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Giovedì, 24 Marzo 2016 11:07

Quattro passi nel futuro di D'Alessandro, Romagnolo, Saracco

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Scritto da Alessandra D’Alessandro, Salvatore Romagnolo, Roberto Saracco “L’era delle tecnologie si affermerà proprio quando queste scompariranno” Roberto Saracco “scomparsa delle telecomunicazioni” Saggio scritto a sei mani, quattro passi nel futuro è un libro ricco di spunti curiosi ed interessanti su come sarà o potrebbe essere il mondo del prossimo futuro, quello dietro l’angolo. Non è un libro scritto da futurologi professionisti né da iscritti alla Wordl Future Society di Washington. Né da futurologi che lavorano nelle società di pianificazione o ricerca o da esperti di marketing. “Innovare” sostengono a sei mani “significa gestire la complessità, governare processi instabili, fare i conti con elementi contradditori, rafforzare la capacità progettuale e di comunicazione. Facilitare la condivisione di valori e contenuti”. Alla capacità di innovare è legata gran parte del nostro futuro, vorrei aggiungere innovare in maniera compatibile con l’ambiente e senza alcuna forzatura. Innovare in maniera intelligente ed innovare per tutti, non solo per una fascia ristretta della popolazione. Il progresso non deve diventare lo steccato ma semmai condivisione di valori e visioni. Il libro non vuole avere contenuti sociologici e/o politici almeno in questa direzione e fermo la riflessione ugualitaristica che ormai sapete essere nel mio patrimonio genetico. Spero che i tre autori, se mai leggeranno questa recensione, si trovino d’accordo con questa posizione. Si descrive un futuro prossimo venturo che è già presente, il futuro è già nelle nostre case ed investe ogni aspetto della vita quotidiana. L’assuefazione a questo futuro prossimo venturo ci fa spesso dimenticare che la componente tecnologica è ormai schiacciata nel processo produttivo ma dietro questa componente certamente si trovano aspetti come la programmazione e soprattutto la progettazione. E’ il salto dalla società industriale a quella tecnologica, un salto anche culturale con processi nuovi da governare e definire: pensate per un attimo ai chip del computer. Pensate a quali sono le potenzialità di crescita e pensate alla velocità d’esecuzione di queste potenzialità: la rivoluzione industriale è stata la summa di un processo lento, lentissimo. Fino all’esplosione appunto dell’era tecnologica, dove tutto corre in più direzioni. La rivoluzione della tecnologia si ripercuote anche negli aspetti legati alla realizzazione, cioè al lavoro: mentre la General Motors, multinazionale industriale ha alle proprie dipendenze circa settecentomila lavoratori, Microsoft, ne occupa poco meno di ventimila “Il futuro”- “così scrivono nel primo capitolo “è una specie di patchwork in cui ogni quadratino fornisce un contributo ma al tempo stesso risulta condizionato da ciò che succede intorno a lui”. Casa, automobili, tempo libero, tutto è investito da progetti e progettualità. Cosa realizza e cosa realizzerà la tecnologia? Il saggio risponde a questa domanda, se interessati all’argomento vale la pena leggerlo.

 

Maya@valchisone.it

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