Sostieni Valchisone.it visitando questi siti partners certificati a te non costa nulla

Ultima modifica

  • : Lunedì 07 Agosto 2017, 13:28:42

Accesso gestione articoli

Accesso Utenti

Visite & Stats

Top - Siti web

Top - Siti web 2

Siti Istituzionali

Archivio Articoli/News

home2

Sport

Sport (59)

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:17

BELGIO-ITALIA 0-2, BUONA LA PRIMA

Scritto da

Una bella Italia, coraggiosa e vitale ha superato il Belgio nella prima partita di questi europei francesi 2016. L'amichevole disputata qualche mese fa e vinta dal Belgio per 3-1 faceva presagire una serata durissima. Dall'altra parte una squadra forte dell'ora o mai più come succede spesso alle nobili incompiute. L'Italia ha saputo ribaltare alquanto nettamente il pronostico giocando da squadra, soffrendo per alcuni errori nelle ripartenze ma sostanzialmente creando le due tre palle gol che avrebbero potuto marcare ancora più nettamente la differenza.
I gol di Giaccherini (lo stop valeva da solo l'assegnazione del gol) e Pellè nel finale resteranno nel tabellino come la convinzione che questa squadra poco considerata forse non avrà lo stesso talento delle meravigliose d'Europa ma ha grinta, talento e gioco d'insieme. Sontuosissimo Bonucci, ormai senza timore di essere smentito, tra i difensori più forti d'Europa, immenso il centrocampo Candreva-Parolo soprattutto il primo, enorme spirito di sacrificio di tutti. Il 4-4-2 con gli interpreti di ieri sacrifica la fantasia ma rende monolitica la squadra, veramente armoniosa nella prima frazione. Una parola a parte merita Pellè. Voluto fortissimamente da Conte in formazione a dispetto delle ironie, ha segnato un gol, poteva farne un secondo ed un terzo. Miracolo del portiere belga nella seconda frazione, errore nella prima frazione. Il giocatore del Southampton ha il merito di tenere alta la squadra, arrivare su tanti palloni alti e non arrendersi mai. A fare i perfezionisti forse o Immobile o Insigne al posto di Eder che fatica a vedere la porta ma ha dalla sua una copertura ossessiva. Con un Darmian diverso dal brutto esordio di ieri sera lo schema potrebbe essere mantenuto anche nelle prossime partite, prima Svezia e poi Irlanda.
Il Belgio delle stelle è atteso da immediata rivincita. Tanti nomi, tanti fuoriclasse, una rosa mostruosa che ha dimostrato per pochi attimi di poter essere squadra. Buona la nostra prima, insomma.

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:15

ITALIA-SVEZIA CONTA IL RISULTATO

Scritto da

L'Italia 2016 non è una squadra ricchissima d'individualità ma ha il merito essenziale di crederci fino alla fine. Con la Svezia è stata una partita d'una bruttezza infinita, noiosa, stancante. Zero tiri in porta nel primo tempo. L'Italia anti Belgio era squadra che s'infilava nello spazio, spazi che i belgi per caratteristiche tecniche sanno difendere poco, quella di oggi era costretta a giocare, proporre attaccare. In panca Insigne e Bernardeschi, un pò di tecnica a sprazzi, nel primo tempo Eder-Pellè confermata coppia d'attacco non ne vedeva una che una. Alla Svezia, in fondo, il pareggino poteva stare bene tenuto conto che passano le quattro migliori terze. Chiellini inseguiva Ibra ovunque anche nello spogliatoio e la luce svedese era spenta. Si sprecavano i commenti su Eder, Pellè, Conte persino Florenzi. Il clichè della ripresa non era diverso. Ancora il nulla se non qualche movimento. Gli svedesi sono campioni freschi freschi under 21 ma quella squadra era organizzazione, diligenza, applicazione degli schemi. Talento poco. Quel poco talento inserito in prima squadra non sposta l'equilibrio nordico perchè chiuso Ibra son chiuse tutte le opportunità. Un tiro in porta fino alla fine. Il primo sussulto al minuto ottantadue con una traversa di Parolo. L'Italia ci crede, in precedenza fuori l'impalpabile Pellè (zero palle giocabili..). Al minuto ottantasette un certo Eder si è ricordato di quando faceva sfracelli nella Sampdoria. In mezzo a quattro tiro imparabile. Basta ed avanza per arrivare a fine partita. Conta il risultato come si dice.

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:07

PELLEGRINI SOLO QUARTA - LA VISTA CHINESA

Scritto da

 

PELLEGRINI SOLO QUARTA - LA VISTA CHINESA Dunque la divina Pellegrini come gridano i commentatori fallisce l'appuntamento con l'oro olimpico e si scatena un dibattito terrificante. Succede di sbagliare dopo tanti successi, anzi. Certo non tutti sono come il cannibale Phelps ventunesimo oro, 25 podi in quattro edizioni olimpiche presumo un record tra i record. Vince l'Italia del volley schiacciando 3-1 gli Usa con una partita di spessore e di muri di cemento. Le ragazze dopo lo 0-3 serbo crollano anche contro la Cina. Bene la pallanuoto Spagna e Francia alle spalle, due vittorie convincenti. E l'olimpiade al momento di Katinka Hosszu, tre ori record stracciati a ripetizione. E' stata l'olimpiade delle egizie Nada Meawad e Doaa Elghobashy. Nel beach volley femminile battute da Marta Menegatti e Laura Giombini: si sono presentate coperte da testa ai piedi scatenando il tifo carioca per loro. Peccato che la telecronaca sia stata incentrata quasi ripetutamente ed ossessivamente sul loro look Siamo sesti nel medagliere con tre ori quattro argenti e due bronzi. Primeggia il canottaggio con ben tre barche in finale e qualche speranzella di medaglia. Ottimo podio della Longo nella gara di ciclismo su strada che oggi chiuderà i battenti. La vista Chinesa splendido panorama e gara invero insolita rispetto alla media olimpica (ovvero gare di bassa intensità) ha visto due cadute tra le tante che hanno cambiato il corso della gara. Il giorno prima il fato si era accanito con Nibali caduto in scivolata nella durissima discesa quando presumibilmente si stava involando verso l'oro. Il giorno dopo replay con la terrificante caduta dell'olandese Van Vleuten anche lei in grande spolvero. Da tragedia sfiorata a tragedia sportiva con Mary Abbott ripresa ad un chilometro dall'arrivo e solo quarta.

 

 

Mercoledì, 23 Novembre 2016 20:06

RIO 2016 AL VIA LE OLIMPIADI. FALLISCE L'ASSALTO DI NIBALI

Scritto da

Bolt o Phelps?. Chi sarà il protagonista assoluto di questi giochi brasileri?. A due anni dai mondiali di futebol il Brasile si appresta ad essere al centro del mondo sportivo. Con qualche lacuna, molte e tante contestazioni. Siamo alla ricerca del duecentesimo medagliato d'oro. Si pensava Nibali. Gara perfetta quella della squadra italica. A trentachilometri dalla fine tre fuggitivi tra cui Nibali. Mancava ancora l'ultima rampa prima delle spiagge e del traguardo con sole a picco. Forse lì ci sarebbe stato l'attacco finale. La discesa della vista chinesa è stata fatale: terreno scivoloso, Nibali a terra, olimpiade finita e con la caduta il sogno del duecentesimo oro e del primo oro personale. Arriverà il duecentesimo, per NIbali delusione tremenda. Passeggiano gli States del basket contro la Cina pronti via 30-10, ci poteva essere anche l'Italia senza quella maledetta ultima partita del preolimpico. Attenzione alla Serbia potenziale seconda. Contestazioni per le olimpiadi che non redistribuiscono e delle spese faraoniche. Olimpiadi degli atleti sospesi poi riammessi. La cinese, sospesa e riammessa, 400 misti di nuoto, oro olimpico a Londra con record del mondo, rientra ma finisce ventisettesima. Toccherà alla Pellegrini, alla scherma, forse alla pallanuoto, per la pallavolo è durissima ma non impossibile anche se le ragazze l'esordio è amaro con la Serbia. Panorami mozzafiato, musica, sobria la cerimonia d'apertura. A Londra furono ventotto le medaglie per ora siamo a due

By Maya

Un sentito ringraziamento all’ufficio stampa del Volley Bergamo per la cortese disponibilità

Albo d’oro: E’ la squadra italiana più rappresentativa. Dal 1995 ha vinto sei scudetti (96,97,98,99,2002,2004), quattro Coppe dei Campioni (Champions League, 97,99,2000,2005), tre coppe Italia (96,97,98), cinque supercoppe italiane (96,97,98,99,2004) ed una coppa Confederale (2004).

L’anno scorso: Ha vinto la Champions League, è arrivata seconda in campionato, sconfitta nella finale dei playoff, da Perugia. Aveva dominato la regular season.

Acquisti: Tre acquisti importanti che rinforzano la squadra: le palleggiatrici Eleonora Lo Bianco (da Jesi) e Gujska Katarzyna (da Perugia, un ritorno) e la schiacciatrice Riika Lethonen (da Vicenza)

Cessioni: Su tutte quella di Lioubov Kilic (a Jesi). Iryna Zhukova ha abbandonato l’attività. Mijalic Iskra (Cremona) e Katja Luraschi (Busto Arsizio a fare esperienza nella serie A2

Obiettivi e giudizio: E’ in grado di lottare per scudetto e Champions League (inserita nel girone iniziale con le francesi del Cannes, le spagnole del Las Palmas, le russe dell’Ekaterinburg, le portoghesi del Trofa e le turche dell’Eczacibasi Istanbul). Difficile trovare dei punti deboli: la Kilic sarà sostituita degnamente dalla Lethonen, Eleonora Lo Bianco garantisce classe ed esperienza e non farà rimpiangere la Zhukova. Barazza (che ha ancora ampi margini di miglioramento come la Poljak), Grun, Secolo, Paggi e Piccinini sono abituate a lottare al vertice. A cercare con il lanternino: il cambio d’allenatore (Fenoglio al posto di Caprara) e la capacità di ruotare effettivamente il ricco organico a disposizione. 

La Rosa: 1.Ortolani Serena   ruolo: Schiacciatrice Nazionalità: Italiana nata il: 07/01/1987 altezza: 187 cm. A Bergamo dal 2004-2005, proveniente dal Ravenna. Ha vinto una Champions League. 

2 GRUN Angelina  Ruolo: Schiacciatrice Nazionalità: Tedesca nata il: 02/12/1979 altezza:185 cm. A Bergamo dal 2003-2004. Ha vinto uno scudetto, una Champions League, una supercoppa Italiana ed una coppa Confederale.

3 CROCE Paola  Ruolo:Libero Nazionalità: Italiana nata il: 06/03/1978  altezza: 167 cm. A Bergamo dal 2003-2004. Ha vinto uno scudetto, una Champions League, una supercoppa Italiana ed una coppa Confederale.

5 GUJSKA Katarzyna Ruolo: Palleggiatrice Nazionalità: Polacca nata il: 15/02/1975  altezza: 180 cm. Nel 2004-2005 a Perugia dove ha vinto lo scudetto. Già a Bergamo dal 2002 al 2004.

6 BARAZZA Jenny Ruolo. Centrale Nazionalità: Italiana nata il: 24/07/1981 altezza:185 cm. A Bergamo dal 2003-2004, ha vinto uno scudetto, una Champions League, una supercoppa Italiana ed una coppa Confederale. Ha giocato una stagione in Spagna al Mujeres Albacete.

8 SECOLO Manuela Ruolo: Schiacciatrice Nazionalità: Italiana nata il 22/02/1977 altezza: 180 cm. A Bergamo dal 2003-2004, proveniva da Pesaro. Ha vinto uno scudetto, una Champions League, una supercoppa Italiana ed una coppa Confederale.

9 LEHTONEN Riikka Ruolo: Schiacciatrice Nazionalità: Finlandese nata il: 24/07/1979 altezza:186 cm. Nella stagione 2004-2005 ha giocato nel Vicenza. In precedenza con il Cannes ha conquistato tre scudetti e due Champions League.

10 PAGGI Paola Ruolo: Centrale Nazionalità: Italiana nata il: 06/12/1976 altezza: 182 cm. E’ alla quarta stagione con il Volley Bergamo. Proveniva da Vicenza. E’ nata ad Ivrea.

12 PICCININI Francesca Ruolo:Schiacciatrice Nazionalità: Italiana nata il: 10/01/1979 altezza: 185 cm. Settima stagione a Bergamo (dal 99-2000). Un palmares ricco a cui si aggiunge il titolo mondiale 2002 conquistato con la nazionale. Ha all’attivo anche una stagione in Brasile.

14 LO BIANCO Eleonora Ruolo: Palleggiatrice Nazionalità: Italiana nata il: 22/12/1979  altezza:172 cm. Campionessa del mondo 2002, proviene da Jesi dove ha giocato per tre stagioni.

18 POLJAK Maja Ruolo: Centrale Nazionalità: Croata nata il: 02/05/1983 altezza: 194 cm. A Bergamo dal 2003-2004. Ha vinto uno scudetto, 1 Champions League, 1 supercoppa Italiana ed una coppa confederale.

Staff tecnico:

FENOGLIO Marco Allenatore 16/03/1970 MICOLI Stefano Secondo Allenatore 20/09/1967 SIMONCELLI Andrea Videoman 29/01/1977 BENIS Roberto Preparatore Atletico 07/08/1968 BONACINA Gianni Scoutman 22/03/1973 FERRENTI Giuseppe Fisioterapista 15/08/1968 MORA Celeste Operatore Shiatsu 06/03/1952

 

Maya@valchisone.it

 

Mercoledì, 13 Luglio 2016 15:11

Giro 2005 Savigliano-Sestriere. Aggiornamenti della tappa

Scritto da

Solidarietà ai lavoratori della Manifattura Perosa

Firmato il contratto degli statali, 99 euro al mese. Oggi si decide il giro d'Italia, ottantottesima edizione. Salvoldelli dovrà difendere la maglia rosa dagli attacchi di Simoni (a 2'09"), lo sconosciuto Rujano Guillen a tre minuti, Di Luca a 3'08", Garate a 3'13".

Centonovanta chilometri, si parte da Savigliano. Poi Villanova Solaro, Villafranca Piemonte, Vigone, Rivasecca e Pinerolo. Quarantacinque chilometri di turismo e di controllo delle gambe dopo un giro estenuante. Porte, Villar, Perosa. Inizia la salita. A Fenestrelle, ottanta chilometri, saremo a quota 1100. Escludo attacchi dei primi. Pourrieres, Pragelato, quindi Sestrieres, quota 2035. Potrebbero uscire dal gruppo Parra, il colombiano o magari Basso. Ritmo alto, Cunego potrebbe essere protagonista. Tempo previsto bello, anche caldo. Si scende, Cesana, Oulx, Salbertrand, Exilles, Chiomonte, Susa. Per recuperare le forze in vista degli ultimi sforzi, trentasei chilometri terribili. Meana, il Colletto. Quasi nove chilometri fino al Colle delle Finestre. Il giro si decide qui. Simoni dovrà attaccare, come gli altri. Quota 2178. Se Savoldelli non crolla può farcela, se non ci sarà la grande impresa. Cunego batti un colpo?. Dopo una tappa già faticosa. Ancora giù. Pourrieres, Pragelato, quindi Sestriere. Il vincitore avrà realizzato l'impresa, Savoldelli a quota 2035 sarà ancora maglia rosa?.

2. ore 12.40 circa

Partenza da Savigliano alle ore 11.20. Tre uomini in fuga con un vantaggio di 16'48". Sono nei pressi di Pinerolo. Il gruppo è compatto, giornata calda per non dire caldissima. I nostri sono sul colle delle Finestre, pronti per scattare foto. Mi dicono ci sia tantissima gente sul Colle. Folla anche lungo il percorso, un entusiasmo rinnovato per il ciclismo. Servizio fotografico a partire dalla prossima settimana. Tra poco i fuggitivi imboccheranno la strada per la Valchisone.

ore 15.15 circa. Siamo in discesa, lo spettacolo della Valchisone per ora alle spalle. Gruppo compatto, due in fuga Niermann e Ivanov con circa otto minuti di vantaggio sul gruppo compatto. Il terzo fuggitivo Reinschow è stato ripreso dal gruppo: era in fuga dal chilometro sei. Siamo a pochi chilometri dal colle delle Finestre, i primi due stanno già affrontando la salita. Superata Meana, sono diciotto chilometri. Qui si decide il giro. Niermann stacca Ivanov....

ll gruppo a Meana di Susa. 1000 abitanti. 680 metri. Il gruppo è a 7'46". Si alza il ritmo, è la prima volta assoluta del colle. i primi due chilometri hanno pendenze bestiali, al secondo chilometro siamo al 15%. Simoni dal 99 è arrivato cinque volte sul podio. Tanta folla ai lati. Attacca Rujano Guillen, dietro Simoni, Parra, Lobato, Garate. Damiano Cunego è subito dietro, Savoldelli a 15". Di Luca guida il gruppetto di testa.

km 4,4 per la maglia rosa. Quindici secondi. Hanno perso contatto dal gruppo Simoni sia Cunego che Basso. Simoni-Rujano Guillen-Di Luca-Garate-Gontchar all'inseguimento di Ivanov-Niermann. Simoni guida questo gruppetto, nessuno gli da il cambio. Spettacolo del colle: castagni, larici, acacie e frassini.

km 6,1. Parlano Simoni e Di Luca. 36" di vantaggio del gruppo Simoni-Di Luca-Rujano-Garate-Rodriguez-Di Luca-Gontchar. Perde contatto Karpets. Le pendenze non scendono mai sotto l'otto per cento. Savoldelli prova a contattare l'ammiraglia. Perde terreno anche Parra. Di Luca-Simoni spingono. Al 7 chilometro hanno 44" di vantaggio su Savoldelli, una lenta erosione. Il parco regionale dell'Orsiera è lo spettacolo, ha già vinto la tappa.

49" poi 53". Savoldelli recupera quattro secondi, ora 47". Ivanov, in testa ha 47" su Niermann e 4 minuti circa sul gruppo di Simoni. Perde contatto Montgomery dal suddetto gruppo. Tra poco inizia lo sterrato, 7 km e 9 metri. Poi 10 km di discesa. Savoldelli in rimonta: ha 41 secondi da recuperare. Un passo diverso. Il tratto sterrato, ciclismo d'altri tempi, una novità dopo ben 23 anni.

Danilo Di Luca fa il ritmo. 55 secondi su Savoldelli. Ivanov ha 2 minuti e 50 di vantaggio sul gruppo Simoni. Tanta gente sui margini della strada. Uno e dieci, trenta secondi in due chilometri. Simoni-Rujano-Di Luca. Altri cinque secondi. Savoldelli ha meno di un minuto di vantaggio in classifica generale. Cinque chilometri al colle, si è staccato anche Garate.

Un minuto e quarantadue. Savoldelli è in difficoltà. Ha perso un minuto in tre chilometri, cioè dall'inizio dello sterrato. Che pubblicità per il colle ed il parco!. Un'ammiraglia passa ed alza polvere. E' Di Luca il motore di Simoni e Rujano. Ivanov in crisi, raggiunto da Simoni. E' in testa da centosessanta chilometri.  Un minuto e 53 secondi. Ha solo dieci secondi di vantaggio. Che tappa!

2 chilometri e due minuti. Di Luca-Simoni e Rujano, 1900 metri, la vetta a 2178 metri. Poi ancora 26 chilometri. La salita è iniziata da 57 minuti. Savoldelli è solo.

Il colle. Un muro umano, una tappa terrificante per gli spagnoli, magnifica per i francesi. Dunque primo Di Luca, secondo Simoni, terzo Rujano. Garate a 1'10", Gontchar e Van Huffel a 1'58", Savoldelli a 2'23". Inizia la discesa verso Pourrieres. Savoldelli si avvicina a Gontchar, inizia la rimonta?. Simoni è maglia rosa virtuale.

Savoldelli in rimonta. In discesa ha prima raggiunto Gontchar e Van Huffel e poi guadagnato venti secondi dal gruppo Simoni. Ora è a due minuti e tre secondi. Garate a un minuto e dieci. Verso Pragelato. Pendenze verso il 5% e 6%. Crampi per Danilo Di Luca. Simoni-Rujano i leader. Grande Di Luca, che sfortuna.

Attenzione Simoni-Rujano hanno un minuto e 53 di vantaggio su Savoldelli. Un'ammiraglia sfiora la moto della televisione. Siamo a Pragelato.

Simoni-Rujano hanno undici secondi di vantaggio su Di Luca. Savoldelli ha raggiunto anche Garate, sono in sei ad inseguire il duo di testa. Dieci chilometri al traguardo. La Valchisone si ripresenta all'onore del mondo. Un minuto e trentasette. Savoldelli anche considerando gli abbuoni della tappa è virtualmente e nuovamente maglia rosa. 

News dal colle, uno spettacolo maestoso. Vedremo le foto. Paolo Savoldelli è a un minuto e trenta secondi. La salita ricomincia, Simoni-Rujano aumentano leggermente il vantaggio che si era ridotto ad un minuto e ventiquattro. Cinque ore e quaranta di tappa, immane. Sei chilometri.

Cinque chilometri, uno e 24 secondi. Rujano Guillen che ha fatto tutto il colle delle Finestre a ruota si stacca leggermente. Ardilla tira, Savoldelli a ruota.

Quattro chilometri al traguardo. Il venezuelano Rujano Guillen, 160 centimetri, professionista dal 2003 allunga il margine su Simoni. Otto secondi di vantaggio. Di Luca a 50 secondi.

Rujano Guillen a due chilometri. Simoni a 23 secondi, rischia a questo punto anche il secondo posto. Due minuti e tredici su Savoldelli, un'impresa quella del colombiano in due chilometri.

Quasi sei ore di corsa. Una tappa splendida. Rujano Guillen ha vinto la Savigliano-Sestriere. Simoni a ventisei secondi è secondo anche in classifica generale. Terzo Danilo Di Luca ad uno e trentasette, quarto Garate ad uno e cinquantatrè. Savoldelli ad uno e cinquanta cinque è maglia rosa e replica il successo del 2002. In classifica generale primo Savoldelli, secondo Simoni a ventotto secondi e terzo Rujano Guillen a quarantacinque secondi. Quarto Di Luca

Le pagelle della giornata:

Danilo Di Luca. Voto dieci. Sul Colle delle Finestre ha impresso un ritmo astronomico, peccato il crampo, avrebbe vinto.

Rujano Guillen. Gli ultimi tre chilometri sono stati una dimostrazione di potenza, di coraggio e di classe. Voto nove, sul Colle sempre a ruota

Paolo Savoldelli. Voto sette e mezzo. Ha vinto il secondo giro d'Italia della sua carriera, ha sofferto, rischia il crollo, si è ripreso in discesa. Dieci per il successo finale.

Gilberto Simoni. Voto otto. Ha sfiorato l'impresa, è stato maglia rosa virtuale. Da Pragelato in poi non aveva più energie. Nove per il giro.

Damiano Cunego. Voto quattro. E' scomparso subito dopo due chilometri di colle. Arriva a dodici minuti, la delusione assoluta del Giro.

 

Maya@valchisone.it

 

Mercoledì, 22 Giugno 2016 10:20

Gare e siti delle gare delle paraolimpiadi 2006

Scritto da

Saranno il nostro avvenimento Olimpico. Dal 10 al 19 marzo 2006, cerimonia di apertura e chiusura al Palasport Olimpico di Torino. Gli atleti si confronteranno in cinque discipline diverse: sci alpino, sci di fondo, biathlon, hockey su ghiaccio e curling. Biathlon: Pragelato Plan Hockey su ghiaccio. Nella versione paraolimpica si svolge su slittino. Ha debuttato nel 1994 a Lillehammer. Torino esposizioni Torino Sci di fondo: staffette e gare individuali. Pragelato Plan Curling: debutto della disciplina. Palaghiaccio di Pinerolo Sci alpino: Sestriere Borgata. Quattro discipline: Discesa libera, super g, slalom gigante e slalom.

maya@valchisone.it

Mercoledì, 22 Giugno 2016 10:18

il 28 maggio 2005 il giro d'Italia in Valchisone

Scritto da

Il 28 maggio il Giro D’Italia in Valchisone By Maya La penultima tappa del giro d’Italia, il 28 maggio passerà in Valchisone e si chiuderà a Sestrieres. Sarà lunga 190 km e partità da Savigliano, viene già considerata decisiva per la vittoria finale. 60 chilometri complessivi di ascesa. Savigliano-Pinerolo, tutta la SR23 fino al Sestrieres passando per Villar, Fenestrelle, Pragelato. Cesana, Valsusa, Meana e poi il Colle delle Finestre, durissimo, strada in parte sterrata (8 chilometri finali, un richiamo ai tempi di Coppi e Bartali), 2178 metri, una salita di 18,5 chilometri con una pendenza media del 9,5% e i primi due chilometri al 14%. Dentro il bellissimo Parco naturale delle Orsiere, uno scenario incantevole, una prova durissima. Dopo il Colle delle Finestre (vedi sito), Pourrieres, quindi Pragelato per l’ultimo tratto fino a Sestrieres, 2035 metri. Saremo presenti con i nostri inviati. Il Piemonte ospiterà altre due tappe: il 26 maggio la Varazze-Colle di Tenda, arrivo a 1800 metri, linea del traguardo in territorio francese, Madonna del Colletto, Colletto del Moro, quindi Limone Piemonte posto a mille metri. Tenda, in territorio francese, tappa durissima anche questa. Il giorno 27 maggio ci sarà una cronometro la Chieri-Torino di 31 chilometri che passerà da Superga. Il giro partirà da Reggio Calabria il 7 maggio con il cronoprologo in notturna di 1,1 chilometri e si concluderà a Milano il 29. Ci saranno 20 tappe e due giorni di riposo, il 17 ed il 24 maggio. Sarà lungo 3464 chilometri, per un dislivello complessivo di 22040 chilometri. Zoldo Alto, Colle del tenda e Sestrieres saranno i tre arrivi in salita, due cronometro con arrivi a Firenze e Torino per complessivi 73,6 chilometri. La tappa più lunga sarà Mezzocorona-Ortisei, 21 maggio, di 217 chilometri. 7 maggio Reggio cronoprologo di 1,1 km in notturna 8 maggio Reggio-Tropea di 208 chilometri 9 maggio Catanzaro Lido-Santa Maria Cedro di 177 chilometri 10 maggio Diamante-Giffoni Vallepiana di 210 chilometri 11 maggio Giffoni-Frosinone di 197 chilometri 12 maggio Celano-L’Aquila di 215 chilometri 13 maggio Viterbo-Marina di Grosseto di 154 chilometri 14 maggio Grosseto-Pistoia di 205 chilometri 15 maggio Lamporecchio-Firenze cronometro di 41,5 chilometri 16 maggio Firenze-Ravenna di 139 chilometri 17 maggio riposo 18 maggio Ravenna-Rossano Veneto di 207 chilometri 19 maggio Marostica-Zoldo Alto di 150 chilometri 20 maggio Alleghe-Rovereto di 178 chilometri 21 maggio Mezzocorona-Ortisei di 217 chilometri 22 maggio Egna-Livigno con la Cima Coppi sullo Stelvio a 2758 metri di 210 chilometri 23 maggio Livigno-Lissone di 207 chilometri 24 maggio riposo 25 maggio Lissone-Varazze di 207 chilometri 26 maggio Varazze-Colle di Tenda di 194 chilometri 27 maggio Chieri-Torino cronometro di 31 chilometri 28 maggio Savigliano-Sestrieres di 190 chilometri 29 maggio Albese con Cassano-Milano .


maya@valchisone.it

Bergamo e Perugia sono le squadre più forti: hanno dominato la regular season ed hanno già vinto la Coppa dei Campioni (Bergamo), la Coppa Italia e la Coppa Confederale (Perugia).

Domani sera ci sarà gara tre delle finali, a Bergamo. Le umbre conducono per 2-0 dopo la vittoria per 3-2 in gara uno a Perugia e il 3-1 di gara due a Bergamo.

Si confronteranno atlete di sette paesi, escluso in nostro che vanta una consistenza rappresentanza: 13 giocatrici su un totale di 25. Tra le titolari o quasi: Jenny Barazza, Paola Croce, Francesca Piccinini per Bergamo, Simona Gioli e Chiara Arcangeli per Perugia. La Lega per il prossimo anno vorrebbe introdurre l'obbligo di tre atlete italiane in campo. Non sarebbe una cattiva idea.

Tre le ex di queste partite: Dragana Marinkovic, due anni a Bergamo, ora a Perugia, Gujska Katarzyna, palleggiatrice polacca, due anni a Bergamo ora tra le umbre e Paola Croce ex perugina ora libero della formazione bergamasca.

La nazione straniera più rappresentata è la Croazia con tre atlete: Maja Poljak alla seconda stagione con Bergamo, Dragana Marinkovic centrale di Perugia e Mijalic Iskra schiacciatrice di Bergamo. Due le brasiliane: la palleggiatrice  Rogerio de Sousa Helia in arte Fofao e la Moreira Waleska centrale, entrambe di Perugia.

Due le polacche: Swiniewicz Dorota schiacciatrice e Gujska Katarzyna entrambe perugine. Come anche la super coppia cubana formata da Taimarys Aguero e Francia Mirka Vasconcelos. Una giocatrice tedesca (Angelina Grun schiacciatrice di Bergamo), una ucraina la palleggiatrice Iryna Zhukova di Bergamo e una russa, la micidiale Lioubov Kilic, schiacciatrice completano il quadro della rappresentanza estera.

Delle italiane nel sestetto titolare (o quasi) ho già parlato: giocano poco ma sono importanti Manuela Secolo e Paola Paggi per Bergamo. Poco spazio per Katja Luraschi palleggiatrice e ancor meno per Serena Ortolani schiacciatrice.Apparizioni sulla sponda opposta per la centrale Lucia Crisanti, entrate sporadiche per Di Iulio Chiara.

La più fedele è la Snieniewicz al settimo campionato con Perugia, seguita dalle sei stagioni di Taimarys Aguero e Francesca Piccinini, la prima con Perugia, la seconda con Bergamo. Cinque con le umbre per Mirka Francia Vasconcelos.

Tra le curiosità: una stagione per Jenny Barazza in Spagna con l'Albacete ed una per la Piccinini in Brasile, Paola Paggi è di Ivrea, mentre la Kilic ha già giocato in quattro paesi differenti.

Domani gara tre. Perugia può vincere lo scudetto se la coppia cubana sarà devastante come in gara uno (la Vasconcelos) e in gara due (entrambe). Bergamo deve ritrovare i colpi della Kilic e la celebre difesa impossibile da superare.

Maya@valchisone.it

Torino, Palazzetto dello Sport, semifinali della Top teams cup. 2mila spettatori circa in un palazzetto che aveva conosciuto allori e gloria sia con la pallavolo maschile che con la pallacanestro. Finali di coppa dei campioni, finali scudetto, epici duelli con Milano. Erano gli anni ottanta, poi Torino ha perso e la pallavolo e la pallacanestro. La pallavolo femminile riporta il Palaruffini alla ribalta con le final four di Top teams cup. Chieri conquista meritatamente la finale travolgendo le ragazze turche di Istanbul, un 3-0 netto e senza appello. Pubblico scarsino per un evento internazionale, presente il gruppo ultras “fedelissimi Chieri”. 25-10, 25-14, 25-15, un dominio netto malgrado l’assenza della Zetova, ennesimo infortunio per le piemontesi dopo quello della Tom. L’asse Tom-Virla ha funzionato alla perfezione, ma perfezione è il termine giusto per commentare la partita di tutte. Primo set senza possibilità di appello, punteggio indicativo della possibilità di Istanbul di contrastare le ragazze di Chieri. Gioco veloce, muro, un campionario di forza che neppure la brava palleggiatrice Bahar Urcu riesce a ribaltare. Non si fa in tempo a festeggiare che Chieri vola già 3-0 grazie alla Vincenzi e poi 6-2 con la forza del muro. Entra Valeria Marletta, esce la Vincenzi, cliché segnato. Gli errori della Scott e della Tom in battuta vengono compensati dai numeri della stessa Tom Logan e della Marletta. 10-5, punti anche dalla brasiliana Virna, ancora muro, un punto della schiacciatrice Mira Topic, la Scott e la Vincenzi. 16-11. Una fotocopia del primo set, la cinese Qui, numero sette si segnala per un’invasione, un muro della Scott ed uno della Vincenzi. 19-11. Solo gli errori di Chieri permettono alle turche di realizzare punti. Esce la Vincenzi rientra il libero Borri. Punto strepitoso della Scott, una botta terrificante, ancora la Virna. 22-12, entra la Akap, la Scott scatenata mette praticamente fine al secondo set. Un muro vincente lo chiude: 25-14. Le turche hanno realizzato quattro dei quattordici punti grazie agli errori in battuta. L’allenatore brasiliano di Istanbul, Marco Aurelio Motta, le prova tutte ma la superiorità di Chieri è troppo evidente. Tom e Vincenzi inaugurano il terzo set, un’errore della Marletta e siamo al primo pareggio assoluto. Le ragazze piemontesi ristabiliscono prontamente la differenza, 7-3 con una difesa superba di Tom Logan che poi sbaglia il punto successivo. La Marinova, palleggiatrice, inventa che è un piacere, primo vero punto della Ozcelik. Sbagliano anche la Topic e la Urcu, il segnale che Istanbul si è ormai arresa si materializza con evidenza sul 13-6 quando la Kayalar recupera un pallone incredibile e le compagne restano a guardare. Due punti della Scott, un muro della Marletta, un punto della Kuyan, 20-10 in breve tempo. Istanbul resta virtualmente in partita solo grazie a qualche imprecisione di Chieri, errore in battuta e poi della Scott, ma sono attimi. Tom e Scott (il punto decisivo) sono immarcabili, Chieri conquista meritatamente la finale ed attende di sapere il nome dell’altra finalista (Tongeren, squadra belga, cittadina di snodo europeo e Leverkusen, Germania, con le seconde leggermente favorite). Finale domani alle ore 17 al Palaruffini. Auspico il tutto esaurito. Pagelle: Chieri Valeria Marletta. Nove. Mura e fa punti Scott Danielle. Nove e mezzo. Potenza e classe, spara bordate incredibili. Marinova Neli. La capitana illumina l’attacco chierese variando costantemente il tema offensivo Virna. Voto nove e mezzo. Strepitosa, impossibile murarla Vincenzi Cristina. Voto nove e mezzo. Talvolta meno brillante delle altre, è però brava e concreta Borri. Voto nove. Libero, quindi spesso meno evidente. Il muro ostruisce tutte le vie, è pronta quelle rare volte che le turche riescono a superarlo Tom Logan. Voto dieci. Si arrabbia per un errore sul due a zero, con il terzo set in tasca. Punti, muri, recuperi, una giocatrice completa Guidetti (allenatore): voto dieci. Si dirà che la partita è stata una formalità ma era pur sempre una semifinale di una coppa europea. Una squadra perfetta. Istanbul Urcu Bahar. Voto sei e mezzo. La palleggiatrice prova in tutti i modi a rianimare l’attacco turco murato implacabilmente dalle italiane. Si arrende nel terzo set Kayalar. Voto sei. Il suo recupero sul 13-6 nel terzo set che non trova neppure una compagnia pronta a seguirla dimostra che almeno ci ha messo impegno Ozcelik. Voto cinque. La capitana raramente fa breccia. Qui. Voto cinque. La ragazza cinese si segnala solo per un’invasione Kuyan Resede. Voto sei. Fa qualche punto, almeno ci prova. Spesso murata Akap Sinein. Voto cinque. Entra nel secondo, può davvero poco Topic Mira. Voto sei. Anche lei è protagonista di qualche punto, anche lei spesso murata. Duro giocare contro Chieri Marco Aurelio Motta (allenatore). Voto cinque. Chieri è più forte, l’impressione è che non trovi mai le giuste contromisure Se volete scrivermi, se volete collaborare con noi, se volete segnalare problemi o tematiche.

Maya@valchisone.it Inserite l’oggetto nelle vostre e-mail.

InizioIndietro12345AvantiFine
Pagina 1 di 5

Segui le ultime news

Cerchi qualcosa nel sito?

Webcam

Tutte le webcam aggiornate

Non essere tirchio!

Regalaci un Mi Piace!

Grazie!

Facebook

Meteo Valchisone

Meteo per 5 giorni

 PREVISIONI
WHEATHER FORECAST

 

Scegli la tua Stazione Meteo

barometro

Villar Perosa

 

Roure

 

Pragelato

Siti Partners

 logo ufficial application meteo pinrolese team

logo 300x235

Pineroloplay

Contatti mail         Informativa sui cookies            Privacy                skype

 

Valid Robots.txt

 

Valchisone.it non ha scopo di lucro, i banner pubblicitari presenti servono unicamente a coprire le spese di gestione e mantenimento.Tutto il materiale presente nel sito è di proprietà dei legittimi proprietari. Non intendiamo violare nessun tipo di copyright. Il proprietario del sito si intende sollevato da ogni responsabilità per danni causati da dichiarazioni personali rese nei confronti di terzi fruitori e non del sito e da qualsiasi informazione tesa a screditare ogni persona o attività.