1.1993 91/441 CEE 91/542 CEE 93/59 CEE [b]EURO 2[/b] immatricolati dopo il 1.1.1997 94/12 CEE 96/1 CE 96/44 CE 96/69 CE [b]EURO 3[/b] immatricolati dopo il 1.1.2001 98/69 CE 99/96 CE 99/102 CE 2001/1 CE 2002/80 CE [b]EURO 4[/b] immatricolati dopo il 1.1.2006 98/69 CE-B 98/77 CE 99/102 CE-B 2001/1 CE-B 2002/80 CE-B [u]Motocicli e ciclomotori[/u] [b]EURO 1[/b] omologati dopo il 17.6.1999 97/24 CE [b]EURO 2[/b] ciclomotori omologati dopo il 17.6.2002 motocicli immatricolati dal 1.1.2003 97/24 CE fase II 2002/51 CE fase A [b]EURO 3[/b] omologati o immatricolati dopo il 1.1.2006 2002/51 CE fase B [u]Autoveicoli commerciali oltre 3,5 tonnellate[/u] [b]EURO 1[/b] immatricolati dopo il 1.10.1993 o 1.10.96 (a seconda dei gas emessi) 91/542 CEE [b]EURO 2[/b] immatricolati dopo il 1.1.1997 96/01 CE [b]EURO 3[/b] immatricolati dopo il 1.10.2001 99/96 CE [b]EURO 4[/b] immatricolati dopo il 1.10.2005 98/69 CE-B [b]Le norme "Euro" (fonte ACI)[/b] Nelle offerte commerciali e nella terminologia comune si distinguono, per le autovetture, diverse situazioni: "pre-Euro 1" indica i veicoli "non catalizzati" a benzina e i veicoli "non ecodiesel"; "Euro 1" indica i veicoli "ecologici" conformi alla direttiva 91/441. Il rispetto dei limiti di emissione stabiliti da questa direttiva impose l'adozione della "marmitta catalitica" sulle vetture nuove; "Euro 2" indica i veicoli "ecologici" conformi alla direttiva 94/12. I veicoli omologati secondo questa direttiva non possono più essere immatricolati come nuovi a partire dall'1/1/2001, a meno che non si tratti di "veicoli di fine serie"; "Euro 3" indica i veicoli "ecologici" conformi alla direttiva 98/69. A partire dall'1/1/2001 possono essere immatricolate come nuove solo autovetture omologate secondo questa direttiva, a parte il caso di "veicoli di fine serie". "Euro 4" è costituita dalla seconda parte della tabella dei limiti di emissione compresa nella direttiva 98/69, che sarà obbligatoria per le autovetture immatricolate come nuove a partire dall'1/1/2006. Nell'evoluzione dalla direttiva 91/441 alla direttiva 98/69 sono cambiati non solo i limiti di emissione, ma soprattutto le metodologie di prova e di misura; pertanto, alcuni valori della prima direttiva si raddoppierebbero se misurati secondo la direttiva 98/69. La "direttiva di omologazione" è indicata sulla carta di circolazione. Come "leggere" la carta di circolazione A partire dal 1996 le carte di circolazione riportano gli estremi anche delle direttive riguardanti le emissioni, nella parte dedicata alla descrizione delle caratteristiche tecniche del veicolo. Inoltre dal novembre 1999 le carte di circolazione stampate sul "modello unificato europeo" (con in alto a sinistra la sigla I circondata da 12 stelle) reca chiaramente indicata al rigo V.9 della "parte tecnica" la sigla della direttiva secondo la quale, per quanto riguarda le emissioni, è stato omologato il veicolo. Per i veicoli nuovi di fabbrica immatricolati tra il 1993 e il 1996, seppure in casi rari, può accadere che sulla carta di circolazione non sia riportata l'annotazione relativa alla direttiva europea di riferimento: in questo caso il veicolo è sicuramente EURO 1, cioè conforme alla direttiva 91/441, perché dal 1° gennaio 1993 potevano essere immatricolati come nuovi solo veicoli omologati secondo questa direttiva. Rimane però da verificare l'eventuale conformità ad una direttiva successiva che fa rientrare il veicolo nella categoria EURO 2 o EURO 3: si consiglia a tale riguardo di contattare l'Ufficio della Motorizzazione Civile (ora denominata Dipartimento dei Trasporti Terrestri) per ottenere i relativi chiarimenti. Per i veicoli nuovi immatricolati anteriormente all'anno 1992, quando non è annotata sulla carta la dicitura "rispetta la direttiva CEE n.91/441", che comporta l'appartenenza del veicolo alla fascia EURO 1, occorre ugualmente prendere contatto con la Motorizzazione Civile. Comunque, se la carta di circolazione è interamente compilata a mano, secondo procedure in vigore fino al 1978, si tratta sicuramente di un veicolo "pre-Euro1". Il fatto che siano contemporaneamente in vendita vetture omologate secondo direttive diverse è ammesso come "fenomeno di transizione" da una direttiva a quella successiva. Questo implica anche che, se si acquista un veicolo usato, non è sufficiente la data di immatricolazione per desumerne la direttiva di omologazione e, se lo si considera importante ai fini della decisione di acquisto, occorre comunque controllare la carta di circolazione per essere certi che si tratti di un modello "aggiornato" per quanto riguarda le emissioni. GPL/Metano Se l'installazione è avvenuta dopo l'immatricolazione, la variazione di alimentazione deve essere collaudata ed annotata dalla Motorizzazione sulla carta di circolazione. Se si tratta di veicoli già all'origine "bimodali", sono soggetti alla direttiva 98/77/CE, che non modifica i valori limite della direttiva 98/69 ma stabilisce che, nella prova eseguita con i carburanti gassosi, le emissioni devono rispettare quegli stessi limiti. "Retrofit" I veicoli dotati di "retrofit" (una marmitta catalitica cosiddetta "a due vie", applicata fino a qualche tempo fa su veicoli non catalizzati all'origine) ricadono interamente nella classe "pre-Euro1. Motocicli e ciclomotori Per i veicoli omologati secondo la direttiva 97/24 (EURO1-moto), è chiaramente indicata nella documentazione che accompagna il veicolo la dicitura "rispetta la direttiva 97/24/CE cap. 5". Non è significativa l'assenza di un catalizzatore allo scarico, dato che i valori di emissione richiesti da quella direttiva possono essere ottenuti, secondo la tecnologia di produzione, anche senza quel dispositivo. Alcuni modelli tra i più recenti, omologati in periodi precedenti a quella direttiva, possono essere resi conformi ad essa applicando particolari dispositivi, che li rendono analoghi a quelli omologati successivamente; in altri casi, può essere sufficiente una dichiarazione della Casa costruttrice. In entrambe le ipotesi, informazioni certe - anche riguardo alla eventuale necessità di apportare aggiornamenti nei documenti di circolazione - potranno essere fornite solo dalla Casa costruttrice o dalla sua rete di assistenza. È da notare che, in Italia, a causa del tardivo recepimento della direttiva, i veicoli di modelli non omologati EURO1-moto e che non possono usufruire della procedura di adeguamento sopra descritta, possono ugualmente essere stati immatricolati come nuovi fino al 17 giugno 2003.

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